IL MOVIMENTO DEI FORCONI ANCORA IN CULLA.

Molti li hanno paragonati agli OWS,agli Indignados.Ma in realta’ il movimento dei forconi siciliano e’ indignazione verso rincari che i privati non potranno piu’ espletare.

Si va dalla benzina alle liberalizzazioni,alla consueta prassi del favoritismo locale ai danni dei poveri agricoltori,pescatori e altre categorie.

Non hanno la spinta universale degli Indignados o degli Occupy,ma in compenso sfruttano il momento no della nostra recessione che mette,dopo le stangate del governo Monti,in ginocchio ancor dippiu’ la povera gente.

Si e’ partiti dalla Sicilia,si andra’ in Calabria poi magari tutta l’Italia.

Un movimento che ha dal suo interno possibili infiltrazioni mafiose ma che,a detta di molti,e’ omogeneo e indipendente.

Molti diranno che questi turbolenti hanno da recriminare contro cio’ che e’ stata per anni la logica del favoritismo locale,fatto di scambi politici in cambio di lavoro e favori.

Oggi lottano contro quella parte di politica e politicanti,che hanno fatto di tutto cio’ il disonore della terra siciliana.

Personalmente e’ e sara’ una lotta dura,contro ideologie innate per alcune realta’ nostrane ma che,si spera,siano a cadere sotto il peso delle lotte che mai come il 2011,hanno caratterizzato il mondo intero.

Sara’ tutto veloce a finire oppure i blocchi,la mancanza di futuro e altro fara’ il resto e la differenza?

E’ presto per dirlo.E’ appena nato e come tutti i bimbi si vedra’ col tempo se il nascituro sara’ forte e dara’ soddisfazioni ai genitori che,in questo caso,sono tutte quelle persone che hanno aderito idealmente alla sua nascita e alla sua voglia di dire,anch’io sono parte del cambiamento che e’ gia’ in corso nelle altre parti del globo.O no?

L’EUROPA E I SUOI FINTI AMICI.

Le agenzie di rating e l’Italia.Un connubio difficile e veritiero che ha portato la nostra nazione a cascare in fascia B andando a ribadire i problemi di una Eurozona a due livelli.Germania traino di un trenino piccolo piccolo che ha dalla sua grande prodotto interno e difese piu’ reattive a differenza delle sorelle francesi e italiane che perdono colpi e fiducia.

Molti credono che dietro queste agenzie vi sia la mano lunga dell’America e degli interessi di chi ha parte in loro.

Certo una cosa e’ vera:se Standard and poor’s ha confermato cio’ che avevamo seminato nel passato e ha dato un quadro in caduta nonostante la cura Monti.

Adesso l’altra agenzia Fitch conferma e declassera’ il nostro paese,nonostante sia le aste che la borsa abbiano tenuto il macigno del giudizio tecnico.

Molti cercano nelle agenzie le vere motivazioni sugli editti,e scoprono coincidenze contro l’uno e l’altro governo sentenziato.

Si viene a sapere che S&P e Fitch sono pagati dalla stessa societa’ che devono valutare,alzando un conflitto di interesse notevole.

Insomma la campagna contro un paese puo’ essere dettata da azioni di “guerra economica “per fare affari economici.

Si stanna creando,ma forse esistevano da tempo,due poteri forti:

il primo legato a quello politico delle singole nazioni,fatto di relazioni esterne e scambi commerciali.

Il secondo fatto da economia estremizzata fatta da agenzie,nazioni interessate e grandi holding.

Il risultato attuale sembrerebbe pendere per la fine di una Europa unita e di un euro debole.Rafforzerebbe il dollaro e l’America,relegandoci a comparsa mondiale.

Scenari futuri possibili,oppure un grande bluff per far credere che,la recessione,esiste e con essa il dovere di compiere sacrifici,atti a riempire nuovamente le casse degli stati grazie a manovre scellerate e abbondanti.

Evviva,l’Europa e tutti i suoi “finti” amici.

I DIRETTORI A RIPOSO DALLA GUERRA TRA PENNE.

Eravamo abituati a vedere giornalmente la lotta a colpi di editoriali tra i maggiori giornali nazionali chi per prendere le difese di Berlusconi,chi invece a dare invettive a suon di scoop contro.Be in questo momento transitorio,come se stessimo in un limbo,l’unica regola e’ remare tutti insieme e cercare di arrivare a un prossimo possibile voto in maniera soft e elegante.

Quindi niente articoli in cagnesco e niente acerrime lotte tra direttori di testata e redazioni.

Belpietro,Feltri,Sallusti,Scalfari la pace dei capi al momento sembrerebbe reggere.Anzi,vedi Belpietro,si assumo l’onere di rimproverare gli alleati dei loro padroni,ricordandogli che mettere da parte le beghe di partito puo’ rimettere in moto future coalizioni e vittorie.

Insomma viviamo in un momento dove il giornalismo e’ fatto di notizie attinenti la cronaca e di riflessioni piu’ o meno sincere.

Pansa,il giornalista amato e odiato da molti,ci fa un quadro gustoso di queste lotte tra penne famose del giornalismo e ci dice che lui,odiato da molti,del giornalismo lecchino se ne frega essendo stato sempre libero e senza padroni.

Forse attualmente ai direttori e ai giornali manca quel gossip di stagione politica e quelle nostizie da rotocalco che hanno animato le nostre giornate.

Ma in una Italia afflitta dal debito le notizie rosa erano la telenovela quotidiana che ci veniva sfornata da parte dei giornali di sinistra(Repubblica specialmente)che con una certa alienazione ci ricordavano le notti brave del premier e le amanti delle stanze del potere.

Poi quelli di destra difendevano come avvocati avvoltoi il loro beniamino,andando a sfornare anche loro scoop dei politici di destra e peccati veniali.

Oggi tutti uniti con Monti,ma sono sicuro che quando si scocceranno del tecnico,verranno fuori notizie sul suo conto e sulle sue distrazioni fuori dal lavoro.

Il timoniere di tutto cio’?Decidete voi,destra o sinistra fa lo stesso…

COSTA E BULLISMO DI UN CAPITANO TROPPO PRESUNTUOSO.

Il dramma di Costa Concordia avra’ ripercussioni sul marchio di fabbrica genovese,senza dubbio.

Si ampliera’ nella mente delle persone l’abbinamento Costa\inefficienza legato maggiormente alla preparazione del personale di bordo che,sembrerebbe dai primi riscontri,non abbia messo in pratica la professionalita’ richiesta in queste situazioni critiche.

Ma se da una parte l’opera del comandante e’ dovuta senza ombra di dubbio a una goliardia da primadonna,la mancanza di funzionalita’ organizzativa nelle seconde linee e’ ancor grave.

Io ho avuto la fortuna di fare un viaggio in Costa Allegra anni fa.

Certo nulla a che vedere col gigante moderno ultimo della compagnia genovese,ma allora ebbi sensazioni buone circa la preparazione del personale di bordo e circa le manovre teoriche che ci dettero  in caso di naufragio o incendio a bordo.

Il comandante ha fatto un qualcosa che non doveva e per primeggiare nella  classifica dei bulli di quartiere,ha commesso l’errore piu’ grande per uno di questi:la presunzione di essere bravo..a tutti i costi.

Molti diranno che altri lo hanno fatto in passato,certo.Gli e’ andata bene,sono stati fortunati o piu’ scaltri nella loro manovra evasiva dalla rotta ufficiale.

Adesso ci vorranno giorni per capire altre dinamiche della sciagura e noi,dalla nostra,avremo forse una certezza:quella di pensare che la vacanza da sogni e la crociera favolosa,sono sempre regolate dalla voglia di qualcuno di essere o non protagonista a tutti i costi.

COSENTINO,GLI ABBRACCI E I NOSTRI DUBBI.

Il caso Cosentino e’ l’emblema della politica al servizio di un qualcosa molto semplice:l’ambiguita’.

Si,quando una cosa non e’ certa,specialmente quando non e’ comprovata da sentenze penali definitive,deve essere interpretata sempre come un qualcosa dai doppi risvolti,double face.

Insomma Cosentino se e’ colpevole avrebbe meritato un arresto,un processo e una sentenza.

L’averlo messo in “liberta’ morale” prima di una sentenza definitiva da parte del parlamento,rappresenta l’emblema del fare politica giustizionista prima e al posto di quella ufficiale.

E allora giu’ con i dubbi,le sentenze post voto e gli inciuci nati da alleanze all’ultimo minuto e rotture dopo(vedi Maroni e Bossi alla lega nord).

Noi cittadini,esasperati dal potere decisionale quasi giuridico di questi voti di fiducia verso inquisiti,dobbiamo allora scegliere tra un processo che verra’ oppure un giudizio di parte ufficiale,come quello del parlamento.

Su Cosentino si parlera’ e si dira’ ancora molto certo,ma alla fine i dubbi morali legati a faziosita’ di partito non fanno altro che esasperare alcuni livelli politici(anche se poco a dir la verita’ dopo e’ stato detto dalla opposizione)e innalzano la rabbia nostra di comuni mortali verso scene da baciamo le mani e abbracci.

 

PIU’ RISPETTO PER TARANTO,E LA DIOSSINA.

A Taranto si sta svolgendo il processo per l’omicidio di Sara Scazzi,la ragazza uccisa ad Avetrana.

Io che vivo a Taranto,constato quotidianamente la pressione dei media e la voglia dello scoop a tutti i costi.

C’e’ anche chi ha tentato di fare foto col cellulare dentro l’aula dove si svolgeva il processo,ma e’ stato pizzicato e per sfortuna sua niente scoop da vendere ai giornali.

Ma l’episodio che piu’ mi ha intristito e’ stato quello legato alla protesta fuori dall’aula di alcuni cittadini che,grazie a uno striscione,hanno voluto ricordare ai giornalisti,distratti dal caso Scazzi,la problematica ambientale legata alle polveri sottili che attanaglia la citta’ jonica.

Percheì non c’e’ tanta pressione mediatica su un fenomeno,l’inquinamento da diossina,da parte della stampa?

A livello locale devo dire che i quotidiani sono molto vicini al problema,registrando denunce e opinioni dei cittadini e sollevando anche dubbi sulla possibile convivenza tra l’industria Ilva e la citta’ stessa.

Il fenomeno legato allo scoop del momento e’ moda diffusa a livello mondiale,non ci meravigliamo di questo ovvio,pero’ avrei voluto avere l’opinione di giornalisti nazionali sulle emissioni di diossina dai camini dell’Ilva e magari servizi atti a dimostrare come i livelli di soglia delle stesse emissioni siano elevati.

Far salire all’altare della cronaca un paesino come Avetrana e’ stato purtroppo un brutto episodio di cronaca,nato forse in ambienti omertosi e socialmente mediocri.

Fare salire all’onore delle cronache Taranto per la diossina sembrerebbe una cosa difficile per mamma Rai e Mediaset,che invece con trasmissioni alla Salvo Sottile,fan fortuna  eccome.

Insomma forse dopo le dichiarazioni di Vendola sul calo di diossina nell’aria a Taranto,la questione sembra accantonata?

Eppure chi vive a Taranto giornalmente vede e annusa le polveri della morte,quelle stese che un noto ambientalista,Fabio Matacchiera,ha ripreso anni fa con una telecamera a visore notturno.

Be amici giornalisti andate su youtube e vedete la realta’ di una citta’ che avrebbe dovuto avere piu’ rispetto e importanza per questo dannoso problema quotidiano.

Lo scoop,cercato nella morte di una piccola e’ vergognoso,come quelle tavole rotonde fatte di sensazioni personali e ipotesi campate in aria.

Io quando passo da corso Italia,cambio strada.Per rispetto a Sara,la piccola Sara.

 

AMORE PER LA MAGLIA?E VOI CI CREDETE ANCORA…..

De Rossi il nuovo Totti che dovrebbe sostituire il capitano nei cuori dei tifosi romanisti,non sa che fare.Seguire la strada dell’amore per la sua Roma oppure cedere al dio denaro.

Sara’ ma io non capisco quando dei tifosi per forza cercano di opporsi a quello che dovrebbe essere un salto di qualita’ nella carriera professionale di un giocatore.

E’ come dire a un operaio se vuol fare a vita il tornitore oppure salire in ufficio dietro alla scrivania della sua azienda.

Ma che amore poi ai tempi d’oggi.

Mercenari?Furbi innamorati?Calcolatori?Bisognerebbe solo capirli e lasciarli liberi di decidere il loro futuro come faremmo noi nella vita lavorativa se avessimo due chance.

Ma che amore alla maglia,ci credete ancora voi?

 

 

 

BOCCA E PANSA SUL TERRORISMO.IDEE E CONFRONTO SEMPRE APERTO.

Sto leggendo il libro di Giampaolo Pansa “Carta straccia”,trovandolo molto interessante e attualissimo per il momento politico che viviamo e per le ripercussioni a livello sociale.

Trovo un passaggio del libro inerente il dibattito tenutosi nella redazioni di Repubblica tra Bocca e Pansa,allora giornalisti per il direttore Scalfari,interessante.

Si parlo’ di terrorismo,di matrici politiche e non e dei motivi per cui allora i giovani si buttavano alle armi.

Pansa era diverso dall’idea di Bocca circa le cause.Egli diceva che i giovani erano stufi dello Stato ladrone e cercavano la rivoluzione nella campagna di lotta,per rivendicare un diritto negato, dallo stato traditore, che era la democrazia sociale.

Pansa dalla sua diceva che erano criminali che avevano dalla loro ideologie di sinistra armata e che non avevano nessun diritto di sentirsi i nuovi liberatori delle liberta’ negate.

Una cosa cero allora aveva ragione Bocca.Lo scontro sociale aveva dalla sua una ragione che andava ritrovata anche nelle fabbriche,cantieri di insurrezione ideologica contro i padroni e contro chi aveva dalla sua il potere decisionale.

Attualmente,in un momento di tecnici al governo e di indubbia pressione economica e fiscale sugli italiani,sarebbe interessante sapere da Bocca(scomparso da poco),la sua visione futura sull’Italia odierna.Se insomma si rischia un ritorno agli scontri di piazza che sfociarono anche nel terrorismo che andava a colpire chi,lo stato,decideva politiche sociali molto dure.

Se andiamo a esaminare le scelte di governo e i malumori serpeggianti nella nostra penisola,bene ci rendiamo conto che rischi ci sono,e esistono anche derive terroristiche in atto.

Gli episodi di equitalia possono dimostrarsi atti iniziali di teoremi violenti che potrebbero innescare micidiali bombe a orologeria.

Certo,il terrorismo rosso estremo,ma anche quello nero,si e’ molto ridotto e riducendosi ha forse fatto dimenticare che in Italia vi sono sempre sostenitori dell’una e dell’altra parte purtroppo.

Il mixer riforme sociali(con la coopartecipazione dei sindacati),ha alzato i malumori e,anche se in forme diverse,ha fatto nascere fenomeni violenti.

Oggi forse,il terrorismo e’ l’azione singola mirata ai simboli del capitalismo,l’attacco mediatico di gruppi anarchigi in concomitanza di dimostrazioni di piazza,ecc…

Differenza non da poco rispetto al passato,ma pur sempre pericolosa.

Se avessi la possibilita’ di sentire Pansa e Bocca(sic),gli domanderei una cosa semplice semplice:esiste un prossimo bersaglio reale oppure il terrorismo e’ finito con la fine dei partiti inborghesitisi (specialmente quelli di sinistra)e non piu’ simboli distorti di azioni mirate?

 

 

DOMANI LAVORO:CHISSENEFREGA.

Domani si torna al lavoro.Ma non sara’ come quando andavo a scuola,col mal di pancia dalla sera.

Adesso sono consapevole del mio vivere andando incontro alla vita.

La scuola e il dover essere primo per forza di cose,avendo dalla mia genitori insegnanti,mi creo’ non pochi problemi.

Ora no,sono io il padrone del mio lavoro,per fortuna.

Mio figlio ritornera’ all’asilo,forse lui sara’ piu’ ansioso di me,certo.

Che scemo che ero dando importanza all’umore dei professori invece che concentrarmi su di me,sulle mie potenzialita’.

Si cresce,certo.E’ la vita e allora stasera dico:”chissenefrega che domani si torna al lavoro”.

 

2012 ODISSEA NELLA TERRA.

Quando il Time confermo’ come protagonista dell’anno passato il rivoltoso,pensai che forse il difficile doveva ancora avvenire.

Si perche’ il Time ci disse una verita’ ineluttabile:il sangue dei rivoltosi delle piazze stava servendo a qualcosa di importante,epocale,ma allo stesso tempo cio’ che si stava costruendo doveva essere poi confermato nel tempo.

Se il tempo dira’ che i regimi con la violenza avranno sconfitto i giovani martiri, sara’ lo stesso tempo a ricordarci che senza il loro sacrificio non avremmo capito cosa vuol dire essere uniti e cambiare il mondo.Senza il loro sacrificionon avremmo avuto(anche se per ragioni diverse)i vari movimenti americani e europei,nati come si sa sulla scia delle proteste arabe.

Ma la differenza di scopi finali sara’ determinante per coadiuvare all’unisono questi movimenti stessi,che se pur partendo da culture diverse e realta’ politiche estremamente opposte,hanno dalla loro insieme un fattore evidente da non sottovalutare:la rete.

Grande nemica dei regimi,essa spalanca verita’ e ci mostra brutalmente realta’ di offesa alle piu’ umane regole umanitarie.

Corpi uccisi da cecchini,donne sgozzate e bimbi martoriati,sono realta’ quotidiana.

Twitter specialmente e’ il megafono di questi eccidi ma anche il filo di unione tra Europa,America,Africa.

Adesso bisogna vedere se le varie differenze tra aree geografiche avranno la stessa motivazione di continuare le lotte,di perseguire i diritti negati e di vedersi riconosciuti regole negate.

Il Time,poi siamo tutti noi in fondo.