LA SOBRIETA’ DI MONTI E I NOSTRI SACRIFICI QUOTIDIANI.

La sobrieta’ di Monti inizia a darmi fastidio.
Dalla Cina con furore avverte che il sistema Italia pur navigando in cattive acque,puo’ farcela.
Ma questo suo ottimismo,insieme a quello della sua squadra di ministri,si scontra contro i bonzi e le manifestazioni di piazza come quella di oggi di “occupy piazza affari”.
Alla fine la verita’ stara’ solamente nel sondare il polso del cittadino,che con la terapia lacrime e sangue,dara’ si quel contributo alla nazione,ma perdera’ stabilita’ economica e soldi,molti soldi.
Monti deve capire che l’italiano con mille euro al mese o ottocento,esiste e ha difficolta’ ad arrivare a fine mese.
I sacrifici devono farli tutti,ancora dippiu’ quelli che hanno soldi.
Apparire bene in Europa e  agli occhi della triade potra’ essere cosa positiva ma bisogna non perdere il polso del paese e agevolare quelle classi medie in difficolta’.
Monti sara’ anche un gran tecnico,pero’ non puo’ fingere di vedere i problemi che oramai sono di una parte sempre piu’ grande degli italiani.
 
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IO SCIOPERO PERCHE’ LAVORO…..

Lo sciopero e’ un diritto del lavoratore,sacrosanto e giusto.
Lo sciopero nella maggior parte dei casi lo si fa’ per difendere contratti messi in pericolo da nuove leggi,per difendere i salari e per sancire unioni e coesioni tra i sindacati.
Ma oggi a Taranto,gli operai dell’Ilva hanno marciato sotto la Prefettura tarantina(circa settemila)per ribadire che loro hanno diritto a lavorare e mantenere il posto nonostante la loro fabbrica sia accusata di danno ambientale continuo.
Oggi si discuteva anche in tribunale  l’incidente probatorio sulla perizia medico epidemiologica che vede Riva e soci accusati.
Insomma lo scenario era di un certo paradosso,visto che si manifestava da una parte per dire che nonostante la crisi e i tagli avendo un lavoro lo si doveva difendere non per motivi di recessione ma per motivi di danno ambientale.
Come dire io ho una macchina bella,cammino e inquino piu’ delle altre,quindi sono punibile dagli altri.
Ho un qualcosa che gli altri hanno(il lavoro)pero’ con esso creo non per colpa mia un danno enorme alla comunita’.
Adesso aspettiamo il proseguimento dell’iter giuridico che attestera’ se l’Ilva di Taranto e’ sancibile e quindi colpevole.
Per il momento una cosa mi fa tristezza:vedere manipolati migliaia di operai che vistosi la giornata retribuita sono scesi a manifestare un diritto che forse in tutti gli scioperi dei metalmeccanici non si era mai visto:quello di lavorare!!!

MI SCUSI MA NON LA CAPISCO SEGRETARIO…..

Ieri sera ho visto Otto e mezzo il programma della Gruber.
Bersani era l’invitato e mi e’ parso assurdo che ribadisse un concetto:noi difendiamo l’Italia,non abbiamo pesi sulle spalle riferendosi alla CGIL della Camusso.
Ma scusi signor segretario,voi come partito dovete rappresentare quella parte di elettorato che ha idee uguali alle vostre,mica per forza di cose dovete inciuciare con Monti e far piacere a Casini e baciamo le mani Alfano.
Allora e’ vero che oggi come oggi i partiti stanno insieme come le battone sulla strada,dividendosi i clienti per far soldi tutti.
E poi che cosa vuol dire che il sindacato non condiziona le scelte quando esso e’ parte integrante della sinistra delle fabbriche,degli operai e della gente che si fa un mazzo cosi?
O forse  caro segretario Bersani ci siamo imborghesiti e ora che non c’e’ piu’ Berlusconi credete che la strada sia spianata per la vittoria delle prossime elezioni?
Attenzione a fare questi progetti.
La gente e’ stufa come quel povero disgraziato che si e’ bruciato oggi a Bologna dinanzi all’agenzia dell’entrate.
Occhio che la disperazione fa nascere figli anche violenti e pericolosi.
 

DUBBIO SUGLI UOMINI,SULLA POLITICA E SU NOI STESSI.

Da una parte Monti,dall’altra Casini,Bersani,Alfano.
Mi va stretta questa situazione,non accetto di essere o dall’una o dall’altra parte.
Non posso essere rappresentato da un tecnico sanguisuga che pur di restare in Europa detta regole e salassi agli italiani.
Ne’ mi va di assistere al teatrino dei politicanti vecchi e passati di moda,vintage,che cercano di essere protagonisti a tutti i costi dopo che ci hanno portato qui dove siamo.
Mi trovo in una terra di confine,dove adesso credo solo nei movimenti,nelle associazioni vere e in noi giovani che comunque abbiamo il peso sulle nostre spalle di un presente difficile e di un futuro senza certezze.
Pur lavorando e stando nel privato,leggo nella gente con un lavoro meno stabile del mio,la rabbia di essere marionette in mano a questi cretini.
Mi aspetto una reazione,come quella araba,un movimento di piazza che si e’ fatto vedere alcune volte in piazza ma che e’ inconcludente alla fine.
Che ci vuole in Italia a cambiar registro?La politica ci puo’ dare una mano ancora?E con chi?
Vedi i giovani della sinistra e poi li senti articolarsi con parole simili ai vecchi del loro partito.
Ma dov’e’ la novita’ allora?
Poi sull’articolo 18 sembrano unirsi le voglie in difesa dei diritti dei lavoratori,giustamente.
Ma alla fine quest’articolo potrebbe servire a staccare la spina a Monti.
E apriti cielo:tutti alle urne credendo che si possa avere un qualcosa di meglio,piu’ duraturo e democratico.
Ma in realta’ basta vedere i volti dei nostri politici,volti stanchi e passati di moda.Questo ci basta per capire che da noi,il cambiamento sperato non e’ ancora arrivato.

LA GUERRA TRA POVERI(OPERAI E AMBIENTALISTI)A TARANTO.

La guerra tra poveri.A Taranto il 30 di questo mese,si troveranno difronte gli   operai dell’ ILVA che manifesteranno a favore della loro azienda,e gli ambientalisti che attenderanno presso il tribunale un’altra sentenza contro il colosso industriale.

Una guerra che e’ anche su facebook e che si delinea “avvincente” nelle sue modalita’.

Una guerra fatta di denunce,di accuse reciproche e di schermaglie speriamo solo a parole.

Una guerra tra poveri,visto che gli operai devono difendere cio’ che hanno,cio’ che gli da pane e case da comprare con mutui.Gli ambientalisti che in nome del diritto ad avere aria pulita e non inquinata dai fumi,invece ribadiscono la necessita’ della svolta in questa citta’.

La via di mezzo sarebbe il futuro su qualche alternativa certa,programmata dalla politica nostra che prossimamente dovra’ fare i conti con le urne e dare alla citta’ dei due mari un nuovo sindaco.

C’e’ molta tensione nell’aria,e la guerra tra i poveri e’ gia’ iniziata grazie anche alla rete e alle dichiarazioni non troppo amichevoli che ci si scambia nel profilo ormai noto su facebook TARANTO E ILVA INSIEME.

Aspettiamo il 30 per capire se la problematica ambientale a Taranto sara’ risolta in politica oppure anche con mezzi poco democratici,che speriamo,non si applichino.

RIDERE O PIANGERE NELL’ITALIA MODERNA(ESSERE O NON ESSERE RIBELLI?)

Nel gran casino dell’articolo 18,sembrerebbe che alcuni partiti di sinistra siano consapevoli di aver perso parte dell’elettorato,e che quindi debbano rivedere i calcoli per cercare di riprendersi quella parte persa.
Se Bersani da una parte e’ schiacciato dal peso del NO della CGIL,dall’altra e’ consapevole che se deve agire da sinistra rischierebbe di far cadere un governo tecnico che andandosene ci porterebbe ancor dippiu’ nel baratro.
Si perche’ l’errore di questa Europa disunita e’ che se fai parte del club rispettando le regole date dalla troika a costo di sacrifici allora potrai essere parte di un salvataggio che chissa’ quando avverra’(visti i vari problemi con Spagna,Portogallo…)all’unisono,magari indebitandoti ancora piu’.
Se invece dici NO politicamente a questioni di tematiche salariali,strutturali e di altre specie allora rischi di divenire o essere etichettato per quello che ha ucciso un paese.
Questo e’ cio’ che sta accadendo da noi,un paese tra cappio e liberta’ che deve decidere da piu’ parti se essere ribelle o essere pecorone in nome di leggi che ammazzeranno il lavoro.
Ragazzi,ci sara’ da ridere,o piangere dipende dai punti di vista…

LA SINISTRA NON CREA PIU’ TENSIONI SOCIALI…..

La storia sull’articolo 18 sara’ quella che sancira’ la fine delle scuse da parte della sinistra di Bersani.
Si perche’ in alcuni momenti storici del cambiamento di un paese come quello attuale,fatto di sacrifici in nome della coesione europea,ci deve essere pure qualcuno che dica NO,NON CI STIAMO.
La sinistra di Bersani non apprezza gli sforzi fatti dal governo Monti in tema di lavoro ma si adegua votando si il decreto che andra’ in Parlamento.
Come dire vabbe’ ragassi,che ci volete fare,non son mica ciambelle queste….
Ma per fortuna alcuni(CGIL,FIOM e parte di quel che resta della sinistra),condannando il testo della riforma del lavoro della ministra Fornero,dichiara guerra e sancisce scioperi e manifestazioni in tutta Italia.
Il nocciolo della questione e’:vale la pena perdere qualcosa sul diritto e aspettare tempi migliori per poi rinegoziare,oppure subito dire no,non ci stiamo?
Il clima sociale in questo contesto drammatico fatto di scelte e decisioni di parte che possono sancire la fine delle alleanze con parte dell’elettorato,sara’ inevitabilmente una mattanza generale sociale,e il rischio di un ritorno al clima di scontri di piazza e’ molto alto.
Oggi poi,con il ferimento del consigliere comunale del terzo polo al consiglio comunale di Torino,Alberto Musy,sembrerebbe che sia o una coincidenza del clima di astio che regna tra politici e magari ali piu’ estremiste sociali o una pista non politica da verificare e capire meglio.
Certo e’ che e’ scoppiata in Italia una pericolosa questione legata al diritto di avere e quello di riuscire a raggiungere in termini di costo e sacrificio qualcosa.
Ma alla fine chi avra’ piu’ voglia di aspettare e dare?Il governo o la piazza?

LA SINISTRA FUNZIONA SOLO IN FRANCIA…

In Francia la sinistra c’e’.Esiste e si muove con il suo candidato,Jean Luc Me’lenchon che sfida Sarkozy alle presidenziali francesi.
Il Partito Comunista,il Partito della Sinistra,e la Federazione per una alternativa sociale e ecologica,hanno dimostrato coesione e hanno portato in piazza della Bastiglia piu’ di centomila persone.
Un entusiasmo che non si vedeva da anni e che se dovesse confermare l’esito di una vittoria alle urne del candidato Me’lenchon,aprirebbe scenari interessanti nella zona europea visto che ci saranno le elezioni in Germania e in Italia da noi.
Il problema nostro rimane la coesione dell’intera zona rossa,e del patto che non arriva tra i suoi leader.Ma anche il ristagno di cambiamenti poiche’ l’Italia e’ di fatto commissariata dal tecnico Monti che annebbia furtive e veloci iniziative dei vari Bersani,Vendola,Di Pietro.
La Francia invece riscopre una sua primavera “araba”,mettendo in piazza una voglia di rivoluzione sociale con l’arma del voto per poter difendere i salari,gli operai,l’ambiente e le politiche a favore di sviluppo e crescita interno.
Una lotta contro anche la troika della BCE,UE,FMI,visti come attentatori ai diritti di tutti noi a vivere degnamente e senza dover elemosinare un futuro migliore.
Da noi quando una manifestazione tutta cosi’?

CHIUSURA ILVA:ANDIAMOCI PIANO,PRIMA L’ALTERNATIVA.

A Taranto il nodo cruciale delle prossime amministrative sara’ la questione ILVA e ambientale.
Il programma che vincera’ sara’ quello dove,concretamente,ci dira’ dove mettere gli operai e cosa creare per loro.
Non basta dire no alla grande industria,quasi tutti sono favorevoli ad avere aria piu’ pulita e futuro migliore,ma servira’ di capire cosa dare alle famiglie degli operai come alternativa.
Sbandierare ai quattro venti politiche totalmente avverse alla produzione sul territorio di acciaio in cambio di futuro incerto e disoccupazione per i lavoratori,mi pare un approccio del tutto sbagliato e incoscente.
Invece servira’ studiare e creare quell’alternativa  che mettera’ daccordo tutti quanti e non creera’  scontri sociali e sguardi in cagnesco tra la comunita’ jonica.
Poi prendere a modello altri contesti mondiali di citta’ come possibili scenari da importare qui da noi,e’ sbagliato visto che questi scenari vengono affiancati da politiche coese tra politici e comuni(o stati)che hanno dalla loro regolamenti diversi dai nostri e situazioni economiche del tutto favorevoli(da noi e’ recessione…ricordiamocelo).
Aspettiamo quindi un programma alternativo all’ILVA,e non crediamo alle favole dell’alternativa gia’ esistente,poiche’ di certo e’ che vi sono famiglie che campano grazie alla produzione e ai sacrifici dei loro capifamiglia stessi.
N.B.
Io sono contro l’inquinamento,contro l’area a caldo,ma auspico alternative valide e concrete prima di mettere paletti ai cancelli della piu’ grande industria europea.Poi sono nel passaggio tra l’una e l’altra fase,per il monitoraggio continuo h24 delle emissioni in aria e miglioramenti da attuare allo stabilimento.
 

TWITTER PER RENDERSI COME NOI.

La foto di Bersani che prende la metropolitana a Parigi per andare all’incontro della sinistra francese,tedesca e appunto nostrana,e’ l’emblema dell’uso di twitter da parte della politica.
Far vedere a tutti che ci si muove come gli altri,senza privilegi e senza sprechi,e’ un modo di accattivarsi cio’ che la rete ha tolto all’immagine di queste persone che ci dovrebbero rappresentare.
E’ una logica quasi convulsiva,di aprirsi e rendersi visibili,giudicabili e ripagati dall’elettorato.
L’altra foto di Casini,Alfano,Bersani da Monti l’altra sera,era invece una foto per calmare la piazza e dire che in fondo,nelle mani di un governo tecnico,i piu’ grandi partiti erano all’unisono sulle decisioni da adottare.
Non mi meraviglierei di vedere un domani,per esempio,la foto di Bersani che frigge pesce o di Casini che dorme sul letto.
Twitter avvicina,ma allontana anche.