LA SINISTRA NON CREA PIU’ TENSIONI SOCIALI…..

La storia sull’articolo 18 sara’ quella che sancira’ la fine delle scuse da parte della sinistra di Bersani.
Si perche’ in alcuni momenti storici del cambiamento di un paese come quello attuale,fatto di sacrifici in nome della coesione europea,ci deve essere pure qualcuno che dica NO,NON CI STIAMO.
La sinistra di Bersani non apprezza gli sforzi fatti dal governo Monti in tema di lavoro ma si adegua votando si il decreto che andra’ in Parlamento.
Come dire vabbe’ ragassi,che ci volete fare,non son mica ciambelle queste….
Ma per fortuna alcuni(CGIL,FIOM e parte di quel che resta della sinistra),condannando il testo della riforma del lavoro della ministra Fornero,dichiara guerra e sancisce scioperi e manifestazioni in tutta Italia.
Il nocciolo della questione e’:vale la pena perdere qualcosa sul diritto e aspettare tempi migliori per poi rinegoziare,oppure subito dire no,non ci stiamo?
Il clima sociale in questo contesto drammatico fatto di scelte e decisioni di parte che possono sancire la fine delle alleanze con parte dell’elettorato,sara’ inevitabilmente una mattanza generale sociale,e il rischio di un ritorno al clima di scontri di piazza e’ molto alto.
Oggi poi,con il ferimento del consigliere comunale del terzo polo al consiglio comunale di Torino,Alberto Musy,sembrerebbe che sia o una coincidenza del clima di astio che regna tra politici e magari ali piu’ estremiste sociali o una pista non politica da verificare e capire meglio.
Certo e’ che e’ scoppiata in Italia una pericolosa questione legata al diritto di avere e quello di riuscire a raggiungere in termini di costo e sacrificio qualcosa.
Ma alla fine chi avra’ piu’ voglia di aspettare e dare?Il governo o la piazza?

5 pensieri su “LA SINISTRA NON CREA PIU’ TENSIONI SOCIALI…..

  1. Purtroppo e’ storicamente provato che se si cede sui diritti, e si dice ” poi rinegoziamo” , ci si ritrova fregati… Il governo sta usando la scusa della crisi per rubarci gli ultimi rimasugli di decenza. E cosi’ mori’ la libertà’.

  2. La sinistra ha perso il bandolo della matassa tempo fa( troppo tempo fa ), e ormai non rappresenta né gli elettori né le loro presunte idee.
    Il problema dell’art.18 non è tanto articolo in sé e come vuol essere trattato dall’attuale Governo, il fatto è che siamo già ad una settimana di discussioni futili, non rimetteremo in carreggiata il nostro paese licenziando con allegria, sono ben altre le questioni che andrebbero prese in considerazione. Come il problema della delocalizzazione delle Industrie, mettere delle leggi al mercato globale, per dire i più lampanti, e poi i soliti problemi che abbiamo dal 1861, corruzione, treni ed energia.

    Che tristezza.

    • Giuseppe hai ragione tu:oltre questo problema dell’articolo 18,l’Italia ne ha altri e altri ancora che nascono dall’arretratezza politica degli ultimi anni(basti pensare alla pornopolitica del psiconano…)e dagli inciuci in tutti i settori che hanno arricchito una parte dell’Italia e impoverita l’altra.La sinistra,questa,non e’ altro che un carro funebre con una lunga scia di piangenti figure che seguono la meta finale.
      Nella mia citta’,Taranto,l’industria del padrone Riva fa affari quotidiani uccidendo la popolazione con la diossina,nel nome del dio denaro .E’ anche questo il risultato di logiche sbagliate del passato e del favoritismo politico al privato.
      Grazie per il tuo commento.Ciao.

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