RIDERE O PIANGERE NELL’ITALIA MODERNA(ESSERE O NON ESSERE RIBELLI?)

Nel gran casino dell’articolo 18,sembrerebbe che alcuni partiti di sinistra siano consapevoli di aver perso parte dell’elettorato,e che quindi debbano rivedere i calcoli per cercare di riprendersi quella parte persa.
Se Bersani da una parte e’ schiacciato dal peso del NO della CGIL,dall’altra e’ consapevole che se deve agire da sinistra rischierebbe di far cadere un governo tecnico che andandosene ci porterebbe ancor dippiu’ nel baratro.
Si perche’ l’errore di questa Europa disunita e’ che se fai parte del club rispettando le regole date dalla troika a costo di sacrifici allora potrai essere parte di un salvataggio che chissa’ quando avverra’(visti i vari problemi con Spagna,Portogallo…)all’unisono,magari indebitandoti ancora piu’.
Se invece dici NO politicamente a questioni di tematiche salariali,strutturali e di altre specie allora rischi di divenire o essere etichettato per quello che ha ucciso un paese.
Questo e’ cio’ che sta accadendo da noi,un paese tra cappio e liberta’ che deve decidere da piu’ parti se essere ribelle o essere pecorone in nome di leggi che ammazzeranno il lavoro.
Ragazzi,ci sara’ da ridere,o piangere dipende dai punti di vista…
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6 pensieri su “RIDERE O PIANGERE NELL’ITALIA MODERNA(ESSERE O NON ESSERE RIBELLI?)

  1. Ci sarà da piangere! I nostri politici sono lo zerbino d’Europa, nel Parlamento Europeo contiamo quanto Barack Obama come nobel per la pace. Come se non bastasse gli italiani subiscono questa situazione passivamente, “tanto passerà”. Nemmeno i movimenti dal basso riescono a mettersi d’accordo, e la soluzione qual’è? Che la Sardegna è vicina come mai alla secessione( e non ne parla nessuno ), al sud vogliono una rivalsa storica( ovvero: che venga studiato il glorioso Regno Delle Due Sicilie e come è stato stuprato dall’Unità D’Italia ) e addirittura c’è il Parlamento Delle Due Sicilie, insomma: le fasce povere si sono stufate; politicamente l’unico che fa notizia è Grillo perché è l’unico che non siede in Parlamento dai tempi di Giolitti. Il paese si sfalda, se non ci fosse la Serie A, Sanremo e quei catartici dibattiti politici in TV sarebbe già scoppiata la rivoluzione da un pezzo.

  2. Giuseppe tutto ok quello che dici.Sai che credo che sia colpa un po’ di internet se siamo arrivati a tutto cio’?Non so ma mi convinco sempre piu’ che richiamare molta gente a una rivolta generale grazie ai social o ai blog,abbia cambiato il concetto di avere notizie su tutto cio’ che ci circonda,ampliandone le conoscenze,i dettagli e stimolando azioni di rivolta personale e poi totale.
    Le rivoluzioni arabe,nate dalla coesione di giovani e internet,sono la prova che se si vuol cambiare qualcosa si puo’.Ma il dubbio mio e’:perche’ li si e da noi no?Basta dire solo che siamo pecoroni?O e’ la nostra mancanza di avere i leader al posto giusto per farci guidare?Il voto in cabina poi,alla luce di cio’ che e’ avvenuto(il psiconano in primis..)dovrebbe darci quella giustizia che ricerchiamo?E perche’ poi alla fine tutto cio’ non avviene?Vedi Taranto.Siamo ILVA dipendenti,Marina dipendenti,senza alternative a questi e stiamo morendo tutti avvelenati.Poi mettono un esterno ambientalista per farci capire e sperare che faccia il sindaco……troppo lunga la risposta,scusami.Ciao.

  3. Nessun problema con le risposte lunghe, non amo la rapidità e l’approssimazione dei nuovi mezzi di comunicazione, preferisco i cari vecchi ragionamenti, anche se lunghi.
    Intanto mi scuso per la lentezza della mia risposta, ma gli impegni universitari si sovrappongono col piacere di avere un blog e di poter scoprirne d’altri.
    Secondo me il problema dell’Italia, e in particolare degli italiani, non è da ricercarsi necessariamente dalla( seppur evidente ) mancanza di un leader del popolo, ma piuttosto alla forza dell’abitudine. Machiavelli, nel De Principatibus, fa notare subito al giovane Lorenzo come le recenti vittorie degli Sforza fossero dovute non tanto da una loro presumibile capacità tattica nel difendersi ma piuttosto dall’attaccamento della popolazione ferrarese, dovuto ad una inspiegabile quanto naturale vocazione all’immobilità, alla difficoltà di adattamento, ad una sorta di stagnazione che va bene a tutti solo per la legge implicita( e inconsapevole ) dell’abitudine.

    Siamo abituati a farci prendere in giro dai politici, come dai burocrati e adesso pure dai tecnici, siamo abituati alle tasse inutili e alle ingiustizie sociali e giuridiche, siamo abituati all’Italia così com’è, e non possiamo concepirla altrimenti.

    • Grazie Giuseppe per la risposta.Oserei dire che il tuo ragionamento e’ applicabile alla mia citta’,Taranto.Infatti si diceva “mollem tarentum”,per sottolineare la nostra svogliatezza e forse mancanza di coraggio nelle iniziative nel passato.Ma cio’ purtroppo e’ rimasta ancora oggi come caratteristica della nostra popolazione,e i risultati si vedono.Ciao.

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