LA RETORICA DELL’ATTENTATO A BRINDISI E’ RIPUGNANTE.

Dopo l’attentato di Brindisi,in molti hanno gridato al ritorno della mafia.
Il nome della scuola,l’anniversario della strage e il passaggio della carovana antimafia.
In molti.Hanno sbagliato.
La retorica sicura quando non si hanno prove,e’ quella che mi da piu’ fastidio,poiche’ vuol dire non essere completamente maturi da cio’ che abbiamo subito e non essere capaci di dimostrarne la volonta’ di combatterla.
Subito si sono organizzate marce antimafia,cortei spontanei e dibattiti televisivi con magistrati,giornalisti e altro.
Oggi si apprende invece che l’origine dello squallido gesto e’ stato dettato da una o al massimo due persone,che sono state riprese da una videocamera e che avrebbero motivi di gesto spontaneo probabilmente dettato da pura follia.
L’Italia ha paura del passato ancora,delle bombe del 70 e del 93 e degli anni di piombo.Ha paura della follia anarchica che nell’attentato di Genova ha fatto riscoprire il terrore di essere seguiti e colpiti alle spalle da un terrorista.
Ma ancora piu’ evidente e’ il fatto di non aver ancora metabolizzato un periodo che ci portiamo dietro e che nella violenza apre tante tracce nella nostra memoria.
Hanno sbagliato di parlare subito di mafia come colpevole di questo gesto,e di non aver aspettato piu’ notizie certe per condannare un  mandante da ripudiare nelle piazze a gran voce.
Ecco cosa rovina l’Italia.La retorica di Giletti la domenica,dei direttori sui giornali e della notizia buttata li’ senza prove evidenti.
 
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