SPENDING REVIEW?EQUITA’ SOCIALE….

La spending review pareggia lo stato sociale dei lavoratori,affiancando la massa degli operai,dei precari a quella dei colletti bianchi.
Si perche’ adesso di esodati si parla anche in quelle categorie che si salvavano grazie al posto fisso,quello statale, e che dalla manovra del governo Monti ne usciranno fuori malconci.
Tagli nella sanita’,nella giustizia e altro ancora.
Le manifestazioni di piazza a cui eravamo abituati con operai e cassaintegrati pronti con cartelli e tamburi,adesso avranno al loro fianco magari il dirigente sfrattato dalla sua poltrona per colpa dei tagli.
La societa’ si allinea sempre piu’,anche se i ricconi ci sono sempre,ma la linea di separazione tra chi vive bene e chi vive male,magari a 800 euro al mese,si assottiglia sempre dippiu’.
Recessione,crisi politica e manovre ultimo sangue,fanno emergere un bisogno dello stato:risparmiare tagliando e chiedere tasse.
Insomma la giustizia che tutti vogliamo si attua” grazie a MONTI”,che in un sol colpo,fa cadere nel baratro anche chi si sentiva al sicuro.
Adesso,e questa e’ una magra consolazione,avremo dalla nostra parte anche chi,prima,ci sbeffeggiava.

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Passione per la penna,per la fotografia ....insomma non mi annoio. Vedi tutti gli articoli di lucadic67

3 responses to “SPENDING REVIEW?EQUITA’ SOCIALE….

  • Vittorio

    La “Spendin review” contribuisce ad aumentare il distacco tra la classe media, sempre più povera, e l’esigua minoranza che detiene la stragrande maggioranza della ricchezza del Paese. Colpire il lavoro pubblico vuol dire penalizzare i servizi, con la benedizione dei populisti e demagoghi da osteria, la “pancia” che si contrappone alla “mente”, che saranno poi i primi a subire gli effetti indiretti di questa operazione. La deriva neoliberista che stiamo subendo sta affossando l’economia reale, quella che dà lavoro e benessere. Lasciamo in pace chi lavora per 1300 euro al mese, finiamola di spargere l’odio tra lavoratori di categorie diverse. L’unica, vera misura per un’equità sociale degna di questo nome è un’imposta patrimoniale che riequilibri, almeno in parte, il divario tra chi lavora e chi ha accumulato ricchezza.

    • lucadic67

      Grazie Vittorio per aver commentato il mio post.Concordo tra il distacco minimo della classe media da quella piu’ ricca.Certo pero’ che le classi “agevolate” di una volta subiranno colpi e avremo molti esodati che prima erano nella botte di ferro.I tagli nel lavoro pubblico renderanno servizi piu’ lenti e piu’ tempi di attesa,secondo me.l’imposta patrimoniale,a cui tu ti riferisci,e’ l’utopia che molti politici dicono da tempo….ciao.

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