ILVA,L’ORA DELLA VERITA’ E DELLE VENDETTE?

L’Ilva si fermera’ e con essa alcuni altoforni,batterie.
Tutto questo per rendere operative le azioni atte a bonificare le zone piu’ inquinanti e agire sui macchinari per renderli piu’ conformi alle nuove tecniche in materia di anti inquinamento.
E tutto questo e’ fatto grazie alla magistratura e ai magistrati che hanno lottato contro un colosso che dalla sua vanta di certo larghe amicizie.
E sara’questo un punto da tener presente negli sviluppi futuri,poiche’ nel passato spesso chi ha adottato mezzi legislativi per andare contro multinazionali o grandi imprese,ha pagato a caro prezzo queste sue scelte.
Allora bisogna monitorare e seguire gli sviluppi con attenzione e stare vicino a chi lotta per un futuro migliore.
Gli impianti piano piano si fermeranno e con essi gli altoforni.
Molti dicono ci vogliano dai due ai tre mesi e spegnendoli si vadano a perdere quelle caratteristiche tecniche(mattoni

FOTO DI ARALLA GIANLUCA

refrattari in primis)che  andrebbero a compromettere tutto il sistema.
E qui si vedra’ se Riva e company avranno,grazie anche alle somme date dallo stato per la bonifica e la messa in regola degli impianti stessi,la volonta’ di proseguire il loro cammino lavorativo a Taranto.
Una bomba sociale speriamo che non subisca danni al bisogno costante di lavoro nella grande fabbrica,anche perche’ si deve ancora capire se verranno utilizzati tutti gli operai all’interno dello stabilimento per le opere da eseguire.
Se fosse cosi’ avremmo per la prima volta in Italia l’azione comune di migliaia di persone per rendere idonei e sicuri i loro stessi posti di lavoro e  non perdere cosi’ facendo il lavoro.
Caso contrario,avremmo la sospensione di posti di lavoro e la questione sociale avrebbe un peso notevole sulla citta’ jonica.
Insomma molti punti interrogativi e molti timori sul futuro di chi ci lavora dentro e su chi,grazie alla legge,vuole rendere l’aria di Taranto sana .
Gli ambientalisti sono sul piede di guerra e vigilano come sempre con attenzione e costanza.
L’Ilva continua da tempo,nonostante i divieti del P.M.  Sebastio,a produrre in barba agli accordi stipulati  tra i Riva(Ferrante) e  la magistratura stessa.
Adesso non potra’ farlo piu’ e qui inizia la fase storica per la citta’ che ci potra’ dire se si e’ dinanzi ad’ una svolta oppure a una farsa tutta italiana.
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