LETTERA ALLA CITTA’,ALL’ILVA E CIO’ CHE AVREMO,UN DOMANI.

Si percepisce la condizione di essere protagonisti,comunque sia,in questa giustizia ” a venire”.

Si percepisce la spinta propositiva che si vuole dare ai politici,alle loro menti,loro condottieri dei popoli ma “bagasce usate”….

E allora uniti,magari con il tre ruote o con gli ambientalisti,ma sinceri nel dire NO al veleno.

E’ una battaglia,difficile certo,ma che bisogna fare.

Oppure scapperemo da questa Taranto,lasciandola sola a divenire piu’ scura,piu’ nera e sola nei suoi incubi giornalieri.

L’ AIA diventa una corda che viene tirata da due contendenti,e ci si dimentica che in mezzo stiamo noi,i tarantini.

Questa Taranto puo’ cambiare con l’Ilva oppure e’ cambiata per sempre per l’Ilva?

Puo’ avere cio’ che si prefigge quotidianamente,puo’ vivere una vita normale o e’ condannata a morte sicura?

Le manifestazioni,i cortei e i dati,sono lo scontrino che e’ il resoconto di cio’ che si e’ speso,negli anni.

Una spesa amara,un carrello pieno,fatto di cibi che ingrandiscono la pancia dei soliti padroni,lasciando poche briciole a noi.

E su quelle briciole non si puo’ fare il ricatto occupazionale,NO!

Un popolo in marcia,con a capo NE’ CHIESA e NE’ POLITICI.

In testa noi,unici baluardi in difesa del nostro futuro,quello che ci e’ stato scippato e che adesso rivogliamo e che rivendichiamo con orgoglio,l’orgoglio dei tarantini.

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3 pensieri su “LETTERA ALLA CITTA’,ALL’ILVA E CIO’ CHE AVREMO,UN DOMANI.

  1. E’ così che si dovrebbe ragionare sempre avendo la coscienza che i problemi delle più grandi città e dei più piccoli villaggi si devono risolvere con la propria diretta partecipazione e non con la mediazione della chiesa o dei politici locali.
    Sino ad oggi è sempre stato così e tutte le scelte, non solo a Taranto, sono state fatte sulla testa dei cittadini e senza spiegare perchè.
    Io spero che la presa di coscienza che, finalmente, incomincia a fare capolino, soprattutto attraverso la rete, da parte dei cittadini che deve essere la politica e l’economia al servizio del popolo e non viceversa ci renda più capaci e più determinati.
    Ciao, Luca. Buon fine settimana.

    • Hai ragione.A Taranto la partecipazione sociale e’ ritornata di “moda” grazie alla denuncia ambientalista e ai suoi movimenti.Chiesa e politica sono distanti diciamo “fisicamente”,con la loro assenza periodica hanno mancato di rispetto alla nostra voglia di vita,di essere una normale citta’.La rete e’ il mezzo per farci sentire,organizzarci e combattere cio’ che non avviene con il rispetto delle leggi da parte dei padroni …ciao e buon fine settimana.A presto.

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