IL MARE,L’ILVA E IL TAVOLO A ROMA.POI……

Oggi si va a Roma e si decidera’ forse la storia futura di Taranto.

Questa citta oggi’,con i suoi due mari,unica,con un tramonto da favola e l’odore del mare che se passi dal lungomare ti cattura,sapra’ se la magistratura ha fallito un percorso di atti giudiziari e di regole da rispettare,o ha vinto.

Ma se vincera’ forse Riva dira’ ciao al suo colosso e Taranto morira’,questa volta davvero.

Il punto che discuteranno a Roma oggi con Vendola,Clini,il presidente della provincia Florido e il sindaco Stefano,mette delle condizioni al proseguio dell’avventura lavorativa in riva allo jonio.

Se si accettera’ la nuova AIA,per forza di cose si dovra’ dare libera a produrre nelle aree sequestrate,e allora cadra’ la politica della magistratura che reggeva su una logica di sospensione della produzione correlata all’immediata bonifica da parte del gruppo genovese.

Riva sa che se si ferma perde,e perdere qui in un momento di crisi mondiale vuol dire non riuscire piu’ a progettare sforzi futuri per essere i primi in Europa nella produzione dell’acciaio stesso.

Oggi il ministro dell’ambiente Clini,dovra’ necessariamente sbottonarsi e dirci una volta per tutte se lui e’ anche il difensore dei diritti legati alla salute di noi tutti tarantini o se,e credo che finira’ cosi’,sia quello che dara” l’ok per continuare a produrre in barba ai custodi giudiziari.

Non si doveva arrivare all’ennesimo punto di non ritorno dettato dall’Ilva.

Gli spazi di negoziazione vi erano e le parti sembravano vicini ad uno storico accordo.

Ma i conti economici non vanno bene e la macchina Ilva per farli incrementare a suo favore,deve per forza di cose dare fuoco agli altoforni e produrre a quantita’.

Le limitazione hanno reso perdite e il futuro dovesse restare cosi’,sancirebbe la chiusura dello stabilimento con gravissime ripercussioni economiche sull’area tarantina.

Molti dicono che la casta romana,quella che conta,oggi dara’ il ben servito alla magistratura locala tarantina,e azzoppera’ il cavallo della legge per giochi di potere concordati da tempo.

Una situazione difficile da gestire e noi tutti speriamo di avere risposte certe e concrete per il bene della citta’.

Oggi a Roma si decide se Taranto muore o continuera’ a cercare di vivere,sperando che le nubi degli anni passati,diminiuiscano e che l’equilibrio ambiente lavoro possa avere nei suoi attori,operai e cittadini,giusto rispetto e patti duraturi.

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