L’EFFETTO RATZINGER SUI MISTERI TARANTINI.

Taranto.Terra non solo d’Ilva,ma anche di tradizioni.Pasqua si avvicina e il  tarantino ha un compito:diventare “perdune”.

Si il perdono,quella figura che fa piangere i bambini al suo incontro ma che gia’ dalla tenerissima eta’ timbra in loro il segno di appartenenza al rito collettivo della settimana santa tarantina.

Le processioni,l’asta per i simboli e le statue da portare il Giovedi’ santo e poi il Venerdi nel percorso oramai come la via della penitenza per l’intera citta’.

Ma c’e’ una novita’ quest’anno.Forse l’effetto Ratzinger si e’ fatto sentire.Monsignor Santoro,arcivescovo di Taranto,bacchetta le confraternite per il significato economico che si da la domenica delle Palme aggiudicandosi a fior di euro simboli e statue della tra giorni di passione tarantina.

L’entrata in Gerusalemme passa in secondo piano e l’euro e il prestigio di portare un simbolo cancella il significato stesso del rito secolare tarantino.

Un ritorno a Cristo.La passione nella sua drammaticita’ deve essere protagonista e il ricavato delle aste deve essere dato subito ai piu’ bisognosi.

Quest’ultima cosa gia’ si fa e bene grazie all’ottima organizzazione delle confraternite del Carmine e dell’Addolorata.

Pero’,l’effetto Ratzinger,incombe e cala sul popolo jonico da monito.

Sentirsi uomini e non protagonisti per il prestigio di portare un simbolo.Essere Cristo penitente e non uomo da spettacolo a tutti i costi.

Qui Ratzinger ha colpito.Il papa saluta la sua figura e ritorna piccolo,piccolo nel suo essere ridimenzionandosi davanti al mistero divino.Ecco anche i confratelli devono ridimenzionarsi,essere uomini umili e non pochi eletti che grazie al loro portafoglio mostrano un ” trofeo sacro”.

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foto di ARALLAGIANLUCA      perdune(confratello)

 

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Gonfalone della chiesa del carmine.

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4 pensieri su “L’EFFETTO RATZINGER SUI MISTERI TARANTINI.

  1. In quasi tutto il meridione d’Italia si conservano queste cerimonie centenarie che si tramandano da generazione all’altra conservando la fiamma della cultura popolare, la più autentica, che affratella tutti i concittadini indipendentemente dalle ideologie, e dalla classe sociale di appartenenza.Sono, credo, le uniche occasioni in cui il popolo di sente unito o così dovrebbe essere.
    Anche se lontanissimo dal paesino della Calabria in cui sono nato ed ho trascorso i primissimi anni di vita, anch’io non posso dimenticare e, con nostalgia, vedere con gli occhi della mente tutte le cerimonie della settimana santa che sono sopravvissute al trascorrere inesorabile del tempo restando immutate nel loro svolgimento e nel loro significato.
    Ciao, Luca. Buon pomeriggio.

    • Hai ragione.Le tradizioni popolari aggregano gente e nel populismo trovano la loro continuita’.Qui con le due processioni,si vivono momenti magici,lontani dalla quotidianita’ e sembra di ritornare indietro nei secoli.Ciao Osv,a presto.

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