IL REGALO ….MA NON E’ NATALE ANCORA.

L’aria di notte e’ pesante.I fumi escono dai camini ma c’e’ ottimismo tra gli operai.

Sanno che il governo seguira’ con il commissario Bondi la martoriata vita di questa azienda che in un anno dovra’ cercare il “compromesso” tra chi inquina e chi abita in citta’.

Non puo’ chiudere l’Ilva.

Il danno sarebbe enorme ci dice il ministro Zanonato.

Sara’ pure vero ma ci sono i ma che affliggono i pensieri di chi nell’Ilva non vede solo il profitto.

Chi paghera’ il tutto?

Basteranno i soldi sequestrati ai Riva oppure se non dovessero bastare si rischierebbe di attuare la famosa AIA a meta’?

E se cosi’ fosse,si restituirebbe l’azienda ai Riva stessi(????),rendendola piu’ ecologica ma al tempo stesso rimettendo in marcia una situazione che e’ sfuggita di mano a tutti,politici compresi.

C’e’ il rischio di risparmiare sulle bonifiche,di risparmiare sulle opere che servirebbero a mettere in sicurezza l’azienda e la citta’ stessa,che quotidianamente annusa i veleni e si riempie i polmoni di anni di meno.

Sara’ ma l’effetto salvacondotto Ilva non mi piace.

Per nulla.Quando affonda una nave,e lo si e’ visto,il comandante e’ il primo responsabile.

Se ritorna per i mari,c’e’ qualcosa di strano,l’odore dello sbaglio a ridare un’altra possibilità’ a chi ha procurato danni.

Lo stesso qui,a Taranto.

Bisognerebbe resettare tutto.Far sparire la vecchia gestione e rendere il futuro delle tute blu piu’ limpido e chiaro.

Chiarezza specialmente per la sicurezza sui luoghi di lavoro,non piu’ cimiteri a cielo aperto,ma zone dove ci si puo’ guadagnare il pane con fatica e rispetto.

Poi lo schiaffo alla citta’,l’ennesimo.

Quello schiaffo duro che Taranto prende da troppi anni e che le varie porcate politiche hanno  esaltato di piu’.

L’Ilva e’ li’,patrimonio nazionale ma anche sfruttamento dei limiti umani,quei limiti dove l’organismo una volta arrivato al massimo,scoppia di malessere sociale e sanitario.

Taranto citta’ dei due mari,delle bellezze ma anche di retorica a non finire.

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