LA RADIO ABBANDONATA,COME LA BARCA LAGGIU’.

Tieni presente la meta da raggiungere?

Si il traguardo da afferrare,con la fatica.Quello per cui ti batti con coraggio e costanza,soffrendo dentro te.

Io la mia meta la raggiunsi vent’anni fa,ricordo,quando da CB passai radioamatore.

Non capivo nulla di elettronica,oddio,nemmeno di codice morse.

Punto linea,punto linea,ancora punto lanciati nelle orecchie.

Eppure per me allora quella era una sfida,certo non fondamentale per il corso di un giovinotto ancora con la vita dinanzi a se .

Ma era un chiodo che mi rodeva se non  fossi riuscito a raggiungerlo.

Studia,mi preparai con libri di elettronica e ascoltai invece delle musicassette di gruppi o cantanti,il suono dell’alfabeto morse.

La magia mi faceva sognare  e divenni marconista home,quello che invece di stare su una nave,sedeva nel suo laboratorio,fatto di radio(un Kenwood 140 ts),cuffie e antenna sul terrazzo.

Feci molti danni agli inquilini disturbandoli con una canna verticale di alluminio e i suoi radiali con le bobine caricate.

Pero’ ero felice.Non parlando inglese allora (oggi qualcosa la so…),il codice morse era la mia lingua,quella con cui collegavo il mondo intero e che mi trasportava in Giappone,Messico,Isola di Pasqua(o Ester Island….che emozione quando la collegai per la prima volta)o chesso’ USA.

Avevo un pc 286 e una televisione 14 pollici adattata a monitor per seguire una specie di internet dove invece dei siti da visitare uscivano gli annunci,o spot,dei dxer da collegare per la loro importanza.

Traslocando in una nuova casa,sposato con figlio,dopo un po’(ma non per colpa loro)abbandonai il tutto.

Caspita una meta raggiunta e poi…la fine.

Spesso mi sono chiesto il perche’  di questo divorzio.

La risposta e’ stata facile e intuibile.IL PROGRESSO.

Lui,colpevole con molti,ha ucciso la magia del ti ta ta ti ta ta ta.

Lui,e’ il colpevole delle cartoline che non arrivavano piu’ col postino e che invece,dopo,si potevano avere solo tramite mail.

Lui,e’ il colpevole della facilita’ a trasmettere in morse.Basta oggi adattare la radio al pc e il gioco e’ fatto.Tutti siamo bravi ad andare in telegrafia.

Alla fine insomma da provetto cb a radioamatore finito nell’oblio dei tempi cosi’ tecnologici che hanno ammazzato la poesia del collegamento a distanza.

Mi rimane in tutto questo bailame, non di disturbi radio ma di emozioni,una certezza.

Ce la posso fare dove voglio,posso andare dove i miei sogni cercano certezze.

Ma badate bene,cari amici.

Vi e’ da distinguere una cosa.

PRIMO:Raggiungere una meta per un hobby e’ diverso dal raggiungere un qualcosa di piu’ importante nella vita.

Esempio banale,di questi tempi,e’ la certezza del lavoro.

Chi si prefigge lui,ha serie difficolta’ a metterlo in saccoccia,visto il tempo nero e pessimo che aleggia sulla nostra gioventu’.

SECONDO:Ricordarsi che avere mete nella vita gratifica e  averle raggiunte ti fortifica.

Rimanendo negli hobby come campo di ricerca,la mia meta prossima(anche se da un po’ la mastico)e’ la fotografia.

Lei e’ diversa dalla radio.E’ una spigolatura del tuo essere,la visione a  360 gradi di interporre tra te e cio’ che scatti il proprio sentimento.

E forse mi rappresenta meglio,poiche’ da sfogo alla libera interpretazione personale senza vincoli prescritti(cosa che prima accadeva con un codice di trasmissione e frequenze date dal ministero delle trasmissioni).

Migliorarsi.La mia volonta’ e’ toccare cio’ che viene dopo l’approssimazione,quella forma di tecnica che molti usano ma che non lascia riscontri positivi a chi ti segue.

Se nessuno ti gratifica,sentite a me,sbagli.E hai perso.Ti puoi compiacere di cio’ che fai rendendo giustizia al tuo lavoro,ma e’ e rimarra’ cosa solo tua…basta.

Quando dicevo di essere radioamatore e mostravo il tesserino con tanto di nominativo,non posso scordare la faccia dei cb di quartiere che mi dicevano:come si fa?

Io allora dicevo:si studia e si sogna.E se vuoi sogna ma cio’ che sara’ importante sara’ solo il finale quando ti sveglierai…ricordatelo.

Ragazzi sognare nella vita aiuta a capire i propri limiti e migliorarsi.

Non mi e’ mai piaciuta la staticita’,quella forma umana di sconfitta prima della partenza.

Migliorarsi conta,nella vita sempre.

Vi linko il mio sito di foto,chissa’ se vi piacera’.

http://arallagianlucafoto.wordpress.com/

©arallagianlucafoto

©arallagianlucafoto

 

2 pensieri su “LA RADIO ABBANDONATA,COME LA BARCA LAGGIU’.

  1. Grandi insegnamenti, che belle parole. Ed è stupenda la tua storia di radioamatore, complimenti per l’innata curiosità che va avanti in altri modi! L’importante come dicevi tu è coniugare le due cose, sto imparando ultimamente, che c’è il tempo del dovere, e il tempo del piacere, bisogna pensare a tutte due le cose, sennò senza sogni si muore.. Interessante il codice morse come linguaggio, io seguii solo un corso di alcune ore di una materia con molta elettronica, “telerilevamento ambientale”, ma pur non avendo nessuna competenza a riguardo mi affascinò tantissimo!

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