LA NATURA:GIUSTIZIA DIVINA?

Oggi e’ accaduto tutto in fretta.

Pioggia,vento e paura,paura che la natura potesse fare giustizia da sola su un territorio avvelenato.

http://www.meteoweb.eu/2013/07/maltempo-ennesima-tempesta-su-taranto-violento-temporale-con-venti-a-100kmh-foto/214835/

IL GUINZAGLIO DELLE MANETTE,SIMBOLO DEL GIUDIZIO?

Tornavo a casa quando girando l’angolo vedo un furgone della polizia penitenziaria che aprendosi fa scendere un ragazzo ammanettato.

Portato dalla guardia dentro il tribunale,si perde lasciandomi scosso.

Le manette,argentate che col sole luccicavano e la penosa visione del “delinquente”,mi ha indotto a una commiserazione verso colui che e’ stato condannato e che sara’ giudicato su questa terra.

Papa Francesco,vorrebbe abolire l’ergastolo,rendondo giustizia terrena con un massimo di 35 anni per chi ha sbagliato.

Il perdono,no,sarebbe inopportuno certo per molti ma io dico una cosa.

E’ giusto scontare una pena,ma e’ anche giusto morire nella propria casa.

Lasciare nelle quattro mura la tua anima,spiegandole a lei e solo a lei se ti sei pentito.

Chiudere il capitolo della propria esistenza in mure diverse dalle tue e’ l’ultima pena da dare a un detenuto.

L’eta’ conta,puoi uscire di prigione a giovane eta’ ma l’anziano,il malato ha il diritto di andare verso il suo finale di vita?

Le manette poi mi hanno dato la sensazione di una violenza estrema,il simbolo di un guinzaglio duro e difficile da colpire quando sarebbe bastato seguire una persona,non un animale.

La liberta’ si deve guadagnare,e quel ragazzo non l’aveva in quel momento.Ma l’avra’ un domani,capendo forse  i suoi sbagli.

L’immagine mi ha ricordato Guantamano e le catene ai piedi dei detenuti,uomini colpevoli che grazie al ferro non possono nuocere.

Ma e’ questa la giustizia fisica che davvero vogliamo?

E’ il non sfuggire al gendarme che denota la potenza della legge?

Esseri umani o cani al guinzaglio?E la museruola dov’era oggi?

©arallagianlucafoto

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TARANTO LA PROSSIMA CHERNOBYL?(ANCHE SENZA NUCLEARE…)

Accade che molti vogliano scappare via,andare dove si vive meglio la normalita’.

Accade che ti rendi conto di rischiare,anche molto,la tua vita e quella delle persone che ami.

Accade che l’industria fa cilecca nell’evitare danni e allora…ci pensi.

Succede a Taranto,dove tra fumi di diossina e veleni della raffineria,molti hanno questi pensieri in testa.

Ma accade anche che ti viene alla mente la settimana santa tra i vicoli della citta’ vecchia,l’odore del mare e le barche dei pescatori.

Il cielo colorato al tramonto e le vie della citta’ la sera.

Accade che molti oggi invochino il nome del giudice Todisco,Patrizia a gran voce,come la dea salva popoli dalle tragicita’ umane.

Sappiamo bene che vivere in una citta’ ha i suoi lati negativi oltre a quelli positivi.Di questo ognuno ne potrebbe parlare fino a domani sui blog.

Ma arrivi anche a un certo punto a capire che potrebbe sfuggire di mano una situazione,legata a rischio incidente industriale,che e’ troppo grande da gestire.

Ti chiedi,e all’alba gia’ da stamani sui social si discuteva di questo,il perché del cattivo odore che paralizzava la citta’ da ieri sera e che ha portato in ospedale sette persone per problemi respiratori.Allora ti chiedi perché rischiare qui,nella tua Taranto.

Chi puo’ fugga,chi non puo’ resista e combatta.Scenda in strada a difendere il difendibile che poi e’ la propria salute.

Chi rimane lotti piu’ forte che puo’,altrimenti la nostra citta’ sara la Chernobyl italiana,quell’area impraticabile all’essere umano…e non scherzo amici. 

TORNADO,FULMINI….MA DOVE SCAPPO?

28  Novembre 2012 ricordate il tornado sull’ILVA….

https://www.youtube.com/watch?v=jrn7ryLVOak

8 Luglio 2013 Raffineria ENI TARANTO

https://www.youtube.com/watch?v=FGNG0EgazMg

Un fulmine forse ha messo out lo stabilimento tarantino ENI,facendo andare in tilt tutto il sistema.

Le conseguenze sono state:odore forte e fastidioso al quartiere Tamburi,sversamento in Mar Grande di idrocarburi e paura della popolazione.

Si vive sapendo del rischio che la citta’ corre avendo a due passi questi colossi industriali.

Ma cosa si fa’ per informare la popolazione in caso di incidente industriale?

Taranto ieri ha avuto anche un decesso di un ragazzino colpito da un fulmine sulla spiaggia del litorale pugliese.

Sembrano coincidenze,certo,ma si deve ben sapere che con lo sconvolgimento del clima terrestre,saranno sempre piu’ forti questi fenomeni e andranno a unirsi a quelli gia’ esistenti come l’inquinamento in primo luogo.

Sarebbe opportuno,e lo scrivo da tempo,sapere cosa fare in caso di incidente industriale,cosa che si suppone possa accadere e che necessita anche delle contromisure da adottare per l’incolumita’ della gente tarantina.

Certo eventi come il tornado e’ cosa rara,ma si suppone anche che una semplice tromba d’aria  possa causare danni allo stabilimento Ilva con serie conseguenze per tutti.

Quindi,da queste pagine,colgo l’occasione per ribadire con urgenza al comune in primis,all’Ilva stessa e al Prefetto di Taranto,la necessita’ di simulazioni di evacuazione in caso di incidente industriale.

Dove andare?

Cosa fare per prima cosa?

I punti di ritrovo per chi non ha mezzi di trasporto?

URGENTEMENTE CERCASI PIANO DI EMERGENZA IN CASO DI INCIDENTE INDUSTRIALE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

LA RADIO ABBANDONATA,COME LA BARCA LAGGIU’.

Tieni presente la meta da raggiungere?

Si il traguardo da afferrare,con la fatica.Quello per cui ti batti con coraggio e costanza,soffrendo dentro te.

Io la mia meta la raggiunsi vent’anni fa,ricordo,quando da CB passai radioamatore.

Non capivo nulla di elettronica,oddio,nemmeno di codice morse.

Punto linea,punto linea,ancora punto lanciati nelle orecchie.

Eppure per me allora quella era una sfida,certo non fondamentale per il corso di un giovinotto ancora con la vita dinanzi a se .

Ma era un chiodo che mi rodeva se non  fossi riuscito a raggiungerlo.

Studia,mi preparai con libri di elettronica e ascoltai invece delle musicassette di gruppi o cantanti,il suono dell’alfabeto morse.

La magia mi faceva sognare  e divenni marconista home,quello che invece di stare su una nave,sedeva nel suo laboratorio,fatto di radio(un Kenwood 140 ts),cuffie e antenna sul terrazzo.

Feci molti danni agli inquilini disturbandoli con una canna verticale di alluminio e i suoi radiali con le bobine caricate.

Pero’ ero felice.Non parlando inglese allora (oggi qualcosa la so…),il codice morse era la mia lingua,quella con cui collegavo il mondo intero e che mi trasportava in Giappone,Messico,Isola di Pasqua(o Ester Island….che emozione quando la collegai per la prima volta)o chesso’ USA.

Avevo un pc 286 e una televisione 14 pollici adattata a monitor per seguire una specie di internet dove invece dei siti da visitare uscivano gli annunci,o spot,dei dxer da collegare per la loro importanza.

Traslocando in una nuova casa,sposato con figlio,dopo un po’(ma non per colpa loro)abbandonai il tutto.

Caspita una meta raggiunta e poi…la fine.

Spesso mi sono chiesto il perche’  di questo divorzio.

La risposta e’ stata facile e intuibile.IL PROGRESSO.

Lui,colpevole con molti,ha ucciso la magia del ti ta ta ti ta ta ta.

Lui,e’ il colpevole delle cartoline che non arrivavano piu’ col postino e che invece,dopo,si potevano avere solo tramite mail.

Lui,e’ il colpevole della facilita’ a trasmettere in morse.Basta oggi adattare la radio al pc e il gioco e’ fatto.Tutti siamo bravi ad andare in telegrafia.

Alla fine insomma da provetto cb a radioamatore finito nell’oblio dei tempi cosi’ tecnologici che hanno ammazzato la poesia del collegamento a distanza.

Mi rimane in tutto questo bailame, non di disturbi radio ma di emozioni,una certezza.

Ce la posso fare dove voglio,posso andare dove i miei sogni cercano certezze.

Ma badate bene,cari amici.

Vi e’ da distinguere una cosa.

PRIMO:Raggiungere una meta per un hobby e’ diverso dal raggiungere un qualcosa di piu’ importante nella vita.

Esempio banale,di questi tempi,e’ la certezza del lavoro.

Chi si prefigge lui,ha serie difficolta’ a metterlo in saccoccia,visto il tempo nero e pessimo che aleggia sulla nostra gioventu’.

SECONDO:Ricordarsi che avere mete nella vita gratifica e  averle raggiunte ti fortifica.

Rimanendo negli hobby come campo di ricerca,la mia meta prossima(anche se da un po’ la mastico)e’ la fotografia.

Lei e’ diversa dalla radio.E’ una spigolatura del tuo essere,la visione a  360 gradi di interporre tra te e cio’ che scatti il proprio sentimento.

E forse mi rappresenta meglio,poiche’ da sfogo alla libera interpretazione personale senza vincoli prescritti(cosa che prima accadeva con un codice di trasmissione e frequenze date dal ministero delle trasmissioni).

Migliorarsi.La mia volonta’ e’ toccare cio’ che viene dopo l’approssimazione,quella forma di tecnica che molti usano ma che non lascia riscontri positivi a chi ti segue.

Se nessuno ti gratifica,sentite a me,sbagli.E hai perso.Ti puoi compiacere di cio’ che fai rendendo giustizia al tuo lavoro,ma e’ e rimarra’ cosa solo tua…basta.

Quando dicevo di essere radioamatore e mostravo il tesserino con tanto di nominativo,non posso scordare la faccia dei cb di quartiere che mi dicevano:come si fa?

Io allora dicevo:si studia e si sogna.E se vuoi sogna ma cio’ che sara’ importante sara’ solo il finale quando ti sveglierai…ricordatelo.

Ragazzi sognare nella vita aiuta a capire i propri limiti e migliorarsi.

Non mi e’ mai piaciuta la staticita’,quella forma umana di sconfitta prima della partenza.

Migliorarsi conta,nella vita sempre.

Vi linko il mio sito di foto,chissa’ se vi piacera’.

http://arallagianlucafoto.wordpress.com/

©arallagianlucafoto

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E MIO PADRE MI DISSE:NOI SOGNIAMO…

C’e’ sempre un momento della vita che ti senti ateo.

Non credi,non preghi,pecchi.

Vabbe’ peccano anche i preti e le suore capirai,pero’ e’ quel fatidico momento della tua vita che rimetti in gioco cio’ che ti hanno inculcato i genitori,la scuola(quella a conduzione dei sacerdoti,suore,opere pie ecc…),la zia,la nonna.

Poi arriva la musica che con i testi miscredenti accentua quel senso di dubbio che specialmente in eta’ adolescenziale ti affligge e il gioco e’ fatto.

Ma a questa eta’,la mia 45 anni,si e’ atei o possibili anime da ricondurre sulla retta via?

Si puo’ aver sviluppato una certa idea di religione,chiesa,preti buoni e orchi travestiti col saio.

Ma si deve scegliere,per forza di cosa.

Non puoi essere ateo a meta’,ci mancherebbe.

E’ come dire essere ubriachi in parte pur avendo bevuto dieci birre pesanti…eh?

Allora ho trovato un compromesso.

Credo a qualche cosa che non vedo ma che credo ci sia ma nutro dubbi fino a quando non si manifestera’ dinanzi a me.

Sbaglio?

Non mi e’ mai piaciuta la fede forzata,quella dei banchi di scuola dove devi recitare l’Ave Maria a tutti i costi senza convinzione.

COME DICEVA TERZANI:HAI FEDE?BENE ALLORA DIO E’ ANCHE QUESTA PIETRA.

Aveva ragione il grande Tiziano.Dio puo’ essere tutto o niente,la creazione meravigliosa della vita puo’ essere o una chimica casuale oppure un signore che un giorno ha deciso di iniziare un percorso che ci ha portati tutti qui.

A volte,con mio padre filosofo,scherzo su una cosa.

Gli dico:ma cosa e’ il nulla?E lui:niente.

Ma prima del nulla,cioe’ il buio o il vuoto c’era qualche cosa?

E lui:ma certo,pero’ aspetta mi dice continuando la conversazione:sai,caro mio,noi stiamo sognando.

Oddio.Allora ci sveglieremo dopo aver dormito cosi’ a lungo o solo per pochi attimi di vita?

E lui:SI.

Capito ragazzi che gran casino che c’e’ nella mia testa.

Una cosa devo dire pero’ in conclusione.

Credo nel prete operaio,don Andre Gallo o don Ciotti.

Credo nelle mense dei poveri,quelle si che sono la vera carita’ no l’8 x 1000…..

Credo nel prete che nella predica per farti capire parla di droga,sesso e devianza giovanile per farti afferrare un concetto basilare:la realta’ che spesso la chiesa non ha visto,o messo da parte.

Insomma vari concetti possono portarti a una confusione,ma l’importante e’ crederci a qualcosa,anche nella pietra di Terzani….e voi che dite?

©arallagianlucafoto

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MA MI FACCIA IL PIACERE…..

C’e’ sempre da prendere da esempio quando si guarda al mondo arabo.

L’Egitto nel caos verra’ salvato dall’esercito,e messo sul binario di elezioni libere.

Ma quello che colpisce di piu’ e’ lo schema doppio che si verifica spesso in quelle terre.

Da una parte i manifestanti,che gridano,muoiono per cause importanti,dall’altra le milizie che guardano,studiano e annullano i loro capi,cioe’ i rappresentanti del loro governo stesso.

E allora,la democrazia,diventa una coesione di parti,dove all’unisono cavalcano un sogno:la giustizia.

Trasportata questa metodologia in Europa,sarebbe azzardata.

Spesso,da noi,la milizia e’ sinonimo di fede compiaciuta al politico,al governo di turno oppure concausa dei silenzi sui segreti di stato.Eppure anche lei ha i suoi problemi.

Manca il secondo fattore,il popolo,che sbraita sempre ma rimane incapace di attuare un passo decisivo per essere lui,e solo lui,il carro trainante per la svolta.

Attualmente il governo rinvia tutto,IMU,IVA,elezione del vicepresidente del parlamento.

Una forma di post time da attuarsi affinche’ si delineano strategie di percorsi politici che possano dare atto a riforme del paese fermo all’eta’ della pietra.

Pensavo ieri a internet e di come siamo abituali frequentatori da soli pochi anni in maniera quotidiana.

In altre parti,USA in primis,il passo fu molto veloce e la tecnologia sviluppatasi oltre oceano sara’ servita anche a creare quella grande potenza che ci spia fingendosi amica.

Insomma un pasticcio che Letta,l’uomo sbarbato e sempre ordinato,ci dice che regolera’ e che sempre garantisce salute al moribondo paziente Italia che oramai e’ al collasso grazie anche al presidente di Confindutria Squinzi che ci ricorda con grande onesta’ e sincerita’ la verita’ che molti non vedono o che non vogliono dire agli italiani.

Poi l’uomo immortale,Berlusconi,ritorna in piazza e rifara’ nascere Forza Italia,poiche’ oramai tra lui e i giudici e’ una sfida fino all’ultima …sentenza.

Lo fa solo per una autocelebrazione della propria autostima gia’ al culmine,quella forma umana di apparenza sempre sopra gli altri per non cadere nel terrore di quello che fu’,come politico.

Un rito psicologico per affermare che esiste!

Concludo con una nota.

Mi incazzo quando vedo in parlamento i politici agghingati come soubrette,con tablet,telefoni ulta tecnologici,palmari,ecc…,concentrarsi sui nostri problemi.

Una forma di pausa dell’asilo mangiando la merendina,uno sfregio a noi tutti che ci facciamo il culo ogni giorno per tirare a campa’degnamente.

E’ proprio vero cio’ che disse Toto’:MA MI FACCIA IL PIACERE

https://www.youtube.com/watch?v=6bjQOwXMoPk

TARANTO VECCHIA:LA LUCE IN FONDO AL VICOLO C’E’ ?

Adriano Sofri e’ uno che mi piace.Uno di quelli che,nel passato,e’ stato “cattivo” ma che poi,sbagliando,ha capito cio’ che ha fatto e ha messo la sua intelligenza nello scrivere.

E ha scritto anche di Taranto vecchia.

Vi riporto un passaggio di cio’ che ha detto:

Quella meraviglia è stata svuotata e degradata e soffocata fra i muraglioni di cinta che stringono la città in una morsa, quelli dell’Ilva (e dell’Eni e della Cementir) e quelli dell’Arsenale, militare questo, militareschi quelli. L’abbandono in cui è gettata Taranto vecchia, che ne accresce il fascino agli occhi degli intimiditi ed eccitati turisti, è inspiegabile se non con le mire di chi sceglierà il momento buono, quello del prezzo più basso, o addirittura del premio pubblico, per impadronirsi delle rovine e farne un affare. Taranto vecchia ha oggi i suoi campioni giovani e vecchi, piantati nella storia e nella lingua di quei due mari, spiantati di soldi, cui va affidata la cura di quella Taranto così vera, finché si è in tempo. Un sindaco che sta riformando la sua giunta, dentro una tempesta di scadenze sociali e giudiziarie e politiche -compresa la consultazione popolare sul destino dell’Ilva- ha una grande occasione per affidare Taranto vecchia a chi la ama disinteressatamente e ha idee e tenacia intatte, e metterla al riparo dalla rapina in agguato”.

Sofri parla di una responsabilita’ che dovra’ avere chi si impegnera’ a renderla viva per sempre.

Il politico?

Il cittadino tarantino?

Il businness che spopola ovunque e che solo qui non attecchisce per una specie di maledizione?

O sara’ lo stato a dare sgravi fiscali a chi vorra’ aprire locali in quelle viuzze?

Sapete che vi dico io?

Da tarantino temo che Taranto vecchia sia ormai abbandonata a un tragico destino che e’ quello dello spopolamento dovuto al ringiovamento sociale che per forza di cose e’ obbligatorio in qualsiasi paese desolato sulle montagne o in luoghi come la citta’ vecchia.

La salvezza sta nel voler andare contro corrente andando incontro alla fine.

E’ un tunnel buio adesso la citta’ vecchia,che si illumina in poche occasioni come la settimana santa o l’estate con manifestazioni popolari.

Poi si va e si viene,per le vie ma a dirci della fine e’ il crollo delle mura e le barche vecchie ferme al molo.

Ma c’e’ anche la speranza,in noi giovani,di ribaltare un percorso che spesso tradisce le sue origini,quelle origini che amiamo e che fotografiamo dentro di noi.

E allora chi vorra’ trarne benefici dalla citta’ vecchia,dovra’ per prima cosa amarla e adattarsi a essa.

Adattarsi nei modi secolari e nelle logiche di vita,di presenza nei piccoli vicoli laggiu’.

Amarla e ricordarsi che lei,la citta’ antica,e’ chiusa dentro se stessa per difendersi dai mostri che le sono attorno.

Sofri parla di Ilva,Cementir.

Loro sono anche i colpevoli dello spopolamento dell’isola.

Hanno dato molto in termini economici ai vecchi pescatori,ma hanno tolto anche la tarantinita’ che possedeva la zona prima dell’insediamento della grande fabbrica.

Una veloce corsa al sicuro posto di lavoro,una corsa che ha creato serenita’ nelle famiglie e futuro certo.

Oggi,e qui sta il paradosso,si vorrebbe ritornare al passato,ridare a Taranto cio’ che lei e’ stata.

Ritornare sui suoi passi,quelli del mare e della pesca,della fatica umana giu’ alla discesa Vasto.

Ma si puo’ ritornare indietro alle nostre origini?

Si puo’ affermare che l’industria in affanno grazie alla crisi di richiesta dell’acciaio e’ finita e la salvezza e’ il mare?

L’acqua pura potra’ darci nuova linfa alle nostre generazioni?

Caro Adriano,se passi da Taranto di nuovo una cosa non ti perdonero’:cio’ che hai detto sui politici…..

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