SIGNORSI’ O SIGNORNO’.

Ognuno e’ succube di qualcosa.

Pensate che nel medioevo,col termine succube,si identificava un demone donna che la notte si univa agli uomini.

Mi vien da pensare alla Merkel,che rende succube l’Italia e altri paesi.

Ma non viene con amore,ma con lo scettro di una nazione,la Germania,scelta dalle big europee a essere il vagone trainante della locomotiva Europa.

Succube lo siamo tutti,anche inconsapevolmente,di situazioni quotidiane,come il lavoro,la coda al supermarket,la fila alle poste al mangiare stesso.

Una regola precisa,che ci condiziona e che spezza una logica dell’essere umano:il diritto di decidere la propria vita.

E allora,la regola che rende succube milioni di persone,e’ vista come un’abitudine giusta,normale e necessaria.

Prendi il mangiare.Dovrebbe essere di tutti,una giusta ricompensa alla fatica quotidiana.

Invece divide l’umanita’ stessa,la rende malvagia e egoista dinanzi ai poveri che vagano in cerca di rifiuti alimentari nei cassonetti.

Quindi siamo succubi di cose giuste e ingiuste,che capiamo e accettiamo o che,al contrario,rifiutiamo e odiamo.

Il senso critico della scelta,di cio’ che ci offre l’essere comunque succube,non e’ la vittoria sul libero arbitrio.

Anzi,al contrario,ci etichetta,ci rende fortunati o sfortunati,ricchi o poveri.

L’Italia e’ succube di una Germania che ha deciso tutto per gli altri perche’ e’ fortunata economicamente,con un pil migliore di altri e pochi debiti.

Siamo succubi,pensa te,di un ricco tedesco,che gioisce delle disgrazie altrui e noi,l’Italia,non lo lasciamo al suo destino.

Siamo coopartecipi di un evento,la fortuna di una nazione,quando invece dovremmo decidere,come dovrebbero fare gli esseri umani,quando l’evento stesso non ci appartiene piu’.

Essere succubi rispecchia il carattere si dice,la forza che c’e’ in noi o la propria debolezza.

Il no negato a qualcuno e’ la risposta alla nostra decisione di essere liberi di agire,non di far parte di un sistema che non ci piace.

Il si,a testa china,ci rende succubi,lontani mille miglia da una condizione umana,la decisione appunto,che dovrebbe essere in tutte le situazioni(politica,famiglia,chiesa,lavoro).

Succube in nome di uno schema dettato a volte,da fattori potenti e inevitabili,come le grandi lobby e i politici che contano.

Succube di qualcuno,o qualcosa che ci rende prigionieri di una liberta’ che dovrebbe essere libera e arbitraria.

 

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2 pensieri su “SIGNORSI’ O SIGNORNO’.

  1. Sono catene impossibili da spezzare, se non in massa. Ma già rendersene conto, da soli, dai fatti più piccoli che determinano la nostra vita a quelli più grandi, è un primo passo avanti! Ottime riflessioni, buona serata!

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