ADESSO AVANTI CON GLI AMBIENTALISTI A TARANTO.

Dopo l’ennesima tenaglia che ha stretto la politica e il lato nero della questione Ilva,ho capito che forse la svolta per questa citta’ e’ legata a una sola cosa:i movimenti ambientalisti e la loro scesa in campo in politica.

Adesso piu’ che mai,dopo gli affari fatti dalla detra e dalla sinistra,sembrerebbe ovvio che,una parte della societa’ civile,debba esporsi per gestire una  citta’ allo sbando   politicamente.

Una citta’ che nelle istituzioni perde i controlli verso un nemico/amico,l’Ilva,e che periodicamente e’ invasa dai fumi di inciuci dietro le quinte ai danni della comunita’ tarantina.

Allora prendere in mano le redini di una citta’,trainandola a gestire la questione ambiente sotto un punto di vista responsabile,sarebbe cosa buona e giusta.

Abbiamo le credenziali per farlo?

Abbiamo gli uomini,le persone giuste in ambito ambientalista?

Si e’ la risposta,ci sono.

Dal professore Marescotti,presidente di Peacelink,al “guerriero ” Fabio Matacchiera del Fondo antidiossina,per arrivare a Antonia Battaglia , Daniela Spera fino ai leader dei verdi Bonelli di Taranto Respira.

La difficolta’ e’ di metterli assieme e convincerli che il  sacrificio personale di immolarsi sull’altare della politica locale,e’ un gesto estremo che adesso in questo momento storico la Taranto del futuro vuole.

La politica,il politichese svenduto al padrone,non regge piu’.

Affari e menzogne nascoste non devono essere il peso che ci porteremo con noi per il resto della nostra vita.

Ora piu’ che mai,l’azione diretta deve essere applicata e,creare un manifesto politico omogeneo con le parti ambientaliste,deve essere la prospettiva futura della nostra generazione.

La politica dei palazzi ha fallito,da Roma a Taranto.

Ora ci vuole la scelta,finale e forse decisiva per sancire un rapporto unico con tutti in nome della legalita’,della giustizia e dell’amore per la nostra terra,Taranto.

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2 pensieri su “ADESSO AVANTI CON GLI AMBIENTALISTI A TARANTO.

  1. Sicuramente ambientalisti veri (e non quelli dell’ultima ora) devono essere spinti a farsi avanti sul terreno scivoloso e spesso ambiguo della politica, soprattutto quella locale, ma secondo la mia esperienza da soli non bastano: la situazione è quanto mai complicata, se non si modificano gli elementi di contesto, sarà difficile perseguire l’obiettivo della verità e della riconversione della fabbrica. Qual è il modello a cui può realisticamente guardare la città?

    • Grazie della risposta.Hai ragione tu.Il contesto credo debba essere visto anche da un punto di vista amministrativo. Cioè comune regione stato devono essere coesi e agire per il benessere della città. Però qui nasce il problema e lo scatto che chiedo:quando vedi che la magistratura fa cose giuste e viene messa da parte con decreti salva Ilva, , allora non rimane che la lotta coesa per unirsi e agire .La storia ci insegna qui da noi che industria e politica marciano assieme per interessi comuni e non per garantire lavoro e dignità. Ciao e a presto Luca.

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