TARANTO HA CAMBIATO IL SUO DNA ?

Ieri sera Report ha mandato in onda un ottimo reportage sulla mia citta’ e il legame con l’Ilva.

Intrecci,politica locale e nazionale,ministri e lobby pronte a spartirsi favori pur di raccimolare soldi per i loro comitati e per i loro affari privati.

Una trasmissione che,un tarantino,nei fatti gia’ conosceva,ma a livello di informazione nazionale,ha dato molto a chi invece a distanza ne segue i retreoscena.

Ebbene il connubio politica/imprenditoria e’ evidente a Taranto.

Ogni possibile mossa a favore della popolazione e all’ambiente,lascia il passo allo sciacallaggio enorme pur di produrre e inquinare.

Non si saranno scoperti altarini ieri sera,certo,ma lascia perplessi i due milioni di euro che Riva ha nascosto in qualche parte del mondo e che,stanati,potrebbero servire a bonificare l’area jonica.

In Francia,Riva e’ presente e gli e’ stato imposto di regolare la sua produzione in base a norme ambientali locali rigide e moderne.

Aspiratori,parchi minerali coperti e rispetto della salute pubblica.

Li e’ stato fatto,qui no.Perche?

Ieri si e’ ribadito il motivo,un lasciapassare salva condotto illimitato fatto di prescrizioni e AIA ad personam,atte a produrre per tot anni a venire con valori da rispettare sempre esponenziali.

L’affare TARANTO e’ grande,ma grande e’ la sconfitta,la solita,di una politica al servizio dei propri interessi e non del cittadino.

I comitati ambientalisti,la gente che grida nelle strade il diritto e il rispetto a essere calcolate,e’ messa da parte,mescolata in un recipiente fatto di inciuci e buttato a mare.

A chi ci si puo’ aggrappare,visto che a livello regionale(Vendola insegna….),locale(sindaco Stefano assente….)e nazionale(Bondi ha legami con i riva…),nessuno ci rappresenta?

La giustizia,e ieri si e’ visto nel filmato,ha sequestrato con atti la zona produttiva,la zona a caldo che inquina e danneggia la popolazione.

Poi il dissequestro da parte dello stato,atto a fornire l’alibi ai Riva di produrre per guadagnare e mettersi in regola.

Ma qui,a Taranto,poco si e’ visto e il fumo marrone e l’odore acre e nauseabondo dell’acciaieria,e’ presente sempre.

Una favola,l’amore di una volta tra l’Italsider e la citta’,tra i suoi stessi dipendenti e il circolo Vaccarella,paradiso perso del tempo libero della maestranza di una volta,che sparisce e anzi,accresce le distanze tra chi vorrebbe la produzione salva posto di lavoro e chi,invece,vorrebbe la chiusura senza si e senza ma.

La cozza tarantina,decantata anche ieri sera,ha perso prestigio,morendo in un mare inquinato e perdendo la propria dignita’ acquisita nel tempo grazie alla sua squisitezza.

L’origine stessa della citta’,la magna grecia dello Jonio,pare adesso avere radici piu’ moderne,radici nate nel lontano ’70 allorquando l’Italsider strappo gli ulivi dalle campagne limitrofe per far nascere e costruire un mostro.

E sembrerebbe che quel mostro,l’attuale Ilva,abbia cambiato il dna della citta’ dei due mari,ammazzando i poeti che cantavano sulle rive del Galeso,e abbattendo le mura di un acquedotto romano,sulla statale a ridosso dell’Ilva,acquedotto sempre piu’ rosso delle polveri della grande industria.

Qui il link della puntata di ieri sera: http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-eb349f06-8a3d-43e5-94d9-03a93e850381.html

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