COSTA CONCORDIA A TARANTO?E POI ?

Leggo che Confindustria di Taranto,candida il porto della citta’ jonica come ideale scalo per lo smantellamento della nave Costa Concordia.

Una commessa alta,si parla di circa 500 milioni di investimenti e una forza lavoro di quasi 600 operai per due anni.

Domanda:ma invece di costruire navi,le andiamo a smantellare per un accontentino di due anni?

E se invece puntassimo alla realizzazione di un serio percorso di cantieristica navale,come lo fu l’allora cantiere Tosi,non sarebbe cosa migliore?

Sarebbe opportuno parlare di alternativa all’acciaio,definitiva e stabile per la nostra citta’.

Ora specialmente che Riva mette seri paletti sulla cassa integrazione e mobilita’ per migliaia di operai visto il difficile momento inerente le commesse in riva allo jonio.

Un mare,un tesoro.

Taranto ha tutto cio’,e’ la citta’ dei due mari resa ambigua nel tempo allorquando in essa si scelse una fase dell’Italia che in Taranto vedeva la potenza industriale da anteporre alla Germania nordica.

Ma e’ anche la sconfitta e la morte di un passaggio,questo,che attualmente nega spazi diversi e costruttivi in altri ambiti lavorativi,visto che e’ stato ucciso e avvelenato un territorio in nome del consumismo.

Adesso con una possibile commessa,si vorrebbe ridare fiato alla citta’,farle credere che puo’ essere in grado di riscoprire cio’ che e’ stata per molti anni.

Poi tutti a casa felici e s…contenti?O no?

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