IO BIMBO E IL “PIGIAMA STRANO”.

Olocausto.Campi di concentramento,deportazioni,camere a gas,morte.

Ero piccolo e pensavo alla sofferenze dei bimbi,ai  loro pigiami strani prima di andare a letto.

Crescendo ho portato dentro di me come la sensazione di una foto in bianco e nero,di una tragica fatalita’ che il mondo non capi’ in tempo.

Le pelli lacerate e scavate per la fame,i corpi ammassati come spazzatura da eliminare,rimangono scolpiti nella mia testa e nella mia testa,oggi,rivedo nella Palestina l’azione vigliacca dell’uomo.

Non so se bastera’ l’olocausto a fermare cio’ che verra’,non credo .

La brutale forza del fucile verso il piu’ debole si ripropone oggi come allora,e come allora ci sono scelte verso una razza,verso un territorio e verso una ideologia,antisemita,che regna sovrana ancora in alcune zone del mondo.

Oggi e’ necessario entrare nei campi profughi palestinesi,liberarli di quel marchio che taluni signori della politica marcano addosso ai bambini e alle donne,ai vecchi e a chi,seppur da lontano come me,ne denunciano sopprusi e ingiustizie.

Serve parlare ancora?

Serve ancora la tavola rotonda per discutere di cio’ che avvenne anni fa’?

E se tutto serve,perche’ allora c’e’ ancora una mano che crea distinzione tra un popolo e l’altro e apre tunnel bui senza uscita verso una pace?

Perche’?

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