IL “MODUS OPERANDI” RENZIE CHE AVANZA.

E allora vedere Renzi con le mani nelle tasche e parlare al Senato e poi alla Camera e’ l’inizio di un modo,comunicativo,a cui non eravamo abituati.

Lui,Renzie,crea la distanza con la velocita’ dei tempi propri e sviluppa,nel vecchio politico,l’ansia da prestazione.

O sei come me,energico,veloce e senza fronzoli,oppure fatti da parte.

Fino a questo momento credo che la lezione renziana sia questa piu’ che dei fatti e dei programmi.

Se con re Silvio avevamo visto il teatrino muoversi sotto vecchie e smaniose cerimonie degne del duce,con Renzie svecchiamo un poco la politica del dire e apparire e apriamo finestre nuove al modo di comunicare.

Il telefonino e twitter aperto sempre,lo scambiarsi messaggi con bigliettini e ammiccare dinanzi ai nemici(un tipico modo fiorentino per mandar a fanc…il prossimo..)rimarra’ nelle nostre memorie.

Il rischio e’ che si passi dalla possibilita’ del fare qualche cosa per il paese,all’enfatizzare il proprio io.

Si perche’,lui Renzie,e’ un po’ anche Berlusconi.

Da lui eredita l’apparire bene in tv,il gesticolare e annusare la battuta da dire al momento giusto.

Come il twitt dato in pasto al popolo dei cinque stelle:”Sto cambiando l’Italia anche per voi….”

Tempi che cambiano,persone anche e muri che crollano come quello di un partito,il PD,sempre piu’ simile alla DC che fu’.

NOTE DI FINE SETTIMANA.

Scrivo queste poche righe dopo che ho visto Letta schifare Renzi nella cerimonia del campanello,l’atto di consegna tra il vecchio e il nuovo  Presidente del Consiglio.

La politica ormai e’ fatta cosi’ con atti personali che decidono il futuro di milioni di persone.

L’Ucraina nel sangue cercava invece di sfuggire dalla morsa di Mosca e voleva agganciarsi al treno europeo che noi tanto disprezziamo in chiave “egemonia tedesca”.

Oggi leggevo che la Germania di Angela e’ forte poiche ‘ anche i sindacati hanno una loro autonomia e decidono per il bene del lavoratore in barba a regole vecchie che,specialmente da noi qui in Italia,vedono il sindacato manipolato da governi e signorocci.

Allora Renzie spolvera un governo bello e luccicante,fatto di donne graziose che ricordano,solo nelle apparenze,le veline dell’era berlusconiana.

A proposito.Lui,Silvio,ci dice che non stiamo in democrazia poiche’ questo governo non e’ stato eletto…vediamo se dira’ la stessa cosa allorquando si discutera’ di giustizia e condanne penali.

Ultima nota la mia citta’,Taranto.

In questo periodo fotografo la realta’ della gente,per le vie del centro.

Un arte,la streetfoto,che mi dice e mi fa tastare l’umore della societa’ e di cio’ che essa genera.

I poveri sono cresciuti e il disagio sociale legato a quello della disperazione personale anche.

Se vi va il link e’ il seguente:https://www.facebook.com/pages/Streetfoto-Taranto/657899060943592

A presto amici,ottimo fine settimana.

IL MIO “SANREMO”…

Non vedro’ Sanremo perche’ non mi piace il buonismo dei conduttori sulle tragedie umane attuali e le canzoni che anch’io saprei scrivere.

Non vedro’ Sanremo perche’ non e’ piu’ una sorpresa e non mi ricordo neppure l’ultimo vincitore.

Cambio canale perche’ so che dove c’e’ un conduttore c’e’ la sua tribu’ di amici e amiche per far ridere,scopiazzare battute e divulgare messaggi degli sponsor.

Se fosse andata la Ventura avrebbe portato la sua cerchia di amicizie per dividersi i soldi.

Non mi interessa nemmeno sapere se Renga cantera’ del lavoro che manca o se la top model fara’ vedere il suo tatuaggio nel punto ose’.

Oramai sarebbe opportuno che la tv fosse un palcoscenico dove,dietro un microfono,ognuno dicesse cio’ che pensa.

“HA A DISPOSIZIONE SOLO 1 MINUTO”…..

Questo sarebbe il mio Sanremo.

Essenziale e incisivo,senza macchiette buttate li’ per far vendere dischi che oggi scarichi gratis da internet.

Poi oggi vedo lo streaming di Grillo e Renzi e penso non tanto ai contenuti che mi aspettavo.

Ma penso al futuro,al fare tv in diretta senza censure e accordi sotto banco.

La tv col canale per dirsi tutto,scambiarsi messaggi di pace e speranza ma anche denunce senza i politici attorno a dire di si con la testa e poi inciuciarsi a vicenda.

Ecco Sanremo signori…il microfono e’ aperto per tutti.

RENZI,LA STORIA COMUNISTA E L’AUTOSTRADA APERTA….

La Ferrari Renzi nel bene o nel male(lo si vedra’ presto)ha istituito un modo molto veloce e nuovo di far fuori un amico:levati di torno,ho il consenso del partito.

Avrai anche il consenso della direzione del PD,ma credo che il voto per eleggere un parlamento e poi vedere un presidente del Consiglio,spetti agli elettori.

Noi,quelli che facciamo fatica ad arrivare a fine mese,noi quelli che abbiamo speso 2 euro per votare il candidato a segretario del PD,noi che speravamo di aver fatto e visto fuori il Berlusconi,non contiamo nulla.

Anzi,noi,dobbiamo credere a quest’uomo che da Firenze insegna alla politica del passato una nuova strategia di vedute future per un paese,l’Italia,che rimane osservata speciale dalla Merkel e dal gruppetto di nazioni zerbine alla Germania.

Ma alla fine,caro Renzi,se tu dovessi avere ragione nella smania veloce e operativa del tuo fare politica,avremmo solo da batterti le mani e pensare che in fondo bisognava solo chiudere un portone al passato e aprirne un altro,lasciando sul terreno vecchie coalizioni di partito e amici speciali.

Il popolo della sinistra rimane sbandato,taciturno e offeso.

Si offende perche’ capisce che un ex democristiano ha fatto le scarpe al partito intero,mandando segnali distensivi alla destra e nella destra trovare il miglior amico per scalare il potere.

Noi,sempre quelli che ci alziamo presto e lottiamo a campa’,subdoli di antiche rivolte del PCI o del PD vecchio stampo,sfiduciati non ci sentiamo rappresentati nelle lotte future che verranno e,anzi,speriamo sotto sotto a una guerra interna tra chi nel PD vede anche una tradizione populista in difesa delle questioni sociali,e chi l’ha messa a tacere arrampicandosi dietro inciuci di corridoi.

S e e’ vero che Civati alza gli occhi suoi al cielo e spera di raccogliere amici nella sfida al PD che non rappresenta la gente,dall’altra parte Renzi diventa un sinistroide camuffato.

Un personaggio che vuole avere l’autostrada libera,con tutti i trucchi possibili per renderla tale,e proseguire nel suo viaggio alle poltrone che contano dimenticandosi di un fattore importante:la storia comunista.

 

NON ABBASSATE LA SARACINESCA ALL’OFFICINA.

Vi parlo di cio’ che accade a Taranto.

Vi e’ una struttura nell’area dei vecchi Baraccamenti Cattolici vicino l’arsenale militare che e’ stato preso in mano da giovani volenterosi che hanno creato le Officine Tarantine.

Uno spazio comune sociale per aiutare il sociale.

Lavori in ambito didattico educativo,riunioni su tematiche inerenti i temi che affliggono la citta’.

Insomma uno spazio che qualsiasi citta’ del mondo ha e che a Taranto non deve esistere.

Giorni fa la polizia voleva sgombrare l’area ma alla fine tutto e’ rimasto fermo in attesa che il comune si faccia sentire per dare l’ok per la gestione di questi ragazzi .

Il discorso e’ che ci sentiamo tutti Officine Tarantine,e come loro abbiamo un vuoto che ci circonda:il vuoto delle istituzioni.

Con un sindaco in covalescenza post operazione e un comune che cerca la propria identita’,Taranto sembra chiedere a questi ragazzi di sollevarla o almeno iniziare grazie anche a loro un percorso di apertura verso orizzonti comuni,sociali appunto.

I cittadini che escono fuori e assieme risollevano le sorti di una citta’,ma anche di un’epoca,dove un diritto viene negato e dove una iniziativa viene chiusa nel barattolo delle cose inutili.

Allora,mi sovviene,un pensiero comune che attanaglia il tarantino:possiamo farcela a essere un’identita’,un connubio tra l’idea innovatrice e un progetto finalizzato a renderla questa citta’ appunto viva?

Se da un lato qui mostre e iniziative culturali restano utopie legate solo a grandi citta’, riappropiarsi di uno spazio in disuso che viene  reso di nuovo vivo rimane un pericolo sociale.

Ma gli spazi rubati dalla marina e non resi alla citta’ che cosa dovrebbero essere?

Una negazione dell’opportunita’ a questa citta’ di avere,per esempio,un’isola di San Pietro per tutti oppure un arsenale che potrebbe dare spazi verdi e affacci turistici per visitatori di altre citta’?

Perche’ le Officine Tarantine creano un “problema” di liberta’quando abbiamo le mani legate verso altre strutture in disuso o ex militari?

Liberiamo gli spazi,rendiamo Taranto officina per la rinascita e le idee che potrebbero nascere e regalare risvolti positivi per il futuro.

Io sto con le OFFICINE TARANTINE.

Qui il link della pagina facebook :https://www.facebook.com/pages/Officine-Tarantine/539391739487448?fref=ts

TSIPRAS IL GRILLO EUROPEO?

Forse siamo arrivati a un punto dove ci si deve mettere la faccia per vincere o sparire per sempre.

E mettere la faccia,oggi,specialmente in politica e’ quantomeno rischioso e come lo struzzo,che la nasconde in situazioni delicate,spesso molti personaggi  lo fanno.

Siamo in Italia,paese che perde credibilita’ nelle istituzioni e che andra’ al voto perdendo delle identita’ sacre come quelle delle ideologie politiche certe.

Renzi ha fatto di tutto per far vincere la destra e per far uscire ancora una volta la vera questione della sinistra:un’anima sdoppiata.

Oggi seguo cio’ che potrebbe essere l’ennesimo tentativo di ricerca di identita’ della sinistra piu’ sinistra che c’e’,SEL,e quello che potrebbe essere il nocciolo della questione per i prossimi mesi:la faccia appunto da mettere.

Oggi quella e’ sotto il nome di Tsipras,giovane greco rispolverato dalla sinistra europea e che lo vuole catapultare alle prossime elezioni per  la presidenza alla commissione europea.

Austerita’ sacrifici e giustizia per tutti,sono alla base del progetto Tsipras.

Nulla di nuovo direte voi.

Nulla che sconvolge il panorama della disubbedienza ideologica comune che serpeggia in Europa e che in tutti noi,logicamente,trova spazio e spunti di comunanza.

Quindi qual’e’ la novita’ in questa persona?

La novita’ e’ che lui,Tsipras,vorrebbe essere il Grillo europeista,l’uomo della denuncia e dei fatti.

E in questo,e solo in questo,vedo un coraggio che servirebbe da noi in Italia.

Mettere la propria faccia,dire eccomi sono pronto alla battaglia.

Qui e’ la differenza tra il fare e il non fare,tra capire che siamo al punto di entrare nella storia o finire nel dimenticatoio.

Abbiamo un bivio pericoloso.

A destra una destra forte,coesa nel ritrovarsi unita per vincere e tornare a comandare.

A sinistra,una sinistra spaccata persa come quando una lucertola perde la coda e quest’ultima si muove ancora.

Si muove,ideologicamente nella stessa area,ma e’ divisa dalla casa madre.

Renzi e’ peggio di Berlusconi.

Ricrea vecchie logiche di politica ad personam,fatta di elogi per se stesso e poco utili al paese.

Il connubio con Berlusconi ha sancito la fine dell’era Letta e anche la spartizione della sinistra tra vecchie cariatidi e nuovi giovani pseudocomunisti.

Il rischio e’ che in mezzo ci si ritrovino i delusi,di tutto e tutti.

E che per una logica di vendetta mirino al disordine che ci potrebbe catapultare nella lotta armata di nuovo.

 

BRAY,I MURI CROLLATI E LE NOTE MUSICALI….

Qui da noi c’e’ stato un convegno,ospite il ministro Bray,dal titolo:Il futuro della memoria:Taranto cultura e sviluppo.

Non vi annoiero’ con le solite tiratira politiche di facciata,smentite poi sempre dai fatti mancanti.

Ma voglio soffermarmi su un passaggio.

Dice il ministro: “Se guardiamo a Taranto attraverso quel sistema di risorse che costituiscono la sua vera connotazione genetica,non possiamo negare che questo sistema e’ in grado di creare economia”.

Le risorse,caro ministro Bray,ce le siamo giocate negli anni 70,allorquando decisero di cambiare le attitudini della citta’ dei due mari,basate su pesca e cantieristica navale.

Passammo da cio’ che era genuino sotto alcuni punti di vista,a cio’ che sarebbe stata la vera ricchezza per alcuni,quella stabilita’ economica che,dopo,avremmo pagato in termini di salute e distruzione del territorio.

La connotazione genetica,caro ministro,se ancora oggi ci stesse,dovrebbe essere limpida,illibata dalla violenza distruttrice che ha avuto l’industria dell’acciaio sul territorio locale.

Quindi,caro Bray,il muro che crolla a Taranto vecchia,la storia che abbiamo perso e le radici sempre piu’ lontane dal proprio ricordo,lasciano il passo all’incuria politica che i governi,e anche le amministrazioni cittadine,hanno avuto verso il passato.

Che senso ha  parlare di far ripartire la citta’ vecchia,o il borgo antico come lo vogliate chiamare voi,se li,in quelle mura cadenti non esiste opera per difenderle e rimetterle in auge da parte vostra?

Che senso ha dire che la cultura la si fa grazie al passato quando tutti gli sforzi vertono solamente al pensiero di salvare il culo ai Riva e non alla citta’ in altre forme?

Che radici abbiamo ancora,caro Bray,se esse sono state annullate dal dio economia del profitto che ha ammazzato mure romane e scavi archeologici vicino al colosso industriale?

Siamo ancora in tempo,caro ministro Bray,per riportare alla luce storica il borgo antico e rifarlo vivere,come dice lei,anche grazie ai “tamburi e alle chitarre folkloristiche”per riaccendere la memoria storica nei nostri figli?

L’ennesimo tavolo si aprira’,statene certi,e con esso un comune aspetto che caratterizza anche questa citta’:l’ennesima “vertenza” attorno a un futuro,non lavorativo questa volta,ma di vita o morte per una intera comunita’.

PREDICHE AI PREDICATORI.

La frase che piu’ mi preoccupa e’ questa:Organizzazioni non governative – che hanno interessi sull’omosessualità, sul matrimonio gay e su altre questioni».

Frase detta da Silvano Maria Tomasi, osservatore della Santa Sede alla sede di Ginevra.

Quindi l’Onu,sarebbe guidata da altre organizzazioni per destabilizzare un processo secolare della chiesa cattolica di non aprirsi a realta’ diverse e su concetti quali l’aborto e l’eutanasia.

Preoccupante sarebbe, secondo la chiesa, l’interferenza derivante dall’esterno pronta a destabilizzare anni e anni di sermoni e prediche divine.

La chiesa,dal suo punto,ribadisce un concetto espresso gia’ dai tempi di Ratzinger e adesso con papa Francesco.

Tolleranza zero verso abusi sui bambini,quindi pedofilia,e questioni legate alla omosessualita’.

Uno scontro  dove l’interferenza dell’Onu apre scenari di poteri politici e lobbysti.

Una chiesa messa allo stretto consapevole di essere peccatrice in terra e debole nei suoi uomini.

L’Onu dalla sua,forse con invadenza,ritiene giusto ammonirla per renderla piu’ responsabile dinanzi all’aumento dei casi di violenza sui minori e abusi sessuali in genere.

Siamo lontani dalla chiesa immune dal peccato,anzi dottrina pura e illibata.

Adesso vedremo se in risposta a questo monito papa Francesco mettera’ sulla bilancia nomi e volti dei peccatori.

Sarebbe un grande passo verso una verita’ che tutti noi attendiamo senza se e senza ma.

CIAO VIK,RESTIAMO UMANI !

Vittorio Arrigoni nasceva oggi.

Io l’ho conosciuto dal suo blog,dalla sofferenza che emanava in ogni parola per l’occupazione di Israele in quei territori dove la razza umana e’ trattata come il vile nazista che sa di essere forte perche’ non c’e’ un nemico organizzato.

E la debolezza del nemico,caro Vittorio,e’ stata la tua fede.

Una fede che ti ha portato alla morte ma che ti ha regalato momenti di gioia.

Quei momenti quando vedevi rientrare i pescatori nel porto di Gaza e vedevi in loro il sorriso perche’ la giornata era stata semplicemente normale.

Gia’ la normalita’,caro Vittorio,tu la scrivevi come un diritto negato ad un popolo che nei volti dei bambini sprigionava la vera’ ricerca del futuro,quella voglia che venne spezzata dall’eccidio di Sabra e Shatila oppure in tante incursioni aeree dell’aviazione israeliana nei territori occupati.

Vittorio e’ stato,ma lo e’ ancora,l’emblema della solidarieta’ senza ritorno,quella voglia per alcuni matta di rischiare la propria vita per difendere un ideale concreto fatto di persone in pericolo.

Oggi l’insegnamento tuo e’ quello anche di non cedere dinanzi al potere organizzato,al popolo invasore che nelle sue forze militari annienta diritti e vite.

La Palestina ma anche la SYria argomenti disperati sui tavoli dei grandi ma anche terre che nelle loro complessita’ religiose hanno scavato profonde crisi di coscienza.

Le immagini dei bimbi morti e delle ferite sui loro corpicini,annienta in me la speranza di confronto e spesso mi porta su un binario,illogico,di rabbia contro chi e’ l’artefice di tutto questo.

Il pacifista che esiste dentro me,il senso critico a un massacro,lascia spesso la voglia di rivalsa materiale,fatta di rabbia e azione contro il pugno armato del dittatore.

Forse questo e’ il mio limite,certo.

Tu Vittorio ricordo nei tuoi video la calma che mettevi nel raccontarci il tuo lavoro laggiu’.

Ma anche quando rispondesti a Saviano mentore nei confronti di una realta’ che forse a lui non faceva comodo.

Caro Vittorio oggi nascevi e in noi lasci molto confronto interno.

Un confronto che partendo da dentro ci porta a riflettere sul nostro cammino umano verso la difesa di diritti negati e ingiustizie.

Ha ancora senso essere come te oggi,anche se non coinvolti direttamente in quelle zone.

Ma credimi,conoscendoti,ho imparato l’importanza nel denunciare  e combattere il disprezzo verso la vita umana che dei vigliacchi hanno quotidianamente messo sul piatto della bilancia di molti esseri umani,bambini compresi.

Restiamo umani,ciao VIK.

A TESTA ALTA,IO “NON VIOLENTATORE DI DONNE”.

Sappi che da ieri se leggi il blog di Grillo e se commenti anche,potresti essere un possibile stupratore dei giorni nostri.

Quindi,sappi ancora,che se hai fatto parte del gruppo dei commentatori alla tagliola della Boldrini,rischi di essere etichettato come estremista razzista a sfondo sessuale.

Cara Boldrini,io leggo il blog di Grillo.

Lo faccio per carpire spesso quei sentori nascosti che molti giornali tacciono e nascondono.

Lo faccio per sapere che futuro potra’ avere questo paese,ma anche per capire se i grillini,si quei ragazzotti antifascisti o amici della verita’,possano essere l’alternativa a te e ai tuoi amici di merenda in Parlamento.

Sappi,cara Boldrini,che io sono padre di famiglia e a testa alta,la mattina,esco di casa.

A mio figlio non nascondo violenze sulle donne,ne tantomeno le tollero da altrui.

Sappi che l’appartenenza a una ideologia,tipica di questa era moderna,fatta di verita’ nuda e cruda grazie alla rete,puo’ far incorrere in errori.

Tu ne hai fatto uno,grossolano,azzardando un concetto che spesso anche il PD ha usato in passato:etichettare un elettore.

Ci dimentichiamo quando il periodo berlusconiano era visto come quello della politica ad personam,e i suoi “seguaci” tutti ben vestiti e pettinati a puntino,erano l’emblema che la stessa sinistra sbeffegiava sui blog e nelle interviste?

Erano anche quelli allora possibili fomentatori di un ideale,tutto di parte,che avrebbe potuto creare menti distorte e appartenenze a possibili schemi degni di un psicologo?

Non accetto da te,lezioni sul libero arbitrio.Sul vedere la vita seguendo un blog e analizzandone, grazie a esso, aspetti contorti o almeno alquanto dubbi,su azioni atte a zittire quei ragazzi in parlamento.

Io libero cittadino,leggo e mi informo.

Vi vedo,esamino e giudico.

La mia croce,in cabina elettorale,e’ libera senza condizionamenti e tu,cara Boldrini,non avrai mai il merito di avermi condizionato con la tua uscita mediatica di ieri in tante reti diverse.