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LA MARCIA CHE VERRA’,TRA SPERANZA E ILLUSIONE.

C’e’ che il 6 Aprile si partira’ da un paese vicino a Taranto,Statte,per una marcia a favore del diritto all’ambiente sano e pulito.

L’ennesima protesta con connotati diversi.

Ci sara’ la chiesa con a capo S.E. Monsignor Santoro.

Una presenza non amata dal” Comitato cittadini lavoratori liberi pensanti”,presenza che darebbe significati non consoni a cio’ che specialmente loro hanno nel tempo denunciato.

Con la stessa chiesa di mezzo….

Ma torniamo alla marcia.

Dicevo l’ennesima,forse inutile.

Ma il bivio dove siamo arrivati e’ tale che bisogna essere o di parte pro industria,oppure categorici al no nel nostro territorio.

Si sono sviluppate anche questioni politiche attorno alla salute.

Antonia Battaglia con la propria candidatura nella lista “L’altra Europa con Tsipras”,ha rinunciato allorquando ha visto la presenza di esponenti di SEL nel gruppo.

Una logica dettata dal connubio non certo d’amore tra la stessa SEL e il territorio locale,vista specialmente la posizione alquanto ambigua di Vendola e la dirigenza stessa dell’Ilva.

Il fronte ambientalista con le varie associazioni,si fara’ sentire e sara’ della protesta.

Protesta cha avviene anche in un momento dove vengono messi in discussione i valori stessi dell’Arpa.

Insomma si scendera’ in strada ribadendo un concetto naturale che emerge quotidianamente:si ha bisogno di tutela della salute pubblica.

La visita dell’altro giorno di Alfano, come ho scritto nel post precedente,racchiude in se una beffa per la stessa citta’ jonica.

L’emergenza non e’ la mafia a Taranto,seppur riconoscendo elevati valori di disagio sociale e aumento della criminalita’ .

Ma la vera emergenza e’ l’ambiente,la salute collettiva e i posti di lavoro connessi a possibili chiusure di parti dello stabilimento tarantino.

La chiesa,come vuole l’attuale papa,deve essere aperta e non ambigua.

Il caso Ilva,seppur rappresentando l’emblema degli intrecci tra politica e dirigenza aziendale,ha riportato anche alla luce fatti di cronaca dove la curia locale si e’ resa protagonista certamente non dando una bella luce di se…anzi.

Quindi monsignor Santoro,con la sua presenza forse,vuole riallacciare quel filo interrotto tra chiesa locale e cittadini.

Statte 5 Aprile 2014…..a venire.

CARO ALFANO,NON MI DIRE CHE….

“Li prenderemo,li staneremo,sono bestie,60 uomini in piu’ a Taranto,controlleremo le prossime uscite dal carcere dei mafiosi,Ros,tecnologia avanzata di controllo…..”

Alfano,oggi a Taranto in Prefettura.

L’emergenza per questo territorio per lo Stato e’ la mafia,quella che ha ucciso il piccolo tra le braccia della madre sulla S.S. 106 alle porte di Palagiano.

Lo stato corre,nelle sue auto blu,si fa strada e scalpita per mettersi in mostra,per dire che c’e’.

Lo stato e la sua priorita’ in terra jonica,lo stato che c’e’ e reprime il male.

Ma l’emergenza qui non e’ la guerra tra bande,come lo fu negli anni 80 quando in citta’ si sparava ogni giorno.

L’emergenza,seppur riconoscendo il grave fatto accaduto e la povera vita persa del bambino,e’ e rimane l’ambiente caro Alfano.

Il tuo governo sa questo,ma latita a cercare canali risolutivi,annaspando e tentennando dinanzi alle evidenti violenze che quotidianamente la fabbrica dei veleni,l’Ilva,riversa sulla citta’.

Tu Alfano,lo sai dentro te.

La strage dell’altro giorno,ripeto seppur gravissima e allarmante,rimane in un contesto di violenza tra bande rivali e vendette trasversali.

La vera strage,caro Alfano,e’ l’ambiente distrutto e i morti che ci sono stati e ci saranno se non si mette fine al favoritismo che il tuo stato,il tuo governo, fa ai Riva.

Ecco perche’,Alfano,la velocita’ impressionante del venire qui e le parole di fermezza verso questo episodio,urtano la sensibilita’ di noi tutti che nello stato non vediamo,spesso,il difensore dei nostri diritti.

Quindi,vorrei vedere anche azioni risolute e celeri verso il problema ambiente e rispetto verso tutti i morti che hanno lasciato famiglie nel dolore e bimbi orfani.

BAMBINO DIMENTICATO.

Taranto sul fatto di cronaca per un omicidio.

Taranto il piccolo ucciso assieme alla mamma e al papà perché figlio di un

mafioso.

Errore trovarsi li piccolo mio assieme ai tuoi fratellini.

Ma non hai colpe tu.

Certo.

Leggo i commenti … una volta la mafia non ammazzava i bambini.

E allora perché in Syria muoiono ogni giorno i tuoi coetanei?

Non è le stessa cosa?Mafia o guerra?

Cioè vuol dire che tu, piccolo angelo, hai perso il diritto di escluderti dalla crudeltà?

Eppure mafia o regime, dovrebbero riflettere, capire cosa vuol dire rispetto verso tutti…. senza

distinzioni.

La mafia lo faceva una volta.

Lui, il boss, usciva mano nella mano col piccolo.

In realtà non come fa un padre col proprio figliolo ‘

No, tu eri uno scudo di protezione verso un potere vigliacco.

Una volta vigevano queste regole .

Oggi Assad e  qualcun’ altro non le rispetta più.

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IL RICORDO DI UN CANE CANCELLA IL NOSTRO PASSATO….

Camminavo con la mia macchina sulla strada del ritorno.

In lontananza vedo un gruppo di turisti biondi.

Li seguo con lo sguardo ma e’ troppo tardi per capire che,loro,hanno un pericolo davanti:una merda di cane.

Si lo so e’ cosa normale per noi qui riportarla a casa sotto le scarpe.

Siamo abituati,c’e’ chi dice che porti fortuna ma….loro no,i turisti biondi.

Scesi dal loro pullman hanno i secondi contati.

Dopo la visita al museo e la nostra storia passata,no una merda di un cane li fara’ scivolare nella cruda realta’.

Torno a casa e penso a loro…..

LA CRIMEA O IL TOPEXAN DI RENZI?

Che la Crimea possa interessare alla Russia non c’e’ ombra di dubbio.

Del resto Putin vuole ribadire un concetto semplice e assoluto:lui C’E’.

Ma siccome esiste anche l’altra parte della medaglia,l’America,si rischia che vadano a scontrarsi due ideologie espansionistiche diverse ma uguali alla stessa maniera.

Una,russa,convergente verso quelle parti del mondo dove ancora c’e’ il filosovieticopensiero,apportatore di ideologie vintage ma sempre utili da rispolverare per far cassa.

E la cassa,in questo caso e’ la ricchezza di un territorio.

In contrasto a tutt cio’,c’e’ un paese,l’Ucraina,che nei giovani con l’occhio all’Europa,sperano di distaccarsi e spogliarsi di un cappotto troppo vecchio che li ha chiusi per anni nelle non riforme atte a entrare nella modernita’ tipica di altri paese confinanti.

Questo Putin lo sa,e sa anche che il suo potere regge anche grazie alle vecchie cariatidi che hanno nella bandiera rossa una loro identita’ da difendere.

La questione,o il punto di snodo,e’ che la Russia non puo’ permettersi di vedersi sbattere in faccia questa identita’ stessa in cambio di ideologie filo europeiste che allontanerebbero una egemonia sparsa negli anni nonostante il nascere di tanti stati satelliti alla stessa casa madre.

E allora,si il distacco fisico,ma non quello ideologico dall’amata Mosca a -40.

L’America e Obama,nella strafottenza sovietica verso tutti,vede il riaffacciarsi della guerra fredda e anzi un comportamento da duellante a armi pari.

Di mezzo ci siamo noi,piccoli vermicelli in mano ai grandi che annaspiamo nel mare burrascoso europeo scambiandoci idee per non morire di mal d’euro.

Renzi,al cospetto di Putin e Obama,e’ quel ragazzotto Topexan che prende in mano il paese e cerca di convincere,dopo i vari Berlusconi e Monti,gli amici di merenda europei.

Con il suo pensiero logico e avvincente,sono convinto che dopo aver convinto Holland fara’ il cascamorto con zia Merkel e lei,pur fredda,si aprira’ al ragazzotto pulito e all’acqua di rose.

Il rischio?

Il rischio e’ che perderemo di mano o di occhio cio’ che sta per far cambiare un asse di pace fino a questo momento,America e Russia appunto,e che le beghe economiche nostrane allontanino la vera forza che avrebbe dovuto avere l’Europa.

E cioe’ quella di essere promotrice e artefice di dialoghi tra le grandi potenze e con esse e in esse cercare scambi commerciali per far ripartire le economie di tutti i membri dell’Europa stessa.

Putin,Obama,Merkel,Renzi…insomma tante facce e problemi diversi.

Eruditi grazie alle slide di Renzi.

 
Le slide di Renzi assomigliano un poco a quelle lezioni che i più eruditi davano al popolo ignorante specialmente in tempo di guerra.

Già perché noi, seppur viventi nell’era della tecnologia, veniamo inboniti da questo rivoluzionario fiorentino.

Eppur si muove direbbero i più ottimisti, coloro che in quest’uomo hanno visto il ” messia ” in aiuto di noi tutti.

Renzi uccide il Comunismo in un attimo, lo addomestica dalle sue radici popolari, e crea l’innovazione del Cambiamento.

La faccia di Letta mi rimarrà nella memoria, quella di chi è stato cacciato con eleganza, ma che sa di aver perso un passato, quello comunista.

Un po come quando in classe ti accorgi che tu, seppur bravo vieni messo da parte perché c’è un raccomandato.

Ma difeso da chi?

Dalla nuova idea di partito di . fare politica dimenticando il passato e gli amici di percorso?

Del resto, se ci pensate, anche lui il Caimano, ha agito così.

Fatto fuori Alfano , si rimette in gioco e dimentica i suoi ex compagni.

Renzi la stesso.

Ma lui corre un rischio.

Si scontrerà con il suo stesso passato che mi sembra più difficile da estirpare viste le radici storiche.

Sono certo che gliela faranno pagare, politicamente parlando.

E qui mi viene in mente la statua di Lenin, fatta cadere giù quando l’Unione Sovietica divenne Come l’America e i suoi stati.

Alla fine le slide di Renzi ci hanno illuso di un nuovo passaggio storico : l’italiano è erudito finalmente….

 

 
 

 

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OGGI RUSSEL,DOMANI CHISSA’…

Leggo Bertrand Russel.

Il titolo e’:”Perche’ non sono cristiano”.

Mi diletto a cercare nella filosofia ragioni di speranza,seppur marcate dai dubbi terreni,nelle domande che tutti ci poniamo.

Una persona mi disse:quando chiuderemo gli occhi sapremo.

Poi pero’,perdendo un amico,ti domandi se lui,quello con cui dividevi i banchi di scuola,lo rivedrai di la’.

Domande logiche,dubbi grandi.

Sara’,ma pensare a questo mi conferma la mia voglia di esistere e capire,capirci.

Molti lo ritengono uno stupido esercizio perdi tempo,fatto di poche certezze e mille incognite.

Ma la lettura di queste tematiche,mi affascina rendendomi aperto a quello spazio che ognuno di noi ha dentro e che si chiama “anima”.

Percorsi di vita,domande,dubbi emozioni.

Russel oggi,domani chissa’….

SUCCEDE CHE LA CHIESA ASCOLTI UN ‘ISOLA…..

E accade anche che, nel giorno della donna 8Marzo,a Taranto,  l’arcivescovo Filippo Santoro,invitI la cittadinanza di Taranto Vecchia e non a una assemblea pubblica per parlare dei problemi dell’isola.

Avviene che un arcivescovo proveniente dal Brasile,senta la sua gente,quella dimenticata e illusa dalla politica del rilancio,dall’idea di far rivolare il borgo antico e renderlo attrazione per i turisti e noi tutti.

Accade che questo arcivescovo,faccia le veci dei politici,cioe’ di quelle persone che dovrebbere mettere la propria faccia e dire alla gente quello che faranno per loro,con onesta’.

E allora ricordo,dentro me,quando Woijtila arrivo’ a Taranto,su di una jeep allo stadio Jacovone.

Ero in curva sud,dietro al palco e sentii le sue parole,di rimprovero verso la delinquenza e i vigliacchi che vivevano dietro le promesse alla gente.

Li come oggi,la chiesa si fa portatrice di idee,officina di bonta’ e ascolto verso i piu’ bisognosi.

L’assemblea pubblica di Monsignor Santoro,e’ l’antidoto al nulla.

E’ il pulsante di reset schiacciato da noi tutti verso la mancanza delle istituzioni.

Verra’ Pasqua,certo.

Le processioni e i “perdune” nazzicando ci riporteranno nei vicoli e in quei vicoli assaporeremo le nostre radici.

Ma non basta.

Oggi e’ importante non dimenticare le tradizioni,la gente nelle mura pericolanti della citta’ vecchia e le loro aspettative di rivincita sul mostro dell’acciaio che ha affondato le barche dei pescatori in mar Piccolo.

Un’assemblea,dei lamenti e la speranza.

 

L’8 MARZO SECONDO ME.

Siamo al solito.

L’8 Marzo festa della donna blabla blabla e blabla..

No basta,vi prego.

Se proprio vogliamo restare in tema “donna”,allora voglio parlare della donna che lavora e manda avanti una famiglia,che annaspa nel piccolo stipendio che prende e che poi pero’ fa sacrifici per comprare il vestito al bimbo suo.

Della sua capacita’ molto piu’ veloce ad amalgamarsi nel lavoro,capirlo,comprenderlo e sopportarlo,nonostante la vigliaccheria del maschio e del suo potere che crede ancora di avere verso di loro.

Voglio parlare dell’ equiparazione ingiusta,meschina che si tira fuori come fosse una meta da affiancare o raggiungere quando si dice che lei,la donna,si e’ integrata nella societa’ rivendicando i propri diritti pari al maschio.

Ma lei,la donna,li aveva sempre avuti.

Persi e messi da parte dal maschilismo dominante che c’era e che ha oppresso per anni la sua liberta’.

Voglio pensare alla donna siriana,mamma e vedova allo stesso tempo.

Nel suo prendere in braccio il corpo inerme del figlio colpito dai barili assassini del vigliacco Assad.

O la mamma palestinese,che sotto un nazismo mascherato di liberta’,vuole difendere il suo territorio,la sua gente e le sue tradizioni,quelle che Arrigoni perse con la propria vita.

E poi’ penso a loro,le donne della mia citta’.

Quelle che hanno pianto figli e mariti,a quelle che hanno lavato le tute da operaio piene di diossina e veleni.

Loro,le donne di Taranto,eroine dei tempi oscuri dove la parola rispetto e’ utopia.

Questo e’ per me l’8 Marzo.

Una data,tante donne e ruoli da difendere…sempre.