IL MIO MONDIALE…..CONSIDERAZIONI ANCHE SUL RAZZISMO DI SUPER MARIO.

Andiamo fuori da un mondiale che ci aveva illuso e che poi,alla fine,ci regala una pillola di verita’.

La pillola e’ che abbiamo scoperto che un morso fa diventare buono Chiellini e che Balotelli e’ piu’ razzista di tutti,dichiarando che i suoi fratelli neri avrebbero avuto un comportamento meglio di noi “bianchi”.

E’ il mondiale dove ci si rende conto della pochezza tecnica nostrana che invece lascia il posto all’apparire,alle odiate cuffiette e all’essere senza sostanza.

Insomma ci vorrebbe un ritorno al passato,quando allenatori alla Rocco o alla Bearzot,puntavano sull’emozione del gruppo invece che del singolo.

Un mondiale che finira’ con un vincitore e dei sicuri sconfitti ancor prima della conferma della sede delle partite.

I vincitori comunque loro,questi ragazzi che corrono dietro a un pallone e che avranno una notorieta’ a livello mondiale grazie ai media,e gli sconfitti che,quotidianamente,muoiono di fame nelle favelas attorno agli impianti sportivi.

Una disparita’ evidenziata dai media ma che alla fine della manifestazione,scorderemo per forza di cose.

La finale non  mi interessera’ poi molto vederla,forse perche’ attratto piu’ dal nebuloso campionato nostrano,complicato per i suoi intrighi e dai suoi loschi personaggi,sempre luogo di spartane divisioni campaniliste.

A proposito di campanilismo,ho visto il filmato dei funerali del povero Esposito.

Lo stato mancava ma questa non e’ una novita’,specialmente in alcune parti d’Italia.

 

IO USO QUESTI,E VOI?

Ho fame di notizie.Non e’ colpa mia,forse e’ quell’istinto di capire cosa avviene attorno a noi quotidianamente.

Vi diro’ cosa uso io per tenermi aggiornato.

Bene in twitter uso due programmi fenomenali,uno per il pc e l’altro per il telefono.

TWEETDECK unico nel suo genere,simile alle agenzie di stampa per la velocita’ e per le possibilita’ che ci regala.

Messo a pieno schermo,diviso nelle colonne degli hastag che ci interessano,diventa un compagno ideale per seguire cio’ che  interessa.   

Capitolo telefonino.

Ho in uso Plume,ottimo e veloce anche lui,ma da poche ore il dubbio se continuarlo a usarlo o meno mi e’ dato dall’ottimo programma TWEETCASTER.

Quest’ultimo mi pare piu’ completo e intuitivo,un vero fedele caccia hastag da scaricare e piantare nel telefonino.

Si puo’ anche avere come profilo da seguire quello di fb,anche se io uso solo quello per twitter.

Se avete altre notizie circa i programmi per twitter da scaricare,avvisatemi.

Ultima nota:la timeline deve avere un refresh veloce,automatico e al momento.

Diffidate da quelli dove devi farlo tu ogni volta.

A presto,e tenetemi informato.

A PELO D’ACQUA.

Un post sull’estate,sul mare e sul sole che ti brucia sarebbe scontato.

E allora,cerco di essere un poco diverso dagli altri ,e vi raccontero’ di quando,io solitario,nuoto e vedo,a pelo d’acqua,la mia citta’.

Noto subito una diversita’ che ha condannato Taranto.

E cioe’ la parte salva,quella del borgo e delle periferie,e quella ammazzata e sottomessa dall’industria.

Il ponte Girevole che divide tutto cio’,sembra quello di Mostar,nella ex Jugoslavia.

Anche se diverso,lo vedo cadere,venire giu’ sotto l’impotenza della ragione e del diritto di chi vuole avere una citta’ a misura di uomo.

Un simbolo,che divide chi ha perso e chi vuole resistere.

Poi la mia citta’ con la base navale in Mar Grande,a dirci che siamo una citta’ militare e che ha perso anche una sua caratteristica.

Quella delle barche che solcavano il mare,uniche nel lavoro delle braccia che tiravano su le reti dei pescatori.

A pelo d’acqua,annuso,odori e veleni.

Odori nauseabondi,quelli che sversa nell’aria l’Eni e l’Ilva e che il buon Ronchi dice di non sentirli….

Nuoto,vago in un territorio che ci deturpano e che amo.

Amo tutto cio’ che ci sta annientando,questa e’ la mia …pazzia estiva.

RIMANDATI A SETTEMBRE.

Ieri  l’arcobaleno stupendo che ha avuto Taranto,presagiva una giornata a venire densa di colori,di luce sulle ombre del caso Ilva.

Iniziava oggi,infatti,il processo riguardante le 53 persone che sono coinvolte nel disastro ambientale del siderurgico.

Tutto rimandato a settembre,attendendo che ci si pronunci in merito allo spostamento del processo da Taranto in altra citta’.

Insomma la burocrazialegislativarompipalle,ha agito su un processo che vede coinvolte diverse persone,i Riva figli in primis,e che ha ripercussioni a livello nazionale anche,visto che il sub commissario Edo Ronchi,ha confermato che la strada per la salvezza dell’Ilva stessa e’ ancora in salita.

Tra soldi per le bonifiche auspicate bloccate dalla magistratura,la richiesta in soldi per il danno ambientale del Comune jonico e di associazioni,sindacati e famiglie di operai,il futuro dell’azienda genovese sembra rimanere attanagliato da esborsi economici che comunque,governo o non governo in aiuto,dovranno uscire.

L’arcobaleno di ieri,ci narrava anche di una speranza legata alla qualita’ dell’aria nel nostro territorio,una qualita’ che secondo il commissario Ronchi,sembrerebbe migliorata nel quartiere Tamburi,quello vicino all’Ilva e nella citta’ stessa.

Sara’,ma l’odore della cockeria quando spira tramontana e’ sempre nei nostri nasi,come quello dell’Eni e le sue torce malfunzionanti.

Oggi vedendo il gran numero di cronisti dinanzi alla sede dei Vigili del Fuoco,adibita a scenario per l’udienza preliminare,mi vengono alla mente i grandi processi avvenuti in Italia.

Tangentopoli in primis,con il tribunale di Milano alle spalle dei cronisti e le dirette per capire se qualche nome “eccellente potesse venire fuori” da quella inchiesta.

C’era il pm Tonino Di Pietro,il giustiziere degli italiani svenduti alla politica,quelli che persero allora i propri idoli smascherati e in fuga dall’Italia.

Si quella immagine eccheggia oggi nella mia mente,quella di un giudizio atteso da molti ma che lascera’,secondo l’amaro in bocca.

Vi lascio un link del Fatto Quotidiano,ove c’e’ un articolo dell’amico Alessandro Marescotti.

Forse lui e’ il nostro Di Pietro,forse lui assieme a altri ambientalisti,saranno artefici di una rivoluzione culturale che porra’ Taranto dinanzi a una scelta:cambiare o sparire,estinguendosi come le popolazioni indigene ammazzate dall’avanzare della civilta’ e che oggi sono un ricordo.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/19/ilva-processo-alla-diossina-la-rivincita-di-piero/1032908/

LA “CULLA DELLA SERENITA’ ” CHE CROLLA SOTTO UNA METAMORFOSI ….

Premessa dovuta.La strage di famiglia di ieri e l’uccisione di tre persone ferisce e rattrista enormemente il sottoscritto,condannandone moralmente tale gesto e auspicandone una azione giusta della giustizia nel condannare il colpevole.

Detto questo,leggendo un poco di commenti su questo episodio drammatico,ne ho tratto delle conclusioni che spaziano dalla religione,al sociale,fino alla morale condanna cristiana.

Partiamo dalla religione.

Il concetto di famiglia e’ fondamentalmente per  la chiesa che difende, a spadatratta,l’avanzare di chi rivendica un ruolo diverso a piu’ gradi.

Pensiamo alle coppie omosessuali e il loro diritto a essere una  famiglia,crescere figli e vivere in pace nel contesto sociale.

Ieri la morale cristiana ha elargito a piu’ ondate colpe morali su chi si e’ macchiato di questa vigliaccheria,definendo il carnefice assassino distruttore di un nucleo centrale nella vita di ognuno di noi.

Un assassino che,seppur sposato dinanzi a Dio,ha preferito la folle tragedia per non essere capace di reggere ruoli che spesso vacillano per le difficolta’ quotidiane.

Quindi si e’ rimesso in gioco il termine famiglia,la metamorfosi che sta attraversando nel passare degli anni.

Un pilastro della vita di ognuno di noi,che cadendo sotto le scure delle atrocita’ umane,perde il ruolo di “culla dei sentimenti veri”.

Ma aggiungerei anche che cade,spesso,anche sotto il disagio della mancanza di lavoro,delle malattie e dell’immagine perfetta che spesso i media ci regalano nelle pubblicita’ e nei giornali.

Poi c’e’ l’aspetto religioso\geografico,o sociale culturale.

Se fosse accaduto chesso’ in India,Iran,se qualcuno avesse ucciso la propria famiglia che peso morale avremmo avuto nei commenti?

 

Secondo punto l’aspetto dei media in internet e in tv.

Si e scatenata sui media la solita bagarre per capirne i motivi,sentenziarli e cercare le cause.

Interpellati vari psicologi su tale vicenda,si e’ avuto un quadro veloce e sintetico sul motivo del gesto del marito annoiato dalla routine della famiglia.

In poche ore,si e’ fatto un profilo psicologico esatto e chiaro di una persona,senza nemmeno conoscerla e senza averla ascoltata nelle sue disamine personali.

Tipico delle nostre serate o pomeriggi inondati da tuttologi che hanno,o credono di avere,il dono della sapienza,della metrica di giudizio e della verita’ senza termini di errore.

Concludo parlando di Alfano,il ministro della giustizia.

Alla notizia dell’arresto del presunto omicida della povera Yara,ha esultato dando per scontato il tutto senza nemmeno sentire i PM di turno che seguivano la vicenda.

Una mossa mediatica anche questa caro Angelino?

 

 

PAROLE E PALLONE.

Vediamo un poco….facciamo un giochetto.

Io scrivo tutto cio’ che si sente e si legge spesso in Italia e che,questa sera per 90 minuti,scomparira’.

“Terrone nordista lumbard  pecoroni terremotati leghisti puffi verdi comunisti anarchici mangiabambini fascisti neri rossi africani meridionali mafiosi camorristi …..passando per altre cose”

Questa sera spariranno e opla’ tutti uniti sperando nel gol azzurro.

Evviva il calcio,ma solo quello della nazionale poiche’ a livello di club c’e’ sempre faziosita’ e scontri dietro l’angolo.

Quindi grazie alla nazionale,la par condicio sara’ assicurata a tutti quanti,dai questuanti della politica show ai tifosi piu’ esasperati delle curve.

Concludo pensando allo stadio di San Paolo.

Costruito vicino alle casette pattumiera della citta’ brasiliana,alla fine del mondiale rimarra’ li a dire che la forza dei soldi vince sulle richieste reali della gente povera e non fa niente che,seppur di iniziare questo mondiale in terra brasiliana,ci son voluti morti e feriti per dire che il Brasile e’ anche “ALLEGRIA E SAUDADE”…..

LA STRANA SINDROME DI STOCCOLMA A TARANTO.

Il paradosso c’e’ e si vede quotidianamente a Taranto.

La sindrome di Stoccolma,quell’amore tra chi ha provocato un evento traumatico a qualcuno e chi lo ha subito.

Un odio tramutatosi in amore,rimescolato a un certo meccanismo strano che e’ il sentimento umano,o la stessa mente.

Fatto e’ che qui,tale sindrome,la si vede con i camini dell’Ilva,con i suoi danni quotidiani e il logorio delle macchine infernali.

Alla fine,molta gente,quasi in silenzio racconta di una necessita’ che ci vuole comunque sia,di un “nemico aguzzino” che ci deve essere e che anzi,grazie a lui,ti fa vivere.

E allora,la vittima,il cittadino stesso,raccoglie i mali che esso ci dona,e diviene ubbidiente alle sue volonta’.

Ci deve essere,per forza di cose,altrimenti questa vita senza di lui e’ senza futuro,senza tranquillita’.

In un angolo,ci si ritrova a guardare i veleni uscire dai comignoli alti,e si pensa che lui,l’aguzzino,in fondo fa solo il suo dovere.

E’ cosi’ forte la sindrome di Stoccolma che si dimenticano i guai che arreca a tutti,ai giudizi dei medici e le sentenze dei magistrati.

Ci deve essere per forza,non fa niente se e’ cattivo o brutale,”lo amiamo”…..

Molti scherzano dicendo che la “diossina ha dato in testa,ha fatto crollare il punto di non ritorno tra cruda realta’ e dati scientifici che ci dicono,purtroppo,che qui la terra e’ avvelenata.

Dati che aumentano sempre piu’,che feriscono le persone e le annientano con mali irreversibili.

Ma lei,questa strana sindrome,sembrerebbe vincere sul popolo jonico,nonostante le battaglie continue e le morti sempre piu’ in espansione per causa/effetto dovuta alla produzione.

E penso a chi e’ stato rapito,li nell’angolo con la testa tra le gambe,pensando che il sequestratore sia in fondo anche un po’ umano…..come noi con l’Ilva?

CARA ORIANA TI SCRIVO DEI PROFUGHI ARRIVATI.

Sono arrivati,non piu’ con la paura di morire su una barca,ma con la speranza di essere salvati da un destino segnato.

I profughi siriani accolti a Taranto portano la sofferenza sulle loro facce e ritrovano, grazie ai volontari delle varie associazioni locali umanitarie,briciole di sorrisi.

Ho visto diverse volte le foto dei siriani,ammassati tra di loro,a scrutare il cielo con terrore,cercando di capire se qualche barile dell’esercito di Assad cadra’ sulle loro teste,sulle loro case.

Ho visto foto di bambini soli,orfani di genitori che li hanno protetti con i loro corpi dalle mura sgretolanti che cadevano sotto le bombe.

Questi bimbi,queste persone,sono la parte che fugge da un territorio in mano a una carneficina,atta a spazzare via gli anti Assad e che sembra un girone infernale per le crudelta’ che  ci rivela.

Oggi a Taranto ci sono i “fortunati”,coloro che possono ammirare un cielo e vedere solo azzurro e sole,non aerei e polvere di palazzi crollati.

Allora mi viene alla mente un libro della Fallaci,”La Forza della Ragione”,ove il dualismo cristianesimo e Islam mise gia’ dal passato,grazie alle violenze dei musulmani,i puntini sulle i.

Quei puntini che ci dicono diverse cose.

O stai con me,oppure muori.E se muori avevi torto,non volevi far parte di un progetto,basato sulla paura,di chi sta al potere.

Chi scappa via mare e’ libero da questo legame,questa strana democrazia che alcuni ci vogliono far credere che esista con un 87% avuto dalle elezioni.

Elezioni farsa,certo.

Elezioni ove l’Onu ad esempio o Amnesty International,ci racconta la paura del voto contro il regime velato da minacce e stragi.

Democrazia vero?

Ma veniamo a questi poveretti che arrivano a aTaranto,in una citta’ dove l’emergenza e’ continua ma che,nell’emergenza di altri,ritrova l’unita’ e l’altruismo.

Vestiti,biberon,scarpe,viveri di prima necessita’.

Il profugo cara Oriana,va aiutato perche’ e’ parte anche di noi,parte di un mondo che nell’altro cerca aiuto e conforto.

Lo farebbero con noi anche loro?

Anche loro,i profughi delle nostre spiagge,dei nostri barconi stracolmi,ci accoglierebbero a braccia aperte e ci darebbero da mangiare?

Io credo di si,nel dolore siamo tutti uguali.

A SUON DI MUSICA,LA CHIESA CADE.

Tieni presente suor Cristina che trionfa a The Voice?

Bene questa e’ la chiesa moderna?

Questa e’ la mossa dello spogliarsi dalla rigidezza sacrale e buttarsi a capofitto nelle generazioni attuali?

Questo e’ il costo dell’apparire per essere uguali alla massa?

Teorie,pensieri.

Fatto sta che questa suora,personalmente,non mi fa ne caldo ne freddo.

Anzi vedo in lei,la crisi e non il cambiamento di una istituzione che,in altri scandali,ha perso credibilita’.

In rete,giornalmente,girano scoop che vanno dalle violenze di Ratzinger sui bambini,fino all’attuale papa Bergoglio.

Ma l’apparire anticonformista,essere pastori e agire come la gente comune,i giovani di oggi,e’ alla fine l’equiparazione di uno sbilancimento che ha marcato per anni la differenza tra noi e loro?

Oppure e’ la fine,quella fine di un credo che sa di aver perso tutto e cerca,mischiandosi tra la gente,a sovvertire idee e aspettative nostre?

Suor Cristina e’ l’emblema di una fine,secondo me.

Quella fatta da tonache in preghiera,da volti assorti nel Signore e basta.

E’ l’inizio,invece,di una parabola discendente ove il credo in Dio lascia il passo allo svago e al divertimento senza freni,senza paura di viverlo.

La differenza tra chi cantava in coro,magari in monastero di nascosto e questa suora?

Sta nel professare senza vangelo in mano,ma al posto suo,con una chitarra e un microfono….

IL MONOPOLI DEI SIR E LE OTTANTA DI FONZIE.

Ho visto gli 80 euro in busta paga.

La mia vita e’ cambiata,e di molto.

Posso permettermi di usufruire di un fido per comprarmi un pc nuovo,oppure posso essere fortunato a mangiare una pizza a settimana e mi rimane pure tanto di resto.

Sono grato a Renzi da Firenze,colui che regala un raggio di sole agli italiani.GRAZIE RENZI.

Avete capito che tutto questo slinguettio al premier non e’ da me.

Vero e’ che lui,un po come fece Berlusconi con il famoso “milione di posti di lavoro”,ha deciso e inciso non poco sul risultato delle europee.

Adesso,sentendo Squinzi ad esempio e leggendo i dati della disoccupazione pari ai livelli del 1977,le ottanta euro si ridimensionano e,anzi,sembrano briciole.

Si perche’ la vera sfida e’ quella di essere una nazione,con i COGLIONI DURI  e marciare da soli,senza MERKEL  e senza scadenze.

La vera sfida e’,anche se lo scandalo Mose ci rifa’ sprofondare in una tangentopoli veneta a ampio giro,credere nella politica dei politici,credere che noi tutti possiamo essere trattati con dignita’.

E non come scambio di merce,come pecore al macello.

Vedete la crisi in Ucraina.

Tutto avviene alle nostre porte,a poche migliaia di chilometri da noi.

Eppure l’Europa che anche non capi’ il dramma di Sarajevo e della guerra dei Balcani,conferma in questa crisi russa una sola cosa:ognuno badi da solo,ognuno si rimetta in riga seminando e lasciando sul proprio terreno drammatiche verita’.

Noi Europei non siamo uniti,anzi siamo un salvadanaio per piccoli lord che giocano a un Monopoli grande e realistico senza sconti.

Ma la mia sensazione e’ che una verita’ verra’ fuori,e a pagarne le conseguenze saranno i tiranni che oggi,mascherati in facce da Fonzie e da sir inglesi,verranno scalzati via da venti di protesta e ribellione.

La gente e’ esasperata.Forse ci vuole uno scatto di rabbia,essenziale e proficuo.