DOPPIO RISCHIO.

Behring Brevik l’attentatore di Oslo, aveva nel suo computer dei piani terroristici per compiere attentati anche in Italia.

Voleva colpire le raffinerie site in varie località italiane tra cui Taranto.

Oggi a livello locale si è tenuta una conferenza stampa degli ambientalisti del “Fondo antidiossina” che hanno evidenziato anche il grave rischio che corre la città jonica riguardo anche la presenza di siti militari affianco alle realtà industriali.

In caso di evento doloso, i cittadini tarantini si troverebbero di fronte a un  triste destino.

E cioè quella delle esplosioni a catena dei siti industriali stessi e di quelle strutture militari a pochi passi da esse stesse.

Un evento che pone Taranto tra le città più a rischio per l’elevato numero di siti industriali (Ilva, Eni in primis…) e di quelle militari (più grande porto militare italiano con navi, sommergibili e altri mezzi).

Alfano oggi ci ricordava come fossimo presi nella morsa di possibili obiettivi da parte dell’Isis, e di come il ministero della difesa e l’intelligence si stiano muovendo per prevenire possibili attacchi terroristici.

Domanda spontanea: come può una città avere delle “bombe” in casa (industria e marina) che in caso di attacco sarebbero una miccia a catena incontenibile?

Domanda: dove potrebbe scappare la cittadinanza tarantina se al giorno d’oggi manca un piano di emergenza in caso di rischio industriale?

SIAMO PRONTI?

Correvano la fine degli anni 80 e Sting cantava Russian ricordandoci lo spettro della guerra fredda.

Gorbaciov era il presidente della speranza e,con quella voglia simpatica stampata in fronte,mi dava tranquillita’.

Era piu’ vicino a noi mediterranei,piu’ consono alla difesa dei valori della vita e della pace comune.

Oggi leggo che una nave russa arriva vicino le coste siriane perche’ vuol difendere la Siria stessa dai missili anti Isis che l’America lancera’ nel territorio siriano stesso.

Missili che,alla luce delle ultime rivelazioni inerenti l’uso del gas da parte di Damasco sui civili,potrebbero prendere altre direzioni.

Correva l’anno 1980 e i russi in crisi di identita’ si ponevano la domanda da mille dollari:continuare col comunismo oppure modernizzarsi con le nuove ideologie piu’ liberali e consone ai tempi.

Ma oggi con Putin di mezzo sembrerebbe alto un vecchio ritorno al dualismo dei tempi di Regan.

E allora l’islam feroce e fuori controllo appare un trampolino di lancio per altre questioni vecchie da regolare.

Mi e’ sembrato piu’ realista e sincero il presidente iraniano,che con la calma serafica all’Onu,ha spiegato che molti errori sono stati fatti dall’America con la sua invadenza in questioni estere.

Avra’ anche i suoi scheletri nell’armadio quest’uomo,ma e’ evidente come non abbia tutti i torti poi.

Dai tempi dell’11 settembre delle torri gemelle,appare evidente come la politica della vendetta esportata  fuori dalle mura americane,mette a rischio tutto il pianeta.

Vale la pena andare dietro al treno a stelle e strisce,rischiando la pelle dei propri cittadini?

Vale la pena accettare la sfida all’Isis e professare il credo del dente contro dente per dire di essere giustizieri e profeti della sicurezza del mondo?

Molti opinionisti credono che l’Islam possa essere lasciata sola senza interferenze alcune.

Che la si possa far agire secondo le proprie regole e ideologie.

Del resto dovremmo aspettarci dagli imam sparsi in Europa,rimproveri e tirate di orecchio a chi distorce la dottrina dell’islam stesso.

Fatto sta che ,a detta del capo dell’intelligence europea,e’ troppo tardi per fermare i jihadisti sparsi in Europa stessa.

Siamo pronti a pagare le conseguenze di comportamenti espansionistici americani?

O siamo proprio dinanzi allo scontro di religioni che,addietro,Oriana Fallaci aveva intuito e anticipato nei suoi libri? 

PROTAGONISTI COMUNQUE.

Leggendo e seguendo gli avvenimenti esteri,ti senti nel mezzo della storia.

Una tormenta che ti avvolge e ti fa riflettere e capire che,oggi,e’ il momento di riflettere,studiare e capire cio’ che avviene.

E’ il momento di soffermarti sulla notizia,aprire i rubinetti dell’informazione che i social regalano e che spesso usiamo per futili motivi.

E allora ti accorgi di come il vento stia soffiando in una direzione cattiva,sconvolgendo futuri calmi e positivi.

Ti accorgi di come possa essere utile seguire via twitter un siriano che scrive l’inizio della caduta delle bombe nel suo territorio o di come l’america attacca per non difendersi in casa dal nemico Isis.

Leggendo le notizie di questi ultimi tempi mi distacco dalla nostra politica e la metto nell’angolo nascosto del mio pensiero ricordandomi che loro,i nostri politici,non saprebbero nemmeno indicarci sulla cartina geografica dov’e’ la Syria di Assad.

Allora ti rendi conto anche di aver sbagliato studi,scuola e vorresti tornare indietro per trovarti impegnato in qualche cosa che ami,e cioe’ la notizia.

Ma la vita non la decidi a 18 anni,o meglio non sempre.

Mi accontento di essere protagonista di questi giorni,di questa epoca,cosi’ come lo furono i ragazzi del muro di Berlino e i loro picconi a batter giu’ la storia.

REVIVAL DELLE CROCIATE,PASSANDO PER IL NEOLIBERALISMO E IL TERRORISMO ATTUALE.

Pensavo a come ci si possa spingere in difesa della propria religione in violenze esasperate e di come ci si possa trasformare in giustizieri in nome del credo personale.

Mi chiedo anche se noi cristiani potremmo mai di nuovo  arrivare a quell’armata delle crociate,fatta di sangue in difesa della croce.

L’uso della violenza come avviene attualmente oggi in campo religioso,vista da un punto di vista geopolitico,ha anche delle giustificazioni concrete oserei dire.

Puo’ sembrare sbagliato,certo,ma il diritto all’esercitare il mandato di condotta morale e civile in una comunita’,rispecchia la fede stessa per cui si combatte.

L’esagerazione avviene allorquando si uccidono estranei a un contesto non sociale di appartenenza del luogo,andando cosi’ a scivolare nel puro terrorismo mediatico o imponendo la fede stessa con il ricatto del si a tutti i costi pena l’uccisione stessa.

Lo scontro tra religioni e’ figlio di quest’ultimo passo attualmente.La pretesa di cambiare ideologie religiose secolari,mi pare pura utopia e mi fa venire alla mente un concetto che in passato,il neoliberalismo,fu usato per aprire ai mercati globali.

Fu una invadenza,seppur innocua,in parti del globo,ove regnavano scambi economici datati e basi regolate da leggi interne.

Ecco il neoliberalismo e’ stato l’invadenza di nazioni,o regimi economici fatti dai soliti capi di governo,che ha portato stravolgimenti in aree geografiche.

Cambiare un credo e’ sempre sconveniente,poiche’ comporta azioni di metodica teorica e pratica .

Teorica annientando una religione stessa,rendendola cattiva e ignobile sotto tutti i punti di vista.

E’ il caso di cio’ che sta accadendo con l’Islam,accusata da piu’ parti di essere ermetica e crudele.

Cosa sbagliata e falsa.

 Magari sarebbe piu’ opportuno dire e spiegare come invece essa e’ fucina di ideali e comportamenti accettabili da persone come noi anche.

La distorsione delle realta’,per raggiungere scopi militari,avviene denigrando anche teologie e fedi.

Pratica poiche’ come in passato,dobbiamo aspettarci azioni militari sul campo per difendere cio’ che non piace(ma cosi’ moriranno molti civili innocenti per quella parte sbagliata della societa’ stessa..-).

Insomma il piu’ forte vincera’,credendo di apportare educazioni e modi di civilta’ degne del proprio paese…

Ma ne siamo sicuri?

Non sarebbe piu’ opportuno allora dialogare con le parti,quelle vere,quelle che nella religione trovano il senso della vita e del rispetto reciprco?

POLITICA ITALIANA?NO GRAZIE E ALLORA…..

Alla vigilia di Ballaro’,mi chiedevo se ho voglia ancora di seguire la politica italiana.

Ha senso ancora sentire il politico che ci promette mari e monti e poi,come il caso dei mille giorni di Renzi,attendere che il miracolo del cambiamento italiano avvenga?

Anno sabbatico,o meglio anno di riflessione sulla politica italiana.

In questo momento mi interessa piu’ la geopolitica,in particolare modo il Medioriente e le sue problematiche.

Poi con Isis e problema annesso,capire e inoltrarsi dentro la storia di queste terre,ha un certo significato.

Spostare le lancette dell’attenzione con un riferimento particolare all’estero e al futuro incerto che quelle terre hanno.

Fanculo Renzi,Berlusconi e i comunisti.

Fanculo chi ti ha tradito e sviscera in televisione balle su balle,dimenticandosi che noi,elettori umiliati,valiamo piu’ di loro.

Allora addio Italia politica,addio facce nuove e vecchi modi di comportarsi.

Accendiamo nuovi scenari e forse la mente avra’ giovamento…spero.

Per il momento vi consiglio un bel libro,facile da capire.

Il titolo e’:Geopolitica al collasso,autore Roberto Iannuzzi.

IL DUBBIO CHE CI PERSEGUITA DALL’11 SETTEMBRE 2001:TERRORE MADE IN U.S.A?

Quando caddero le torri gemelle pensai che avessimo toccato il fondo e che,forse,la politica americana di esportare la democrazia con la violenza altrove era il metodo migliore.

Pensai che quello che era accaduto in America poteva avvenire da noi in Italia.

Pensai che forse Bush avesse ragione,ragione di difendere i propri cittadini fuori dalle mura a stelle e strisce e quindi usare la forza come metodo di repressione.

Poi vennero alla luce distorsioni della realta’,come le chiamai io allora.

Distorsioni messe sulla rete e dubbi che aprirono scenari difficili da essere accettati.

Oggi non essendoci piu’ Bin Laden e Al QAEDA,credo che si debba fabbricare un altro nemico da sconfiggere per poter essere partecipi di una azione comune di molti altri stati oltre l’America stessa.

E cioe’ creare un evento,drammatico,per essere giustificati nell’azione militare oltre oceano.

L’Isis,piu’ pratica di Al Qaeda,e’ essa stessa figlia delle nostre generazioni.

Usa la rete meglio dei predecessori terroristi,e ha dalla sua giovani europei convertitisi all’Islam stesso.

Vi ricordate le immagini di Bin Laden dietro le rocce e il lenzuolo marrone nei monti sperduti?

Roba vecchia.

Oggi l’Isis, si sa leggendo qua e la in rete da opinionisti e inviati sul posto,e’ terrore moderno.

Agevolato dall’odio mediatico che nasce da chi ha dimestichezza con il pc e internet,mette in rete in hd decapitazioni di povere persone e rilancia sui social(specialmente twitter)l’odio contro i nemici di sempre,america e inghilterra.

Rispetto ad Al Qaeda,ha la difesa sul territorio del proprio io religioso,ermetico e spietato,da chi vorrebbe invece aprirsi a quel filone nato con le rivoluzioni arabe dello scorso anno.

Per l’america rimane un nemico,da combattere fuori le mura di casa sua ma che ha,come il passato,l’incubo del terrorismo giornaliero nelle sue strade.

In piu’ ci si mette la SYria di Assad,che viene visto come il nemico da colpire passando prima per una azione mirata contro l’Isis stesso.

Ma la difficolta’ maggiore rimane quella di poter gestire diversi fronti assieme.

Se dovesse avvenire quello che molti temono,e cioe’ l’attacco terroristico in casa americana,saremmo costretti ad aspettarci anche una azione militare sul suolo siriano.

Darebbe forse ampio margine per un possibile attacco su piu’ fronti,quello Isis e quello Assad.

Lo scenario sarebbe imprevedibile visto anche che Cina e Russia difendono il regime di Damasco e rilanciano colpe all’amministrazione Obama di ingerenza in politica estera senza passare per l’approvazione dell’Onu.

Si ripete quindi una scaletta gia’ vista nel 2001.

Cattivi(fabbricati dalla stessa america),azioni militari  mirate e al momento non ampie e poi fase conclusiva con possibile attacco piu ampio.

MISSING PROTESTERS….

Oggi a Taranto e’ venuto Renzi.

La notizia non e’ questa,visto che qualsiasi primo attore di Montecitorio venendo qui lo fa solo per un senso di dovere(presunto) ,verso un problema(Ilva e salute)che deve essere per forza di cosa nominato e trattato per far credere di avere risoluzioni immediate e durature per noi tutti.

La vera notizia e’ che vi erano circa 200 persone ad attenderlo sulla rotonda del Lungomare assolata in un caldo sabato settembrino.

Considerazioni:

tempo fa,ci fu una manifestazione nello stesso luogo denominata “Battiti live”,dove la musica e gli artisti soliti italiani facevano finta di cantare dannandosi l’anima.

Erano migliaia i giovani presenti allora e la coesione sociale verso la musica e lo svago per alcune ore fu immediata e di notevole affluenza.

Perche’ allora non ci si e’ ritrovati in molti li,nello stesso luogo a dire al Renzi da Firenze che lui,e la politica,deve prima fare mea culpa e battersi il petto per cio’ che negli anni passati non ha fatto e che ha causato inquinamento,morti bianche e intrallazzi vari economici?

Venire  a dirci che l’Ilva e’ essenziale e che lei dovra’ avere un futuro green e in difesa dell’ambiente,non basta.

Sappia caro Renzi che i soldini che arriveranno a sbloccare azioni mirate a iniziare programmi di riconversione ambientale,non basteranno e che i guai economici dell’Ilva sono enormi e preoccupanti.

Sappia caro Renzi,che le malattie sono in aumento e che forse sarebbe stato pu’ opportuno ascoltare e incontrare i pediatri tarantini per capire,meglio,il tasso di mortalita’ infantile che schizza alle stelle grazie ai fumi industriali.

Allora che se ne stia a casa,o che passi dall’autostrada e si diriga a Bari,li all’inaugurazione della Fiera del Levante,dove trovera’ imprenditori al collasso e indebitati.

Qui un evento pop vale piu’ di proteste contro i danni ambientali.

E’ vero pure che ore di svago servono anche ad allontanare i problemi dalla testa dei giovani ma,oggi,li’ al Lungomare avrei voluto avere piu’ presenze e piu’ urla da gridare non per un cantante ma per un politico,Renzi,che si trova nella scia del passato berlusconiano e del futuro di un partito,il suo,che e’ piu’ fantasma di se stesso.

DUE MORTI DIVERSE,CONDIVISE SOLO DAL DOLORE DEI FAMILIARI.

Non mi piace che sia morto un ragazzo di 17 anni a Napoli.

Ma ancora di piu’ non mi piace che la sete di vendetta esca fuori con manifestazioni populiste.

Ho letto che la morte di Stefano Cucchi e quella del povero Bifolco,hanno stesso dolore ma senso diverso.

Cucchi mori’ pestato in cella e entro’ nella statistica degli abusi commessi in divisa e che,non solo in Italia,spesso creano morti e ferite permanenti.

Bifolco,allo stato attuale,secondo le prime ricostruzioni,dovrebbe essere stato colpito da un proiettile esploso accidentalmente da un agente all’inseguimento di un ricercato.

Una morte la prima,Cucchi,che non dovrebbe accadere al 100%,poiche’ sempre in teoria tutelata al diritto del detenuto ad essere assistito civilmente in cella.

La seconda,ripeto seppur deplorevole,figlia del caso o se vogliamo dalle armi con colpo in canna che,in casi come questo,rimangono pronte all’uso.

E allora cosa non e’ piaciuto all’opinione pubblica nazionale?

Cosa ha allarmato i giornalisti e i media televisivi in tutta questa vicenda?

Una sola cosa:lo stato non stato in alcune regioni italiane,e la consapevolezza che la morte per mano di chi ci dovrebbe difendere e’ comunque un omicidio volontario.

Fine.Nulla da aggiungere.

Concludo solo dicendo che si e’ parlato molto anche di populismo napoletano,di sceneggiata tipica amplificata dal dolore per la perdita di un ragazzo innocente.

Sara’ pure vero in parte,resta pero’ da dire che spesso il confine tra legalita’ e illegalita’ e’ diverso da regione a regione e che lo stato,purtroppo,e’ solo un impedimento alle libere azioni condannabili.

RIDATEMI MARGARET.

Non so voi ma io sento la puzza della presa in giro,di quel modo italiano che negli ultimi 25 anni ci ha resi coglioni.

Si coglioni di credere che si possa farcela seguendo un uomo,il politico attuale appunto,che possa salvarci dal casino dei giorni nostri.

E allora,anche se Renzi ci dice di avere fiducia e di non essere i gufi che navigano contro i positivisti,io no,non ci credo.

Credo invece che attualmente la crisi italiana sia figlia di una grande orgia politica,vista da molti con il nome di unita’ europea,che dovrebbe tutelarci dalla poverta’ che ci perseguita.

Lui Renzi ci dice di credere,credere e ancora credere che ce la possiamo fare,contro i disfattisti mediatici che popolano le radio e le tv e contro chi,sempre,vede nei suoi mille giorni una menzogna in stile berlusconi.

Io sono piu’ pratico,forse se dovessi annoverare una figura politica che era senza peli sulla lingua e senza fronzoli di cui mi fiderei adesso,dicendo la realta’ com’e’,direi la lady di ferro della Thatcher.

Il suo antieuropeismo,la polltax uguale per ogni cittadino e quel senso di nazionalismo in difesa, gia’ da allora,dell’avanzare della Germania sul palcoscenico europeo appunto come prima donna,mi affascina.

Renzi non vale mezza Thatcher,e anzi piu’ parla e piu’ mi ricorda quell’omino,che, oggi,si e’ messo da parte e che per molto tempo ci ha detto che i bar erano pieni e che la gente andava in vacanza…meditate gente,meditate.

 

LA MORTE DIFFERENTE.

Se la decapitazione del giornalista americano ci fa pena,dovremmo soffermarci sui bimbi di Gaza o su quelli che muoiono di fame in Africa.

E allora mi viene da pensare che i media,e il potente di turno,si serva del gesto,orribile certo,per muoversi all’interno di un progetto piu’ vasto.

Perche’ il sangue palestinese vale meno di quello del povero giornalista decapitato?

Perche’ l’orribile morte dei bimbi palestinesi,seppur immortalati grazie alla rete sempre veloce e spietata,rimane un fatto gia’ passato,da annoverare nel libro degli orrori,si umani ma che non destano scalpore piu’ di tanto?

Perche’ allora la decapitazione degli americani resta immortalata dentro tutti noi,come un atto crudele che cerca vendetta spietata e giustizia immediata?

Ma perche’ lui,Obama,ha piu’ peso di altre piccole vite umane.

Ha in mano il diritto di essere il salvatore del mondo quando anche lui sa di essere il carnefice di morti e guerre.

Perche’ noi,ormai,seguiamo il giustizialismo della mano armata,di quell’atto, seppur tremendo,ma efficace che rida’ speranza per pace e tranquillita’.

Allora i media ci conducono verso scenari scritti a tavolino,dove noi rimaniamo attori consapevoli che le morti da altre parti,forse,hanno un peso differente e che saranno ricordate solo ogni tanto.