LA MORTE DIFFERENTE.

Se la decapitazione del giornalista americano ci fa pena,dovremmo soffermarci sui bimbi di Gaza o su quelli che muoiono di fame in Africa.

E allora mi viene da pensare che i media,e il potente di turno,si serva del gesto,orribile certo,per muoversi all’interno di un progetto piu’ vasto.

Perche’ il sangue palestinese vale meno di quello del povero giornalista decapitato?

Perche’ l’orribile morte dei bimbi palestinesi,seppur immortalati grazie alla rete sempre veloce e spietata,rimane un fatto gia’ passato,da annoverare nel libro degli orrori,si umani ma che non destano scalpore piu’ di tanto?

Perche’ allora la decapitazione degli americani resta immortalata dentro tutti noi,come un atto crudele che cerca vendetta spietata e giustizia immediata?

Ma perche’ lui,Obama,ha piu’ peso di altre piccole vite umane.

Ha in mano il diritto di essere il salvatore del mondo quando anche lui sa di essere il carnefice di morti e guerre.

Perche’ noi,ormai,seguiamo il giustizialismo della mano armata,di quell’atto, seppur tremendo,ma efficace che rida’ speranza per pace e tranquillita’.

Allora i media ci conducono verso scenari scritti a tavolino,dove noi rimaniamo attori consapevoli che le morti da altre parti,forse,hanno un peso differente e che saranno ricordate solo ogni tanto.

 

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