LA SCATOLA PROFUMATA.

Ho pensato che se uno avesse avuto i mezzi,avrebbe espresso il suo sentimento.

Ho pensato che non avendo i soldi,avrebbe fabbricato una macchina fotografica di cartone,e avrebbe colto l’attimo a cui era legato…solo per se.

Non avremmo potuto vedere lo scatto suo,avremmo perso,forse,un genio della fotografia,per i soldi…

Ho pensato come la soglia tra possibilita’ e opportunita’ vada a braccetto,elargendo elogi sinceri a chi ha il mezzo,sempre questo orrendo e discriminatorio maestro del benessere.

Quando ci si chiude dentro,nel cappotto corto e ci si sforzi di esprimere con poco il tuo essere,vedendo gli altri scappare via,su grandi macchine.

Perdi allora fiducia,oppure hai speranza nel tuo genio,perche’ sai che alla fine,anche se tra poche persone,qualcuno si rendera’ conto che tu,si,sei bravo e unico.

Allora la macchina fotografica di cartone,umida e ridicola,e’ li,nello scrigno dei tuoi ricordi e grazie a essa hai vinto.

Si perche’ il genio e’ dentro,l’esprimerlo con i mezzi e’ il gioco della vita:alcuni si altri no.

Quante persone girovagano nella vita propria,ricercando ragioni e speranze,modi di espressione e vie per attuarle.

Quante sincere persone,spettatori di altri,vagano in attesa del loro momento?

La metafora della fotografia,ma anche della scrittura,del cantare.

Tutti siamo geni,incompresi o semplicemente scatole che devono essere aperte per sentire l’odore della prelibatezza.

                                Da un diario di un ignoto,non ha importanza il nome.


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