LE STATUE IN FRANTUMI E LA LOGICA ILLOGICA.

Ho visto l’Isis demolire tutto nel museo di Mosul e ho pensato a come vogliano cancellare il passato per proseguire su un’unica linea di condotta,l’annullamento delle proprie origini.

Sentivo una trasmissione radiofonica dove le persone interpellate dicevano la loro su questa azione compiuta contro  le ricchezze storiche del museo.

Molti dicevano che la guerra,l’assedio del nemico,porta a distruggere tutto cio’ che incontra sul suo cammino.

Lo hanno fatto anche i tedeschi,gli americani,quelli contro regimi e contro dittature.

E’ una costante,logica e illogica diremo quasi,di un percorso che ha,al centro del suo apparire,la distruzione di cio’ che e’ stata una civilta’ per annientarla e,grazie al vile gesto del distruggere,assecondarla al potere momentaneo dell’occupante.

Se avessero le bombe ci bombarderebbero hanno detto alcuni radioascoltatori,vero ma non avendole distruggono cio’ che ci da fastidio e cio’ che  per noi occidentali e’ la fonte del sapere,la storia appunto.
Vero,ma non le hanno,quindi attaccano con un’arma in uso,i media e la rete,inculcando nella nostra mente il loro pensiero,il loro mantra ideologico di annientamento di tutti e tutto in cambio di schiavi per essi.

Una logica che ha anche come protagonista una realta’ europea che,forse,immersa ancora nei suoi nazionalismi di costume,come la Lega da noi in Italia,dimentica la cosa piu’ importante,e cioe’ il bene e la difesa comune della liberta’.

Oggi a Roma Salvini e la lega Nord manifesta.

Un altro esempio di mancanza di unita’,cio’ che attualmente dovrebbe esserci invece.

LEGGERE AI GIORNI NOSTRI.

Ultimamente leggo i giornali online.

Li leggo completi,come se li avessi dinanzi a me in cartaceo.

Ho notato maggiormente che mi manca un maestro,un tipo alla Montanelli o alla Fallaci che mi possa far capire meglio cio’ che accade nel mondo.

Gli editoriali,spesso,li trovo noiosi e al passo quasi con il gossip di certa carta stampata mielosa,che corre dietro a particolari insignificanti o frivoli .

Eppure si vive attualmente un momento cruciale per diversi aspetti e avere un giudizio diverso chesso’ da Gramellini o Travaglio sarebbe utile.

Perche’ noto che il giudizio con il commento ai fatti e’ frivolo,quasi sfottente senza scia di condanna sensata e tunnel di uscita da un empasse quotidiano.

Preferisco allora leggere i social che hanno dalla loro argute argomentazioni e spesso nei commenti popolari fanno uscire la vera essenza del giudizio o della denuncia,senza passare per faziosita’ o pregiudizi di merito.

Poi noto anche come siano simili alcune testate,senza anima e senza un proprio profilo che aiuti il lettore a seguirne le orme e essere partecipe con esso,il giornale appunto.

Il Foglio del Ferrara mi piace,poiche’ ha una metrica lineare nei commenti e culturalmente resta valido.

Poi ultima cosa epab,pdf o cartaceo?

Io vado per la tecnologia e il tablet.E voi?

È L’ITALIA CHE VA……

Non siamo capaci di prendere a calci nel culetto quattro esasperati tifosi felici di fare danni alle bellezze di Roma.

Che cosa dovrei aspettarmi allora  come prevenzione e lotta al terrorismo da parte del governo italiano?

Molte parole e pochi fatti.Tutto ciò  mi ricorda le promesse del mio sindaco di rendere la città  aperta al turismo e pronta ad accogliere festanti visitatori.

Poi ti accorgi che se ti trovi  in mezzo alla strada mancano bagni pubblici  e le strade cadono a picco,come se ci fossero bombe piovute dal cielo a creare voragini.

Parole sento e pochi fatti.

È  un italietta  figlia ancora dei proclami del rais Silvio e che continua a mietere vittime sulla continuazione dei falsi proclami.

INCULCARE LA PAURA

Mi trovo a scrivere nel momento in cui sembra che cio’ che disse anni fa la Fallaci si stia per davvero avverando.

Lo straniero in casa,quello cattivo,pronto a tagliarti la gola,in nome di una fede.

Scrivo sapendo che la distanza tra Libia e l’Italia e’ minima,sapendo che se le guerre prima le vedevo da lontano,seppur con la consapevolezza di dolori e devastazioni,oggi sono qui da noi,in casa.

Scrivo leggendo che loro,i terroristi,potrebbero essere gia’ pronti,armati per esportare una litania che,come i loro salmi ripetuti a ripetizione,avanza piano piano e si innesta nelle viscere dell’Europa.

Ci accorgiamo adesso che la liberta’ e’ un bene e che la paura e’ grande.

Mi accorgo anche che i barconi presi al largo del canale di Sicilia,oltre a portare disperati,portano forse la morte per noi,o chissa’ chi.

Le regole in tempi di minacce sono uniche.Rispondere con la diplomazia(se siamo ancora in tempo),oppure essere cattivi,diventare noi ora gli americani conquistatori di terre dove vi erano regole che sono state cancellate.

Divenire americani,cioe’ ricorrere all’uso della forza,per difenderci non da aerei o soldati,ma da terroristi,invisibili e pronti a colpire.

Non ho vissuto guerre per fortuna,ma ora temo una escalation di vendette in nome di religioni e vecchi rancori,crociate e geopolitica americana del passato in nome di morti e violenza.

Temo l’incognita del futuro,forse ho paura,ma e’ cosi’.

Temo di uscire di casa,e non tornare piu’ pur vivendo in una citta’ a non alto rischio di attacco terroristico.

Ma il loro percorso,questi uomini del califfato,lo hanno compiuto,ci hanno inculcato dentro la paura e la consapevolezza che noi,l’Italia,non siamo pronti  a fronteggiarli….checche’ ne dica Renzi da Firenze.

RANNICCHIATI A SPERARE DI ARRIVARE.

Tutti abbiamo un nemico.Dobbiamo averlo,per forza.

E se non c’e’,bisogna crearlo,farlo emergere perche’ altrimenti non hai peso internazionale.

I morti odierni nello stretto del mare Siciliano,sono stati pochi giorni fa,accostati a possibili terroristi,pronti a sbarcare in Italia e dare vita al profetico disegno del califfato.

Oggi leggo di storie di miseria,disgrazie e fuga da posti dove tu,e io,sappiamo solo dai giornali.

Provaci tu,o io,a stare assediato 24 /h da un potere che schiaccia la tua liberta’,ti uccide dentro e ti lascia morire senza speranza.

Allora che fare,se non provarci,scappare e sperare che il mare sia calmo,senza scossoni per arrivare nella terra del sole e forse della speranza?

Ma i morti odierni oggi sono scomodi,sono echi di errori burocratici e di spartizioni di leggi e leggine che hanno tolto sicurezza alla parola”salvataggio”.

Salvataggio…gia’.

Salvataggio comunque sia,andare in contro a loro,sulle barche dove corpi accatastati e infreddoliti,pregano e si rannicchiano lamentandosi del destino,crudele che allunga i tempi  dello sbarco.

E allora,solo allora,ci si accorge che qualcosa non e’ andato come sarebbe dovuto andare,e attendi,piangendo la fine.

Cosi’ spariscono nel fondo di un mare in tempesta,centinaia di corpi,speranze spazzate via dal destino o forse da noi,egoisti e calcolatori che non vogliamo attenderli sulle nostre navi.

Con Mare Nostrum e i suoi 9,3 milioni si e’ passato a Triton e i 2,9 milioni.

Uno scatto indietro quando invece e’ in aumento la richiesta di fuga e liberta’.

E se dovessimo noi fuggire un giorno?

IL RUDE MINISTRO E LA CRAVATTA REGALATA.

Avete visto il ministro dell’Economia greco che tipo e’?

Ha l’atteggiamento di chi sfida un potere,una lobby,chi non ha nulla da perdere anzi trae forza dal suo popolo,dalle sue tradizioni.

È  il dramma greco,quello che la Germania cerca di mettere sotto controllo attivando i conosciuti canali delle regole economiche che,per chi ha soldi e pochi debiti,magari sono accettabili.

Ritorniamo al ministro.

Rasato,sguardo da duro,insomma un tipo da film,uno che rappresenta l’ideale di ciò  che vorremmo anche noi in Italia.

Penso a Brunetta,Berlusconi,ma anche Gasparri,Fini.

Lontani una marea di anni.

Oggi fa molto l’estetica,Renzi lo sa bene, e fa molto anche il modo di  fare,di atteggiarsi davanti ai media.

L’uscita del regalo a Tsipras ,la cravatta,è  stata una mossa arguta,una civettuola  avance con un partner che ti assomiglia nei debiti e nel modo di vita.

Insomma  l’estetica rude e attenta a rimanere sui suoi passi,e le manfrine renziane  che sanno tanto di berlusconate.

L’ORRORE PUÒ INSEGNARCI QUALCOSA?

Ho visto il video del pilota Giordano bruciato in gabbia dall’ isis.

Ma ho visto anche foto e video di bambini palestinesi macellati dalle bombe israeliane ,uccisi dinanzi ai loro genitori,inermi e incapaci a reagire.

Ho visto altre cose crude,che mi hanno fatto star male e ho dovuto bere acqua per riprendermi un poco.

Ma è  servito,a vedere,capire oltre i racconti sulla stampa,oltre i corrispondenti che spesso,seppur bravi,non danno il peso del reale.

C’è  una disputa in rete tra vari Blogger se sia giusto mandare o no immagini forti,se sia giusto far vedere la realtà  così  com’è.

Bisogna capire,e per capire e giudicare anche resistere e farsi coraggio dinanzi  tutto ciò.

Credo che la violenza su una persona sia chiaramente condannabile certo,ma bisogna anche capire da dove arriva e cosa voglia significare.

Il Nepal usato dagli americani in Vietnam,fu la goccia che fece traboccare il sentimento pacifista contro l’America.

Fu il pugno violento che fece capire l’errore di una nazione,la sua ingordigia a essere forte uccidendo persone.

Allo stato attuale cosa ci potrebbe dire il video del pilota Giordano?

Cosa insegna?

Moti hanno anche scritto che loro,gli uomini del califfato, rifanno ciò  che i cristiani hanno fatto in passato.

Molti hanno anche detto che è  il prezzo di ciò  che la mente umana e la sua violenza ha seminato in terre dove esportare la democrazia e civiltà  è  cosa difficile per una cultura radicata e difficile da cambiare.

Ma si è  tentato di cambiare tutto ,occupando territori e modificando tradizioni.

Ma il risultato,forse,è  aver creato una regola contraria,quella della legge del taglione

che attualmente condanna e sacrifica alle più  orrende atrocità  rapiti e chi è  contro un sistema.

Difficile capire se sia possibile un equilibrio, una linea dove non toccarsi a vicenda ti fa stare libero e vivere,seppur diversamente nei modi e nelle tradizioni.

Se quella linea viene toccata,avremo tutto ciò, avremo vendette e atrocità.

Giudicheremo il prossimo,diremo i suoi sbagli e le sue ingiustizie.

Pagheremo l’incrocio tra mondi diversi,come lo fu anche la differenza tra bianco e nero e l’autobus dove era difficile salire e sedersi per un uomo di colore nell’America del razzismo.

IL QUADRO E IL REATO NON COMMESSO.

La ragazza ha pianto.

Ma ha pianto poiche’ e’ stata etichettata senza aver partecipato a festini con Berlusconi.

Lei pittrice,si e’ vista etichettare “puttana” da un visitatore della sua mostra il quale,senza scrupoli,ha scritto su di un biglietto lasciato appeso a un suo quadro, questa frase:”questo quadro e’ stato fatto da una puttana di Berlusconi”.

Ingrata gente,senza aver commesso il fatto accusa,timbra sulla carne di una persona un peccato,l’essere puttana appunto,senza aver partecipato al reato.

Si il reato che molte ragazze commisero quando,consapevoli dell’opportunita’ dell’essere disinibite a quei festini con lui,il Silvio nazionale,divennero consenzienti assolute.

Televisioni,comparse spicciole nel mondo dello spettacolo ma famose,contente di essere etichettate come concubine del potere di un politico.

Lei no,la pittrice.

Incastrata dal circolo mediatico del dito che accusa tutti e tutto,legge quel foglio e si sente violentata di una dignita’ che e’ ancora sana,viva e salva dentro di lei.

Lei,la ragazza pittrice,riceve uno schiaffo,un pugno pur essendo rimasta all’angolo,ferma ad un passo che,se avesse voluto fare,l’avrebbe forse spinta verso luci della ribalta e chissa’ scenari piu’ fortunati nel suo lavoro.

Oggi essere concubino di qualcuno,affiancato alle sue gesta,idee e azioni,nell’era dei social e della rete veloce e spietata,e’ un rischio.

Un rischio che capita di subire essendo fotografati,spiati e seguiti nel gran vortice della notizia che,spesso,deve cercare la novita’ per vendersi.

Quanti sono stati catalogati,messi in croce per le loro idee,azioni,e per cio’ che hanno scritto?

Quanti,quando ancora la rete non esisteva,hanno subito violenza psicologica e morale,accuse e privazioni,per tutto cio’?Quanti?

Molti,ma oggi anche il famoso selfie diventa un pericolo,circoscrivere una persona a un personaggio,un evento oppure un pensiero,diventa piu’ semplice,facile e condannabile.

Basta seguire i social e li vedremo schieramenti,opinioni e fazioni che,in pura democrazia della rete,ti dicono se sei dalla loro parte oppure no.

Una specie di camera ove la maggioranza diventa arbitro di un giudizio e a volte di una opinione che governera’ tempi e modi a venire.