IL QUADRO E IL REATO NON COMMESSO.

La ragazza ha pianto.

Ma ha pianto poiche’ e’ stata etichettata senza aver partecipato a festini con Berlusconi.

Lei pittrice,si e’ vista etichettare “puttana” da un visitatore della sua mostra il quale,senza scrupoli,ha scritto su di un biglietto lasciato appeso a un suo quadro, questa frase:”questo quadro e’ stato fatto da una puttana di Berlusconi”.

Ingrata gente,senza aver commesso il fatto accusa,timbra sulla carne di una persona un peccato,l’essere puttana appunto,senza aver partecipato al reato.

Si il reato che molte ragazze commisero quando,consapevoli dell’opportunita’ dell’essere disinibite a quei festini con lui,il Silvio nazionale,divennero consenzienti assolute.

Televisioni,comparse spicciole nel mondo dello spettacolo ma famose,contente di essere etichettate come concubine del potere di un politico.

Lei no,la pittrice.

Incastrata dal circolo mediatico del dito che accusa tutti e tutto,legge quel foglio e si sente violentata di una dignita’ che e’ ancora sana,viva e salva dentro di lei.

Lei,la ragazza pittrice,riceve uno schiaffo,un pugno pur essendo rimasta all’angolo,ferma ad un passo che,se avesse voluto fare,l’avrebbe forse spinta verso luci della ribalta e chissa’ scenari piu’ fortunati nel suo lavoro.

Oggi essere concubino di qualcuno,affiancato alle sue gesta,idee e azioni,nell’era dei social e della rete veloce e spietata,e’ un rischio.

Un rischio che capita di subire essendo fotografati,spiati e seguiti nel gran vortice della notizia che,spesso,deve cercare la novita’ per vendersi.

Quanti sono stati catalogati,messi in croce per le loro idee,azioni,e per cio’ che hanno scritto?

Quanti,quando ancora la rete non esisteva,hanno subito violenza psicologica e morale,accuse e privazioni,per tutto cio’?Quanti?

Molti,ma oggi anche il famoso selfie diventa un pericolo,circoscrivere una persona a un personaggio,un evento oppure un pensiero,diventa piu’ semplice,facile e condannabile.

Basta seguire i social e li vedremo schieramenti,opinioni e fazioni che,in pura democrazia della rete,ti dicono se sei dalla loro parte oppure no.

Una specie di camera ove la maggioranza diventa arbitro di un giudizio e a volte di una opinione che governera’ tempi e modi a venire.

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