SE NON VOTI NON SEI COGLIONE,ANZI…..

Bisognerà andare a votare per le regionali a maggio.

Un diritto,certo.

Ma posso anche non credere nel diritto,nel voto democratico e nella politica di questi tempi?

E perché  mai il solito discorso che “voto non dato è  regalato” deve fare da viatico verso un’azione che,per questo ovvio motivo tecnico matematico,ci dovrebbe indurre ad andare,appunto,in cabina elettorale?

Posso essere un disertore del diritto datomi da uno stato che,attualmente,non riconosco come serbatoio dei miei diritti e delle mie aspirazioni?

Posso essere più  contento standomene a casa e essere tra chi non ha dato il proprio consenso a un candidato pur facendo parte della percentuale dei non votanti ma influente al vincitore?

Insomma la mia moralità  ,o meglio il mio giudizio personale,può  ancora esistere e farmi contento e felice nonostante la mia assenza?

Se si,allora,non condannate chi ha deciso di andare con la famiglia al mare o dove sia,e,specialmente,non relegatelo nel ghetto discriminatorio dell’assenteista consapevole di un diritto.

Questo,credetemi,fa più  rabbia dell’ottusita’ dei politici stessi e della loro arroganza a ritenerci carne da macello del proprio  curriculum vitae che ,nelle loro scalate politiche prima al comune,poi alla provincia  passando per la regione e aspirando al parlamento,ne fanno le verie bestie attuali.

MANGANELLATE SENZA RIMORSI.

“Io sono uno degli 80 del VII Nucleo. Io ero quella notte alla Diaz. Io ci rientrerei mille e mille volte”.

Caro amico mio,diciamo così, tu quella sera sei entrato dietro ordini,vero,ma hai sbagliato ad eccedere.

Un ordine va rispettato,eseguito,non si discute.

Ma se l’ordine è  di menare fattivamente, fino ad uccidere quasi,beh allora anche  tu,in divisa,devi farti al momento un esame di coscienza.

Quell’esame  che è  mancato agli  automi,molti, che hanno eseguito l’ordine appunto,senza pensare a ciò  che commettevano andando oltre un istinto che dovrebbe far smettere arrivati al limite del baratro.

Caro amico mio,la macelleria della Diaz l’hai voluta anche tu,poiché  non hai capito l’errore del momento,la vigliaccheria dei tuoi capi appunto.

Avresti fatto meglio ad uscire con il casco in mano,abdicando in una terra dove l’onestà e il rispetto verso chiunque  è  ripagata in eterno.

Ma gli automi di quella sera non ebbero neanche un minuto di ripensamento, anzi giù  più  forte che mai.

Non erano i neri black bloc  che ti allarmavano, no,era la voglia di uno stato a far passare le giornate di Genova subito con falsi indizi e accuse per giustificare ciò   che era avvenuto prima,nelle strade ricordate?

LA BARCA CHE AFFONDA.

“Come Curia Generalizia dei Carmelitani dell’Antica Osservanza siamo profondamente addolorati per gli eventi relativi agli abusi che hanno coinvolto P. Antonio Calvieri. Condividiamo quanto comunicato dalla Curia Arcivescovile di Taranto e ci teniamo a precisare che il nostro intervento è stato estremamente drastico e tempestivo. Infatti, in meno di 24 ore dalla conoscenza dei fatti la Curia Generalizia ha convocato P. Antonio Calvieri a Roma, lo ha sospeso dall’incarico di Provinciale, gli ha intimato di rassegnare le dimissioni da Parroco, ha comunicato al Primo Consigliere della Provincia Napoletana la decisione di prendere ad interim la carica di Provinciale ed ha intimato allo stesso P. Antonio Calvieri di trasferirsi immediatamente in un’altra residenza fuori dalla Puglia. Questa determinazione corrisponde alle indicazioni di “tolleranza zero” che già da tempo in tutta la Chiesa è in vigore. Non appena vi saranno delle novità sul fronte delle indagini sia dell’Autorità Giudiziaria Italiana e sia dell’Autorità Ecclesiastica sarà nostra premura informare gli organi di stampa attraverso i nostri consulenti: il Prof. Aureliano Pacciolla e i legali di fiducia, Avv. Angelo Iaia e Antonio Iaia.”

CURIA GENERALIZIA DEI CARMELITANI
Lo scandalo in riva allo Jonio ha avuto una risposta ferma e decisa dall’Ordine dei Carmelitani.
Una ferma condanna che ha coinvolto un sacerdote che,nei suoi notturni sexy via chat,si travestita da diavoletto e procacciatore di appuntamenti con altre persone per incontri sessuali.
La morale viaggia sul web,passando da insulti mirati a consigli per il Vaticano.
Una boccaccesca  storia dove la figura di un prete peccatore fa cadere,come il muro di Berlino, due frange.
I primi fautori del “errare è  umano anche per loro”,l’altra invece risoluta verso la condanna piena senza se e ma.
Il lupo cattivo è  ovunque,l’unica cosa che spiazza veramente è  quella legata alla fonte ,alla chiesa stessa,morale casa del buon pensiero,ma a volte,cattiva maestra a metterlo in pratica tramite i suoi ministri.
Che passi il politico,che passi tutto ma,no,la chiesa No.
Forse,per alcuni,l’unica barca a cui aggrapparsi in un mondo che affonda.O è  affondata anch’essa?

arallagianluca

PECCATI DI CHIESA 2.0

A volte per essere uguale a noi,caro prete,devi sbagliare anche tu.

Cioè  devi essere “normale”,quasi convinto che non possa esserci un divario tra me,essere senza tonaca,e te.

A volte si esagera,capisco una birretta o una sigaretta di nascosto, però  qui no,a Taranto poi dopo la processione e i volti delle statue,che adesso piangono per questa vicenda.

La vicenda appunto (     http://www.ilcorrieredelgiorno.net/esclusivo-orge-tra-sacerdoti-e-larcivescovo-di-taranto-rimuove-il-parroco-del-ss-crocefisso/    ),che desta scalpore ma che fa riflettere su una cosa:credere ancora nell’uomo fatto sacerdote rispettoso dinanzi a Dio di ciò  che ha promesso e di ciò  che farà per noi tutti.

Credere che si possa andare nel confessionale a estendere  le  proprie colpe (anche quelle come le tue della vicenda)e sapere che ti rallegri  sapendo che c’è  un’ altra pecora  nera come te.

Questo è  il punto,fidarsi e  sperare  che storie come queste non siano da viatico verso un vuoto che,spesso,i Papi hanno  condannato  e temuto come la fine della chiesa stessa.

Taranto e’  colpita certo,e oggi tutti a chiedersi se quel prete abbia mai avuto a che fare con i propri figli, con ciò  che più  amiamo.

OGNI ANNO LA SOLITA DOMANDA.

Ogni anno come tradizione,cerco un significato nei riti della settimana santa tarantina.

Ogni anno la stessa domanda,la stessa risposta: un mistero.

Il mistero di non sapere se sia giusto avere una fede da seguire,oppure vederli come un folcloristico appuntamento,e  basta.

Poi ci sta il momento della consapevolezza dell’appartenenza a questa  città, sentirla dentro e non farne a meno,nonostante essa sia anche  l’emblema di  tanti fallimenti politici e non.

C’è  anche il momento in cui ti domandi  se avere fede ti possa salvare,oppure renderti conto che essa,la fede,è  un armistizio con i timori dell’uomo sul suo futuro.

Ho fotografato quest’anno contorni della gente,i  volti e le loro espressioni,cercando di trovare in loro emozioni pronte a spingermi a pensare che in fondo qualche cosa ci deve essere,non  la solita retorica dove bisogna crederci oppure morire senza speranza.

Ho letto che prima di Gesù  vi furono molti altri messia,uomini che con la loro dialettica convinsero molti a credere in loro,avere fede appunto in quella figura.

Allora perché  lui,quel volto che ho  immortalato , mi reca dubbi ma anche speranza,voci di ipotetiche vie dove la religione inizia ad avere un senso rimettendo in gioco secolari dubbi.

In molti hanno trovato speranza in questo,in molti hanno perso invece la via della speranza stessa cadendo nel più  grande dubbio della  vita,la morte stessa.

Ho raccolto un poco  di foto a questo link, se vi va date un’occhiata.

Ecco il link:https://arallagianlucafoto.wordpress.com/2015/04/04/sguardi-nella-fede/

MALATI MENTALI A VENIRE…OLTRE QUELLI GIÀ ESISTENTI.

“OGGI È il giorno in cui dovreb-
bero svuotarsi –questo prevede
la legge –i sei ospedali psichia-
trici giudiziari (Opg), l’ultima
frontiera degli internati, coloro
che, colpevoli di un reato ma
inadatti per problemi psichici a
scontare la pena in galera, sono
finiti in una struttura carceraria
gestita dalle Asl.”
Oggi è  il giorno in cui lo Stato dovrebbe capire una cosa.
Primo che i malati mentali sono una definizione minima di un malessere sempre più  crescente di una società, dove tra richiesta e mancanza,lo squilibrio mentale ha la meglio.
Un malessere che è  esponenziale e che uniforma in una stessa categoria il malato mentale,visto non più  come stretta minoranza sociale,ma come realtà  ben più  vasta nelle vite di molti.
Un disagio mentale,e una mancanza di  strutture,che favorisce la solitudine,la vita al margine,e che ha nelle istituzioni egoiste  e non pronte a capire questo stato,un alleato forte.
Le strutture chiuse dovrebbero ospitare settecento persone in altre ben organizzate e condotte da personale qualificato e che,invece,vede ritardi e mancanze di figure preparate.
Nel mese che precede Expo2015, la fretta di finire un qualcosa che già  si preannuncia uno scheletro abbandonato per i prossimi anni a venire,come le strutture lasciate a morire del g8  italiano…, sarebbe stato più  importante farsi trovare pronti ad accogliere chi nel suo futuro non ha speranza e pace.
Ma questo stato,pronto ad apparire grande ed efficace agli occhi degli altri,si perde nelle piccole opere e si getta  a  capofitto in progetti che poi,come abbiamo visto,moriranno nel dimenticatoio.
Una storia tutta italiana,dove l’apparire  va a contrasto con la richiesta di parti della società  ad avere quei servizi adeguati alle problematiche che esse hanno.
I malati mentali,ma anche chi  nella propria vita,non vedendo futuro ,lo diventa per sempre.

arallagianluca