PECCATI DI CHIESA 2.0

A volte per essere uguale a noi,caro prete,devi sbagliare anche tu.

Cioè  devi essere “normale”,quasi convinto che non possa esserci un divario tra me,essere senza tonaca,e te.

A volte si esagera,capisco una birretta o una sigaretta di nascosto, però  qui no,a Taranto poi dopo la processione e i volti delle statue,che adesso piangono per questa vicenda.

La vicenda appunto (     http://www.ilcorrieredelgiorno.net/esclusivo-orge-tra-sacerdoti-e-larcivescovo-di-taranto-rimuove-il-parroco-del-ss-crocefisso/    ),che desta scalpore ma che fa riflettere su una cosa:credere ancora nell’uomo fatto sacerdote rispettoso dinanzi a Dio di ciò  che ha promesso e di ciò  che farà per noi tutti.

Credere che si possa andare nel confessionale a estendere  le  proprie colpe (anche quelle come le tue della vicenda)e sapere che ti rallegri  sapendo che c’è  un’ altra pecora  nera come te.

Questo è  il punto,fidarsi e  sperare  che storie come queste non siano da viatico verso un vuoto che,spesso,i Papi hanno  condannato  e temuto come la fine della chiesa stessa.

Taranto e’  colpita certo,e oggi tutti a chiedersi se quel prete abbia mai avuto a che fare con i propri figli, con ciò  che più  amiamo.

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4 pensieri su “PECCATI DI CHIESA 2.0

  1. Non è bello… Non tanto per il presbitero in questione che tutto sommato probabilmente non ha compreso nemmeno la stupidità dei suoi atti, ma per il popolo di Dio, che perdona molte cose, ma non può capire il perchè… E non si venga a dire che è il celibato dei preti il problema… Qui il problema è il silenzio di apparati ben più ampi ed alti di una parrocchia, qui in gioco è che pur di aver preti, ma si dentro tutti… Si può essere gay e presbiteri. Si può essere etero e presbiteri. La castità è un dono o un compito per tutti. Ma non si può essere (o non si dovrebbe) preti e per questo giustificare se stessi e qualsiasi altra cosa, in nome di un abito che si porta… Credo che alcuni uffici vaticani e di curia dovrebbero finalmente decidere di prendere in mano queste questioni. Con carità certamente. Ma decisamente. E ripeto ben al di là della questione gaya della faccenda (perchè anche i presbiteri eterosessuali, di cose ne sanno fare parecchie…come si sa da sempre)…

    • Grazie per la tua risposta.Dici bene che il silenzio spesso dall’alto apre scenari di numeri.
      I numeri che oggi la chiesa cerca,sapendo di avere pochi soldati da schierare in campo.
      E allora,dici tu,tutti dentro.
      Qui scatta un altro meccanismo,quello delle intenzioni personali,quello della fermezza dinanzi al peccato,carne o gola che sia,ma sempre peccato.
      Il problema non è dare una donna o un uomo affianco al prete,alla suora,sarebbe una mercificazione dell’amore che noi non preti abbiamo quotidianamente.
      Il punto è essere fermi,accettare regole e ,se si sbaglia,arrendersi e darsi per sconfitti prima dinanzi a Dio poi alla comunità che si dirige.A presto e speriamo in tempi migliori per la chiesa,tarantina e non,ciao.

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