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arallagianluca

NINO NON AVER PAURA DI TIRARE UN CALCIO AD UN PALLONE….

Pensavo al calcio al pallone dato da mio figlio con gli amici.
“Dai forza,passa a me la palla,ti prego devo far gol…”
Il gol,per un bimbo,il raggiungimento di una meta,o di una sfida,verso i piu’ grandi di lui.
Una gioia,una fine.
Il cerchio si chiude attorno alla rete,che si gonfia e finisce li,nella sua memoria di una domenica all’aria aperta assieme agli amici.
Poi leggi degli scandali,delle combine,insomma di tutto quello che tu non vorresti che sapesse tuo figlio.
La rete che si gonfia,l’urlo e la gioia devono essere difesi,ma fino a quando?
E se lui sapesse o leggesse da qualche parte che il pallone,si quello che rotola assieme al suo sudore su un campetto di calcio,e’ vigliacco,vile,cattivo e falso?
Se sapesse,come reagirebbe dinanzi a un  muro che crolla e che ti pone una domanda:il giocattolo e’ rotto o e’ solo un episodio?
No voglio invece pensare che il giocattolo calcio in questa eta’ si fermi alla rete gonfiata da un tiro ad effetto e che tutto rimanga nell’urlo di gioia che esce dalla gola,sotto il sole di una primavera bizzarra.
Il calcio a un pallone,un poco come la canzone di De Gregori…..

INVALSI INUTILE?

Le prove Invalsi  fatte alla scuola pochi giorni fa,hanno evidenziato una cosa:nessuno piu’,specialmente gli alunni,vogliono seguire il modello scuola italiana.
Nessuno piu’ vuole essere cavia di un sistema dove,nei test promuoviscuoleebasta,l’assenza di massa sembrerebbe essere un modo di protesta ragionevole.
Fare le prove Invalsi,quando nelle domande spesso nulla ha a che vedere con il programma scolastico,e’ l’ennesimo tonfo del fare politico,quel fare che forse vuol far lavorare qualcuno per far credere ad altri ,gli alunni e i loro genitori,dell’utilita’ delle prove stesse.
Un po come la tracciatura dei rifiuti speciali,con il famoso SIstri,che ha regalato soldi a qualcuno senza poi servire a nulla e finendo per essere annullato e messo da parte.
Insomma una fregatura,l’ennesima,di una nave che affonda(altro che Concordia…),di nome Italia.
Una mossa che se Renzi vuol far passare per utile e moderna,a molti sembrerebbe inutile,di pessima utilita’ e senza valore onesto verso i ragazzi stessi.

LA BILANCIA MAL TARATA.

Dopo i fatti di Milano si è  scritto molto sulla tecnica  della polizia di non infierire sui giovani rivoltosi vestiti di nero.
Oggi Alfano ha detto che tutti sono stati bravi a essere “allenatori del momento,come ai mondiali “…
Io dico  che  il metodo duro usato il giorno dopo al corteo di Bologna è  esagerato ,fosse valsa la pena pestare a sangue dei black bloc,forse ci avrebbe convinto di tal misura.
Ma quando vedi lo scontro diretto aizzato senza se e senza ma,allora ti chiedi perché  nelle piazze ci sono disparità  e metodi diversi di contrasto.
Perché, pur nella violenta disamine dei fatti di Milano,la legge non ha fermato i distruttori del bene pubblico ed invece,con tanto contrasto fisico e deciso,ha colpito giovani manifestanti ?
Siam tutti figli di una protesta,siam figli di azioni sbagliate incappucciati o non,ma tutti uguali nel commettere un errore.
E se l’errore oltrepassa la logica e l’incolumità  di una intera città  addirittura,perché  fermarsi e dire che altrimenti ci sarebbe scappato il morto?
Il peso della bilancia non è  uguale,forse in una Italia dei misteri,anche questa logica difensiva apre dubbi su  ciò   he si dovrebbe fare e su   ciò  che non si fa per altri motivi …

arallagianluca

MILANO, LE SUE FIAMME E GLI SCENARI POSSIBILI.

Gad Lerner su twitter scrive:”E’ atroce a dirsi ma nell’epoca del terrorismo suicida questi black bloc che hanno sfregiato Milano appaiono solo modesti soldatini di latta”.

In parte ha ragione,forse esagera a chiamarli soldatini.

Ma sbaglia ancora di piu’ quando usa la parola “modesti”.

In questa parola vi sono migliaia di modesti,esasperati,incazzati.

Ci sono quelli che non vanno ai cortei,non si mettono felpe nere e bruciano macchine.

No,non li vedrai caro Lerner.Ma ci sono,e’ sono quelli piu’ pericolosi che pur non andando in prima linea,attendono sulla loro pelle forse il momento di passare li,dove accade l’irreparabile.

Il numero o l’azione diciamo limitato dei vandali di Milano,non deve far stare allegri tutti,anzi e’ il contrario.

Bisogna chiedersi perche’ erano pochi,perche’ hanno agito con i soliti slogan mirati e perche’ hanno deciso,come una camaleontica metamorfosi,di rimettersi gli abiti da bravi ragazzi e catapultarsi nel corteo senza farsi riconoscere,abbandonando sull’asfalto la tuta da guerra e le loro mazze.

Ecco,la metamorfosi avvenuta rappresenta il cambio generazionale,non piu’ cattivi ma bravi ragazzi.

Allora,visto che ve ne sono a migliaia di bravi ragazzi,caro Lerner non starei tanto tranquillo.

Non stiamo negli anni settanta dove i cattivi erano conosciuti e si sapeva di loro tutto.

Oggi nella metamorfosi dei giovani,che potrebbe avvenire rapidamente a suon di false ideolatrie tramite social e varie risorse dell’poca del web,la questione e’ piu’ aperta,lascia intravedere scenari piu’ pericolosi poiche’ il richiamo di massa e’ rapido,veloce.

Nella giornata milanese sembra ridicolo dire che sono stati quattro incappucciati a rovinare il 1 maggio.

Ridurre la questione espolsiva del disagio sociale a poche macchine bruciate e mille vetrine rotte,da l’immagine ancora una volta di una politica ottusa e lontana dai sentori di rivolta sociale in atto,anche senza grandi numeri nelle piazze.