MILANO, LE SUE FIAMME E GLI SCENARI POSSIBILI.

Gad Lerner su twitter scrive:”E’ atroce a dirsi ma nell’epoca del terrorismo suicida questi black bloc che hanno sfregiato Milano appaiono solo modesti soldatini di latta”.

In parte ha ragione,forse esagera a chiamarli soldatini.

Ma sbaglia ancora di piu’ quando usa la parola “modesti”.

In questa parola vi sono migliaia di modesti,esasperati,incazzati.

Ci sono quelli che non vanno ai cortei,non si mettono felpe nere e bruciano macchine.

No,non li vedrai caro Lerner.Ma ci sono,e’ sono quelli piu’ pericolosi che pur non andando in prima linea,attendono sulla loro pelle forse il momento di passare li,dove accade l’irreparabile.

Il numero o l’azione diciamo limitato dei vandali di Milano,non deve far stare allegri tutti,anzi e’ il contrario.

Bisogna chiedersi perche’ erano pochi,perche’ hanno agito con i soliti slogan mirati e perche’ hanno deciso,come una camaleontica metamorfosi,di rimettersi gli abiti da bravi ragazzi e catapultarsi nel corteo senza farsi riconoscere,abbandonando sull’asfalto la tuta da guerra e le loro mazze.

Ecco,la metamorfosi avvenuta rappresenta il cambio generazionale,non piu’ cattivi ma bravi ragazzi.

Allora,visto che ve ne sono a migliaia di bravi ragazzi,caro Lerner non starei tanto tranquillo.

Non stiamo negli anni settanta dove i cattivi erano conosciuti e si sapeva di loro tutto.

Oggi nella metamorfosi dei giovani,che potrebbe avvenire rapidamente a suon di false ideolatrie tramite social e varie risorse dell’poca del web,la questione e’ piu’ aperta,lascia intravedere scenari piu’ pericolosi poiche’ il richiamo di massa e’ rapido,veloce.

Nella giornata milanese sembra ridicolo dire che sono stati quattro incappucciati a rovinare il 1 maggio.

Ridurre la questione espolsiva del disagio sociale a poche macchine bruciate e mille vetrine rotte,da l’immagine ancora una volta di una politica ottusa e lontana dai sentori di rivolta sociale in atto,anche senza grandi numeri nelle piazze.

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