LA VISIONE OSCURA DELL’ALTRO.

Ora il problema non e’ il” nero”,termine in uso sulla bocca di tutti,o quasi,per identificare l’immigrato.
Il problema e’ l’inserimento di esso nelle comunita’,l’essere parte coesa di un sistema sociale dove il maggior problema e’ proprio mettere assieme i tasselli per rendere una persona felice e autonoma economicamente.
Dove li mettiamo questi “neri” diceva il bulletto di quartiere ieri se per noi non ci sta lavoro,i servizi scarseggiano e l’integrazione nel sistema sociale e’ fatto solo di lavoretti momentanei a 400 euro al mese?
Se avessimo risorse lavorative e altro,riusciremmo ad accettare il fratello di colore oppure saremmo altrettanto convinti della sua invasione terribile e pericolosa nei nostri spazi di vita?
Cioe’ l’abbondanza dei beni,dal lavoro ai servizi pubblici,ci farebbe essere civili e tolleranti,divenendo cosi’ meno razzisti del dovuto?
Infine dico se possa essere possibili una convivenza territoriale,supportata da spazi pubblici dove ogni etnia possa avere una sua dimensione autonoma e praticare l’altra parte diversa per usi e costumi.
Ma il rischio attuale sembrerebbe invece quello dello scontro,ribadire la superiorita’ o la forza decisionale sull’altro,rimettendolo all’angolo ed esercitare su di esso un atteggiamento razzista e dominante.
I politici e la politica,che esclude una nazione nel nome del dio euro,e’ in grado di difendere diritti e mettere in campo regoòe per affrontare questo problema?Ho i miei dubbi a tal proposito.

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