LA SOCIALIZZAZIONE DISTORTA 2.0

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Quella del tasto che dice,emoziona,parla.
Quella della faccina che esprime come ci sentiamo e partecipa a un tuo dolore.
Quella del gruppo,unito numericamente,ma diviso da una logica che era l’etichetta marchiata del passato,e cioe’ il dialogo viso a viso.
La socializzazione distorta,che ti fa uscire di casa con il pensiero del monitor che ti possa dire un qualcosa e portarti,lontano,nel web.
La distorta realta’ di una nostra idea,persuasa da immagini e commenti che,irrealmente,ci condizionano e ci sviano la nostra liberta’ di giudizio.
Poi la scuola,tu genitore,e la chat della classe di tuo figlio che reclama la tua presenza,o la tua esclusione da cio’ che prima si chiamava “coesione scolastica”.
Il web,la veloce e radicale condizione che abbiamo dentro e che ci ha cambiato radicalmente.
Il web che sviscera tragiche visioni e ci fa dimenticare della paura e del dolore improvviso.
La socializzazione distorta,o attuale visione di mondi paralleli che ci escludono dalla realta’.

TARANTO COSI’ LONTANA DALL’AMERICA(IL CASO WOLKSWAGEN MA ANCHE ILVA ECC…)

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La casa automobilistica tedesca Volkswagen,ha toppato.
Ha barato e in America chi bara e’ condannato.
Ci possono essere inciuci politici,favoritismi di parte,agganci locali ma,chi sbaglia,e’ punito.
Lo fu in passato per la British Petroleum e le banche invischiate nella caduta di Wall Street anche.
Crollo della piu’ comune norma che dovrebbe vigere in America e altrove,cioe’ la lealta’ verso i consumatori e chi,governo,ti offre spazi e sgravi fiscali per poterti insediare e produrre.
In Italia non e’ cosi’.
Io vivo nella citta’ dei due mari,Taranto.
Qui la grande industria non ha compromessi con la realta’ sociale,la citta’ stessa.
Deve esserci,punto e basta.
Le piu’ comuni norme ambientali vengono eluse grazie a decreti e inciuci alla luce del sole.
Qui si produce andando in barba ai divieti e ai limiti imposti dalla legge in norma di emissioni.
Qui i Riva hanno pagato,ma si produce ancora e si muore di un difetto tutto nostrano che,rispetto all’America,non vige.
Il rispetto che si puo’ chiamare diritto alla salute pubblica,diritto a vivere non a ridosso di una seconda citta’(l’Ilva e’ due volte e mezzo Taranto…),e rispetto per chi ha manifestato contrarieta’ a essere la citta’ dell’acciaio per sempre.
L’identita’ che non vogliamo piu’,essere figli di Sparta e condannati a chiamarci figli dell’Ilva,della morte nei polmoni e di quella che verra’.
Le emissioni nocive,pur restando anche li campo di battaglie ambientaliste,vengono monitorate,sancite e scritte nei libri delle multe da arrecare agli industriali,a chi si permette di superare cio’ che e’ dannoso per il cittadino stesso.
Qui da noi,oramai,la ricerca di una identita’ diversa corrode il limite della sopportabilita’ a resistere,rimanere o scappare,andare via in cerca di aria,pulita e di diritto.

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IL PAPA E IL TRASFORMISMO DEL VATICANO ATTUALE.

Questo papa mi sta sconvolgendo in una cosa:non è  la chiesa.
È  politica riconciliatrice,link ai bisogni umani,poca cerimonia liturgica e più  peso politico del piccolo stato Vaticano.
Cuba è  il sigillo di questo,sino a ora,ma potrebbe essere lo slancio dentro questioni più  difficili da gestire,come i rapporti Usa Russia.
Un papa umano,come uno di noi.
Poco evangelizzatore ma più  portato a entrare nella cerchia dei poteri decisionali della politica mondiale,con un grande rischio:essere ammazzato.
Non un papa successore di Pietro,ma un politico in più.
Cambio dei tempi,delle simbologie legate a rituali secolari e forse anche della numerosa ,e in crescita ,folla dei non credenti,apparsi anche loro stupefatti di tale metamorfosi camaleontica del Vaticano.

arallagianluca

PROFUGHI O EMIGRANTI…..ITALIA?NO GRAZIE!

I profughi non vogliono l’Italia,l’Italia in parte vuole i profughi.
Difficile per un ingegnere,professore,avvocato o altro scegliere il paese del bel sole.
Difficile amalgamarsi qui,e sperare in un futuro.
Meglio Germania,Francia,paesi scandinavi.
Quei paesi dove la questione lavorativa è  meglio gestita,grazie a una catena che parte dalla scuola primaria,si sviluppa nelle università  e ti immette nel lavoro con più  efficace  possibilità  di riuscita.
Perché  allora venire in Italia,il paese dove il sud sta scomparendo dietro a logiche affaristiche che tagliano fuori la meritocrazia.
Perché  l’Italia,dove il pil sale a lentezza esasperante e la povertà  oggi è  nella fascia media.
Venire ad aggiungersi alla schiera di poveracci,di cassaintegrati e figli che vivono con mamma e papà  ancora a quarant’anni.
Perché  l’Italia,paese che è  ancora razzista e che vive di perplessità  quando sente parole come integrazione e accoglienza.
Meglio altrove cari profughi.
Scappate una seconda volta,dai  vostri paesi e dalla mia terra….

MIGRANTI EUROPA 2.2

E’ stata la settimana della Germania,della sua principessa Merkel e del passato rinnegato.
E’ stata la settimana dove si sono scomodati storici,filosofi e social per domandarsi come mai questo paese rigido e controverso,se da una parte rinnega aperture alla Grecia e alla sua ripresa,dall’altra applaude al profugo siriano e alla sua venuta in territorio tedesco.
Il buonismo attuale forse nasce da una evoluzione storica della germania stessa,della sua generazione attuale e dall’apertura universale del pensiero moderno europeo.
Se il passato dannoso e scomodo ha arrecato danni al tedesco odierno,vi e’ da dire che in queste ore le immagini dei treni con i profughi,il filo spinato che rallenta la loro voglia di liberta’ verso paradisi di democrazia(in fondo rispetto alla loro realta’ e’ paradiso puro…),ha ricordato la triste storia tedesca,con gli ebrei deportati e le violenze in nome di una ideologia assolutistica e settaria deviata.
Oggi la Merkel,aprendosi al futuro e rinnegando l’ermetismo di uno stato severo e schietto,cambia un concetto di visione ,di immagine e di senso politico certo.
Dovra’ combattere contro lo spettro dell’ancora forte nazionalismo interno(notizia di poche ore fa l’incendio di un ostello per accogliere i profughi a Thuringia),e dovra’ essere il portavoce effettivo di un passo europeista ,diverso da come era stato ideato solo per chi ne faceva parte,diventando invece europeista/cosmopolita.
Una Europa allargata all’esterno,raccoglitore di migranti,profughi e povera gente che in essa,l’Europa,si amalgamera’ diventandone per forza di cose,cittadino.
Il pensiero europeo singolo,la moneta unica e la politica trainata da pochi leader,viene scossa da questa “intrusione umana”,cambiandone valori scritti sulla carta e diventando progetto socio politico in continua evoluzione.
L’evoluzione migrante potrebbe essere anche un bene,ma attualmente in questo periodo storico di crisi economica e’ davvero diffile che l’integrazione possa nascere con serenita’,visto che in Europa stessa,milioni di suoi cittadini hanno problemi di sopravvivenza al limite della dignita’ umana.
Una sfida da raccogliere certo,ma difficile da reggere con calma e tranquillita’ per le diverse etnie che governano il mondo arabo e afro.
La Germania ha aperto la porta,vedremo se la terra’ aperta o la chiudera’ in nome della difesa delle propria storia attuale.

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LA FOTO COME UN PUGNO.

Il bambino morto alla deriva sulla spiaggia turca,ha acceso una discussione attorno ai media.
E’ giusto pubblicare foto cosi’ drammatiche per far sapere un evento cosi’ tragico,oppure e’ meglio non diffonderle e scriverle solo?
Oliviero Toscani in una intervista e’ favorevole alla diffusione dicendo che e’molto meglio una foto scomoda che urla la sua verita’,che commenti di cronaca faziosa da parte dei giornali asserviti al potere.
Concordo con lui,dicendo anche che spesso quelle foto sono entrate nella nostra memoria,nella nostra testa e ci hanno catapultato nell’evento,poi sminuziosamente elaborato anche con ragione propria,ma hanno centrato il sunto della drammatica situazione.
Narrare il gusto di una bella torta a parole,non e’ come mangiarla.
Esempio questo positivo,ma la foto deve essere solo realta’,senza velature e senza censure.
L’occhio del fotografo  deve essere prima di tutto lontano da logiche di posizioni politiche e anche culturali.
Deve essere una mano che afferra l’evento,trasportandolo fuori da emozioni pre impostate e renderlo simile all’occhio umano .
Distacco reale,lo chiamo.
Diverso l’approccio metodico,di gusto o di stile,tipo la street foto.
Il bimbo di Kobane e’ in quello scatto,l’occhio di qualsiasi persona li sulla spiaggia,colpita dal pugno della morte del bimbo,e consapevole del destino dell’umanita’ sconvolto da regole di pietismo e aiuto reciproco.