PORTA CHIUSA CON CITOFONO FUNZIONANTE.

preti scappano
arallagianlucafoto(c)
E’ il secondo post che ha a che fare con la chiesa.
No,e’ casualita’ e non voglia di darl esempre addosso caro Bergoglio.
Pero’ il sacerdote che afferma che loro,le anime candide senza affetto da parte dei genitori,diventano diavoletti tentatori cercando abbracci e rischi inconsapevoli bhe….lascia da che pensare.
Tu dirai,caro Papa Bergoglio,che nella tua casa vi sono depravati,schiavi del sesso e mangiatori di deboli creature.
Tu dirai che loro,sanno di esserlo,e cercano rifugio nelle case romane per curarsi dai loro mali terreni.
Sai anche che ,un bimbo molestato da piccolo,perdera’ la serenita’ un domani e sara’,spesso,rincorso dai demoni del passato in abiti sacri.
Caro Bergoglio,finiamola e ammettiamo che la chiesa ha perso credibilita’ visiva e,oggi,si regge solo su una parola:scelta.
La scelta di esserne parte,assieme ai suoi peccatori,la scelta di perdonarli anche e pregare affinche’ essi ritrovino la strada persa nel tunnel delle atroci e bramose attenzioni carnali verso chi,invece,andrebbe ascoltato con amore e basta.
La scelta opposta anche,quella di mandarti a fare a quel paese,non crederci piu’ o meglio credere a una divinita’ che guarda le peccaminose orge dei suoi ministri terreni.
Quindi un distacco da chi professa(e’ vero non tutti lo sono porci in terra…),ma un filtro che vive solo verso icone messe in chiesa o litanie prima di dormire.
Una chiesa che perde e che attira,una chiesa che non ha piu’ soldati da schierare e che ha,al contrario,piu’ fedeli soli,singole menti in cerca di puri ministri.
Questo e’ il  quadro caro Bergoglio,e tu lo sai.
Un quadro drammatico,un quadro dove ci si deve inventare come i venditori porta a porta,il prodotto da vendere al minor prezzo.
Solo che,qui caro Bergoglio,la porta spesso la si trova chiusa anche se il citofono funziona.

7 pensieri su “PORTA CHIUSA CON CITOFONO FUNZIONANTE.

  1. Leggo sempre con interesse i tuoi articoli. In realtà il tuo discorso è tipico del percorso ecclesiale ed ha attraversato i secoli, perchè soprattutto dalla fine delle persecuzioni in poi (parlo di quelle dell’età classica in europa), essendo il cristianesimo diventato religione di stato, ha finito per massificare le scelte e per renderle del tutto inconsapevoli. Compresa quella di diventare ministri del culto, praticamente un lavoro che pone in una struttura sociale più elevata. La così detta vocazione perciò è andata a mischiarsi con altri interessi poco adeguati alle scelte compiute. Questa problematica, sin dagli inizi si avvertì fortissima, con una serie di “eresie” che hanno attraversato il nostro tempo. La Chiesa ministeriale deve essere pura come il suo Signore? In realtà no. Purtroppo, per noi uomini razionali no. Cerco di spiegarmi come posso. Il mistero che questi uomini celebrano è talmente immenso, talmente legato ad un amore infinito, che anche se essi stessi sono nel pieno del loro peccato, quel mistero ha una forza ed una potenza tale, da rendere presente l’amore. Tutto l’amore. La chiesa non si regge infatti su questi uomini spesso mediocri (in molte cose, non solo il sesso, lasciami dire), ma su un amore potente, fondante, che supera la stoltezza ed il peccato (anche quando gravissimo) dei suoi ministri. Il discorso è lungo. Lunghissimo. Io stesso mi sono spesso scandalizzato delle persone di chiesa (e qui intendo laici e presbiteri, perchè a volte i laici che lavorano in chiesa o per la chiesa sono ancor più “tremendi” dei presbiteri per ansia di potere, volontà di dominio in nome del cristo), ma alla fine, pur restandone fuori, non posso che osservare il Mistero. Questo non toglie che le colpe di alcuni ricadono sugli innocenti. Questo non toglie nemmeno che i silenzi omertosi di alcuni hanno devastato intere storie personali. Questa affermazione, questo commento non toglie nulla alla tragedia. Ma spinge lo sguardo un pò oltre. Ricordo che Francesco d’Assisi, una volta, venne portato dinanzi ad un sacerdote peccatore (che tutti conoscevano essere peccatore) e gli chiesero dinanzi a lui ed alla folla cosa pensasse. Tutti si aspettavano dall’assisiate un giudizio netto. La sua riposta suonò più o meno così “Se anche adesso arrivasse un angelo del cielo, prima mi chinerei a baciare le mani di questo sacerdote peccatore che rende presente sull’altare il Signore della maestà, e poi quelle dell’angelo”. Ma Luca, è ovvio, non possiamo essere tutti Francesco d’Assisi. Io per primo.

    • Ho sempre il piacere di leggerti anche io e di rispondere ai tuoi commenti con la pochezza della mia cultura.
      Ricordo i papi,loro figli di ricchi che scalavano la gloria,pensando di arruolarsi nella schiera degli eletti da Dio,come Francesco il poverello,ma invece in quella della nobile arte di famiglia,come fosse un dovere da tramandare per generazioni.
      In termini di storia,anche i tribunali dell’inquisizione furono il resoconto di ciò che non doveva essere la chiesa,cioè tribunale in nome di un diritto terreno emanato da politici corrotti sotto sembianze di sacerdoti.
      Ebbene la vera chiesa allora quando si è persa,inquinata o lasciata cadere nel giudizio di uomini egoisti,che in lei hanno visto posizioni sociali di prestigio e regole ad personam?
      Mi viene a mente caro amico mio i primi cristiani,rintanati nelle catacombe e persi nella loro decisa fede rischiando la propria vita.
      Mi viene a mente i cristiani siriani,crocifissi per mano dell’Isis,che valgono più di un prete sotto false sembianze.
      Allora,e concludo,lode ai veri uomini e donne,onore a chi anche da solo,in un angolo,prega e loda la sua scelta senza scalate di successo.
      Un abbraccio, Luca.

  2. Bravo Luca, con semplicità hai descritto il sentire comune di moltissimi di noi. Francesco salvò 800 anni fa la chiesa barcollante anche allora…già bisogna sempre che arrivi qualcuno in extremis? Buona serata, Giusy

    • Giusy ma oggi chi è il vero Francesco?
      Chi può aiutarci a capire qualche cosa?
      Insomma oggi ha senso fidarsi di un prete o è meglio pregare da solo,li nell’angolo di una chiesa?
      Un saluto,a presto.

      • Francesco è colui che ama il prossimo, che rispetta l’ambiente, che si fa carico dei problemi altrui e che cerca di porvi rimedio. Francesco vive negli occhi degli ultimi…mi fermo perché mentre scrivo soprappongo la sua figura con quella di Cristo. Francesco è Vangelo che si è fatto carne, per cui seguire quella via è senz’altro quella giusta. E’ bene ricordare che Cristo fu un grandissimo rivoluzionario in quel contesto storico e affidarsi a Lui è assolutamente la cosa più giusta da fare, noi però siamo laici, per cui dobbiamo avere come punto di riferimento anche la nostra Costituzione. Chi può aiutarci? Gli insegnamenti di questi due libri sono un connubio perfetto. L’esempio di grandi uomini servono come guida e penso a Gino Strada, a falcone e Borsellino, a don Ciotti, ma tanti eroi sono sconosciuti, sono quella parte di umanità che nel silenzio lavorano onestamente, si prodigano per gli altri e muoiono senza essere mai ricordati da nessuno. Siamo tutti noi, seppur imperfetti e pieni di difetti che però ci indigniamo per i soprusi e che non accettiamo questo mondo così ingiusto. La Chiesa sta collassando su se stessa è vecchia e piena di precetti, il popolo non la segue più, c’è in atto una scristianizzazione di massa e pensano ancora che con i Giubilei di riguadagnare terreno…poveri illusi! Io ti dico fidati di Cristo, leggi il Vangelo e prega dove ti senti di farlo. S. Agostino diceva: “ama e fa ciò che vuoi”. Un abbraccio, Giusy

      • Prendi un Vangelo con delle note intergrative, servono per comprendere meglio il significato di certe affermazioni che fa Cristo, poi se ti va ci sono anche per qualche delucidazione. Il grande Rivoluzionario, comunque, sarà il primo a farti capire. Ciao, Giusy

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