SEDUTO ANCHE OGGI

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gianlucaralla ( c )
Siamo animali sociali oppure singole persone, sole per comodita’?
Oggi ci colleghiamo con tutti, socializzando le nostre idee ma non conoscendoci sinceramente.
Conviene essere soli, appunto, come l’uomo nella foto, consapevole del proprio essere e geloso, lui forse, di donarsi allo sconosciuto?
Oppure amalgamarsi nell’oceano dei pollici all’insù,  delle attestazioni di stima ma, seppur non conoscendoti, elogi del tuo apparire in web.
Seduti ad odorare il mare, ci sentiamo parte di un momento sociale, il web, che ti riceve e ti ama come non mai.
Una cosa è certa: sapere i propri limiti, o i propri inganni da vendere alla gente.O essere onesti, rimanendo seduti anche oggi da solo.
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IL TESTAMENTO DI ECO SUI SOCIAL

Mi ha colpito questo video di Eco.
http://video.corriere.it/umberto-eco-social-legioni-imbecilli/c4f89f58-d7cc-11e5-afdf-d68b3faa1595
Twitter e’ spesso la voce degli imbecilli che prima dicevano la loro nei bar.
Tutto vero,caro maestro.
I social sono onanismo intellettuale,alto o basso,ma sempre pura dimensione personale di una propensione a far  emergere,o cercare di farlo,il lato migliore di noi.
Il filtro di cui parla Eco,anche quello che dovrebbe avere una redazione giornalistica,non esiste attualmente credo,poiche’ il livello di cultura scende e i social,purtroppo,ne sono la causa maggiore.
Il famoso libro sul comodino,da leggere la sera prima di addormentarsi,acculturandosi,fa posto al tablet comodo e veloce che si sofferma sul cinguettio o sul post di fb.
Allora,ci dice sempre Eco,dobbiamo avere il bagaglio culturale personale,spesso su tematiche precise,per filtrare,per essere consapevoli di giudicare vero o falso lo scoop o la pseuda notizia.
Se mi parli di qualcosa,io devo saperla riconoscere come notizia vera,ma sempre grazie a cio’ che ho maturato dentro me stesso nel tempo.
Se non lo faccio,mi ritrovo nel bar,come dice lui,a essere imbonito dall’imbecille di turno e rischiare di cadere nella trappola del qualunquismo di parte senza prova certa.
L’approfondimento,anche questo un tema decisivo per scegliere e giudicare,oggi e’ merce rara.
Approfondire un qualcosa,ricercare,studiare e documentarsi ,nell’era 2.0,sembra una lenta agonia a confronto della notizia veloce e immediata che ci arriva sullo smartphone o tablet stesso.
Eco ha ragione.I maestri stessi oggi della scrittura,i giornalisti o i poeti chesso’,lasciano spazio all’inviato munito di cellulare e social che,esponendosi in prima linea, da una visione dell’avvenimento dimenticandosi spesso la storia passata che esiste dietro a tutto e racchiudono, il tutto, in poche battute che ci informano su cio’ di cui parlano.
Anche il blogger e’ a rischio.
L’opinione personale avallata dell’esperienza dello scritto sancita da cio’ che lui stesso,il blogger ha provato,puo’ racchiudersi in narcisismo allo stato puro e,quindi,divenire cosa certa per molti.
Forse sarebbe giusto lasciare spazio all’emozione,pura e sincera ,senza esporsi in facili conclusioni che spesso non hanno motivo di esistere per colpa del background  misero che abbiamo,io in primis.
Quindi maesto,condivido il tuo pensiero e ti prometto di documentarmi sempre piu’ e essere sincero nelle esposizioni dei miei pensieri,pure balle da bar come dici tu,ma sincere giuro….

GLI SCUGNIZZI DI TARANTO.

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gianlucaralla(c)
Immagina Taranto come un imbuto,e poi la parte vecchia idem.
Fai combaciare le loro parti finali ed ecco la parte nuova e vecchia collegate da un ponte.
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Mettici la particolarita’ di avere due mari,il mar Grande e il mar Piccolo,e poi chiudi gli occhi.
Li chiudo anche io,seppur conoscendo a menadito il tutto,fotografato e raccontato spesso.
Poi loro i ragazzi della CITTA’ VECCHIA, o Tard’ Vecchie.
Mi domandavo una cosa,banale forse.
Hanno piu’ diritto loro a essere tutelati dai fumi dell’Ilva,loro che aprono le finestre e respirano diossina stando a pochi passi dal piu’ grande centro siderurgico  europeo?
Ma anche i bimbi del quartiere Tamburi,con i tumori infantili in progressione crescente e con il ferro sui balconi e le lenzuola che le madri,eroiche,rimboccano la sera a loro stessi?
E noi,si quelli che chiamano i signori,noi che abitiamo al di qua’ della linea di confine dove siamo piu’ lontano dall’industria mostro,noi appunto siamo fortunati nella sfortuna o dobbiamo cedere a loro,gli scugnizzi di Tard,il passo verso la salvezza?
Ma poi il diritto di tutti alla salute,quel diritto negato dalle risate di Vendola e ARCHINA’ sui morti non e’ di tutti?
Penso a loro,quando al tramonto il sole tramonta dietro al Castello Aragonese e va via,azzerando una ennesima giornata lavorativa ma anche di lutto,per la dipartita di un uomo o donna o bambino(sic)andato via,ancora per mano di un compromesso fatto anni fa.
Taranto e’ stupenda geograficamente parlando,ha i suoi mali,quelli tipici del tempo ma io,che ci vivo quotidianamente,aspetto,spesso,il cambiamento .
E come faccio da tempo,attendendo mio figlio dall’uscita scolastica,mi fermo sul lungomare a vedere uno scorcio che amo e che difendero’ fin quando potro’.
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gianlucaralla(c)
Sulla sinistra la discesa Vasto,Tard Vecchie,poi sulla destra l’area industriale e i suoi fumi e,in mezzo,il mare,nostro che grida anche lui rispetto.
Quel mare dove i veleni scaricati hanno ucciso floro marina e l’antico mestiere del pescatore,orgoglio messo a morire dall’acciaio capitalista.
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gianlucaralla(c)
Cosi’ passa un’altra giornata,passa con i bimbi nei vicoli a rincorrersi e gioire nonostante abbiamo la tosse in gola e la voglia di ridere ancora.
Loro uniti con quelli della parte nuova,uniti a vivere nonostante il peso della scelta che fu e che ha ammazzato una citta’ che merita altro.

GLI OMBRELLI DI OGGI.

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gianlucaralla ( c )
Non so se bisogna aprire gli ombrelli e ripararsi da tutto.
Oppure chiuderli, attaccando la vita che ti sprona a essere forte dinanzi agli ostacoli.
Noi però non siamo preti, che affidano la loro speranza a Dio.
Siam peccatori, molti, che annulliamo la speranza e andiamo, in contro al pericolo, rischiando tutto.
Abbiamo ombrelli che ci aiutano, proteggono.
La famiglia, gli amici ma…soli dobbiamo convincerci dei nostri mezzi, del nostro valore di autostima.
Allora mi vien da pensare alla fortuna di avere affianco persone giuste, episodi che ti aiutano a essere in grado di crescere sapendo che ce la puoi fare anche tu.
Poi l’ombrello,  a volte bucato, che ti fa entrare acqua e ti illude di sentirti al sicuro.
Ecco i giovani di oggi.
Persone senza  strada sicura che confidano in quei pochi ombrelli ancora aperti e che ti fanno andare avanti.
Poi gli ombrelli siriani, turchi, francesi aperti alcuni, altri sommersi dalla ferocia umana.
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MUSICA E LOTTE FOREVER.

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Il primo Maggio a Taranto si fa un concerto,  uno che dovrebbe aprire i cuori alla gente sul problema dell’inquinamento. link http://www.liberiepensanti.it/unomaggiotaranto.html
Ma non voglio dire la mia su questo problema,di  cui mi sono occupato spesso sul mio blog.
Volevo parlare del fatto  che mi colpisce negli eventi,e  cioè  la presenza del vip e la sua full immersion nella tematica dell’evento stesso.
Tempo fa mi capitò  di vedere alla tv un uomo,Roger Waters,che  spiegava la sua causa anti israeliana e i motivi connessi a questo.
Paragono’ i palestinesi come vittime di un genocidio,associandolo a quello nazista verso gli ebrei.
Una visione reale,di sicuro sincera, dettata da anni di soprusi  nei territori palestinesi e dove lui,Waters,ripercorrendone la storia, denunciava il silenzio del mondo verso questo tema.
Ritornando al concerto nostrano,ebbene la presa di posizione di chi verrà  a cantare sul palco, come Litfiba e altri,deve seguire nel tempo ed essere una battaglia continua da percorrere  assieme a noi cittadini.
Se  ciò  non dovesse accadere,credo che sarebbe giusto ammettere il fallimento della protesta in musica stessa,poiche’ risulterebbe solo post pro cd in uscita e basta.
Waters dimostra  che le cause giuste per cui si lotta possono nascere anche senza ricerca della notorietà  e,anzi,a un certo momento della propria vita  concretizzarsi in un discorso di” pace con se stessi “quasi.
“Non ho nulla da chiedere più, sono famoso e ricco ma lotto per i bimbi uccisi a Gaza”.
Ecco vorrei sentire parole così  sul palco di Taranto,parole senza utopia e qualunquismo
Spogliarsi dell’etichetta di eroe della musica che sono e rinascere,nel problema per cui canto,per me stesso in primis e poi per gli altri.
Penso a Jhon Lennon, alla lotta fatta in america e la guerra  inutile che denunciò  a tutti.
Il primo maggio solo eroi,no venditori di fumo please.

 

 

AH AH AH….

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Vedete questo filmato su youtube a questo link .https://www.youtube.com/watch?v=Pk69WwJSrCc
Si ride dei fumi che escono dall’Ilva e si gioisce per essi,come fossero purificatori dei peccati della nostra comunita’.
Si ride sapendo che si e’compartecipi di una morte anche di essi stessi,gli operai,oramai schiavi di una nuvola che annebbia il ragionamento e che ti fa pensare che,purtroppo,lo fai perche’ vittima di un sistema che sacrifica persone per non sentirsi ai margini sociali.
Ride,lui l’operaio che nei fumi vede il primato dell’inquinamento quotidiano e che nei fumi e’ re,tra i fumi stessi,di un impero che ha mietuto vittime negli anni.
Puo’ essere uno scontro di classe,fatta da borghesia pro chiusura e ceto medio che salva la giornata ?
Puo’ essere l’inizio di una sfida che ha due attori,erudito uno e inconsapevole per ignoranza l’altro,e che finira’ come al solito per scelti gestionali politiche?
Prima cosa non credo all’operaio ignorante,grezzo e rozzo.
Il livello da anni e’ salito e oggi l’operaio diplomato sa e si documenta del suo lavoro e dei rischi connessi.
Sa anche della problematica ambientale,delle norme europee che infrangono limiti salva vita,ma rimane li, fermo a dire si “obbedisco”.
Le risate ignobili di alcuni,nel momento della fumata velenosa,la gioia di sversare nell’aria dolore e morte,si e’ sconfitta ma resta il fatto che oggi lo scontro sociale non e’ il problema principale.
Oggi la questione rimane concentrata su cio’ che allo stato l’Ilva regala,con fatturati pro pil e altro.
La questione e’ che lo stato,credo,scegliendo la morte di questa citta’ per mano dei fumi,non chiudendo la fabbrica,non vuole creare una vera questione sociale,una rivolta che sarebbe insopportabile da gestire.
Quindi l’agonia va e con essa il fumo  e le risate di alcuni.

IL FANTASMA DELLE SCRITTE.

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gianlucaralla ( c )
La frase sul muro oggi sa di passato.
Un modo di dire qualcosa nell’era di whatsapp. ..
Ma ha la forza della presenza, come fosse li ancora chi ha scritto il tutto.
Allora ogni scritta scolorita vediamola come un fantasma, che passa e via, veloce, sfugge all’incalzare del suono del cellulare….
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AUGURI VIK

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41 anni.Auguri Vittorio.
Ti faccio gli auguri in un modo fatto da molti, scrivendoteli sul blog personale.
Ma auguri anche per come rimani da esempio in un mondo fatto da miti inutili e senza spina dorsale.Caro Vik auguri anche per avermi fatto capire Gaza e i suoi problemi.Auguri anche per come hai manifestato a tutti una coerenza, tipica degli eroi che escono dalla massa, che mai ti ha abbandonato.
Grazi Vik per avermi costruito dentro me la rabbia verso una oppressione, ingiusta, di un popolo schiacciato nella propria gabbia e nel dolore, che cerca eroi come te per gridare “genocidio”.
Vittorio ricordo i bimbi di Gaza che tu hai fotografato e poi, raccolto per strada morenti,portati all’ospedale di Gaza e i vigliacchi…a spararvi sull’ambulanza.
Ciao Vick
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