DOVE ANDIAMO?

13
 

gianlucaralla(c)

 

E’ giusto affermare che l’esperienza negativa possa condizionare    una persona  e la domanda sul proprio futuro?
E’ giusto dire che “il perseguitato dalla sfortuna ,e solo lui,chieda a se stesso cosa sara’ della prossima giornata e del proprio destino?
Woody Allen in un’intervista dichiaro’:”«Riesco a sopravvivere distraendomi». «È una via di fuga, lo so, ma funziona. Pensate quante persone si distraggono guardando orribili spettacoli televisivi o partite sportive, concentrando tante energie e aspettative su chi vincerà un insignificante incontro di calcio o andando al cinema. È il mio modo di illudermi e tenermi occupato per non cadere nella disperazione di fronte al lato più oscuro delle cose. Posso correre sul mio tapis roulant ogni mattina e mangiare cibi sani, ma alla fine la morte verrà a prendermi».”
Insomma credo che alla fine sia la sensibilita’ camuffata da paure inconsce a mettere nel calderone questa domanda.
Il ricco o il povero,il bello o il brutto,il disoccupato o il manager,si domanda e spesso,cede dinanzi al tema del destino.
L’esperienza personalmente e’ il mattoncino che ci costruiamo dentro di noi,quello che puo’ cadere e farci barcollare o,viceversa,imprimere forza e decisione ad andare avanti senza titubanze.
Oggi l’essere meditatore e’ merce rara,anzi al contrario dato i tempi,non e’ di moda.
Si fa fatica anche a seguire gli editorialisti,vecchi pastori dal sermone e predica fulminea che,interrogandosi sul futuro di quello e di quelli,perdono seguaci grazie al flusso in abbondanza del dire tra noi sui social web.
Oggi la domanda e la risposta viaggia A TEMPO DI RECORD,e rileggere Sant’Agostino,un Terzani di annata o uno spunto punzecchiante ma veritiero della Fallaci,lascia il tempo che trova.
La domanda appunto,l’attimo in cui ci si sente soli e si scova dentro se stessi per sviscerarla e attingere,da essa stessa,una risposta plausibile.
Sembra fuori moda e fuori dal tempo,ma essenziale per crescere e essere forse diversi dalla massa che,a ritmo di megapixel e bit,scappa dal suo destino incerto e scomodo da chiedergli,appunto “dove andro’ ?”

5 pensieri su “DOVE ANDIAMO?

  1. In realtà sono molti gli elementi che si incrociano nel tuo post. Forse il problema non è né il futuro né il passato. Forse l’incapacità è di vivere l’esserci. Adesso, così come siamo

    • Caro Sandro credo che l’esperienza del “vivere” sia personale e accumuli bagagli di esperienze varie.Ma la sensibilità, questo tassello che apre a sentimenti e domande sul proprio futuro, è oggi un fattore da conservare.Essa stessa è messa a rischio dalla generazione del l’isolamento, quella che definisco io delle cuffie e del mondo virtuale.Tu non ne fai parte e, leggendoti, credo che hai un dono speciale da conservare.Un abbraccio .

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...