FERMATA DEL BUS SENZA RITORNO

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C’e’ differenza tra il ragazzo alla fermata del bus vicino casa mia e quello di Sesto San Giovanni.
Una differenza di ragionare,di interpretare un credo religioso senza cadere nell’inganno del qualunquismo vendicativo verso l’occidente.
Ve ne sono molti,troppi forse,che attendono un ruolo da questa Europa,una identita’ che hanno perso nella loro patria e che cercano vagando per citta’.
Berlino,Nizza sono macigni di dolore e rabbia che noi europei solo adesso riconduciamo a un errore di base,e cioe’ quello di non capire che siamo diversi da loro nella logica della liberta’ individuale e che,non accettandola,ci si va incontro a uno scontro ideologico e religioso che dobbiamo per forza di cose accettare.
Il famoso permissivismo,o buonismo senza se e senza ma,ha un limite.
Il limite e’ la restrizione della nostra liberta’ individuale che seppur rivendicandola quotidianamente continuando a vivere normalmente,ha subito uno scossone dai tempi di AL Qaeda.
Oggi Isis e’ timore e condanna verso un agire,un vivere tranquilli.
Seppur non ammettendolo francamente,siamo nella rete della paura figlia anche di logiche politiche sbagliate e di terrore esportato in terre lontane dalle nostre citta’.
La differenza culturale,religiosa e sociale e’ un prezzo che abbiamo assaporato ogni volta che siamo andati come turisti in queste terre e che solo oggi,andandole a modificarle con la forza e la violenza,ci rigettano addosso tutto l’odio verso le nostre scelte.
Un paradosso logico,che oggi con il terrore ci mette dinanzi a una scelta:essere vittime oppure cercare di difenderci con tutti i mezzi contro uma evidente voglia di cambiarci adesso a noi nelle nostre abitudini ?
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ASOCIALI BUONI

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Che il Natale debba essere bello e buono non è  scritto da nessuna parte.
O meglio credo che sia più  semplice affermare che non lo é  ovunque.
Prendi la povera Syria,Aleppo e le atrocità  che la rete ci narra e gli appelli della popolazione che cadono nel vuoto.
Ma anche dove lo è bello, il Natale svanisce e si dissolve nella “non presenza”,e cioè  quella forma di morbosa malattia che ha colpito tutti noi.
Sarebbe l’allontanamento progressivo nel non socializzare e dimenticare appunto il Natale,sinonimo di luoghi comuni sulla fratellanza e amore reciproco.
Il tempo natalizio viene offuscato invece dall’egoismo che non è  quello del “non dare,regalare”,ma dello scomparire socialmente chiudendoci nelle viscere della rete che ci allontana da tutto questo.
Molti diranno invece che vi é  anche una fratellanza coesa nel web,una azione globale e  comune verso idealismi o “cose da salvare”,proteggere e condividere appunto.
Le questioni sociali,come le forme più  brutali verso l’essere umano,o i diritti calpestati quotidianamente verso chi sgobba dalla mattina alla sera,diventano forme di “azionebuona” ,presenza che  serpeggia nei social specialmente e che prende il posto di quella che invece dovrebbe essere fatta di persona.
Il Natale sulla tastiera spiazza l’azione,quella vera che viene a mancare e  che lascia il posto a un autocompiacimento che ci fa sembrare contenti e soddisfatti.
Il Natale 2.0 ,quello odierno falso e finto ma che fatto da milioni di persone sancisce il giusto,fa credere che sia la via o il modo migliore di fare.
Vedete la politica oggi. Ridotta per colpa dei social a teatro pubblico dove anche un mal di pancia diviene motivo di discussione e attacco politico.
Considerazioni,nulla più.

CRONACA DI UN SUICIDIO ANNUNCIATO.

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Ho atteso un po di tempo prima di scrivere alcune cosette sulla debacle renziana di domenica scorsa.
Prima considerazione:
e’ stato il voto contro Renzi,stop.
L’eta’ bassa dei contrari alla sua continuita’ politica’ ha fatto si che si esprimesse quella fascia di eta’ dei disoccupati,precari e anti lobby.
Sulla Costituzione conosciuta o no da essi,ho seri dubbi.
E’ vero anche che sui quesiti referendari le parole poco chiare hanno dettato legge,e’ vero pure il contrario e cioe’ la voglia di queste persone a riprendersi in mano tale costituzione e rileggerla nei punti salienti.
Si e’ bypassato questo e si e’ andati dritti al problema e cioe’ Renzi in persona.
Ha lui sbagliato dicendo che si sarebbe dimesso uscendone sconfitto e questo ha fatto si che ha compiuto su se stesso un suicidio annunciato.
Quale migliore occasione se non questa ?
Altra considerazione rivolta al PD.
Caro partito che fu dei lavoratori,cerca di essere piu’ sincero con te stesso.
Oggi non so se alla riunione della direzione centrale avrai il coraggio di cancellare Renzi oppure aggrapparti al carro dello sconfitto per sperare,dopo le elezioni,di sembrare il primo partito in Italia.
Cerca invece di essere sincero con la parte di italiani che ti vorrebbe meno vicino ai palazzi della poltrona e piu’ in mezzo alla gente.
Il campanello di Letta e la sua smorfia di disappunto accompagnata dal ribbrezzo  di sapere che,forse,si consegnava a un pseudo partito il futuro del paese,ha marchiato per sempre Renzi stesso e ha regalato spiragli di possibile vittoria a leghisti e 5 stelle.
Usciamo fuori da una domenica di autodemolizione personale e ci immergiamo nella solita nebbia nostrana dell’incertezza e dell’autocelebrazione di persone che si credono re sulla terra.