Saluti a tutti,si cambia.

La  Pozzanghera chiude.

Chiude perché  è  cambiata la velocità  per dirci qualcosa,chiude perché  uno scatto è  più  concreto,chiude perché  doveva accadere prima o poi.

È  stata compagna per mesi,fedele quaderno dei miei sentimenti,dubbi,opinioni ecc…

Chiude perché  ho finito un cammino e ne incomincio un altro,fatto di scatti e emozioni.

Non sono stato mai bravo a scrivere,lo sapete,ma ammettere i limiti mi rende orgoglioso e sono sicuro che capirete.

Non so se aprirò  un altro blog,i tempi sono cambiati e leggere qualcosa è  difficile.

I social hanno distrutto i blog e i blog sono oggi arcaica espressione delle nostre idee.

Oliviero Toscani ricorda spesso che in una foto è  essenziale dire qualcosa,esprimere ciò   che hai dentro,annullando paure e timori e accettando la sfida immediatamente.

Ecco io accetto la nuova sfida,quella della fotografia abbinata ai miei pensieri e ai miei sentimenti.

Grazie a tutti e se volete seguirmi mi troverete su fb e twitter.fb gianluca aralla

Arrivederci.

 

TARANTOPUNTO E A CAPO.

Due sabato fa qui a Taranto vi e’ stata la marcia dei diritti negati alla citta’,l’indifferenza politica violentatrice del futuro dei bimbi e la voglia di esserci ancora a gridare giustizia per tutti.
La  risposta e’ stata dignitosa e sentita,lontana da quella che fu in passato quando le vie della citta’ jonica ebbero un afflusso grandissimo di persone e forse,aggiungo io,si era piu’ ottimisti del futuro legato a decisioni della magistratura contro i Riva perse poi per mano di decreti salva ILva ecc…
Capitolo due.
Il prossimo sindaco sara’ un elemento scomodo alle battaglie civili,ambientaliste oppure un alleato sicuro e concreto da renderlo paladino delle prossime iniziative?
Si perche’ Stefano,l’attuale sindaco,e’ latitante su prese di posizioni,azioni degne di un “difendi citta’ “,e allora dico io non credo di vederne uno degno di tal incarico prossimamente.
Leggo poi che Renzi e’ stato in incognita ieri a Taranto presso lo stabilimento industriale a parlare agli operai,e questa la dice lunga sul modo di fare mordi e fuggi di tal personaggio.
Ci sara’ molto da vedere nei prossimi giorni e,giuro,aspetteremo con ansia il prossimo nome manipolato da quel che resta del PD a buttarsi nella mischia che sara’ il teatro delle prossime elezioni comunali. A presto.

SEGUO IL “QUALSIASI “

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Ho provato a mettermi nella scia di un “qualsiasi”, si uno di quelli che non conosco.Lo seguo, mi metto in sintonia con i suoi passi e “bip” scatto.

Non so perché lo faccio, o meglio cerco di darne un senso,ma credo dipenda dal fatto che sotto sotto sono curioso degli altri e voglio tirarne fuori l’anima malinconica.

La foto la vedo rivedo e colgo l’attimo annusandone l’intimità della gente, sconosciuta ma presente in me.

Il nero poi azzera quel colore che odio nelle immagini, lo amo per bisogno, quasi fosse un rifugio alla mia introversione. 

Il rifugio alla normalità è questione di gusti, personali abitudini che riempiono il tuo essere al mondo.

Che monotonia la vita senza una ricerca interiore.

Mi piace anche il frate, o meglio l’idea del convento.

O certo no no non sarò mai prete o frate ma l’isolarsi e meditare lo cerco e me ne compiaccio assai.

Il silenzio aiuta a scappar via dall’imposizione dei tempi, nemici di chi vuol essere pieno di domande e in cerca di risposte.

Io scatto il “qualunque” e cerco anche delle risposte.

PRIME MOSSE AMBIENTALISTE A TARANTO:DAVIDE E GOLIA ATTO 1.

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gianlucaralla (c)

Seguendo i fatti romani,noto che si cerca di mettere nel pentolone dei cattivi anche i buoni.
No che la Raggi e il suo movimento mi entusiasmi molto,ma noto che il paese degli intrallazzi è  sempre pronto a farne uscire uno seppur con vicende non del tutto chiarite.
Capitolo Taranto e ambiente.
Ieri si è  avuta la prima candidatura ufficiale a sindaco di un ragazzo,Vincenzo Fornaro,colpito anche lui dalla mannaia del mostro di acciaio che gli fece abbattere capi interi di bestiame colpiti dalla diossina.
Con il movimento ambientalista “Taranto respira”,Vincenzo sarà  il Davide contro Golia e cercherà  di combattere ciò  che si è  distrutto,ciò  che  gli è  stato tolto e ciò  che abbiamo perso (i nostri cari per patologie legate all’inquinamento).
Seguiamolo e vediamo se Taranto sarà  pronta al riscatto e alla rinascita in nome della giustizia desiderata.
Da seguire ci sarà  anche il paladino ambientalista,Fabio Matacchiera,che dovrebbe far parte dei papabili a rivestire la figura del prossimo sindaco.
I partiti maggiori che fanno?
Per adesso tutto tace,ma ci attendono mesi di scontri e programmi che renderanno calda l’atmosfera attorno a noi tarantini.
L’Ilva è  avvisata,forse è  arrivata l’ora della giustizia per noi tutti.
A proposito a breve scatterà  la cassaintegrazione per 4000 operai,un altro segno del cedimento non solo strutturale dell’azienda degli ex Riva e company.

 

TRUMP…IL RESTO A RUOTA

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gianlucaralla©

Non vi preoccupate americani.Trump sara’ un buon presidente,quello che molti aspettavano.
Lo sceriffo contro i banditi,contro i ladri che vogliono rubare l’identita’ americana e svenderla ai cinesi,contro le industrie che scappano dagli states e dimenticano le loro origini.
Trump sara’ un buon presidente,e giuro che molti politici europei copieranno le sue gesta,cercheranno di esser duri come lui,il salvatore dai tempi bui.
I vari Le Pen,Salvini e company di turno,cercano nel loro piccolo di riportarci indietro a una questione dimenticata,forse,per il troppo buonismo odierno.
” Pensiamo prima a noi,poi a loro”…..
E’ il mantra che gira nelle orecchie di molti,colpiti dall’invasione dello straniero e dalla paura del terrorismo.
E’ inutile,questa e’ la verita’.
Si cerca in tutti i modi di essere cattivi,difendere a oltranza il territorio per poi dire che “la necessita’ dell’egoismo e’ data dalla ragione dei fatti…”.
Certo,ma poi che accadra’?
Saremo spazi vuoti,vivibili forse,ma razzisti,egoisti,idealisti esagerati o amanti dell’amarcord dei tempi passati.
Trump sara’ il primo a farlo su scala mondiale,sara’ il sasso che cadra’ nello stagno e smuovera’ un lago  che era immobile.
A ruota seguiranno gli altri.Il populismo vincera’ e anche il M5s si affianchera’ al qualunquismo degli slogan moderni.
Dite di no?Io credo di si.

NON SO….HO DEI DUBBI.

Non voglio essere un “leone da tastiera”,certo che no.
Non voglio essere un qualsiasi omuncolo che dietro al pc si fa grande e diviene sciacallo nelle tragedie nostrane.
Ricordo che stavo rannicchiato nel letto ad ascoltare una radiolina nell’ottanta,quando il terremoto spacco’ in due l’Italia e la Campania divenne cimitero per molte famiglie.
Ricordo le parole che mi rimasero nella mente”le colonne di automezzi militari si muovono per raggiungere le zone colpite”…
Le colonne,i mezzi,gli uomini.
Una emergenza grande,un paese che colpito nel suo dramma faticosamente cerco’ di mettere ordine,di ristabilire le priorita’ nel gran trambusto di quelle ore,per salvare vite umane.
Oggi lo stesso,con una differenza.
Ho ancora timore di non far parte di un paese pronto a gestirle le catastrofi,non ancora pronto a essere squadra per evitarle o,almeno,renderle meno catastofiche.
Non voglio essere lo sciacallo,credetemi.
Ma non ho ancora,da quel lontano 1980,la percezione di avere un paese pronto all’improvviso svegliarsi della natura,violenta e temibile,alla casualita’ che miete vittime e che poi,cerca la mano dei soccorritori.
Ho questo dubbio,oppure sensazione.
Forse anche perche’ dove vivo non esiste un piano di emergenza se dovesse scoppiare l’Ilva,oppure la Raffineria,oppure chissa’ che altro.
Ho nella mente i boati che spesso provengono dalla zona industriale,come gli odori e lo slopping dei fumi che causano la morte nei polmoni dei tarantini.
Non so,ma non ho ancora fiducia in questo paese che nel dramma cerca di darsi una parvenza da “paese pronto all’occasione”….

ASPETTO

Ho preso tempo,pausa dallo scrivere.
Se mi guardo attorno poco e’ cambiato,a parte la sconfitta di Renzi.
Il terrorismo avanza,l’Europa latita a essere coesa e priva di invidia tra gli stati che ne fanno parte,tutto come prima.
Allora di che scrivo?
Certe volte credo che bisognerebbe essere onesti con se stessi,ammettendo che non hai nulla da dire agli altri.
Bisognerebbe dire stop e ricaricarsi di “mondo”.
Ho avuto difficolta’ ultimamente a percepire la notizia,l’argomento da seguire e sviscerarlo dentro te stesso per poi discuterlo con la piattaforma.
La mia Canon e’ piu’ semplice,facile da soddisfare le mie aspettative quotidiane.
Mi lascia spazio alla mia voglia di cogliere l’attimo,la figura che voglio immortalare nei miei ricordi e non mi opprime nei tempi .
Devo dire che dove vivo la piattezza delle giornate e’ unica e solo la neve,ultimamente,ha creato l’illusione di qualche cosa di nuovo.
Aspetto quindi il mondo che mi sproni e mi dia la voglia di dire qualcosa a qualcuno,che non sia la solita notizia ma la certezza della novita’.

 

FERMATA DEL BUS SENZA RITORNO

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C’e’ differenza tra il ragazzo alla fermata del bus vicino casa mia e quello di Sesto San Giovanni.
Una differenza di ragionare,di interpretare un credo religioso senza cadere nell’inganno del qualunquismo vendicativo verso l’occidente.
Ve ne sono molti,troppi forse,che attendono un ruolo da questa Europa,una identita’ che hanno perso nella loro patria e che cercano vagando per citta’.
Berlino,Nizza sono macigni di dolore e rabbia che noi europei solo adesso riconduciamo a un errore di base,e cioe’ quello di non capire che siamo diversi da loro nella logica della liberta’ individuale e che,non accettandola,ci si va incontro a uno scontro ideologico e religioso che dobbiamo per forza di cose accettare.
Il famoso permissivismo,o buonismo senza se e senza ma,ha un limite.
Il limite e’ la restrizione della nostra liberta’ individuale che seppur rivendicandola quotidianamente continuando a vivere normalmente,ha subito uno scossone dai tempi di AL Qaeda.
Oggi Isis e’ timore e condanna verso un agire,un vivere tranquilli.
Seppur non ammettendolo francamente,siamo nella rete della paura figlia anche di logiche politiche sbagliate e di terrore esportato in terre lontane dalle nostre citta’.
La differenza culturale,religiosa e sociale e’ un prezzo che abbiamo assaporato ogni volta che siamo andati come turisti in queste terre e che solo oggi,andandole a modificarle con la forza e la violenza,ci rigettano addosso tutto l’odio verso le nostre scelte.
Un paradosso logico,che oggi con il terrore ci mette dinanzi a una scelta:essere vittime oppure cercare di difenderci con tutti i mezzi contro uma evidente voglia di cambiarci adesso a noi nelle nostre abitudini ?

ASOCIALI BUONI

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Che il Natale debba essere bello e buono non è  scritto da nessuna parte.
O meglio credo che sia più  semplice affermare che non lo é  ovunque.
Prendi la povera Syria,Aleppo e le atrocità  che la rete ci narra e gli appelli della popolazione che cadono nel vuoto.
Ma anche dove lo è bello, il Natale svanisce e si dissolve nella “non presenza”,e cioè  quella forma di morbosa malattia che ha colpito tutti noi.
Sarebbe l’allontanamento progressivo nel non socializzare e dimenticare appunto il Natale,sinonimo di luoghi comuni sulla fratellanza e amore reciproco.
Il tempo natalizio viene offuscato invece dall’egoismo che non è  quello del “non dare,regalare”,ma dello scomparire socialmente chiudendoci nelle viscere della rete che ci allontana da tutto questo.
Molti diranno invece che vi é  anche una fratellanza coesa nel web,una azione globale e  comune verso idealismi o “cose da salvare”,proteggere e condividere appunto.
Le questioni sociali,come le forme più  brutali verso l’essere umano,o i diritti calpestati quotidianamente verso chi sgobba dalla mattina alla sera,diventano forme di “azionebuona” ,presenza che  serpeggia nei social specialmente e che prende il posto di quella che invece dovrebbe essere fatta di persona.
Il Natale sulla tastiera spiazza l’azione,quella vera che viene a mancare e  che lascia il posto a un autocompiacimento che ci fa sembrare contenti e soddisfatti.
Il Natale 2.0 ,quello odierno falso e finto ma che fatto da milioni di persone sancisce il giusto,fa credere che sia la via o il modo migliore di fare.
Vedete la politica oggi. Ridotta per colpa dei social a teatro pubblico dove anche un mal di pancia diviene motivo di discussione e attacco politico.
Considerazioni,nulla più.

CRONACA DI UN SUICIDIO ANNUNCIATO.

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Ho atteso un po di tempo prima di scrivere alcune cosette sulla debacle renziana di domenica scorsa.
Prima considerazione:
e’ stato il voto contro Renzi,stop.
L’eta’ bassa dei contrari alla sua continuita’ politica’ ha fatto si che si esprimesse quella fascia di eta’ dei disoccupati,precari e anti lobby.
Sulla Costituzione conosciuta o no da essi,ho seri dubbi.
E’ vero anche che sui quesiti referendari le parole poco chiare hanno dettato legge,e’ vero pure il contrario e cioe’ la voglia di queste persone a riprendersi in mano tale costituzione e rileggerla nei punti salienti.
Si e’ bypassato questo e si e’ andati dritti al problema e cioe’ Renzi in persona.
Ha lui sbagliato dicendo che si sarebbe dimesso uscendone sconfitto e questo ha fatto si che ha compiuto su se stesso un suicidio annunciato.
Quale migliore occasione se non questa ?
Altra considerazione rivolta al PD.
Caro partito che fu dei lavoratori,cerca di essere piu’ sincero con te stesso.
Oggi non so se alla riunione della direzione centrale avrai il coraggio di cancellare Renzi oppure aggrapparti al carro dello sconfitto per sperare,dopo le elezioni,di sembrare il primo partito in Italia.
Cerca invece di essere sincero con la parte di italiani che ti vorrebbe meno vicino ai palazzi della poltrona e piu’ in mezzo alla gente.
Il campanello di Letta e la sua smorfia di disappunto accompagnata dal ribbrezzo  di sapere che,forse,si consegnava a un pseudo partito il futuro del paese,ha marchiato per sempre Renzi stesso e ha regalato spiragli di possibile vittoria a leghisti e 5 stelle.
Usciamo fuori da una domenica di autodemolizione personale e ci immergiamo nella solita nebbia nostrana dell’incertezza e dell’autocelebrazione di persone che si credono re sulla terra.