PRIME MOSSE AMBIENTALISTE A TARANTO:DAVIDE E GOLIA ATTO 1.

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gianlucaralla (c)

Seguendo i fatti romani,noto che si cerca di mettere nel pentolone dei cattivi anche i buoni.
No che la Raggi e il suo movimento mi entusiasmi molto,ma noto che il paese degli intrallazzi è  sempre pronto a farne uscire uno seppur con vicende non del tutto chiarite.
Capitolo Taranto e ambiente.
Ieri si è  avuta la prima candidatura ufficiale a sindaco di un ragazzo,Vincenzo Fornaro,colpito anche lui dalla mannaia del mostro di acciaio che gli fece abbattere capi interi di bestiame colpiti dalla diossina.
Con il movimento ambientalista “Taranto respira”,Vincenzo sarà  il Davide contro Golia e cercherà  di combattere ciò  che si è  distrutto,ciò  che  gli è  stato tolto e ciò  che abbiamo perso (i nostri cari per patologie legate all’inquinamento).
Seguiamolo e vediamo se Taranto sarà  pronta al riscatto e alla rinascita in nome della giustizia desiderata.
Da seguire ci sarà  anche il paladino ambientalista,Fabio Matacchiera,che dovrebbe far parte dei papabili a rivestire la figura del prossimo sindaco.
I partiti maggiori che fanno?
Per adesso tutto tace,ma ci attendono mesi di scontri e programmi che renderanno calda l’atmosfera attorno a noi tarantini.
L’Ilva è  avvisata,forse è  arrivata l’ora della giustizia per noi tutti.
A proposito a breve scatterà  la cassaintegrazione per 4000 operai,un altro segno del cedimento non solo strutturale dell’azienda degli ex Riva e company.

 

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LA RINASCITA DI VINCENZO

Oggi vi parlo di una storia di rivincita.
Vincenzo Fornaro ha una masseria a pochi passi dall’Ilva.
Un bel giorno ,dicembre 2008,la regione decreta l’abbattimento delle sue 600 pecore poiche’ sature di diossina.

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Panico,sconforto,disperazione.
Vincenzo e suo fratello ripartono,non abbandonano quella terra li e,anzi,la difendono a pugni chiusi dall’amaro destino.
Intanto l’Ilva avanza con il suo inquinamento,decreti di chiusura del gip Todisco abbattuti e resi inutili da quelli del governo “salva Ilva”.
Oggi Vincenzo ha piantato ,grazie all’idea dei ragazzi di “Cana Puglia”,piante di cannabis.
Il perche’ e’ dato dalle caratteristiche di esse che,con grande potenza,decontaminano i terreni inquinati.
Insomma Vincenzo riparte da questa pianta e non abbandona la sua masseria deturpata dai fumi del mostro che hanno portato via la madre e un suo rene.
Questo progetto a scala mondiale ha come apripista in Italia la citta’ di Taranto e si spera che possa essere di aiuto per altre zone  inquinate dai prodotti della lavorazione industriale.
Vincenzo ha appeso alla porta di casa anche delle campane,a ricordargli le sue pecore abbattute per colpa del progresso umano senza scrupoli.
Un esempio di una Taranto diversa,senza se e senza ma,senza scendere a patto con i poteri forti e,anzi,capace di rialzarsi e combattere un destino forse non del tutto segnato.

TARANTO CHIAMA STRASBURGO.

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gianlucaralla(c)

La Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo,ha accolto i ricorsi di 182 cittadini che accusano lo stato italiano di non averli difesi contro i veleni dell’Ilva.
Accuse fondate su dati medici connessi con le fonti inquinanti dello stabilimento che hanno causato morti e patologie in atto.
Strasburgo condannera’ uno stato,servo dell’idea della produzione senza sconti a nessuno,e rendera’ giustizia,in parte,a chi ha perso parenti e amici?
Una mossa che dovremmo fare tutti,poiche’ siamo vittime di una produzione che produce veleni quotidianamente e che lascia una scia di distruzione lenta ma inevitabile.
Diritti dell’uomo a vivere senza bombardamenti non di bombe ma di fonti inquinanti che attaccano noi tutti.
Un diritto che abbiamo,un diritto che nessuno deve ledere con o senza aiuti della politica.
Ma i famosi decreti salva Ilva,hanno dimostrato sempre che lo stato italiano non ha avuto rispetto per noi e,anzi,continua a chiudere occhi sulla incessante richiesta da parte dei cittadini a provare a costruire un futuro senza veleni.
Strasburgo adottera’ misure di sanzioni?
Sara’ un giudice imparziale,ligio al suo dovere e non guardera’ in faccia nessuno?
Mi auguro di si e anche auspico un monitoraggio esterno poiche’ di quello nostrano,e parlo degli organi predisposti a tutelarci,non mi fido piu’.
Taranto e Strasburgo,una linea dei diritti e un connubio in nome della dignita’ di chiamarci ancora cittadini del mondo e non pedine di scambi commerciali.

OLTRE LE NOTE CHE C’E’?

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Nulla o possibile lotta?
Niente oppure alleanze,in ambito ambientalista per intenderci.
Fatto sta che ieri il 1 Maggio tarantino svuotava sul palco cio’ che si accumula in un anno.
Idee,proposte,rabbia,ricordi e speranze.
I cantanti giurano fedelta’ alla causa del popolo spartano ma,chissa’ se ci dedicheranno almeno un brano in scaletta ai loro concerti.
E allora piu’ interessante il dibattito attorno a chi,nella propria dura esperienza quotidiana,ricorda i vari Arrigoni,Aldovandri e loro,i lottatori e organizzatori dell’evento,e cioe’ gli operai del Comitato Lavoratori Liberi Pensanti.
Operai che nella fabbrica vedono il loro futuro ma nella fabbrica vedono anche diritti negati e pericoli per chi non lavora dentro.
Eccoli a ricordarci che il diritto al lavoro non deve essere un ricatto occupazionale,che il lavoro e la salute hanno insieme una logica da rispettare e da difendere in tutti i modi,senza speculazioni sulla pelle dei cittadini.
Interessante il confronto con l’ex ministro dell’economia greca Varoufakis,il quale spera in una economia verde tra le maggiori citta’ europee senza ubbedienza e sudditanza all’Europa troppo filo tedesca e senza uguaglianze e diritti per tutti.
Una Taranto che a differenza di Roma ripropone il suo concerto senza sponsor e senza aiuti esterni di enti.
Un evento che sprigiona energia e che dovrebbe infondere fiducia a noi tutti.
L’energia di un popolo in una notte bastera’ per sprigionarla anche in altri modi per sovvertire un futuro delineato e succube lui,sic, dei decreti salva Ilva e dei fumi sempre piu’ presenti in citta’?
Saremo in grado di allearci tra noi,ecologisti,giovani leve politiche,movimenti,associazioni,liberi cittadini,tutti insomma per rivoluzionare un futuro,ricrearlo e lanciarlo verso nuove proposte senza cadere nell’unica certezza che oggi,purtroppo,questa citta’ ha e che si chiama acciaio ,marina militare e basta?
La musica ha rotto il silenzio della sera ieri,si e’ ballato,cantato e  sperato in quei volti sul palco che diffondevano forza e rabbia allo stesso tempo.
Hanno chiuso il concerto i Litfiba con una canzone,El Diabl0,che e’ l’emblema della maledizione nostrana,quella presenza che incute paura,incombe su tutti noi e con il suo respiro,i fumi,avvolge l’angelica speranza di ognuno di noi ad avere dignita’ e rispetto difesi per sentirsi esseri umani uguali agli altri,senza se e senza ma.

IO VOTO SI,POI ATTENDO E SPERO…VOI ANCHE?

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gianlucaralla(c)

Astenersi.  A s t e n e r s i
Ci dicono loro , i politici legati al business futuro che verra’ grazie al petrolio.
Certo,come si faranno gli scambi illeciti,i favori agli amici degli amici,magari anche amanti che poi,una volta scoperti,si ripudieranno e ciao,salut.
Astenersi,vero Naporsocapo,vero?
E perche’ poi,perche’ non dire,esprimersi e far parte di un diritto,democrazia  eh…., che deve essere sempre difeso ?
Perche’ allora non dire di andare a votare,poi tutti al mare,magari in riva allo Jonio dove le petroliere gia’ circolano e saranno molte di piu’ se dovesse vincere il NO.
Allora caro Renzi da Firenze,io ci andro’ a votare e,sappi,difendero’ un diritto(il voto appunto) , e una speranza.
La speranza del no alla mercificazione del territorio,quello strumento che alza pin nazionali,aumenta patologie nei territori dove si sviluppa e ingrassa meccanismi collusi da tempo dove,politica e imprenditorialita’,la fanno da padrona.
E allora fanculo cari miei , io votero’ un bel SI , marcato forte con la matita in cabina,quella cabina che non mi ha dato un governo scelto dal popolo e che invece,grazie a Merkel,zio Obama,lobby ecc…,ci rovina sempre piu’.
Almeno mi vendico facendo un mio dovere,il voto appunto,andando a dire che ,seppur manipolato da voi,sono e rimango una identita’ che sceglie da solo,che agisce da solo e spera,sempre fino alla fine,di non essere solo un domani a vedervi in silenzio ,muti, nelle vostre facce una volta aver perso.
Io voto SI, enjoy.

TRECENTO DENARI,A.D. 2016

TARAS

gianlucaralla(c)

Trivelle si,trivelle no,referendum del 17 Aprile.
Ma cio’ che mi preoccupa e’ Tempa Rossa,l’ennesimo regalo al governo Renzi da parte di Taranto.
Si l’ennesimo,dopo i vari decreti salva Ilva,le varie delibere sblocca zone sequestrate dalla magistratura(Todisco eroe dei due mari…) ecc..
Poi vado a documentarmi sul sito della Total e trovo questo:http://www.it.total.com/it/pagine/attivita/tempa-rossa-taranto-obiettivo-lavori
Trecento posti in piu’,novanta navi in piu’,ricadute sul territorio positive,ecc…
Svenduto,riviolentato,manvrato e non rispettato.
Questo sara’ l’ennesimo regalo del governo a noi tarantini?
Non bastano i fumi dell’Ilva e i suoi morti,o volete un mare nero,una petroliera che sversa in mare veleni o una nuova Moby Prince?
Cazzo avete gli occhi signori,cazzo avete un minimo di buon senso per capire che questo territorio e’ saturo di veleni,ripeto VELENI,avete letto meglio?
Le curve esponenziali in crescita delle malattie respiratorie,i dati dell’aria piena di idrocarburi,il mare che e’ stato contaminato dagli scarichi industriali,e ancora,ancora.
Voi volete darci trecento posti di lavoro in cambio della morte futura che verra’?
FANCULO.

COME IL GUERRIERO GRECO

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(Guerriero caduto, Tempio di Aphaia, Egina -gliptoteca di Monaco)

Leggo attualmente un libro che parla della nascita dell’Ilva a Taranto,del suo percorso politico e della sconvolgente svolta sociale che tale mostro produsse sul nostro territorio.Colombo,area DC, volle fortemente questo insediamento e allora,l’egemonia politica era della balena bianca e in parte del PC.
I contadini dell’area che poi diventera’ Tamburi,furono sorpresi dall’avanzare dei mezzi meccanici che,come killer,devastavano tutto cio’ che era stato creato e messo li da secoli .
Un cambiamento radicale,una cultura innovativa(industria)che prendeva il posto di quella arcaica contadina.
L’Ilva nasceva,e cambiava gli usi e costumi di una citta’ che fino a prima era a carattere contadino e pescatore.
Il centro siderurgico spalanco’ le porte alle braccia della terra e porto’ reddito alto e benessere.
Oggi ripenso a quei momenti,alla logica del costruire per azzerare il passato e rendere,l’Italia,il primo paese europeo come produttivita’ dell’acciaio.
La cronaca ci dira’ che la scelta dell’azzeramento del passato per il nuovo,fu sbagliata e ci confermera’ oggi con i dati alla mano sulla diossina che,purtroppo,e’ troppo tardi per cambiare e ricominciare a riviverla questa terra jonica.
Riviverla come i nostri antenati,nelle campagne,nel mare limpido che era bacino di lavoro e raccolti preziosi,dei tramonti limpidi e del sole che moriva dietro i monti calabresi senza macchiarsi di veleni.
Oggi la storia ci dice che la diossina dei Tamburi e’ piu’ alta della diossina della terra dei veleni,ci dice che l’ASL  ha confermato il numero di patologie in aumento e che il territorio e’ pieno di bugiardi.
I bugiardi politici,quelli che hanno nascosto dati e rischi a tutti,i bugiardi che hanno riso sui morti della fabbrica e su quelli fuori.
La storia ci dice che oggi,molti vorrebbero chiuderla e chiudendola aprire agli operai stessi una speranza di ricoloccazione della forza lavoro che ha pagato e paga scelte sbagliate.
Taranto e’ morta quando l’Ilva ha superato il punto di non ritorno,e cioe’ quello del non controllo dei fumi,delle emissioni nocive notturne e dei decreti salva Ilva che hanno permesso di fare i comodi loro a Governo e padroncini .
Oggi serve una presa di posizione netta,immediata sul futuro della citta’,che deve fare i conti con una demografica perdita in rialzo,una chiusura di negozi nella zona centrale della citta’ stessa e un tasso di delinquenza figlia del lavoro che manca e dello stato non stato presente.
Allora,sorge una domanda:conviene restare qui oppure scappare lontano per salvarsi l’anima da tutto cio’ che ruota attorno a questo?
Conviene scappare,spezzare il cordone ombellicare con una citta’ che non ha carismatici leader politici e uomini di polso,pronti a scendere in piazza e rischiare la propria immagine con scelte a favore di una popolazione allo sbando e senza futuro?
La domanda molti se la pongono,e io stesso seppur in una fascia media e tranquilla grazie a un lavoro,non posso tirarmi indietro nel dire che forse era meglio nascere altrove,lontano da una realta’ che era la capitale della Magna Grecia e che oggi,e penso alle colonne doriche di Taranto Vecchia con l’antico tempio di Poseidone,muore come il vecchio guerriero greco che, con la spada in mano e la mano sulla ferita, alza gli occhi al cielo e grida,grida forte l’aiuto a un Dio suo,che lo salvi e lo porti lontano dal baratro in cui si trova ora.

GLI SCUGNIZZI DI TARANTO.

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gianlucaralla(c)
Immagina Taranto come un imbuto,e poi la parte vecchia idem.
Fai combaciare le loro parti finali ed ecco la parte nuova e vecchia collegate da un ponte.
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Mettici la particolarita’ di avere due mari,il mar Grande e il mar Piccolo,e poi chiudi gli occhi.
Li chiudo anche io,seppur conoscendo a menadito il tutto,fotografato e raccontato spesso.
Poi loro i ragazzi della CITTA’ VECCHIA, o Tard’ Vecchie.
Mi domandavo una cosa,banale forse.
Hanno piu’ diritto loro a essere tutelati dai fumi dell’Ilva,loro che aprono le finestre e respirano diossina stando a pochi passi dal piu’ grande centro siderurgico  europeo?
Ma anche i bimbi del quartiere Tamburi,con i tumori infantili in progressione crescente e con il ferro sui balconi e le lenzuola che le madri,eroiche,rimboccano la sera a loro stessi?
E noi,si quelli che chiamano i signori,noi che abitiamo al di qua’ della linea di confine dove siamo piu’ lontano dall’industria mostro,noi appunto siamo fortunati nella sfortuna o dobbiamo cedere a loro,gli scugnizzi di Tard,il passo verso la salvezza?
Ma poi il diritto di tutti alla salute,quel diritto negato dalle risate di Vendola e ARCHINA’ sui morti non e’ di tutti?
Penso a loro,quando al tramonto il sole tramonta dietro al Castello Aragonese e va via,azzerando una ennesima giornata lavorativa ma anche di lutto,per la dipartita di un uomo o donna o bambino(sic)andato via,ancora per mano di un compromesso fatto anni fa.
Taranto e’ stupenda geograficamente parlando,ha i suoi mali,quelli tipici del tempo ma io,che ci vivo quotidianamente,aspetto,spesso,il cambiamento .
E come faccio da tempo,attendendo mio figlio dall’uscita scolastica,mi fermo sul lungomare a vedere uno scorcio che amo e che difendero’ fin quando potro’.
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gianlucaralla(c)
Sulla sinistra la discesa Vasto,Tard Vecchie,poi sulla destra l’area industriale e i suoi fumi e,in mezzo,il mare,nostro che grida anche lui rispetto.
Quel mare dove i veleni scaricati hanno ucciso floro marina e l’antico mestiere del pescatore,orgoglio messo a morire dall’acciaio capitalista.
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gianlucaralla(c)
Cosi’ passa un’altra giornata,passa con i bimbi nei vicoli a rincorrersi e gioire nonostante abbiamo la tosse in gola e la voglia di ridere ancora.
Loro uniti con quelli della parte nuova,uniti a vivere nonostante il peso della scelta che fu e che ha ammazzato una citta’ che merita altro.

MUSICA E LOTTE FOREVER.

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Il primo Maggio a Taranto si fa un concerto,  uno che dovrebbe aprire i cuori alla gente sul problema dell’inquinamento. link http://www.liberiepensanti.it/unomaggiotaranto.html
Ma non voglio dire la mia su questo problema,di  cui mi sono occupato spesso sul mio blog.
Volevo parlare del fatto  che mi colpisce negli eventi,e  cioè  la presenza del vip e la sua full immersion nella tematica dell’evento stesso.
Tempo fa mi capitò  di vedere alla tv un uomo,Roger Waters,che  spiegava la sua causa anti israeliana e i motivi connessi a questo.
Paragono’ i palestinesi come vittime di un genocidio,associandolo a quello nazista verso gli ebrei.
Una visione reale,di sicuro sincera, dettata da anni di soprusi  nei territori palestinesi e dove lui,Waters,ripercorrendone la storia, denunciava il silenzio del mondo verso questo tema.
Ritornando al concerto nostrano,ebbene la presa di posizione di chi verrà  a cantare sul palco, come Litfiba e altri,deve seguire nel tempo ed essere una battaglia continua da percorrere  assieme a noi cittadini.
Se  ciò  non dovesse accadere,credo che sarebbe giusto ammettere il fallimento della protesta in musica stessa,poiche’ risulterebbe solo post pro cd in uscita e basta.
Waters dimostra  che le cause giuste per cui si lotta possono nascere anche senza ricerca della notorietà  e,anzi,a un certo momento della propria vita  concretizzarsi in un discorso di” pace con se stessi “quasi.
“Non ho nulla da chiedere più, sono famoso e ricco ma lotto per i bimbi uccisi a Gaza”.
Ecco vorrei sentire parole così  sul palco di Taranto,parole senza utopia e qualunquismo
Spogliarsi dell’etichetta di eroe della musica che sono e rinascere,nel problema per cui canto,per me stesso in primis e poi per gli altri.
Penso a Jhon Lennon, alla lotta fatta in america e la guerra  inutile che denunciò  a tutti.
Il primo maggio solo eroi,no venditori di fumo please.

 

 

AH AH AH….

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Vedete questo filmato su youtube a questo link .https://www.youtube.com/watch?v=Pk69WwJSrCc
Si ride dei fumi che escono dall’Ilva e si gioisce per essi,come fossero purificatori dei peccati della nostra comunita’.
Si ride sapendo che si e’compartecipi di una morte anche di essi stessi,gli operai,oramai schiavi di una nuvola che annebbia il ragionamento e che ti fa pensare che,purtroppo,lo fai perche’ vittima di un sistema che sacrifica persone per non sentirsi ai margini sociali.
Ride,lui l’operaio che nei fumi vede il primato dell’inquinamento quotidiano e che nei fumi e’ re,tra i fumi stessi,di un impero che ha mietuto vittime negli anni.
Puo’ essere uno scontro di classe,fatta da borghesia pro chiusura e ceto medio che salva la giornata ?
Puo’ essere l’inizio di una sfida che ha due attori,erudito uno e inconsapevole per ignoranza l’altro,e che finira’ come al solito per scelti gestionali politiche?
Prima cosa non credo all’operaio ignorante,grezzo e rozzo.
Il livello da anni e’ salito e oggi l’operaio diplomato sa e si documenta del suo lavoro e dei rischi connessi.
Sa anche della problematica ambientale,delle norme europee che infrangono limiti salva vita,ma rimane li, fermo a dire si “obbedisco”.
Le risate ignobili di alcuni,nel momento della fumata velenosa,la gioia di sversare nell’aria dolore e morte,si e’ sconfitta ma resta il fatto che oggi lo scontro sociale non e’ il problema principale.
Oggi la questione rimane concentrata su cio’ che allo stato l’Ilva regala,con fatturati pro pil e altro.
La questione e’ che lo stato,credo,scegliendo la morte di questa citta’ per mano dei fumi,non chiudendo la fabbrica,non vuole creare una vera questione sociale,una rivolta che sarebbe insopportabile da gestire.
Quindi l’agonia va e con essa il fumo  e le risate di alcuni.