LA RESISTENZA OGGI:LA FACCIAMO ANCHE NOI,SEMPRE.

Cosa vuol dire resistenza oggi?

Quale nemico da cacciare e quale futuro aspettarsi dopo?

Partiamo dal primo punto,e cioe’ il termine resistenza oggi.

Ebbene tralasciando lo storico momento in cui l’Italia combatte’  contro il nazismo,lo caccio’ grazie agli alleati e ai partigiani,andando poi a scegliere tra monarchia e repubblica,questo termine a livello politico rimane un elemento centrale nel dibattito italiano ancora oggi.

Da una parte lo spettro del fascismo ancora vivo e pericoloso,pronto a rinascere sempre e occupare spazi vuoti lasciati dalla politica attuale incoerente e discontinua.

Dall’altra resistenza democratica verso tutto cio’ che e’ liberta’,privazione del diritto di essere,pensare e agire.

La resistenza,seppur non messa in atto con la forza,la guerriglia citta’ per citta’,oggi la si pone come concetto stesso di difesa del debole,della democrazia che spesso non e’ uguale per tutti e,purtroppo,verso istituzioni anche religiose non proprio ligie alle regole.

Evocare il termine resistere verso qualcosa credo che al tempo d’oggi sia quotidiana virtu’,messa in atto da tutti e verso nemici piu’ ampi del fascismo stesso.

Se il diritto alla legalita’ sconfina nell’opposto,cioe’ illegalita’,se la propria idea di essere,penso ai gay ,e’ fastidiosa per alcuni allora resistere oggi serve.

Usare il senso civico contro chi non lo usa affatto,tipo chi con i cani sporca i marciapiedi ad esempio,e’ resistenza.

Anche la politica stessa va combattuta poiché molte volte agisce contro i diritti,contro le speranze della popolazione di essere degnamente rappresentati da chi siede ai banchi del Parlamento o Senato.

Scindo quindi il concetto storico legato al termine resistenza  e lo ampio in piu’vaste vedute quotidiane,tipico di chi osserva la quotidianita’.

Anche in quarantena dire resistenza rimanendo a casa e’ uno sbaglio poiché la resistenza va contro chi ti vuol male,ti domina,sbaglia verso le regole e i diritti.

Resistere a casa,salvandosi dal virus non e’ resistenza,ma azione logica dettata da informazioni mediche a proprio vantaggio,nonostante gli errori di informazione fatte dal governo all’inizio della pandemia in Italia…

Il futuro  non e’ chiaro,o speranzoso,come lo fu’ nel periodo partigiano.

Forse qui e’ da inquadrare un arco temporale piu’ lungo,dettato dal dna di un paese,dal suo senso civico a capire e cambiare in meglio,e dalla volontà politica di accompagnare un popolo verso un diritto ad avere  diritti giusti e uguali per tutti.

 

COV19,I FUMI DEI CAMINI E LA BUGIA DEL GOVERNO.

Arcelormittal vince il ricorso al tar e potra’ continuare a produrre acciaio a Taranto.

In barba al diritto alla salute,l’azienda indiana non trova opposizione dalla legge e noi tarantini continueremo a sentire l’odore della cocheria e a vedere i fumi dei camini.

La storia del cov19 ridisegna un quadro politico anomalo,gestito in emergenza certo ma molto approssimativo.

Il povero Conte si e’ trovato,ma ormai da tempo,in mezzo a un vortice negativo dove risicare numeri per andare avanti e’ all’ordine del giorno.

La storia della questione Ilva prima e Arcelormittal dopo,e’ il frutto di quello che vediamo oggi.

Un filo decisionale povero di fermezza e molto vago nelle azioni.

Il m5s che ci promise la chiusura dell’Ilva anni fa,oggi si ritrova senza  piu’ seguaci in citta’ e molto odiato per questa repentina fuga dalle promesse.

Non mi sorprende affatto il dibattito sull’emergenza coronavirus poco chiaro anche nelle informazioni tecniche da parte degli esperti,prima superficiali a diagnosticare una vera emergenza e,oggi,pieni di date di apertura delle regioni che sa di rischio alto.

Sulla chiusura delle fonti inquinanti a Taranto non ci ho mai creduto e solo la coscienza dei cittadini esausti da anni e anni di lotta ambientale,mi porta ancora a seguire la vicenda con continuita’.

La storia continua e mi aspetto altre delusioni politiche in questo periodo di quarantena….

 

 

TERRA TI VORREI DIFENDERE MA QUI DA ME NON SI PUO’…

Oggi e’ la giornata mondiale della terra,l’EARTH  DAY appunto.

Una giornata ambientalista,fatta  di promesse e premesse,illusioni e certezze dettate dai numeri.

Una giornata utile,o forse no,visto che in alcune realta’ il termine salvaguadia dell’ambiente non esiste.

A Taranto non esiste,e da molti anni.

Quando si decise di costruire il mostro,l’Ilva,e sancire la chiusura delle illusione e dei diritti al popolo tarantino ,cesso’ la speranza.

Ci condanno’ la volontà,allora,di credere che il benessere economico e produttivo di una nazione,andasse pari pari assieme a quello di una citta’,Taranto appunto.

La diossina era parola sconosciuta e quando la domenica si andava al circolo Vaccarella a gustarsi partite di tennis e caffe’ al bar,tutto era bello e spensierato.

La giornata della terra e’ quella del rispetto ad essa,della volonta’ di non farle male e,anzi,proteggerla da fattori esterni ed inquinanti.

Qui non si puo’ in riva allo Jonio,no!

Quando avrebbero potuto fermare le zone produttive del colosso siderurgico perché inquinavano l’ambiente e uccidevano i polmoni di noi tutti cittadini,il governo nonostante una presa ufficiale della magistratura con il gip Patrizia Todisco,disse no.

Si doveva continuare,in barba alla terra,a noi tutti.

L’ambientalismo locale e’ sceso in piazza,si e’ sforzato di denunciare e fotografare i fumi del camino E312,ma nulla e’ servito.

Cosa posso fare io mia terra,cosa possiamo fare per fermare il fumo che ti avvelena?

La Earth Day forse varra’ per alcuni,non per tutti.

Oggi e’ il giorno della sconfitta,dell’ennesima presa d’atto di uno sforzo inutile,di una fine della zona di diritto che sconfina nella violenza politica che sancisce dove puoi vivere e dove no.

I dati epidemiologici di Taranto inerenti il cov 19 se oggi sono bassi e fanno ben sperare,visti nell’ottica di quelli di patologie pneumologiche e di malati di mesioteloma fanno paura.

Il tumore infantile e’ altissimo e le polveri sottili assieme alla diossina sono all’ordine del giorno.

Cara mia terra ti avrei voluto aiutare,ma qui a Taranto non si puo’,e’ vietato!!

FELTRI,IL MES E TRUMP CHE SPESSO CI AZZECCA….

Che Feltri dica che il sud lavori poco e il nord di piu’,che la lega dica che il MES e’ cosa ingiusta, che Burioni  oggi sia cambiato rispetto a due mesi fa,e’ cosa che tutti hanno letto.

E appunto perche’ e’ alla luce di tutti,diventa un mantra ripetitivo che invoglia a piccole considerazioni.

Su Feltri,che ho pure seguito negli anni e che mi e’ stato anche simpatico,noto la caduta di stile alcune volte,quella esasperata voglia di apparire grazie alle boutade quotidiana.

Faccio davvero fatica ad avere un faro nella nebbia oggi,un giornalista che mi dia garanzie di verita’ e salti quel cattivo costume che vige oggi di farsi notare per aggressivita’.

L’altra sera notavo su  la7 l’antagonismo  crudele tra Telese e Sallusti,una forma di invidia per l’altro che sfociava in battute al vetriolo che facevano spazientire il conduttore in studio e forse anche noi.

Insomma non mi meraviglia piu’ lo sguardo feroce di Ferrara e il vociare in diretta parole scurrili in faccia al nemico di turno,ma  mi meraviglio dell’etica professionale che si infrange dietro alle cineprese per apparire nell’era della condivisione mediatica via internet specialmente.

Il vero uomo,il giornalista serio,pacato,educato.Il faro da seguire appunto.

Sulla questione MES, da neofita di economia credo che se i soldi venissero usati per l’emergenza sanitaria legata al cov19 senza obblighi enormi da pagarecome  dazio all’Europa poi,non sarebbe  male.

Diverso sarebbe il discorso se uno stato ricco tipo Germania andasse in difficolta’ e chiedesse anche lei aiuti economici non potendo piu’ elargire propri suoi fondi alla causa comune.

Si riverserebbero sui paesi piccoli quest’ultimi e potrebbero creare perdite economiche alte.

Insomma tutto da vedere il 23 aprile con il consiglio europeo.

Concludo con il tasto virologi.

Ho ascoltato molto,seguito,approfondito e devo dire che l’ultimo video del premio nobel Luc Montagnier mi ha dato la sensazione che sotto sotto ci sia la mano umana,atta a destabilizzare un cammino naturale del virus corona.

Se cio’ fosse confermato,avremmo davanti a noi scenari tragici.

Pensate a un’accusa alla Cina,ad esempio,da parte della comunita’ scientifica o ancor peggio una prova contro uno stato che meditava di colpire un altro per vendetta.

Trump esagera a volte,altre ci azzecca spesso….

NON DATE I NUMERI ORA,IL COV19 E’ CRUDELE.

L’Osservatorio nazionale della salute,dirama l’elenco delle regioni italiane che ,a contagio zero,potranno ripartire.

Io il 7 di maggio,sempre se qualche sciagurato rinneschi un nuovo focolaio booommmm addio liberta’ vigilata.

Avrei voluto in questo momento vivere chesso’ in un paese comunista (CINA NO SIC..),si con la C maiuscola,dove il tg e’ scritto dal capo del partito,dove parla uno speacker in tv che sembra un robot,dove il comunicato pandemico e’ quello senza se e senza ma,dove tutti credono solo a una fonte,dove tutti non fanno troppe domande scomode.

Invece da me,in Italia,dall’inizio della pandemia da cov19,abbiamo sentito medici chiacchieroni e untori di false speranze,politici immuni ma poi colpiti anche loro,governatori egocentrici e figli della piu’ grande smania di apparire,dopo smontati inesorabilmente dai dati in rialzo e dalle sbagliate amministrazioni locali.

Abbiamo sentito diversi dottori,esperti,incoraggiarci a non credere al pericolo e,anzi,riderci sopra poiche’ i numeri della passata stagione erano ben altri….

Oggi il comunicato,la liberta’ ad un passo da noi,il ripristino delle attivita’ grazie all’azzeramento del contagio.

PAZZI.

Ma si,diamo i numeri,le date,diamo illusioni e invogliamo a prepararci alla domenica al mare tutti quanti in nome di quelle negate prima.

Auspico che cio’ avvenga,certo,ma vorrei prudenza,calma,senso del polso dell’italiano esaurito chiuso in casa e facile a ottimismi psichici.

La politica deve spalmare con attenzione il periodo della fase 2,deve rilasciare ottimismo ma anche attenzioni.

Il cov 19 e’ subdolo,stronzo,cattivo e audace.

Dare numeri oggi e’ sbagliato,accresce voglie e azioni che potrebbero anche creare un ritorno al passato.

E’ giusto individuare una fuga dall’incubo,una  luce in fondo al tunnel ma questo virus e’ nuovo,sconosciuto.

Quando dicevano che morivano i vecchi sbagliavano.

Quando dicevano che era una banale influenza sbagliavano.

Quando la Lombardia mandava i malati cov in albergo,sbagliava.

Errori,molti commessi.

Ma i numeri certi,o quasi certi a seconda della gestione regionale del lockdown,non dateli ora per carita’….

NON HO VISTO NULLA DI SPECIALE NELLE MORTI DA COV19…..DICONO

HO LETTO L’ARTICOLO  sul  IL SOLE 24ORE che vi linko.

https://www.ilsole24ore.com/art/siamo-l-unico-paese-mondo-che-sta-distruggendo-sua-economia-e-sua-cultura-causa-virus-ADemZwK

Cita numeri,statistiche,paragoni tra periodi passati inerenti il numero di decessi avuti in questi giorni causa cov19.

Una buona parte di questo disastro economico è autoinflitto perché l’Italia è il paese che ha adottato il “modello Wuhan” di chiusura totale (“total lockdown”), prima e più di qualunque altro, tanto è vero che oggi si parla di “lockdown” all’italiana.”

Disastro autoinflitto capite.Cioe’ siam stati coglioni a chiudere per previnire una espansione del virus,a proteggerci dentro le nostre case e,rinunciando anche a malincuore,ad andare a trovare i nostri anziani genitori con piu’ regolarita’ o perfino mai.

Poi continua cosi’ :

Nessuno sa con esattezza quale fosse il numero di morti in Wuhan che aveva indotto il governo cinese a questa politica. Ci sono molti report che stimano 10 o anche 50 volte più decessi in quella zona e anche in Cina di quelli ufficiali. Nel resto dell’Asia lo si è evitato e anche in Australia ad esempio. Durante queste vacanze pasquali si potevano vedere folle in spiaggia o in viaggio o nei parchi divertimento in tutta l’Asia mentre da noi si inseguivano a uno a uno con droni chi usciva di casa“.

 

Appunto perché il numero dei morti in Cina non era reale,questo lo si sapeva dal principio, e dato che siamo stati il secondo paese al mondo a vedere i malati da coronavirus salire,bisognava cari autori dell’articolo,inseguire,punire,catturare e sanzionare chi ometteva le regole da rispettare.Anche la tecnologia,quella dei droni,andava usata…eccome.

Poi scrivono:

Nessuno ovviamente nega che in Lombardia, a Piacenza, in diverse province del Veneto e in Piemonte o persino a Genova si verifichi un picco drammatico di decessi rispetto agli anni precedenti, ma quando parliamo della mortalità complessiva nel nostro paese, le cause dei decessi sono diverse, le province afflitte dai casi di Covid hanno un 20% della popolazione e questo inverno, come hanno notato diversi report (ad es di Bloomberg il 6 aprile) c’erano meno morti del solito.

Il paragone numerico potrebbe reggere anche ma cari miei l’affluenza enorme negli ospedali,le serie di patologie correlate al virus e i posti letto in terapia intensiva mai avuta prima,vi dovrebbe far capire che era qualcosa di diverso,drammatico nello sfilare delle bare a Bergamo…

Concludo con il dramma vero per questi due autori e cioe’:

Dal punto di vista dell’economia italiana c’è una distruzione di reddito enorme

Vero,giusto. Ma dire che tutto era statisticamente uguale a un anno precedente,che si moriva oggi come allora,che gli ospedali non hanno subito emergenze e ,anzi,hanno lavorato come un anno fa e’ castroneria…scusatemi.

A voi il giudizio,il mio lo sapete gia’.

Questo quello del cdr  del sole24ore

“–COMUNICATO SINDACALE
Il comitato di redazione dei giornalisti del Sole 24 Ore prende con fermezza le distanze dai contenuti di questo intervento.
Ogni forma di censura, anche delle opinioni più distanti, è lontana da noi: per questo non abbiamo chiesto che il contenuto fosse cancellato.
La nostra testata si è, però, distinta negli anni per la qualità degli interventi che ogni giorno ospita.
Troviamo, allora, sorprendente che un tema così delicato e triste come la morte di migliaia di italiani in queste settimane venga trattato sulla base di analisi che pochissimo hanno di scientifico.
Nell’intervento lo leggiamo, testualmente, che “non è la mortalità eccessiva a livello nazionale che giustifica il blocco prolungato dei diritti e della vita degli italiani”.
Sono parole che preferiamo non commentare in giornate nelle quali, purtroppo, i morti a causa del Covid-19 si contano nell’ordine di centinaia ogni giorno.
Chiediamo, allora, alla direzione del Sole 24 Ore massima attenzione nella selezione dei contenuti che la testata ospita. Ci pare che stavolta ce ne sia stata molto poca.
Questi commenti, come recita la nota in testa al pezzo, “non impegnano la linea editoriale del giornale”. Aggiungiamo che lasciano sgomenti i giornalisti del Sole 24 ore.
Continueremo a vigilare affinché il lavoro della redazione non venga danneggiato da scelte discutibili. ”
Il Cdr

 

IL MIRACOLO ZAIA,DEL NORD MA POI…

L’idea che il Veneto e la Lombardia vogliano uscire dal lockdown presto mi fa pensare alla visione di un film horror con suspence finale.

La volonta’ di ripristinare la vita di una regione e il suo commercio florido subito a me desta perplessità.

Il link qui sotto oggi visionato da me,mi induce ad alcune perplessita’.

https://statistichecoronavirus.it/confronto-regioni/veneto/lazio/

Le misure adottate in Veneto saranno state pure meticolose,certo,ma i dati dicono il contrario.

Seppur il Lazio abbia piu’ abitanti,le linee del grafico indurrebbero Zaia ad attendere ancora un poco e,magari,aspettare il calo dei contagiati e dei morti.

Questa battaglia contro il coronavirus,ha messo in luce le bugie della regione Lombardia,lo scaricabarile di Fontana circa la vicenda del Pio Albergo Trivulzio e la corsa a chi per primo rimette in marcia la clausura dei cittadini della regione propria.

E ricordandoci del rosario di Salvini,della spallata al governo 5s e di altre diavolerie giornaliere,e’ presto detto che dalle parti del nord spesso si esageri a smania di protagonismo.

In realta’ se questo dovesse essere smentito,allora Zaia potrebbe ambire a trascinare l’Italia governandola e,forse,farla divenire regina in Europa…..

L’IDEALISTA AL TEMPO DEL COV19

L’idealista e’ sempre poco pratico.

Magari sconfina nell’ottimismo,ma poi si perde dietro gli eventi insormontabili o annose questioni burocratiche.

Quando da ragazzino sventolavo la bandiera bianca immacolata che aveva il significato di niente fazioni politiche,niente concetti indotti da teoremi partitici o in segno di liberta’ dalle costrizioni di massa,seguivo la logica del vedere tutto positivamente e,anzi,mi infuriavo con chi non lo facesse.

Al tempo del Live Aid di Gendolf e company,carpivo le motivazioni della musica,delle star e in loro mi rifugiavo sognando che potessero veramente salvare il mondo e la fame.

Sbagliavo…

 

L’idealista al tempo del coronavirus lo ritrovo nei balconi con le bandiere e la musica sparata a palle,con i cori da stadio e i brindisi a distanza,con gli hastag lanciati in rete e le dirette via social piene di speranza e belle parole.

Quando lessi di Bergamo,dei loro morti e delle bare portate via dall’esercito in un macabro rito in coda dei camion,capii che gli idealisti del cov19 aveva perso e,anche,fatta una brutta e ignobile figura.

I numeri di quei giorni,ma specialmente il dolore della Lombardia e dei cari senza un saluto,l’ultimo da parte dei figli,aveva scoperchiato un enorme masso messo dinanzi alla superficialita’ di molti,di quelli che pensavano che con le loro tribali apparizioni nei balconi,potessero scacciare via il virus.

L’idealista perde oggi,piu’ che mai anche dinanzi alle tristi storie di negligenza delle case di riposo,delle false notizie messe in giro per tenerci buoni.

La crudelta’ della certezza data dai medici,ma aggiungo dagli infermieri e il loro volto sfatto dalla stanchezza e dalle piaghe causate dalle ore  e ore di pressione delle mascherine sui loro volti sono la risposta alla nullita’ della speranza di uscirne fuori con canti e cori inutili.

Si e’ detto che si facevano per resistere alla noia,allo scandire delle ore lente che annoiavano noi tutti e che ci deprimevano dentro le quattro mura che erano prigione e non sicurezza per molti.  Sbagliavano,perche’ eravamo fortunati a stare vivi in quattro mura   appunto!

L’idealista senza logica vaga ancora in rete e cerca spiegazioni nelle fake news,aggrappandosi alle speranze che tutto sia cosi’ facile da risolvere e difficile da non fare.

La realta’ che ci dice la vera stampa,lo scoop dei giornalisti di provincia che per primi contarono i morti e che per primi ebbero i dubbi sulla malata sanita’ nostra,sono i veri eroi da seguire,quelli che dovevano mettere a tacere le esuberanze infantili di molti e far capire,a loro,la drammaticita’ del momento.

E invece vince il numero alto  dell’ottimismo  che regna sovrana in noi.

Basti pensare a cio’ che si e’ visto a Palermo,sui tetti,o nei litorali presi di mira da alcuni in tempo di restrizioni della liberta’ .

L’idealista oggi mi fa pensare a un immaturo,che scavalca i problemi e si lascia coinvolgere da una positiva sensazione di vittoria senza morti sull’asfalto….

QUESTO TEMPO CI DICE ANCHE CHE…

Vedendo alcuni video in rete di animali in citta’ che vagano tranquilli senza persone che possano cacciarli,mi fa pensare a  come oggi le grandi questioni tipo ambiente,diritti umani,immigrazione scompaiano davanti a noi e non siano piu’ temi di dibattiti nelle televisioni.

Ho fatto l’esempio degli animali in libera circolazione poiché essi rappresentano un tema che mi sta  a cuore,e cioe’ quello della libera azione senza vincoli pregressi.

La tematica legata al giudizio storico,sociale oggi e’ figlia dei pregiudizi,della misera guerra dei numeri economici e del potere politico egoista.

L’ambiente cosi’ di moda negli anni 80 e oggi sconfitto da leggi non applicate e messe in atto a tutela dei cittadini,scompare.

I diritti umani difesi da comuni cittadini,enti,politici,cantanti e altro,oggi sono taciuti per poca volonta’ di azione forte verso chi li procura.

Pensare ai lager libici a pochi chilometri da noi e non poter far nulla perché imbavagliati da leggi territoriali che non puoi sconfiggere,ne e’ un esempio.

L’animale che si riprende gli spazi,va oltre la regola cattiva umana dell’allontanamento,della non integrazione seppur vigilata ma non applicabile in tempi normali.

Svuotare i pregiudizi nostri,causa cov19,e rimettere in moto nuove leggi e’ come riscoprirsi vergini di nuovo.

Una nuova era del mondo,un cammino diverso alla fine della pandemia molti auspicano.

L’animale ora libero di circolare,andra’ via quando ritorneremo e si rituffera’ nel solito rutinario epilogo gia’ segnato, di succube della nostra ipocrisia.

Ecco il cov 19 non ci cambiera’,anzi rimarchera’ un fattore insito in noi che, adesso perché prigionieri della nostra liberta’ ,ritornera’ rimettendoci a capo di un mondo fatto di egoismo e prevaricazione.

Le tematiche importanti,senza vincoli ideologici che spesso rasentano fattori non applicabili e piu’ utopia,oggi sono messe al bando,sconfitti dal virus invisibile.

Eppure sono temi cruciali che se si scrollassero di dosso quell’istinto nostrano di essere giudici senza muovere un dito forse,sarebbe una vittoria da cantare e scrivere nei libri con o senza cov19.

 

 

L’11 SETTEMBRE E IL COV19

L’11 settembre 2001 il mondo intero cambio’.

Pur non avendo avuto un attacco simultaneo,cambio’.

Ci sentimmo tutti america,piccoli e indifesi dinanzi al nemico violento che, come i kamikaze giapponesi,aveva ucciso la liberta’ di ognuno di noi.

Le torri gemelle caddero e assieme a loro quell’idea di invincibili che ognuno aveva dentro di se,specialmente gli  americani grazie al loro background militare super .

Oggi il nemico e’ ancora piu’ cattivo,causa lo stesso numero di vittime dell’attacco alle torri  e piu’ in un giorno e ci limita la nostra liberta’.

La lezione dell’undici settembre ci disse che la forza militare avrebbe convinto il nemico di turno a scappare e fuggire dalle nostre quotidiane azioni.

In realta’ oggi come allora,seppur sotto tono,la paura del terrorismo rimane insita  dentro noi e con noi vive quotidianamente.

Il cov19 e’ figlio di quel periodo,di quella disperata ricerca di identita’ che ognuno di noi ha dentro di se.

Il cov19,come allora,ci e’ sembrato una realta’ distorta,un figlio demone che rincorre tutti e che invisibilmente ti pone dinanzi a una scelta:continuare a vivere.

L’undici settembre ci sembro’ una proiezione del nostro subconscio timoroso,una paura mai provata e che,grazie alle news in tempo reale e le immagini viste e riviste in tv,ci disse che era reale e feroce.

Ci ho messo una settimana a buttarmi in questa realta’ del cov19,questo secondo strato di vita che,a differenza del primo senza il virus,mi ottura la mia liberta’,la mia voglia anche di rischiare seppur consapevole di doverlo fare per motivi di lavoro.

Come le torri gemelle,il virus e’ un aereo che girovaga attorno a noi,magari colpendoci ma non annientandoci.

Lo schianto e’ forte,malvagio.

La distruzione e’ figlia di un tornaconto nostro personale che si chiama anticorpo o sistema immunitario.

Se sei un grattacielo con crepe crolli,e raccoglierne i cocci sull’asfalto e’ difficile.

Magari vengono messi da parte,in fretta,come i corpi nascosti in sacchi di tela all’albergo lombardo e dove nemmeno una santa sepoltura mettera’ fine al suo soffrire.

Il cov19 e’ l’azzeramento del nostro pensiero positivo,a volte.

Una nebbia che assale la nostra visione seppur fuori vi e’ il sole e fa caldo.

L’undici settembre,il virus e la paura,figli comuni del mondo intero.