CRONACA DI UN SUICIDIO ANNUNCIATO.

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Ho atteso un po di tempo prima di scrivere alcune cosette sulla debacle renziana di domenica scorsa.
Prima considerazione:
e’ stato il voto contro Renzi,stop.
L’eta’ bassa dei contrari alla sua continuita’ politica’ ha fatto si che si esprimesse quella fascia di eta’ dei disoccupati,precari e anti lobby.
Sulla Costituzione conosciuta o no da essi,ho seri dubbi.
E’ vero anche che sui quesiti referendari le parole poco chiare hanno dettato legge,e’ vero pure il contrario e cioe’ la voglia di queste persone a riprendersi in mano tale costituzione e rileggerla nei punti salienti.
Si e’ bypassato questo e si e’ andati dritti al problema e cioe’ Renzi in persona.
Ha lui sbagliato dicendo che si sarebbe dimesso uscendone sconfitto e questo ha fatto si che ha compiuto su se stesso un suicidio annunciato.
Quale migliore occasione se non questa ?
Altra considerazione rivolta al PD.
Caro partito che fu dei lavoratori,cerca di essere piu’ sincero con te stesso.
Oggi non so se alla riunione della direzione centrale avrai il coraggio di cancellare Renzi oppure aggrapparti al carro dello sconfitto per sperare,dopo le elezioni,di sembrare il primo partito in Italia.
Cerca invece di essere sincero con la parte di italiani che ti vorrebbe meno vicino ai palazzi della poltrona e piu’ in mezzo alla gente.
Il campanello di Letta e la sua smorfia di disappunto accompagnata dal ribbrezzo  di sapere che,forse,si consegnava a un pseudo partito il futuro del paese,ha marchiato per sempre Renzi stesso e ha regalato spiragli di possibile vittoria a leghisti e 5 stelle.
Usciamo fuori da una domenica di autodemolizione personale e ci immergiamo nella solita nebbia nostrana dell’incertezza e dell’autocelebrazione di persone che si credono re sulla terra.
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VUOI VEDERE CHE LA PENSI COME TRUMP ANCHE TU?O IN PARTE….

EDEN
“Ma sai  perche’ ha vinto Trump”,mi dice l’amico mio?
“Perche’ sei tu,io e gli altri.”
Ma come,rispondo,l’uomo della destra che ha contro mezza America e che ha voglia di chiudersi nel suo nazionalismo egocentrico ?
Poi ci penso e credo che abbia ragione su dei punti.
Cosa vuol dire “essere nazionalista egocentrico”?
Vuol dire difendere il territorio dall’intrusione dello straniero,dell’immigrato e della lobby pro economia globalizzata?
Vuol dire esportare l’uso della forza la dove il terrore esporta il suo odio in America o in Europa?
Vuol dire guardare prima in casa ai propri problemi e poi fare assistenza a chi ti chiede aiuto?
Questo?
Molti in Italia,pur non ammettendolo,in Salvini vedono alcuni spunti simili a Trump.
Certo direte voi,vi puo’ essere una differenza marcata dal passato di destra del ciuffo platinato rispetto a un leghismo nato in Brianza ed esportato in tutta Italia.
Ma poi,alla fine,vuoi vedere che Trump rovina equilibri politici conclamati da tempo e rimette in discussione una logica,chiamiamola populista,che getta  radici protrettrici  verso una terra,l’America,che in passato ha dato molto agli altri dimenticandosi di se stessa?
Ma vuoi vedere che nel mettere ordine nelle scelte di apertura a tutti,Trump veda un errore che ha come nome oggi Terrorismo e che noi europei chiamiamo pietismo?
Vuoi vedere che l’uomo di strada,quello che chiude la porta sperando che un ladro non gli faccia visita o che,uscendo in strada si scocci dalla mano che chiede una elemosina dietro a un sorriso,la pensi come Mr. Trump?

 

SERMONE CRUISER

Quando ho sentito l’audio del sermone
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di padre Cavalcoli,ho pensato all’Isis.
Cosa centra direte voi,vero ,ma il fanatismo ,seppur non violento come fine,e’ lo stesso degli uomini neri.
Si scredita un evento naturale,il terremoto appunto,incolpando le unioni civile e tutte quelle situazioni “anomale per la chiesa” ree di essere il giusto peccato da espletare ai danni di noi tutti.
Ma io che cosa centro,o meglio,pur essendo un cattolico non troppo praticante(in chiesa solo il sabato sera …)perche’ mai dovrei assorbire delle colpe non mie?
E perche’ mai,mio Signore Iddio,mi scateni un inferno sulla casa del buon cristiano,sposato e con prole regolarmente servizievole la domenica mattina in chiesa,perche’ mai?
Dovresti essere piu’ preciso,quasi come i missili russi o americani lanciati contro le postazioni nemiche da centinaia di chilometri lontani,come i droni che uccidono gli uomini neri,e solo quelli(a volte…).
No,Cavalcoli  fa di tutta un’erba un fascio,un mucchio da mettere giu’ assieme alle loro case per punirli delle colpe altrui.
Il Vaticano,reagisce e bene.
Cacciamolo via,dissociamoci da questa pratica ideologica del castigo divino totale e,anzi,non esercitiamo verso il fedele alibi per essere un “perfetto jiahdista cattolico a venire”.
Insomma una radicale pulizia alle intenzioni di questo parroco che facendo sermoni fuori luogo aizza pensieri sballati a persone che,seppur credenti in Iddio,dovrebbero essere capaci di filtrare le cazzate sentite.
Adesso tutto finito,la radio che si dissocia e continuera’,con padre Livio,a condannare il peccato dell’uomo per i prossimi giorni magari vedendo,speriamo,con piu’ lucidita’ e realta’ il vero motivo del dramma umano quotidiano.
Il sermone e’ stato servito,ma quanti hanno recepito il messaggio sbagliato?

 

UN PERCORSO DA RIPRENDERE

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L’evento tragico e poi la solidarieta’.
Quella umana,vera,fatta di abbracci e mani che ti aiutano a ripartire nella tua vita.
Quella spirituale,che riscalda ma non aiuta materialmente.
Quella politica,di facciata,come a un funerale di un esponente politico che hai sempre  odiato ma a cui devi andare,per forza di cose.
Il terremoto,la terra che cede,case giu’ e zero.
Devi ripartire.Se sei giovane forse avrai un nuovo angolo di strada da percorrere e amare,una casa dove la tua famiglia vivra’ e avra’ futuro,sicuro.
L’anziano,la monaca al freddo,li nella piazza,chissa’ …
Il suo futuro lo aveva gia’ in mente,ripercorso cosi’ tante volte da leggerlo chiaro,nella mente.
E invece briciole,futuro da reinventare “ma no,voglio restare qui dove andare e perche’ mai,ora,a questa eta’?”
Due giorni fa io con gli amici,nel bosco a cercare castagne.
Ho cercato di allontanarmi dal gruppo per alcuni momenti della mattinata e sentire il vento,finalmente natura e basta.
Poi i monti attorno e l’inquietudine a pensarli cattivi,che scivolano giu’ a valle per colpa,si,del terremoto.
La natura e’ forza,crudele verita’ ma anche destino legato dove nasci e vivi.
Io uomo di citta’ di mare,qui due giorni fa a essere uomo nella terra dei monti,delle foglie degli alberi che si muovono e sibilano nelle tue orecchie un rumore,crescente che ti spiazza e fa paura.
La natura amica e crudele,quella che ci fara’ vivere nelle tendopoli,nelle case di legno e che annulla tutto cio’ che abbiamo costruito.
Nel silenzio del bosco,ecco,ero annullato anche io dal passato,solo in mezzo a una decisione,istantanea,degli eventi naturali che mi hanno spiazzato e reso vulnerabile per pochi attimi.
Eppure nel silenzio e nei colori del bosco,capisci che li puoi ricaricarti e ripartire,scansando per un attimo la routine quotidiana e renderti aperto al domani che non conosci.
Il terremoto e’ un evento drammatico,che fara’ ripartire in chi e’ stato colpito,un futuro non scelto ma segnato da un qualcosa di piu’ grande di noi.
Non scelto ma accettato,anche se si vuole rimanere lassu’ ad ascoltare il vento e vedere i boschi ancora per molto.

UN PERCORSO DI CRESCITA E ALTRO.

Ho scritto poco questa estate.
Hanno inciso piu’ le foto che ho fatto dentro me.
Spesso dicono di piu’,affermano un concetto di realta’ che solo il tuo sentimento elabora,rendendolo piu’ personale seppur esibendolo ad altri.La foto dei nonnini seduti alla panchina mi ha dato da pensare come noi,giovani o meno giovani,dovremo per forza della natura se Dio vorra’,prepararci a tempi morti,pause di energia,ascoltando solo i rumori della strada e gli amici,se gli avremo con noi.
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Ma anche all’artista di strada,che gioca coi bimbi.Ridere…che parola difficile da pronunciare oggi.Ridere di cosa?Ridere per ammutolire le ansie delle guerre,le paure del terrorismo,gli orchi attorno a noi,il futuro incerto e le persone che ti feriscono.Ridere …
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Poi le sedie vuote,spazi sociali che si perdono per colpa della tecnologia e vai,soli,a pigiare tasti e allontanarci da una discussione al bar,in piazza,seduti con quattro amici.
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Poi la campagna pugliese,il contadino e il sudore.Fieno e terra,sole e caldo.Il sud,unico con i suoi odori e i vecchietti a zappare terreni fino alla morte,confermando una loro identita’ precisa in questo mondo in cerca di certezze.

Loro preziose figure da conservare nei nostri ricordi fugaci,li nelle campagne e immensi personaggi pieni di storie e onesta’.

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Poi la vita di ognuno di noi.Un percorso a filo di muro,rasente ostacoli ma con una profondita’ di destino che spesso non conosciamo completamente.

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Si riparte ancora su questo blog,scrivendo e fotografando,cercando ragioni in ogni angolo delle strade,delle citta’ a venire,delle persone che incroci o che conosci da sempre.

Un percorso,di crescita,ma anche di aspettativa.

 

DOMANI E’ VENERDI’ A TARANTO

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Domani Renzi viene a Taranto.
Oggi hanno messo dei fiori nei vasi vuoti da mesi nella via principale.
Hanno messo colori,ma la polvere dell’Ilva rimane ancora li sui balconi delle case popolari.
Domani Renzi viene a Taranto a inaugurare il museo,il secondo piano dell’ultima chiamata verso un turismo mordi e fuggi.
Domani ci sara’ piu’ pulizia nelle strade.Come quando venne Woijtila allo stadio,e fu rifatto l’asfalto.
Non mi rimane nulla piu’da chiedere alla politica e forse nemmeno alla chiesa.
Potrebbe venire chiunque qui,ma non mi emoziona.
Attendo solo il popolo,leale e deciso,la speranza di tutti ,lo scatto che attendiamo.
Domani e’ Venerdi nelle strade di Taranto,giornata normale per me.

SIAM MARIONETTE COME I…..

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Come i turchi,manipolati e usati ,forse vittime o forse no.
Siamo nel gioco del sistema,che ti crea inferni e ti fa credere che ci sia il super eroe che ti salvera’(lo stato,il re,o il generale di turno).
Come i francesi,dietro il terrore che fa notizia e poi sparisce dietro altre notizie e ricompare col sangue delle vittime innocenti.
Come i pugliesi,e il treno,colpevole di ritardi e fottute menzogne fatte di promesse e regali altrove.
Siamo marionette,girate e rigirate per far ridere qualcuno e vittime,alla fine,di qualche cosa che non mettiamo a fuoco.
Siam marionette.

TERRA DI FATICA

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Puglia terra di fatica, di politica assente localmente ma pronta a sedersi a Roma per far carriera.
Puglia sole sulla testa, sudore e speranza in un mondo che detesta la giustizia.
Puglia mia quanto sei bella.

BLACK AND WHITE

Quello che e ‘ accaduto in America rispecchia  ampiamente un concetto:dominare.
Dominare una razza,quella nera,che viene  vista come un difetto nella falsa democratica America.
Dove Elvis nei testi rap è  razzista e il poliziotto esecutore di un progetto,dominare il nero appunto,carnefice da eliminare.
Il resto che avverrà  prossimamente,cioè  le promesse di par condicio tra bianchi e neri,risulterà  minestra  già  scaldata e mi aspetto una vendetta sempre più  crescente nella terra degli schiavi.

I PICCOLI E I GRANDI,DAL CALCIO ALLA POLITICA…

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Un po ieri i vichinghi islandesi hanno ridato luce a un calcio metodico,dove il piu’ ricco vince(almeno nei club) e le giovani promesse dei vivai non decollano per colpa dello straniero.
L’Islanda e il suo ballo finale scaccia i demoni dello strapotere di alcune nazioni e ci regala una pagina indimenticabile di speranza.
La speranza arriva anche dal Brexit che deve farci riflettere e capire come le persone non avendo piu’ fiducia nelle istituzioni,boicottano programmi e progetti a uso e consumo di classi oltre la media.
Il popolo annaspa e le chiacchiere da bar e le promesse lasciano il tempo che trovano,vero Renzi da Firenze?
Torniamo a ieri sera.
La sconosciuta Islanda da Cenerentola del calcio europeo adesso si guadagna un posto tra le 8 big e si gioca il passaggio al turno contro una squadra,la Francia,altezzosa come il suo popolo.
Ci vorrebbe anche qui uno sgambetto,un colpo ad effetto per vendicarci,metaforicamente parlando,di una egemonia di potere anche nel soccer,si allo stile british,che ha allontanato la gente dalle tribune nei campionati poiche’ oggi comandano solo i ricchi padroni di club.
Il vecchio Verona che vinse lo scudetto,ricordate,era allora la sorpresa di Davide contro Golia,il piccolo club contro i grandi,il sudore operaio contro i signori pagati miliardi.
Esempi questi di cambiamenti,rinunce,lotte,proteste e orgoglio.
Brexit regala un vaffa ai grandi e l’Islanda un vaffa lo stesso alle grandi nazioni di soccer.
Che stia cambiando qualcosa?