MALEDETTI!!

Guardate bene la foto

 

 

 

 

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Ecco il quartiere Tamburi di Taranto,a ridosso dell’Ilva,oggi Arcelormittal.

Pioggia e vento fortissimo hanno causato l’invasione nelle case dei cittadini delle polveri di minerale e altri inquinanti.

I parchi minerali,costruiti con finanziamenti privati e non,non sono serviti a nulla.

Coperture che non fanno il loro dovere e che sembrano l’ennesima presa in giro di un governo che si sente ferito da tutto cio’ ma che,dopo,dimentica e concede garanzie di permanenza sul territorio tarantino a chi inquina e causa morti tra la popolazione.

E’ stata una giornata vergognosa,difficile da digerire tra la popolazione che ha accusato l’ennesimo genocidio di stato e privato e che nulla puo’ dinanzi all’ennesime bugie date in pasto a tv e giornali.

Conte venne a Taranto giurando agli operai la volonta’ del governo a cambiare in meglio la fabbrica,quella fabbrica che oggi cade a pezzi e che inquina ancor di piu’.

Nuvole rosse di minerale hanno solcato anche il mar piccolo di Taranto,sono entrate nei polmoni delle persone e hanno lasciato il loro segno sui balconi delle case.

Quando avremo giustizia?

Quando chiuderanno quella maledetta fabbrica della morte?

Quando?

GLI EROI PASSANO,IL COV ANCHE?

Gli eroi non sono piu’ eroi e,adesso,rientrano tra i comuni mortali.

Parlo dei medici,infermieri,tutte quelle figure osannata e rese sante nell’apice del cov 19 negli ospedali.

Ingiusto,sgarbato,disonesto,voltagabbana…

Siamo fatti cosi’,noi esseri umani,che regaliamo gratitudine a chi ci salva o cerca  di

farlo ,e poi dimentichiamo,in fretta.

Tutto ritorna alla normalita’,tutti sono rimessi in circolo nella pentola dei lavoratori comuni,da bestemmiare quando sbagliano e osannare quando salvano.

E si perché prima,quando ci si faceva sotto per il virus,anche l’errore dettato dalla maledetta corsa a capire per salvare,passava inosservato.

Sara’ la giustizia a capire se i vari Fontana e compagnia sono da condannare,processare e non scusarli,renderli comunque santi.

Insomma la figura che e’ stata idolatrata e resa santa sui giornali,in pagine di social,con mantellina da super eroe,oggi e’ li,in un angolo di normalita’,pronta a continuare a fare il suo dovere.

Oggi usciamo con la mascherina sotto il mento,ieri eravamo bandati a guerra contro un virus invisibile,sconosciuto.

I modi e i tempi cambiano,gli eroi passano.

 

IL COV19 AD PERSONAM

La finzione di essere piu’ buoni,cambiati,come quando si cambia dopo una guerra,gli stenti,la visione dei morti e sapere di essere scampato a un destino crudele.

Cambiare dopo un tragico evento,sentirsi tutti uniti e compartecipi di un qualcosa

che ,nel bene o nel male,sa di importante.

Avere in mano segmenti di immagini,flash di visioni,attimi di terrore e paura e poi,oggi,conforto che forse ne sei fuori.

Il cov19 ci ha plasmato,a suo piacimento,sancendo inizi di tragicita’ con arcobaleni di speranza.

Chi ha perso qualcuno e’ ferito,diverso da noi,illusionisti di emozioni che poi non hanno cambiato un bel niente forse dentro di noi stessi.

L’evento,la pandemia e i suoi legami con il destino del mondo,di tutti noi,e’ ad personam quindi.

Il cambiamento e’ insito solo nel dramma,luttuoso,di chi non vedra’ piu’ qualcuno.

Solo in loro.

Noi ricorderemo,sorrideremo del momento di panico e ricorderemo ricorderemo dimenticando.

Ecco il cov 19 ha inciso,ma solo in chi ha perso qualcuno.

LA TV CHE NON CI FA CAPIRE NULLA…O QUASI.

Siamo spaesati dinanzi a medici pro  o contro il calar della virulenza del cov19.

Come se vivessimo su chi ci ispira piu’ fiducia guardando la tv e no su chi,magari,e’ piu’ bravo veramente.

Ma come possiamo distinguerlo,toglierlo dal gruppo di quelli che appaiono in tv solo per esibizionismo?

Non lo so,non so neanche se ve ne siano di bravi in giro o di capaci a tirarci fuori dal dubbio dell’anno.

I dati,quelli neanche certi,ci dicono che qualcosa e’ cambiato,modificato nell’ultimo periodo e che quindi,con o senza professori,dobbiamo ben sperare.

Poi il discorso allarmismo catastrofico dovuto a pseudo complotti mondiali sara’ con il tempo messo o alla berlina oppure annoverato tra quelle manipolazioni di massa a scopi sociali/economici.

L’estate che e’ arrivata nasconde una distorsione della normalita’,regalandoci come braccialetto individuale,la mascherina che sara’ il nostro simbolo da mostrare al posto della bandana stile Berlusconi o dell’ultimo tatuaggio di moda.

UN UOMO BIANCO AL POSTO DI GEORGE

George Floyd  Minnesota.

Ucciso perche’ negro.

Puo’ essere,anzi di sicuro vi e’ uno sfondo razzista.

Il poliziotto aveva contrasti in passato con quest’uomo?

Aveva avuto screzi e voleva vendicarsi cosi’ brutalmente?

Forse,anche puo’ essere .

Interpretiamo tutto,mettiamo nel calderone delle proteste in america la parola razzismo,supremazia bianca e potere della divisa.

La condanna unanime da parte dell’opinione pubblica e’ sensata,certo,gira attorno alla parola razzismo.

Gia’ e’ accaduto in passato in america questa forma di “diritto a uccidere” perche’ sei nero,sei minoranza che deve subire,sempre.

E’ un male difficile da estirpare,nella mente dell’uomo bianco vi e’ un chiodo fisso,e cioe’ il diritto di salire in cattedra e comandare,decidere la vita di qualcuno.

E’ di colore,figurati…

Sbagliato qui non entra in primo luogo il colore della pelle ma il gesto della divisa,quel gesto che abbiamo noi in Italia visto a Genova nel G8.

Abbiamo provato le ginocchia sulla testa,i calci in faccia e anche il morto.

Io partirei non da una cosa scontata per tutti,cioe’ il colore della pelle del povero George.

Ma dall’abuso di potere della divisa,da quel modo di fare che e’ illogico sulla carta ma messo in atto in varie parti del mondo.

E se ci fosse stato un uomo bianco al posto di George?

LO SCARICA BARILE TUTTO NOSTRO.

Un sindaco di un paesino del sud decide di chiudere le spiagge per troppo affollamento da parte dei giovani.

Una decisione che va oltre la chiave di svolta del governo che,visto i numeri del contagio,aveva dato il rompete le riga.

Chi sbaglia?

Chi azzarda ipotesi di ripartenza facendo ammucchiate sociali,aprendo alla movida e permettendo mangiate in piazza collettive o chi,per un senso di protezione della comunita’,azzera una decisione che viene dall’alto?

E’ il paradosso italiano,il gran casino tutto nostro che sconfina nei dati giornalieri sbagliati,nelle apparizioni televisive di medici esperti in materia virale che azzardano pronostici da totoscommesse del sabato sera tra amici al bar.

Come muoversi quindi ma,specialmente,chi sentire?

Difficile trattenere le persone che annusano la liberta’ dopo giorni di chiusura,ipotizzando la fine della pandemia e vedendo,nelle regole dettate da sindaci e presidenti di regione,obblighi esagerati al limite del diritto alla vita.

I numeri come al solito diranno chi ha fatto bene e chi no,andando a marcare una linea di responsabilita’ che spesso in Italia si chiama scarica barile.

Attendiamo e speriamo,con l’estate arrivata e la voglia di bagni e sole per tutti.

ASPETTI UMANI AL TEMPO DEL COV19.TU CI SEI ANCHE?

Abbiamo visto quelli che vogliono uscire,abbiamo capito che la liberta’ doveva essere data altrimenti si rischiava il linciaggio sociale,si e’ dovuto trovare un compromesso tra fattore R e liberta’ vigilata.

Adesso parliamo di chi ha difficolta’ a riprendere la vita normale,a rapportarsi nuovamente con amici,compagni di lavoro e parenti.

Si perché vi sono anche loro,i quaranteni,quelli che sarebbero rimasti tappati ancora in casa poiché hanno cambiato la loro idea di vita.

La rinuncia alla normalita’ sembrerebbe anche una patologia fobica,una depressione assurda che annaspa il tuo desiderio primordiale di socializzare e condividere con il mondo la tua vita.

Assurdo no?

Ebbene siamo fragili,forse non tutti,pronti a rinunciare a un momento normale per poi riprenderselo tra le mani.

Il cov19 ha azzerato i rapporti umani per mesi rendendoli simili alla normalita’ grazie alle videochiamate e anche quelle hanno reso noi tutti ligi a regole prefissate,appuntamenti fissi e paure comuni.

Un rito psicologico,una riunione di gruppo,terapia moderna scaccia virus.

Aspetti sociologici,che andranno studiati nel tempo e che comunque ci hanno cambiato molto.

LA MOVIDA DEL SOGNO

Ci si puo’ accontentare di poco per essere felici,e quel poco e’ respirare nelle strade cittadine.

La liberta’ e’ sembrare di essere normali al tempo del cov19,vedere le persone ma senza contatto fisico.

La liberta’ sociale per scacciare le paure,per pensare di aver vinto il virus.

Illudersi dell normalita’ sapendo di fingere,rischiare poiché non ne puoi piu’.

La politica sa di questo filo leggero,tirato che spezzandosi irrompe nel disagio sociale,economico e che crea anarchia.

E allora rischiamo,apriamoci al fato,sapendo di stare sul baratro o al paradiso,fate voi.

Ieri la movida composta in citta’ era un sogno,una illusione marcata solamente dalla differenza nell’apparire,diversi,in maschera appunto….

IL COV19 HA ZITTITO L’ILVA.

Ci fu un tempo in cui Taranto era Ilva e produzione.

La politica regalava posti di lavoro e il posto fisso all’inferno era ricercato da tutti dopo il diploma.

Ci fu un tempo che l’Ilva fini’ il suo ciclo e lo stabilimento fu svenduto agli indiani di Arcelor Mittal.

Oggi lasciano forse anche loro e Taranto avra’ di nuovo la sua grana da sorbirsi,il suo futuro tutto da riscrivere.

Ci fu un tempo in cui l’ambientalisti vollero far la voce grossa,denunciare tutte le porcherie dentro il sito industriale e i veleni che esso emetteva.

Dopo il cov19,forse si tornera’ a parlare di malattie del sistema respiratorio,di diritti negati e questioni sindacali.

Si perche’ il virus ha annientato una discussione in citta’,e cioe’ quella inerente il diritto alla salute e quello al lavoro.

Il cov19 ha avuto il potere di spostare la discussione.la priorita’ della lotta,la guerra da fare.

Tra breve Taranto si ritrovera’ a essere senza padre e senza prole,senza un dna lavorativo che comunque sia ha sancito la citta’ dei due mari a essere citta’ dell’acciaio.

L’azzeramento di una identita’,sbagliata o no che sia,una scia di morti e tragedie nel tempo.

Il cov19 ha annientato la discussione,zittiti tutti e posticipato un qualcosa che,oggi allo stato attuale,non sappiamo che sia..

CONVIENE SEGUIRE ANCORA I GIORNALISTI E LA STAMPA?

Non comprendo come ci si possa fidare di un giornalista che assimila,sviluppa e scrive una sua idea comunque sia.

Non mi dite che sara’ sempre giusto nel giudizio,magari critico nello sviluppo di una giornata politica o verso una cronaca sportiva.

No non puo’ essere e sapete perche’?

Perche’ anche lui e’egocentrico,smanioso di apparire e farsi adepti del suo pensiero.

Prendi Andrea Scanzi.

Per carita’ tutto alla perfezione,non vi e’ ombra di dubbio che lui  attiri nella sua convinzione erudita e logica del web 2.0 o piu’.

Ma ci sta qualcosina che non regge,che spezza l’incantesimo del momento e che ti scoccia,ti fa abbandonare l’appuntamento via social o instangram.

Credo sia il mezzo passo indietro,l’umilta’ di essere modesto o di non strafare,anche nel momento dell’apoteosi mediatica,ritirarsi prima di essere re.

Meglio seguire i vecchi maestri,si quelli che ancora oggi rileggiamo e che insegnano,appunto,sui libri,sui testi scritti in momenti di scarsa tecnologia informatica.

Terzani e’ un maestro in questo,la Fallaci anche.

Perche’ si ritorna a loro,a Montanelli,a quelle persone che poi sono state scomode perche’ troppo avanti con i tempi?

Il giornalismo oggi e’ fazioso,di parte strusciante e noioso.

Insomma sai che crollera’ sotto il peso della fama,loro,sotto cio’ che si e’ gia’ visto,assaporato e dimenticato anche.

Conviene allora farsi un’idea solitaria,seguendo una logica dei fatti ma con un profilo quasi matematico,dei numeri certi e non gettati li’ a casaccio giusto per.

Twitter puo’ essere ottimo come lancio,come un trampolino che immette una notizia,evento immediato,e ti fa ragionare,senza commento.

Poi annusi i pensieri,capisci chi tira da una parte e chi dall’altra,ma alla fine distingui,elabori il fatto,nudo da un giudizio imposto.

Gli effetti degli attentati terroristici, sono un esempio del dare la notizia e sviluppare sensazioni di ricerca ,come un domino che si espande fino alla fine dell’evento.

Essere quindi aperti solo ai fatti,nudi di pregiudizi e lontani da sentenze gia’ date .