Quando a Marzo l’Italia si e’ chiusa,avevo gia’ in mente una cosa:sopravvivere.

Era il destino di tutti,era l’istinto che nasce dall’intimo nei momenti di pericolo.

La sera prima di addormentarmi,pregavo per farcela a superare l’incubo del cov19.

Strana cosa la vita no?

Bigotto non lo sono mai stato,anche se cerco sempre nel silenzio della chiesa,lontano dai passi biblici  del celebrante e dalle grida dei ragazzini la domenica mattina,un riparo,un motivo per aggrapparmi alla vita stessa.

La lezione della paura,della fragilita’ mia,mi ha visto anche invocare perdoni delle mie colpe e speranze nei cari deceduti,in primis mio padre andato via da poco meno di un anno.

Strana la vita vero?

Oggi ripartiamo,liberi dalla burocrazia,non dal virus attenzione.

Ci accompagna anche la bugia dei governanti,succubi delle giuste rimostranze dei negozianti,delle partite iva,di noi tutti,chiusi in quarantena e pronti a resistere,attendere la liberta’.

Sono cambiato,sono stato meschino verso me stesso,poiche’ ho piu’ speranza nel futuro e meno paura del virus.

La preghiera che mi aiutava diventa insofferenza ,quasi un compito da fare noioso,lontano da quello che attendevo di finire ogni sera.

Che falso sono,mi attacco a cio’ che e’ il momento,annuso l’aria  e decido,mi sforzo di farlo anche bene.

Ma perche’ cio’ e’ accaduto?

Sono forse come l’uomo dinanzi al patibolo che prega poiche’ vede la fine della sua vita?

A cosa e’ servito allora essere fiducioso in qualcosa di piu’ grande di me,trovare riparo nella parte piu’ sacra di un pensiero intimo e poi,come il nulla,assecondarlo e metterlo da parte.

Ecco il cov19 mi ha reso piccolo,pauroso e consapevole di non esser pronto a essere sincero con le mie paure,con me stesso.

NON DATE I NUMERI ORA,IL COV19 E’ CRUDELE.

L’Osservatorio nazionale della salute,dirama l’elenco delle regioni italiane che ,a contagio zero,potranno ripartire.

Io il 7 di maggio,sempre se qualche sciagurato rinneschi un nuovo focolaio booommmm addio liberta’ vigilata.

Avrei voluto in questo momento vivere chesso’ in un paese comunista (CINA NO SIC..),si con la C maiuscola,dove il tg e’ scritto dal capo del partito,dove parla uno speacker in tv che sembra un robot,dove il comunicato pandemico e’ quello senza se e senza ma,dove tutti credono solo a una fonte,dove tutti non fanno troppe domande scomode.

Invece da me,in Italia,dall’inizio della pandemia da cov19,abbiamo sentito medici chiacchieroni e untori di false speranze,politici immuni ma poi colpiti anche loro,governatori egocentrici e figli della piu’ grande smania di apparire,dopo smontati inesorabilmente dai dati in rialzo e dalle sbagliate amministrazioni locali.

Abbiamo sentito diversi dottori,esperti,incoraggiarci a non credere al pericolo e,anzi,riderci sopra poiche’ i numeri della passata stagione erano ben altri….

Oggi il comunicato,la liberta’ ad un passo da noi,il ripristino delle attivita’ grazie all’azzeramento del contagio.

PAZZI.

Ma si,diamo i numeri,le date,diamo illusioni e invogliamo a prepararci alla domenica al mare tutti quanti in nome di quelle negate prima.

Auspico che cio’ avvenga,certo,ma vorrei prudenza,calma,senso del polso dell’italiano esaurito chiuso in casa e facile a ottimismi psichici.

La politica deve spalmare con attenzione il periodo della fase 2,deve rilasciare ottimismo ma anche attenzioni.

Il cov 19 e’ subdolo,stronzo,cattivo e audace.

Dare numeri oggi e’ sbagliato,accresce voglie e azioni che potrebbero anche creare un ritorno al passato.

E’ giusto individuare una fuga dall’incubo,una  luce in fondo al tunnel ma questo virus e’ nuovo,sconosciuto.

Quando dicevano che morivano i vecchi sbagliavano.

Quando dicevano che era una banale influenza sbagliavano.

Quando la Lombardia mandava i malati cov in albergo,sbagliava.

Errori,molti commessi.

Ma i numeri certi,o quasi certi a seconda della gestione regionale del lockdown,non dateli ora per carita’….

NORD E SUD AMICI NEMICI.

La maledetta pandemia porta oltre ai rischi conosciuti una lama sottile che potrebbe colpire una vecchia questione,e cioe’ quella del nord contro il  sud.

La notte della fuga dal nord verso le regioni meridionali,fu quella che segno’ la paura dell’accoglienza sincera e vera che sempre ha caratterizzato il meridione.

Si aveva paura,allora,di avere il virus in arrivo e si sprecarono le inutili grida di consigli a non venire giu’ per non infettare per primo i parenti a casa.

Oggi la riapertura forzata dall’economia e dalla fame,potrebbe nuovamente far muovere  numerose persone su e giu’ per la penisola allarmando ancora una volta chi, come ad esempio il governatore della Campania De Luca,dice no a questa eventualita’.

Si preannuncia una guerra di difesa delle proprie mura regionali,una alzata di scudi verso una forse veloce apertura alla normalita’.

Se e’ vero che il pil nostrano precipitera’ giu’ di molto e che la questione sociale potrebbe scoppiare allungando i tempi del lockdown,e’ anche vero che non deve essere poi un altro errore fatale non ascoltare il parere degli esperti.

Il professore Rezza dell’ISS predica cautela e lascia aperta la decisione finale a un parere generale nazionale senza comunque ascoltare le regioni piu’ convinte a ripartire.

La responsabilita’ di Zaia,Fontana e altri dovra’ essere certa’ sicura e decisionale.

Sbagliare ancora rimettendo milioni di cittadini in mano al virus sarebbe un genocidio a favore di una economia che ,seppur debole adesso,potrebbe rimettersi in moto anche attendendo ancora un poco.

Concludo con la questione delle conferenze informative delle 18.

Sarebbe stato opportuno,fin dall’inizio della pandemia,non dare numeri frequentemente poiche’ cosi’ facendo si sono innestati negli italiani due problemi ancora di piu’:ansia e confusione.Non basta cov19?

 

QUESTO TEMPO CI DICE ANCHE CHE…

Vedendo alcuni video in rete di animali in citta’ che vagano tranquilli senza persone che possano cacciarli,mi fa pensare a  come oggi le grandi questioni tipo ambiente,diritti umani,immigrazione scompaiano davanti a noi e non siano piu’ temi di dibattiti nelle televisioni.

Ho fatto l’esempio degli animali in libera circolazione poiché essi rappresentano un tema che mi sta  a cuore,e cioe’ quello della libera azione senza vincoli pregressi.

La tematica legata al giudizio storico,sociale oggi e’ figlia dei pregiudizi,della misera guerra dei numeri economici e del potere politico egoista.

L’ambiente cosi’ di moda negli anni 80 e oggi sconfitto da leggi non applicate e messe in atto a tutela dei cittadini,scompare.

I diritti umani difesi da comuni cittadini,enti,politici,cantanti e altro,oggi sono taciuti per poca volonta’ di azione forte verso chi li procura.

Pensare ai lager libici a pochi chilometri da noi e non poter far nulla perché imbavagliati da leggi territoriali che non puoi sconfiggere,ne e’ un esempio.

L’animale che si riprende gli spazi,va oltre la regola cattiva umana dell’allontanamento,della non integrazione seppur vigilata ma non applicabile in tempi normali.

Svuotare i pregiudizi nostri,causa cov19,e rimettere in moto nuove leggi e’ come riscoprirsi vergini di nuovo.

Una nuova era del mondo,un cammino diverso alla fine della pandemia molti auspicano.

L’animale ora libero di circolare,andra’ via quando ritorneremo e si rituffera’ nel solito rutinario epilogo gia’ segnato, di succube della nostra ipocrisia.

Ecco il cov 19 non ci cambiera’,anzi rimarchera’ un fattore insito in noi che, adesso perché prigionieri della nostra liberta’ ,ritornera’ rimettendoci a capo di un mondo fatto di egoismo e prevaricazione.

Le tematiche importanti,senza vincoli ideologici che spesso rasentano fattori non applicabili e piu’ utopia,oggi sono messe al bando,sconfitti dal virus invisibile.

Eppure sono temi cruciali che se si scrollassero di dosso quell’istinto nostrano di essere giudici senza muovere un dito forse,sarebbe una vittoria da cantare e scrivere nei libri con o senza cov19.

 

 

LO SPOT MILANESE E GLI EROI IN CORSIA SENZA MASCHERINE.

Era febbraio,il sindaco Sala sulla sua pagina fb lanciava lo spot “Milano non si ferma”.

Era febbraio e Milano non cedeva alla paura,alle notizie e alla perplessita’ che la scienza non ammetteva.

Era febbraio e Milano credeva che morivano solo gli anziani,quelli con patologie pregresse, e che i giovani si salvassero.

L’Italia, poco a li’, supero’ la Cina con numero di decessi,e allora si inizio’ a parlare di virus aggressivo,di difficolta’ a reperire mascherine e a Marzo si capii che la cosa era seria.

Conte blocco’ la fuga dalla Lombardia ma qualche Giuda fece trapelare il tutto e gli “untori “vennero al sud,anche se poi in molti rimasero in quarantena a casa mettendo a rischio famigliari e non.

Lo spot di Sala per molti fu un errore,fatto di  presunzione e superficialita’.

Sala commise l’errore di sapere tutto quando il tutto ci era sconosciuto.

La battaglia cinese,l’isolamento e le restrizioni dovevano dirci molto,ma Sala non seppe resistere alla smania di egocentrismo tipico di quelle zone ricche che mettono al bando la parola rallentamento economico.

Forse lo fu anche per il bergamasco,dove la zona rossa non fu messa in atto subito e che cosi’ facendo permise al movimento lavorativo delle industrie di agire e svolgere le funzioni di routine giornaliere.

Lo spot della Milano che resiste rimarra’ nella mente di tutti come lo slogan della sconfitta,dell’ignoranza e delle presunzione.

Oggi sentivo medici e infermieri che ricordavano i loro timori,le loro paura dinanzi ai casi di polmonite atipica e della loro difficolta’ a gestirla nelle corsie ospedaliere milanesi.

Lo spot andrebbe fatto si,ma a memoria degli eroi,quelli veri,in camicie bianco senza mascherine….

CAPIRE L’ESSERE ITALIANO,CAPIRE IL VERO SENSO NELL’ORRORE.

La crisi di fiducia per l’economia nostra e quella di altri paesi come Francia e Spagna,mette in discussione l’Europa e ci regala una considerazione.

Conviene fingere ancora a essere fratelli comuni sotto una bandiera europea quando di nascosto ci si manda a quel paese dopo ogni riunione a Bruxelles ?

Il coronavirus ha azzerato il concetto di aiuto reale,sostanzioso,dato per pura umanita’.

I tempi dei conti da ripagare con debito pubblico sotto forma di eurobond,suonano strano a quei paesi,Olanda e Germania in primis,che hanno dalla loro una forte economia interna.

Ma questo e’ discorso tecnico.

La faccia di Conte e le sue dichiarazioni alla stampa tedesca,hanno sancito un possibile strappo nel gruppo da parte nostra.

Uscire dall’Europa stronza,aggiungo,potrebbe essere una soluzione difficile e fattibile,atta a rimarcare un nostro dna dignitoso, comunque sia, che azzeri la strafottenza solo per una economia buona da parte di alcuni.

Uscire per essere,per ricominciare a sentirsi italiani e nazionalisti,essere capaci di proporre una logica ermetica  e, oserei dire , leccarci le ferite da soli.

Il messaggio di incoraggiamento che abbiamo avuto nel momento della chiusura del nostro paese,le bare di Bergamo,le facce degli infermieri logorate dalle mascherine,sono ROBA NOSTRA,italiana vera e deprimente allo stesso tempo.

Il dolore nelle immagini del Pio ALbergo Trivulzio,i corpi nascosti sotto le lenzuola,le menzogne dette e nascoste,la fuga dal nord per arrivare al sud,e’ roba nostra,maledettamente nostra.

L’Italia col dna sbagliato,sporco,il paese mal gestito ma che comunque vive di responsabilita’ e fanculo a chi diceva di tacere,e’ roba nostra.

Adesso rimane il tempo del perche’,come lo fu’ ai tempi di mani pulite.

Nomi,errori,orrori e voci perse in casa ,da soli a chiedere aiuto perché dimenticati da un sistema che non poteva salvare tutti,e’ roba nostra.

All’Europa dico o direi di capire il sangue nostro,i dolori nostri e la nostra dignita’ nell’alzarci la mattina e andare a lavorare nei posti a rischio perché siamo anche responsabili e onesti verso l’altro.

 

HO MESSO IN CONTO ANCHE DI MORIRE.

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Due considerazioni.

La prima riguarda il papa Francesco e la sua benedizione fatta in diretta tv da San Pietro.

Quando Coppi nel 1949 vinse la tappa  Cuneo -Pinerolo,il radiocronista Ferreti vedendo in diretta la fuga del ciclista italiano esclamo’:  ” un uomo solo al comando”,  per rimarcare l’impresa titanica del ciclista azzurro.

Un uomo solo mi e’ parso Francesco,al comando di un destino incerto che solo Dio sa.

Un destino affidato al crocifisso in piazza San Pietro e alla beatitudine della Madonna.

Si il papa era in quel momento un uomo solo al comando,intesta a un gruppo di miliardi di fedeli e in attesa di una meta che possa arrivare subito e che possa dire “TRAGUARDO” e fine di un incubo per l’umanita’.

Seconda considerazione.

Ho paura  di morire,lo devo mettere in conto anch’io come tutti forse.

IL COV 2019 e’ una brutta bestia,dannatamente ostile e invadente.

Seppur senza patologie,lo devo mettere a conto questa evenienza.

Direte ma perché,pessimista…..

Ci penso nel momento in cui vedo il menefreghismo di molte persone nell’uscir da casa ancora e senza precauzioni.

Lo devo mettere in conto poiché vado al lavoro e non rimango sempre in casa.

Lo temo poiché i giovani sono a rischio anche loro,seppur all’inizio questa evenienza fu smentita dal governo,assieme ad altre bugie….

Un uomo solo al comando,un pensiero che mi affligge e la speranza di tutti che tutto finisca molto presto.

 

 

A CHE SERVE LA VITTORIA DI DIODATO PER TARANTO?

Credo a nulla.

Sara’ vetrina per molti giorni,sara’ rabbia contro le ingiustizie ma nulla puo’ contro la decisione del potere.

Meglio il sudore della calca e i cartelli in piazza,quelli si,a dire basta al massacro.

Perche’ sapete che il popolo scende in piazza,senza lustrini,e disperatamente cerca una ragione logica al veleno della fabbrica.

Il popolo ha voglia di abbattere il politico venduto al pil e,lui il politico,non vede nemmeno Sanremo forse.

Diodato e’ figlio come me,noi della nostra appartenenza non voluta all’acciaio,quello che i nostri padri hanno formato e che i nostri cari hanno subito con la loro morte.

Diodato come altri,forse anche la bella Nadia Toffa che grido’ nelle corsie il dolore delle mamme e la morte maledetta dei bambini.

 

I PICCOLI E I GRANDI,DAL CALCIO ALLA POLITICA…

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Un po ieri i vichinghi islandesi hanno ridato luce a un calcio metodico,dove il piu’ ricco vince(almeno nei club) e le giovani promesse dei vivai non decollano per colpa dello straniero.
L’Islanda e il suo ballo finale scaccia i demoni dello strapotere di alcune nazioni e ci regala una pagina indimenticabile di speranza.
La speranza arriva anche dal Brexit che deve farci riflettere e capire come le persone non avendo piu’ fiducia nelle istituzioni,boicottano programmi e progetti a uso e consumo di classi oltre la media.
Il popolo annaspa e le chiacchiere da bar e le promesse lasciano il tempo che trovano,vero Renzi da Firenze?
Torniamo a ieri sera.
La sconosciuta Islanda da Cenerentola del calcio europeo adesso si guadagna un posto tra le 8 big e si gioca il passaggio al turno contro una squadra,la Francia,altezzosa come il suo popolo.
Ci vorrebbe anche qui uno sgambetto,un colpo ad effetto per vendicarci,metaforicamente parlando,di una egemonia di potere anche nel soccer,si allo stile british,che ha allontanato la gente dalle tribune nei campionati poiche’ oggi comandano solo i ricchi padroni di club.
Il vecchio Verona che vinse lo scudetto,ricordate,era allora la sorpresa di Davide contro Golia,il piccolo club contro i grandi,il sudore operaio contro i signori pagati miliardi.
Esempi questi di cambiamenti,rinunce,lotte,proteste e orgoglio.
Brexit regala un vaffa ai grandi e l’Islanda un vaffa lo stesso alle grandi nazioni di soccer.
Che stia cambiando qualcosa?

IL “DIVERSO”.

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Guardavo da piccolo la tribuna politica e Pannella era lo showman del panorama di allora.
Si presentava in tv con bavaglio,ricoperto da un lenzuolo per fare il fantasma contro i diritti negati alla sua informazione.
Insomma era diverso e nel tempo poi,ho capito che cosa rappresentava.
Rappresentava la parte che tutti vorrebbero in una persona che ,grazie alla politica dei palazzi,cerca di mettere a luce una regola ignorata anche oggi.
La regola dell’eccezione,quella che appare di rado oggi in politica ma che contraddistingue l’uomo(o la donna) dagli altri.
Pannella era idealista certo,ma essenziale nel chiedere i diritti,le regole della verita’ e quelle del rispetto comune.
Certo e’ stato anche mercenario,cambiando casacca di coalizione per non
morire, scomparendo nel dimenticatoio senza far parte piu’ di un sistema che lui amava e odiava.
Ma una casacca cambiata rimanendo sempre diverso,sempre attira popoli e idee.
Con Radio Radicale poi ho seguito le conversazioni con Massimo Bordin,amico amato e odiato,e i loro pomeriggi o lunedi’ in replica,lunghi interminabili che,nella sede densa di fumo di sigaretta e sigaro, apparivano lezioni di vita.
Pannella adesso che e’ morto rimane ma lascia un vuoto che difficilmente verra’ colmato.
Perche’ il diverso,l’eccezione,e’ merce rara e con lui va via una parte di italiani che speravano in un raro momento di ideologia e speranza futura.
Ma anche lotte vinte,il divorzio in primis,e la verita’ per tutti che, spesso,viene sottaciuta dai poteri e, come concubine,va a nozze con i palazzi.
Ciao Marco,sono cresciuto anche grazie a te,a presto.