IL NUMERO MANIPOLATO

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gianlucaralla (c)
A Colonia va in scena la farsa dell’ipocrita,di quella persona che,mediaticamente vulnerabile,dice la sua sull’aggressione a sfondo maschilista o sessista avvenuta in piazza a Capodanno.
Si meraviglia,si atteggia a difensore di valori morali  e dice,il moralista,che tutto ciò  è  un atto contro le donne del mondo.
Il numero di persone colpite da queste azioni mirate, sotto gli occhi di una polizia  tedesca dormiente ,è  alto.
Il numero appunto.Duecento.
Vero in parte se racchiuso in un contesto urbano di poche centinaia di metri,falso per ciò  che avviene quotidianamente nel mondo contro le donne stesse.
Allora perché, seppur condannabile e vigliacco,fare di questo episodio un trattato dei diritti alla libertà, al rispetto per la donna,al diritto di gioire in piazza o di camminare da sole per strada?
Perché  il falso moralista non parla del maschio che offende la donna in ufficio,la molesta sul tram,la violenta nel vicolo o che la rende schiava di se?
Perché  non dire che ciò  che è  accaduto a Colonia è  figlio della cosmopolita idea di libertà ,di confini aperti e di numero,questo è  quello vero,di persone di varie etnie sballottate in giro per l’Europa senza un’idea ragionevole di integrazione,ma solo di parcheggio momentaneo?
Perché  non dire che la storiella dell’immigrato fa comodo a qualcuno e ad altri no?
Allora apriamo gli occhi alla notizia e cerchiamo nella cronaca dei fatti anche la manipolazione di un drammatico episodio,certo,che però  non deve essere usato per altri fini.
Una cosa rimane:la donna,l’uomo,l’animale,non  si tocca,MAI.
arallagianluca
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COMUNQUE SIA….

gabbiano

 

arallagianlucafoto(c)

 

Salutiamo il 2015 con una certezza:la nostra liberta’ di volare in ogni momento e’ testimone di una paura che ci attanaglia,ci scopre vittime sacrificate in nome di religioni distorte e,infine,deprime.
Deprime questa visione,deprime questa attenzione verso il prossimo,visto con piu’ sospetto e che ci fa riflettere,alla fine,sull’odio perenne che attanaglia il mondo odierno.
L’odio verso la liberta’ appunto che deve essere punita,poiche’ essa,e’ figlia di privilegi o peccati,figlia di nonni uccisi in guerre che immolandosi hanno dato la pace e la serenita’ ai giovani di oggi.
Ecco il 2015 e’ l’anno dell’assasinio della liberta’,o tentato solo la storia lo dira’,di un qualcosa che fino a pochi anni fa era scontata.
La gente ha capito che il sangue visto in altre parti del mondo,penso alla Libia,all’Iraq,alla Somalia ecc..,e’ parte europea adesso.
Parigi ,Bruxelles ci hanno reso fragili e coesi verso l’orrore,verso i corpi ammassati del teatro Bataclan e,
unendoci alle grida dei giovani contenti per un concerto,la liberta’ appunto,siam morti anche noi.
Bastera’ ai politici essere duri,bastera’ limitare le nostre azioni o e’ definitivamente scomparso un semplice gesto,una semplice idea di recarci tutti chesso’ a Parigi,a Bruxelles o Roma a sorridere ,in piazza all’arrivo dell’anno nuovo?
Sara’ semplice ridere a New York,a Time Square,sapendo che la persona affianco a te possa farsi esplodere all’improvviso?
Auguri a tutti,e grazie per avermi seguito in questo anno,dove ho raccontato le mie percezioni della vita,del mondo intero e cercato,nel mio piccolo linguaggio,di farmi capire.
Grazie a chi mi ha commentato,grazie di cuore poiche’ mi ha aperto nuove strade per percorsi che cerchero’ di mettere in pratica anche con la fotografia,amica del cuore,che mi accompagna sempre e mi regala gioia e prospettive nuove.
Auguri a tutti.DI CUORE.
LUCA

VERITA’ O BUGIA?

vadem
 
La strage di San Bernardino in USA,ha alimentato un dibattito all’interno della stampa e della gente comune,circa l’immediata intrusione dei media nel covo dei due terroristi.
Si sa che  in America ,con le dirette live,la vita e’ segnata dall’evento immediato,dall’effetto mediatico che narra a tutti,nelle case o negli uffici,cio’ che avviene.Non so se sia un bene o un male,ma e’ senza ombra di dubbio un rischio per i piccoli,per chi ancora nella loro ingenua eta’,vede il male sotto forma meno realistica come invece noi adulti.
Mio figlio nell’era dell’isis e delle sue gesta,rimane colpito,abbattuto da un pugno dove scricchiola il confine tra paura e sfida.
La paura  di essere parte di un evento,drammatico e tragico,la sfida come facilita’ nell’eliminarlo subito.
Eppure,discutendo con amici,si diceva che la necessita’ di non nascondere la vita,seppur nei suoi momenti terribili come questo,sembrerebbe l’unica soluzione per farli crescere pronti all’occorrenza.
Ho visto il vademecum dato ai cittadini in Francia,come difendersi da un attacco in luoghi aperti,chiusi e come muoversi per proteggere se stessi e altri.
Bene.Bisognerebbe farlo leggere anche nelle scuole e renderlo quindi pronto all’uso per i piu’ piccoli’?
O e’ meglio filtrare l’odierno e creare ancora piccole oasi dove Pippo e Topolino regnano sovrani senza cattivi vestiti di nero?

Paura o non paura?

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Paris,Bruxelles.
Una settimana dopo i tragici eventi,come siamo cambiati, o meglio siamo tranquilli solo perche’non è  accaduto a noi?
Può  essere,si chiama “dolore di convenienza”,come quello  che prende a qualcuno quando va a un funerale di un conoscente e finge di essere affranto anche lui.
Ditemi che non è  accaduto anche a voi dai…
Insomma l’Italia è  così, affranta,impaurita ma,vedendo il suo non intervento militare in Syria,è  in attesa,racchiusa nell’ombra di se stessa e di Renzi,campione a sviare i veri problemi.
Io ho timore,paura devastante no,ma sincero smarrimento dinanzi a un momento buio,dove il nemico può  renderci ipocriti,falsi e,come al funerale, compatti in un sentimento,il dolore,che non è  vero.
L’america dopo il suo attentato interno,quello delle torri gemelle,ha capito che la paura è  rigore assoluto,tremore dinanzi a un boato o quando,un aereo,passa sulle teste della gente.
Siamo cambiati tutti,anche  se attualmente non abbiamo capito ancora che  il nostro 11 settembre è  nato a Parigi e ha coinvolto tutto un continente.
Siamo il paese dove il Papa va in Africa senza giubbotto antiproiettile e si mostra alla gente come un uomo di chiesa senza timore di morire.
Che grande risposta ci regala, che lezione di umiltà   nel suo ruolo istituzionale da successore di Pietro.
Leggo in queste sere un libro sull’attentato a Kennedy.
Macchina scoperta,saluti,sorrisi e poi la tragica fine.
Ma lui,decise di non andare con protezioni,decise di dimostrare alla gente di essere il presidente di tutti.
Nel momento tragico,le gesta di uomini regalano la forza e con il loro esempio possiamo  anche resistere in momenti bui  come questo attuale.
Il nemico lo apprezzerà  e forse capira’ che,seppur colpendo,perderà  nel tempo.

IN NOME DI UN CREDO MOMENTANEO.

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Mai come adesso, siamo possibili complici di un meccanismo chiamato raggiro mediatico .
Con la paura di essere vittime in nome di un dio, ci tuffiamo nella difesa della fede, della libertà e ci ricordiamo della nostra religione.
Un giornalista ci ricorda di morire recitando una preghiera,facendo lo sgarbo a chi crede che non possiamo “sbatterla in faccia” a chi pensa  questo.
Insomma una chiamata alle armi, diciamo, un risveglio di valori assopiti che soli Isis e Vatileaks hanno risvegliato in molti.
Siam figli dei tempi, un po come quando sul profilo facebook si mette la bandiera della nazione colpita…

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UN POSTO AL SOLE

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Arallagianlucafoto ( c )

Un giorno qualunque ci ritroveremo a bere tutti, magari fregandocene della paura e della morte.
Si ha questa certezza ma ora no, meglio essere assenti dalla scena quotidiana e sparire, per paura, dalla normale vita che ci avvolge e ci fa pensare che anche noi, siamo bersagli.
Si ragiona così anche in una città dove la sua natura è stata violentata da una forza esterna, Ilva, che ha causato e causa morte e che oggi, alla luce delle notizie parigine, è il nostro nemico in agguato.
I tavoli sono vuoti e si pensa che i ragazzi parigini morti brindando alla felicità avevano un diritto, quello del vivere in allegria e che per il loro essere liberi son caduti sotto il fuoco .
Oggi tutti ci rendiamo conto che dover cambiare le nostre abitudini per colpa di qualcuno no, non può avvenire.
Meglio allora rischiare e occupare quelle sedie libere del bar…

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La nebbia di queste ore

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arallagianlucafoto (c)

La nebbia di queste ore ci dice che la guerra noi l’abbiamo letta sui libri, vista in tv o nei video di internet.
La guerra, come ha detto il presidente Holland, è in atto.
Una guerra non contro uno stato, ma contro un nemico più difficile da scovare.
La guerra odierna è una lotta di vita, di difesa della libertà individuale ma anche di distorsione di un credo religioso, che usato come alibi martorizza giovani inculcati mentalmente da più esperti.
Adesso l’Europa unita deve reagire, saper uscire fuori da questo tunnel nero e essere artefice di una coesione unica, non falsa come in campo economico, per farci vivere  sapendo che ogni nazione siamo noi tutti.
Non sarà più come prima, l’America insegna…

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SIAM FIGLI DEL PASSATO,ECCO PERCHÉ BALLEREMO ANCORA.

Uscire di sera,mangiare assieme agli amici e poi ballare in un locale, deve apparire un fatto normale.
No per alcuni,o meglio no per chi in questo,vede una offesa alla sua ideologia o fede religiosa.
Ciò  che è  accaduto a Parigi,va oltre le semplici storie attorno all’Isis stesso, all’America,al petrolio o agli arabi double face.
Ciò  che è  accaduto,voleva essere ritorsione verso chi colpisce,la Francia in questo caso,nei territori del Medioriente,ma anche numero certo di vittime.
Colpire nel mucchio,come in una sala da concerto affollata di giovani,era la certezza della vendetta,non il simbolo da abbattere ,ma il numero ampio delle vittime da fare.
Spezzare la gioia di una serata,colpendo,serviva a condannare ciò  che ci è  rimasto in questa Europa controversa,cioè  la libertà  del vivere e del divertirsi.
Seppur l’Europa stessa in  alcune parti è  ancora schiava di pseudo rais con falsa democrazia interna,è  pure vero che  nella libertà  rimane una meta da raggiungere per molti.
Seppur spezzata da crisi monetarie e da sgambetti tra i politici attuali,rimane un luogo dove uscire e scambiarsi pareri alla luce del sole,non rimane una cosa difficile da fare.
Ma qualcuno ieri ha detto che questa scorrettezza era da punire,il vivere libero è  da colpire e punire.
Allora siam tutti francesi,poi magari italiani e tedeschi.
Ci sentiamo uniti nella morte,nel dolore dei ragazzi uccisi a un concerto o nei bar.
Abbiamo la forza della ragione ancora,quella che ci permette anche di non essere retorici e capire che in fondo ,seppur senza carrarmati nelle strade o eserciti schierati in strada,la vittima è  e sarà  la paura che ci attanaglia rendendonci prigionieri nella nostra libertà, ricevuta dal passato e dai martiri che son caduti per difendere diritti e popolazioni.
Ecco,questo non bisogna dimenticarlo mai.
Siam figli di guerre e ,seppur questo momento è  una guerra,dobbiamo rialzarci e difendere anche il passato.

arallagianluca

TARANTO COSI’ LONTANA DALL’AMERICA(IL CASO WOLKSWAGEN MA ANCHE ILVA ECC…)

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La casa automobilistica tedesca Volkswagen,ha toppato.
Ha barato e in America chi bara e’ condannato.
Ci possono essere inciuci politici,favoritismi di parte,agganci locali ma,chi sbaglia,e’ punito.
Lo fu in passato per la British Petroleum e le banche invischiate nella caduta di Wall Street anche.
Crollo della piu’ comune norma che dovrebbe vigere in America e altrove,cioe’ la lealta’ verso i consumatori e chi,governo,ti offre spazi e sgravi fiscali per poterti insediare e produrre.
In Italia non e’ cosi’.
Io vivo nella citta’ dei due mari,Taranto.
Qui la grande industria non ha compromessi con la realta’ sociale,la citta’ stessa.
Deve esserci,punto e basta.
Le piu’ comuni norme ambientali vengono eluse grazie a decreti e inciuci alla luce del sole.
Qui si produce andando in barba ai divieti e ai limiti imposti dalla legge in norma di emissioni.
Qui i Riva hanno pagato,ma si produce ancora e si muore di un difetto tutto nostrano che,rispetto all’America,non vige.
Il rispetto che si puo’ chiamare diritto alla salute pubblica,diritto a vivere non a ridosso di una seconda citta’(l’Ilva e’ due volte e mezzo Taranto…),e rispetto per chi ha manifestato contrarieta’ a essere la citta’ dell’acciaio per sempre.
L’identita’ che non vogliamo piu’,essere figli di Sparta e condannati a chiamarci figli dell’Ilva,della morte nei polmoni e di quella che verra’.
Le emissioni nocive,pur restando anche li campo di battaglie ambientaliste,vengono monitorate,sancite e scritte nei libri delle multe da arrecare agli industriali,a chi si permette di superare cio’ che e’ dannoso per il cittadino stesso.
Qui da noi,oramai,la ricerca di una identita’ diversa corrode il limite della sopportabilita’ a resistere,rimanere o scappare,andare via in cerca di aria,pulita e di diritto.

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IL PAPA E IL TRASFORMISMO DEL VATICANO ATTUALE.

Questo papa mi sta sconvolgendo in una cosa:non è  la chiesa.
È  politica riconciliatrice,link ai bisogni umani,poca cerimonia liturgica e più  peso politico del piccolo stato Vaticano.
Cuba è  il sigillo di questo,sino a ora,ma potrebbe essere lo slancio dentro questioni più  difficili da gestire,come i rapporti Usa Russia.
Un papa umano,come uno di noi.
Poco evangelizzatore ma più  portato a entrare nella cerchia dei poteri decisionali della politica mondiale,con un grande rischio:essere ammazzato.
Non un papa successore di Pietro,ma un politico in più.
Cambio dei tempi,delle simbologie legate a rituali secolari e forse anche della numerosa ,e in crescita ,folla dei non credenti,apparsi anche loro stupefatti di tale metamorfosi camaleontica del Vaticano.

arallagianluca