GRECIA E ALTRO,MIEI PENSIERI 2

È  bastato irridere gli avversari,vederli tramortiti nelle loro facce gonfie per il cibo e sapere che,non voler far parte della combriccola dei compagni di merenda,fa un certo effetto.

Sapere che ci sta ancora spazio di un no,secco,deciso,sapere che il “vaffanculo all’autosterita” era non solo dei greci ma di molti europei,mi inorgoglisce  e mi riappacifica con l’energia spesso trattenuta  a vedere la politica nostrana e i lor signori senza poter far niente.

La Grecia da lezione,la Grecia apre spiragli insoliti e, economicamente parlando,certo dolorosi.

Ma i potenti,si loro,hanno perso,e anche se non cadranno,hanno capito  che rimane un barlume di dignità  dei popoli,delle persone.

Rimane voglia di essere liberi da tenaglie imposte e di vivere liberamente i propri destini,come deve essere per tutti.

Evviva la Grecia,evviva il pensiero incondizionato.

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OGNI ANNO LA SOLITA DOMANDA.

Ogni anno come tradizione,cerco un significato nei riti della settimana santa tarantina.

Ogni anno la stessa domanda,la stessa risposta: un mistero.

Il mistero di non sapere se sia giusto avere una fede da seguire,oppure vederli come un folcloristico appuntamento,e  basta.

Poi ci sta il momento della consapevolezza dell’appartenenza a questa  città, sentirla dentro e non farne a meno,nonostante essa sia anche  l’emblema di  tanti fallimenti politici e non.

C’è  anche il momento in cui ti domandi  se avere fede ti possa salvare,oppure renderti conto che essa,la fede,è  un armistizio con i timori dell’uomo sul suo futuro.

Ho fotografato quest’anno contorni della gente,i  volti e le loro espressioni,cercando di trovare in loro emozioni pronte a spingermi a pensare che in fondo qualche cosa ci deve essere,non  la solita retorica dove bisogna crederci oppure morire senza speranza.

Ho letto che prima di Gesù  vi furono molti altri messia,uomini che con la loro dialettica convinsero molti a credere in loro,avere fede appunto in quella figura.

Allora perché  lui,quel volto che ho  immortalato , mi reca dubbi ma anche speranza,voci di ipotetiche vie dove la religione inizia ad avere un senso rimettendo in gioco secolari dubbi.

In molti hanno trovato speranza in questo,in molti hanno perso invece la via della speranza stessa cadendo nel più  grande dubbio della  vita,la morte stessa.

Ho raccolto un poco  di foto a questo link, se vi va date un’occhiata.

Ecco il link:https://arallagianlucafoto.wordpress.com/2015/04/04/sguardi-nella-fede/

TSIPRAS IL GRILLO EUROPEO?

Forse siamo arrivati a un punto dove ci si deve mettere la faccia per vincere o sparire per sempre.

E mettere la faccia,oggi,specialmente in politica e’ quantomeno rischioso e come lo struzzo,che la nasconde in situazioni delicate,spesso molti personaggi  lo fanno.

Siamo in Italia,paese che perde credibilita’ nelle istituzioni e che andra’ al voto perdendo delle identita’ sacre come quelle delle ideologie politiche certe.

Renzi ha fatto di tutto per far vincere la destra e per far uscire ancora una volta la vera questione della sinistra:un’anima sdoppiata.

Oggi seguo cio’ che potrebbe essere l’ennesimo tentativo di ricerca di identita’ della sinistra piu’ sinistra che c’e’,SEL,e quello che potrebbe essere il nocciolo della questione per i prossimi mesi:la faccia appunto da mettere.

Oggi quella e’ sotto il nome di Tsipras,giovane greco rispolverato dalla sinistra europea e che lo vuole catapultare alle prossime elezioni per  la presidenza alla commissione europea.

Austerita’ sacrifici e giustizia per tutti,sono alla base del progetto Tsipras.

Nulla di nuovo direte voi.

Nulla che sconvolge il panorama della disubbedienza ideologica comune che serpeggia in Europa e che in tutti noi,logicamente,trova spazio e spunti di comunanza.

Quindi qual’e’ la novita’ in questa persona?

La novita’ e’ che lui,Tsipras,vorrebbe essere il Grillo europeista,l’uomo della denuncia e dei fatti.

E in questo,e solo in questo,vedo un coraggio che servirebbe da noi in Italia.

Mettere la propria faccia,dire eccomi sono pronto alla battaglia.

Qui e’ la differenza tra il fare e il non fare,tra capire che siamo al punto di entrare nella storia o finire nel dimenticatoio.

Abbiamo un bivio pericoloso.

A destra una destra forte,coesa nel ritrovarsi unita per vincere e tornare a comandare.

A sinistra,una sinistra spaccata persa come quando una lucertola perde la coda e quest’ultima si muove ancora.

Si muove,ideologicamente nella stessa area,ma e’ divisa dalla casa madre.

Renzi e’ peggio di Berlusconi.

Ricrea vecchie logiche di politica ad personam,fatta di elogi per se stesso e poco utili al paese.

Il connubio con Berlusconi ha sancito la fine dell’era Letta e anche la spartizione della sinistra tra vecchie cariatidi e nuovi giovani pseudocomunisti.

Il rischio e’ che in mezzo ci si ritrovino i delusi,di tutto e tutti.

E che per una logica di vendetta mirino al disordine che ci potrebbe catapultare nella lotta armata di nuovo.

 

CARO ADRIANO,PIU’ IN LA’…SI A SINISTRA…OK.

Questo, dal mio telefonino, è il glorioso cielo sopra l’Ilva del Primo gennaio 2014, un po’ prima del tramonto.”

ilva sofri

Caro Adriano la tua foto,come quelle di molti altri spettatori di questo scenario grandioso,sembrerebbe cadere nell’errore.

Ecco,a questo link,la spiegazione di questa meraviglia …

http://www.inchiostroverde.it/news/emissioni-di-capodanno-ilva-nessun-evento-anomalo-colpa-di-un-corpo-nuvoloso.html

La cosa piu’ che mi rattrista e’,caro Adriano,sapere che lo spettacolo di un tramonto sia nelle mani di fumi spettacolari,di figure nei cieli che ricordano forme fantasiose.

La cosa che piu’ mi fa male,caro Adriano,e’ che la nave Ilva e’ come la Concordia,li ferma ad attirare gente in cerca di souvenir da far vedere agli amici.

Propagandare un territorio mostrandone i lati piu’ “belli”,quelli che attirerebbero migliaia di turisti per le nostre vie.

Eppure,caro Adriano,spostandoti piu’ a sinistra,mettendo a fuoco la camera del telefonino,c’e’ una colonna dorica che ci ricorda il tempio di Poseidone e la Taranto che fu’.

Poi,andando a destra,la citta’ vecchia,che tu so che conosci e ammiri.

Ma credimi,caro Adriano,mi fa piu’ rabbia sapere che,nelle fotografie istantanee di panorami e vedute della nostra citta’,ci sia come protagonista la nave Ilva…e i fumi dei suoi camini…altro che bellezze storiche,Adriano.

Comunque ti mando il link di alcuni miei scatti,ove il fumo ammazza gente non c’e’.

http://arallagianlucafoto.wordpress.com/2013/03/27/taranto-vecchiaandata-e-ritorno/

BUON ANNO,NO ANZI …NULLA E’ CAMBIATO,ANZI….

Non so se conviene piu’ commentare le cose dell’anno appena passato o iniziare con quelle nuove del 2014.

Fatto sta che nel momento in cui scrivo,sui social network mi appare la foto  di una spiaggetta vicino Taranto,a Lama,che,come un segnale biblico,ha il mare che la bagna tutta di rosso  ruggine.

E’ la zona che ho frequentato fin da quando avevo 10 anni,e andavo nelle mie scorribande mattutine con gli amici per fare il bagno non piu’ con i genitori.

Questa zona e’ bella,e ricordo che aveva a poca distanza dalla spiaggia fatta di sassi e sabbia,uno scoglio lungo e perfettamente liscio.

Da li mi tuffavo e’ provavo la gioia di un corpo libero nell’acqua lontano dai pensieri della scuola.

Ritorniamo all’inizio.

Oggi appare questa foto scattata da Christian Limone.

conchetta lama

Aggiungiamo altro?

Che vi devo dire che l’Ilva in queste ore emana tanto,ma tanto tanto veleno nell’aria?

Non ci credete?

Altra foto?

Ok…

ilva 1 gennaio                                                                                              Foto di Gianfranco Curto.

Aggiungiamo altro?

Diciamo che si e’ sparato piu’ degli altri anni a capodanno nonostante ci siano meno soldini in giro?

Come posso dire oggi “auguri Taranto” ?

Come posso dirlo,vedendo gia’ in due giorni appena  due micidiali ferite al territorio?

Un attacco dal cielo e dal mare oserei dire.Un senso di impotenza dinanzi a chi autorizza tutto cio'(lo stato promulgando sentenza salva Ilva e restituendo i soldi confiscati dalla magistratura tarantina…)e dal vigliacco che con il suo gesto ha ferito una parte dei miei ricordi da ragazzino(spero in un evento naturale…)Buon anno,popolo jonico…e non solo.

 

P.S.

Leggo che il fenomeno accaduto a Lama e’ del tutto naturale e si chiama “esplosione algale”.

Meno male.Un problema in meno..l’altro difficile che sia naturale..o no?

JEFFREY IL FOTOGRAFO DEI “MALEDETTI”.

Jeffrey Stockbridge  ha  passato gli ultimi cinque anni della sua vita a fotografare e intervistare la gente che abita Kensington Avenue a Philadelphia.

Tra tossici,prostitute, emarginati,ha studiato la gente di questo posto e da essa ha assimilato la tragica vita di ognuno di loro.

Lo scatto di Jeffrey rappresenta il momento della verita’ per ognuno di loro,la consapevolezza che,fermandosi di fronte alla macchina,possano essere per un attimo consci del proprio dolore o destino.

La drammaticita’ della loro vita,veloce nel cogliere l’attimo del godimento per una dose di eroina,o il vendersi a un cliente per raccimolare soldi,diventa’ il loro specchio,la verita’ da “sputare” addosso alla macchina fotografica.

La strada non e’ vista come un semplice palcoscenico dei dolori,con le vie imbrattate dagli spray o le carcasse delle macchine.

E’ il luogo della vita di queste persone,la casa dove si alternano paure e gioie.

Nasce anche un blog,visitabile a questo sito http://kensingtonblues.com/ ,dove oltre alle magnifiche foto,c’e’ la parola detta da molte di queste persone a Jeffrey.

Un lavoro che trovo fantastico,un calarsi in una realta’ come quella di Kensington Avenue,dove la verita’ messa a fuoco,e’ un motore che ci sprona a riflettere sulle vite spezzate per colpa di vizi e drammi personali.

Un fotografo,una via e mille anime perse nella notte…..
 

L’AUTOSCATTO DI FRANCESCO E IL DITO MEDIO DEI POLITICI.

L’autoscatto di Papa Francesco con i ragazzi abbatte un muro,quello delle istituzioni.

Anche se religiose,esse in passato hanno mantenuto negli anni una solida certezza:la distanza dalla gente.

E’ stata accorciata con Giovanni Paolo II,rendendola unica con le giornate della gioventu’ e le mosse teatrali dell’allora pontefice rimasto  nel cuore di tutti noi.

Ma questa foto

papafrancesco autoscatto 2e’ la picconata sul muro di Berlino.

Un punto di non ritorno,dove il ritorno era stata la freddezza di Benedetto xvI e la sua metodica gestualita’ con noi tutti.

Papa Francesco abbatte una distanza ma se essa fu gia’ come ho detto prima resa breve da Giovanni Paolo II,ora  e’ ancor piu’ netta e viva.

Francesco gia’ col suo “Buonasera” detto al mondo quando fu eletto,ci regalo’ un profilo umano molto umile.

L’umilta’ che si ritrova a ogni sua parola,discorso e gesto,che oramai lo caratterizzano.

La foto con i giovani e’ l’abbattimento di un principio che spesso nelle istituzione trova nemici.

Se da una parte la chiesa ha capito la sconfitta dell’immobilismo dovuto a ottusita’ e preconcetti storici(in realta’ molti ancora ci sono,ma sono fiducioso….),dall’altra parte la politica e i politici continuano a sbagliare.

Il dito medio di Gasparri ai fotografi

gasparrie’ cosi’ distante da cio’ che vogliamo.

Una distanza incolmabile ancora per i signori politici che tra leggi ad personam e scaltrezze varie,giocano con i nostri sentimenti personali.

Uno scatto che e’ il piccone al muro di una differenza tra chi ci rappresenta e chi cerca in loro figure da seguire e ammirare.

La  chiesa con Francesco e’ sulla buona strada.

Certo la politica con i suoi diti medi alzati NO.

BOSSI

TARANTO,LA MADONNA E’ RIENTRATA E SPERA ANCHE LEI.

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Taranto,A.D. 2013

Il turista dov’e’?

Una domanda semplice,banale.Eppure significativa,importante per capire,sondare cio’ che una citta’ ha da offrire e offrirti.

C’e’ stata molta carne a cuocere in questa settimana santa passata. Vi sono stati i riti delle processioni(http://arallagianlucafoto.wordpress.com/2013/03/29/il-bianco-del-giovedi-santo/),vi e’ una parte di Taranto che noi stessi non conosciamo bene ma che ogni volta che visitiamo ci cattura,la citta’ vecchia(http://arallagianlucafoto.wordpress.com/2013/03/27/taranto-vecchiaandata-e-ritorno/),ma tutto cio’ sembrerebbe non aver attirato turisti quest’anno qui da noi.

Le cause sembrerebbero basarsi su effetti puramenti negativi di questa economia,che ha spezzato le gambe a tutti e che ha reso praticamente un miraggio,le voglie di visite e escursioni nei luoghi della penisola nostrana.

Ma a Taranto,forse qualche cosetta di piu’ e’ avvenuta.

La questione Ilva,il processo all’azienda rea di essere colpevole di emissioni velenose dai suoi camini,la sua problematica sviluppata in ambito televisivo con dibattiti sulle reti nazionali e locali,hanno reso Taranto zona off limits per il turista.

Perche’ venire qui a rischio della propria salute e con un simile quadro panoramico?

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Sembrerebbero le solite scuse,forse il solito qualunquismo critico nostro,ma credo che sia da prendere tale fatto in considerazione.

Ammazzata una possibilita’ per causa dell’inquinamento?

Chiusa la porta della citta’ al turista per i veleni che volano nell’aria?

Le nostre pietanze non piu’ commestibili perche’ piene di diossina come deterrente per i nostri ristoranti locali?

Ma quale turista verrebbe qui a queste condizioni crisi o non crisi economica?

Voi andreste a vedere i monti a Fukujhima o a Chernobyl?

Io no,di certo.

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A vedere questa immagine viene da piangere.

Una  volta i turisti si affacciavano qui per vedere la citta’ dei due mari,il ponte che li divideva e lo spettacolare colore del cielo e del mare,unico.

Oggi deserto,nulla.

Solo noi locali e i nostri amici dei paesi vicini come viandanti in cerca di emozioni,alla ricerca delle radici scomparse nella rincorsa al dio denaro,a tutti i costi.

Su quel ponte,venerdi’ santo,e’ passata la statua della madonna dell’Addolorata,per tornare in citta vecchia e entrare in questo portone

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per poi ridiscendere l’anno prossimo queste scale

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sperando che ad accoglierla non ci siano i soliti tarantini,ma anche tanti fedeli da altre parti d’Italia e del mondo….

TARANTO,I PERDUNE E LA FEDE PER NOI E LA CITTA’.

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Taranto in bianco,con le sue due processioni e i perdune che nelle vie del borgo e della citta’ vecchia si recano ai sepolcri.

Sembra di ritornare indietro,nel passato,tra le vie strette di una citta’ vecchia sempre affascinante e loro,i confratelli del Carmine che il giovedi’ santo nazzicano,un passo avanti due dietro,dondolandosi e facendosi coraggio a vicenda per affrontare questo pellegrinaggio lungo e faticoso.

Taranto in questi tre giorni di passione,vive e si addolora,partecipa e spera,spera nella rinascita del Cristo ma anche della sua citta’ stessa.

Le due processioni,una il giovedi’ notte dell’Addolorata,e l’altra dei Misteri con tutte le statue della passione di Cristo,ci donano pace e tristezza allo stesso tempo.

Taranto si ferma,anch’io sono gia’ immerso nel mio conflitto interno di fede e speranza.

Qui potete vedere alcune foto del pellegrinaggio di ieri giovedi’ santo,scattate da mehttp://arallagianlucafoto.wordpress.com/2013/03/29/il-bianco-del-giovedi-santo/