SIAM TUTTI VIGLIACCHI…

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Orlando,49 morti.
Tutti compatti contro l’omofobia o il terrorismo .
Siam tutti neri,gialli,bianchi,dipende da come gira la notizia.
Forse non ci rendiamo conto dell’ evento drammatico o della grave azione di uno squilibrato.
Non siamo piu’ di parte mantenendo una nostra idea.
Siam guidati,teletrasportati nel mondo che ci vogliono far credere come accadde per l’11 settembre.
Siamo asociali,paranoici e senza inventiva.
Un vaffanculo diretto lo scriviamo dal cellulare sui social ma non abbiamo il coraggio di farlo di persona.
Siam vigliacchi,come teppisti nella notte che incendiano cassonetti e scappano,nel buio,per non farsi riconoscere.
Ieri tutti italiani,evviva Conte.

 

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LA “LIBERTE’ ” DI …CAMMINARE.

©arallagianlucafoto

Il Governo francese lancia una applicazione, Saip che ,allerta in tempo reale i cittadini dinanzi a un attacco terroristico.
Servira’,non servira’,fatto e’ che la liberta’ di gironzolare in Francia sara’ limitata dall’eventuale avviso di attentato,riducendo il francese ad “animale braccato ma avvertibile”….
Insomma il terrore ci domina e ci rende schiavi,guarda un po’…,dell’ennesima applicazione tecnologica che, dovrebbe dirci, anche grazie alla nostra geolocalizzazione dove rifugiarci e scappare per metterci in salvo.
Ora attendo quella anti scippo,anti macchine che passano col rosso,anti venditori di bibbie o enciclopedie,di false associazioni,di pseudo pedofili e stupratori,di maniaci ,di ex amanti o fidanzati,ecc..
Viva la liberte’,sempre meta agognata per i nostri tempi liberi….

FUTURO SBIADITO

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La Chiesa ci assicura qualcosa nell’al di là. Ma… per di qua?
C’è gente che ci spera, e c’è gente che si dispera. Una cosa è certa: quando la Chiesa ogni anno, durante il Triduo pasquale, parla di un Cristo redentore che ha vinto per sempre il male e la morte anche per l’umanità, non fa che ingannarci. Il male c’è ancora, come il dolore e la morte. La follia continua: quella di un potere bastardo che reprime libertà e diritti universali; quella di un Dio Padre che lascia talora, quasi indifferentemente, il gioco nelle mani del potere bastardo; quella del Cristo che ogni anno soffre, muore e risorge, ma solo nei riti e nelle cerimonie di una Chiesa che non cessa di illuderci, garantendo che tutto oramai è nelle mani dell’amore infinito di Dio.”
Parole di un prete,parole di verita’ che vanno oltre l’abito che porta.
Don Giorgio De Capitani ci dice che la chiesa ci “illude” nei giorni del terrore dell’Isis e ci promette salvezza nell’aldila’   …forse.
Ma allora la morte di Cristo per salvarci,la passione e l’amore infinito come scelta da dare a noi,morendo appunto,vale?
Ma esiste l’orrore,le grida nell’aereoporto e nella metropolitana,i giovani al Bataclan che dalla gioia della musica passano all’orribile carneficina e quindi la morte,la sua morte nelle mani del potere,umano,terrestre.
Non vi e’ stato un “reset dell’odio,della violenza,della morte degli innocenti”,no si continua all’infinito e allora,chissa’ un domani saremo fortunati a vivere in pace,senza paura e non piu’ in mano al cattivo di turno.
Il Cristo  che lascia il destino ai terroristi e che nelle cerimonie di questi giorni rimette tutto nelle mani dell’amore infinito di Dio.
Insomma tempo perso sulla terra,fede e speranza in teoria e nella realta’ il demone del giudizio terrestre camuffato nella vigliaccheria dell’arma che uccide,della bomba che esplode e altro,e allora che ci rimane….forse la musica delle processioni,la statua portata in spalla per le vie di mille citta’ e sapere che,l’uomo,e’ artefice di un sogno ricercato da molti fedeli di pace infinita.
Caro Don Giorgio,tutto vero certo.
Ma allora peccare ha senso ,una vita da santo ha senso?
Tu dici che la chiesa ci illude,ci propina miraggi futuri quando la morte e’ gia’ in atto grazie all’uomo.
La paura di questi giorni,l’essere piccoli dinanzi al gesto di persone che si immolano sull’altare dei media per sancire un piano espansionistico di fede,di regole in Europa e non,mi dice che forse aveva ragione un scrittrice che seppe vedere bene i tempi attuali.
Scriveva. “Intimiditi come siete dalla paura d’andar contro corrente cioè d’apparire razzisti (parola oltretutto impropria perché il discorso non è su una razza, è su una religione), non capite o non volete capire che qui è in atto una Crociata alla rovescia. Abituati come siete al doppio gioco, accecati come siete dalla miopia, non capite o non volete capire che qui è in atto una guerra di religione. Una guerra che essi chiamano Jihad. Guerra Santa. Una guerra che non mira alla conquista del nostro territorio, forse, ma che certamente mira alla conquista delle nostre anime. Alla scomparsa della nostra libertà e della nostra civiltà. All’annientamento del nostro modo di vivere e di morire, del nostro modo di pregare o non pregare, del nostro modo di mangiare e bere e vestirci e divertirci e informarci. Non capite o non volete capire che se non ci si oppone, se non ci si difende, se non si combatte, la Jihad vincerà. E distruggerà il mondo che bene o male siamo riusciti a costruire, a cambiare, a migliorare, a rendere un po’ più intelligente cioè meno bigotto o addirittura non bigotto. E con quello distruggerà la nostra cultura, la nostra arte, la nostra scienza, la nostra morale, i nostri valori, i nostri piaceri”.
                                ORIANA FALLACI  29/09/2001

LA FOTO,UN ANNO FA,POI BRUXELLES E ….

La prima cosa che mi e’ venuta a mente leggendo di Bruxelles oggi,e’ stata una immagine che vi posto
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gianlucaralla(c) 
Settimana santa tarantina,pellegrinaggio ai sepolcri a Taranto Vecchia,tra i vicoli pieni di fumi dell’Ilva e la gente,presa dall’evento,che grida fede e orgoglio per tutto cio’.
Difesa dei riti,in barba al tempo tecnologico che ammazza tutto e che allontana i ragazzi dai sapori del passato.
Ma torniamo alla foto,il mio scatto di un anno fa,quello che ferma quasi il tempo e,con il primo piano dei “perdune” nazzicanti,che va in contrasto con le tute fluorescenti degli operatori sanitari.
Qui il contrasto,la resistenza radicata in noi della fede e della speranza aggrappata al rito,e l’elevazione di un fanatismo,sviscerato anche dall’acquisto dei simboli a peso d’oro la domenica delle palme,per essere attori di un evento agli occhi di tutti.
La propria religione esasperata,data in pasto alla gente,alla cronaca ma sempre esasperata,appunto fanatica,maniacale ogni anno a “vendere la propria forza” nelle vesti bianche,incappucciate  per alcuni.
E Bruxelles,con il fanatismo islamico esasperato nella difesa di terre oltraggiate e occupate da uomini e mezzi che,con la forza delle armi,si impossessa del palcoscenico e,via,occupa il luogo che non gli spetta.
Un fanatismo certo diverso,distorto fino a portare persone a farsi esplodere,immolandosi a “eroi” in nome di una fede.
Un essere visibile,a tutti,esponendo la vita alla morte e dicendo che,ora ,si siamo protagonisti.
Religione,distorsione e vera fede,chissa’  ….

MUSICA E LOTTE FOREVER.

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Il primo Maggio a Taranto si fa un concerto,  uno che dovrebbe aprire i cuori alla gente sul problema dell’inquinamento. link http://www.liberiepensanti.it/unomaggiotaranto.html
Ma non voglio dire la mia su questo problema,di  cui mi sono occupato spesso sul mio blog.
Volevo parlare del fatto  che mi colpisce negli eventi,e  cioè  la presenza del vip e la sua full immersion nella tematica dell’evento stesso.
Tempo fa mi capitò  di vedere alla tv un uomo,Roger Waters,che  spiegava la sua causa anti israeliana e i motivi connessi a questo.
Paragono’ i palestinesi come vittime di un genocidio,associandolo a quello nazista verso gli ebrei.
Una visione reale,di sicuro sincera, dettata da anni di soprusi  nei territori palestinesi e dove lui,Waters,ripercorrendone la storia, denunciava il silenzio del mondo verso questo tema.
Ritornando al concerto nostrano,ebbene la presa di posizione di chi verrà  a cantare sul palco, come Litfiba e altri,deve seguire nel tempo ed essere una battaglia continua da percorrere  assieme a noi cittadini.
Se  ciò  non dovesse accadere,credo che sarebbe giusto ammettere il fallimento della protesta in musica stessa,poiche’ risulterebbe solo post pro cd in uscita e basta.
Waters dimostra  che le cause giuste per cui si lotta possono nascere anche senza ricerca della notorietà  e,anzi,a un certo momento della propria vita  concretizzarsi in un discorso di” pace con se stessi “quasi.
“Non ho nulla da chiedere più, sono famoso e ricco ma lotto per i bimbi uccisi a Gaza”.
Ecco vorrei sentire parole così  sul palco di Taranto,parole senza utopia e qualunquismo
Spogliarsi dell’etichetta di eroe della musica che sono e rinascere,nel problema per cui canto,per me stesso in primis e poi per gli altri.
Penso a Jhon Lennon, alla lotta fatta in america e la guerra  inutile che denunciò  a tutti.
Il primo maggio solo eroi,no venditori di fumo please.

 

 

LA STATUA MI DISSE CHE…..

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gianlucaralla(c)
Caduti,sorretti,accompagnati,protetti e curati.
Ma anche coesi con il destino altrui,partecipi di un momento,positivo o negativo,dove il sentirsi parte dell’altro e’ importante.
Visto cosi’ sarebbe magnifico,quasi irrealistico a oggi,visto i tempi.
Nei social l’appartenenza alla sofferenza altrui,spesso,e’ condivisibile dietro frasi di circostanza,faccine che piangono o cuori neri.
Insomma essere oggi altruista,che vuol dire?
Sembrerebbe una oscura parte che viene fuori in alcune circostanze e che spesso,invece,viene messa da parte per egoismi personali.
Penso al volontariato,sincero e aperto al prossimo,oppure al maestro di scuola che e’ anche maestro di vita per gli alunni.
Penso alle nostre uscite per strada,i volti di chi chiede l’elemosina e noi,via sfuggenti nei nostri pensieri.
Penso ai politici,a quelle persone che dovrebbero immolarsi sull’altare del prossimo e per il prossimo morire anche.
Allora Kobe,la resistenza delle donne contro l’Isis e la loro morte,donarsi per una causa che per noi occidentali sa di strano.
Ma anche la chiesa,mamma quanto altruismo di facciata…,e i suoi preti attenti alla forma come fossero dei docenti universitari e non ai contenuti.
Ma anche ai genitori,noi,spesso sorpresi dal figlio che reclama attenzione.
La statua oggi mi ha fatto venire a mente queste considerazioni,in un freddo mattino in riva allo Jonio….
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COMUNQUE SIA….

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arallagianlucafoto(c)

 

Salutiamo il 2015 con una certezza:la nostra liberta’ di volare in ogni momento e’ testimone di una paura che ci attanaglia,ci scopre vittime sacrificate in nome di religioni distorte e,infine,deprime.
Deprime questa visione,deprime questa attenzione verso il prossimo,visto con piu’ sospetto e che ci fa riflettere,alla fine,sull’odio perenne che attanaglia il mondo odierno.
L’odio verso la liberta’ appunto che deve essere punita,poiche’ essa,e’ figlia di privilegi o peccati,figlia di nonni uccisi in guerre che immolandosi hanno dato la pace e la serenita’ ai giovani di oggi.
Ecco il 2015 e’ l’anno dell’assasinio della liberta’,o tentato solo la storia lo dira’,di un qualcosa che fino a pochi anni fa era scontata.
La gente ha capito che il sangue visto in altre parti del mondo,penso alla Libia,all’Iraq,alla Somalia ecc..,e’ parte europea adesso.
Parigi ,Bruxelles ci hanno reso fragili e coesi verso l’orrore,verso i corpi ammassati del teatro Bataclan e,
unendoci alle grida dei giovani contenti per un concerto,la liberta’ appunto,siam morti anche noi.
Bastera’ ai politici essere duri,bastera’ limitare le nostre azioni o e’ definitivamente scomparso un semplice gesto,una semplice idea di recarci tutti chesso’ a Parigi,a Bruxelles o Roma a sorridere ,in piazza all’arrivo dell’anno nuovo?
Sara’ semplice ridere a New York,a Time Square,sapendo che la persona affianco a te possa farsi esplodere all’improvviso?
Auguri a tutti,e grazie per avermi seguito in questo anno,dove ho raccontato le mie percezioni della vita,del mondo intero e cercato,nel mio piccolo linguaggio,di farmi capire.
Grazie a chi mi ha commentato,grazie di cuore poiche’ mi ha aperto nuove strade per percorsi che cerchero’ di mettere in pratica anche con la fotografia,amica del cuore,che mi accompagna sempre e mi regala gioia e prospettive nuove.
Auguri a tutti.DI CUORE.
LUCA

VERITA’ O BUGIA?

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La strage di San Bernardino in USA,ha alimentato un dibattito all’interno della stampa e della gente comune,circa l’immediata intrusione dei media nel covo dei due terroristi.
Si sa che  in America ,con le dirette live,la vita e’ segnata dall’evento immediato,dall’effetto mediatico che narra a tutti,nelle case o negli uffici,cio’ che avviene.Non so se sia un bene o un male,ma e’ senza ombra di dubbio un rischio per i piccoli,per chi ancora nella loro ingenua eta’,vede il male sotto forma meno realistica come invece noi adulti.
Mio figlio nell’era dell’isis e delle sue gesta,rimane colpito,abbattuto da un pugno dove scricchiola il confine tra paura e sfida.
La paura  di essere parte di un evento,drammatico e tragico,la sfida come facilita’ nell’eliminarlo subito.
Eppure,discutendo con amici,si diceva che la necessita’ di non nascondere la vita,seppur nei suoi momenti terribili come questo,sembrerebbe l’unica soluzione per farli crescere pronti all’occorrenza.
Ho visto il vademecum dato ai cittadini in Francia,come difendersi da un attacco in luoghi aperti,chiusi e come muoversi per proteggere se stessi e altri.
Bene.Bisognerebbe farlo leggere anche nelle scuole e renderlo quindi pronto all’uso per i piu’ piccoli’?
O e’ meglio filtrare l’odierno e creare ancora piccole oasi dove Pippo e Topolino regnano sovrani senza cattivi vestiti di nero?

Paura o non paura?

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Paris,Bruxelles.
Una settimana dopo i tragici eventi,come siamo cambiati, o meglio siamo tranquilli solo perche’non è  accaduto a noi?
Può  essere,si chiama “dolore di convenienza”,come quello  che prende a qualcuno quando va a un funerale di un conoscente e finge di essere affranto anche lui.
Ditemi che non è  accaduto anche a voi dai…
Insomma l’Italia è  così, affranta,impaurita ma,vedendo il suo non intervento militare in Syria,è  in attesa,racchiusa nell’ombra di se stessa e di Renzi,campione a sviare i veri problemi.
Io ho timore,paura devastante no,ma sincero smarrimento dinanzi a un momento buio,dove il nemico può  renderci ipocriti,falsi e,come al funerale, compatti in un sentimento,il dolore,che non è  vero.
L’america dopo il suo attentato interno,quello delle torri gemelle,ha capito che la paura è  rigore assoluto,tremore dinanzi a un boato o quando,un aereo,passa sulle teste della gente.
Siamo cambiati tutti,anche  se attualmente non abbiamo capito ancora che  il nostro 11 settembre è  nato a Parigi e ha coinvolto tutto un continente.
Siamo il paese dove il Papa va in Africa senza giubbotto antiproiettile e si mostra alla gente come un uomo di chiesa senza timore di morire.
Che grande risposta ci regala, che lezione di umiltà   nel suo ruolo istituzionale da successore di Pietro.
Leggo in queste sere un libro sull’attentato a Kennedy.
Macchina scoperta,saluti,sorrisi e poi la tragica fine.
Ma lui,decise di non andare con protezioni,decise di dimostrare alla gente di essere il presidente di tutti.
Nel momento tragico,le gesta di uomini regalano la forza e con il loro esempio possiamo  anche resistere in momenti bui  come questo attuale.
Il nemico lo apprezzerà  e forse capira’ che,seppur colpendo,perderà  nel tempo.

IN NOME DI UN CREDO MOMENTANEO.

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Mai come adesso, siamo possibili complici di un meccanismo chiamato raggiro mediatico .
Con la paura di essere vittime in nome di un dio, ci tuffiamo nella difesa della fede, della libertà e ci ricordiamo della nostra religione.
Un giornalista ci ricorda di morire recitando una preghiera,facendo lo sgarbo a chi crede che non possiamo “sbatterla in faccia” a chi pensa  questo.
Insomma una chiamata alle armi, diciamo, un risveglio di valori assopiti che soli Isis e Vatileaks hanno risvegliato in molti.
Siam figli dei tempi, un po come quando sul profilo facebook si mette la bandiera della nazione colpita…

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