IL MARTIRE DIMENTICATO TRA BREVE.

Ho letto questo articolo su IL TIMONE,un mensile di apologetica.

Qui il link  http://www.iltimone.org/news-timone/muore-un-cristiano/

Ho fatto delle considerazioni dopo e, nell’era del cov19, mi son detto che passando dai sacerdoti,ai medici e agli infermieri e continuando aggiungo io al comun mortale che lavora in luoghi esposti al virus,il martire per il lavoro risulta adesso estasiato e poi sara’ dimenticato.

Il medico che rischia,e lo fa ogni giorno con o senza virus,deve essere ricordato sempre,cosi’ come l’infermiere che senza attrezzi del mestiere,annaspa nelle torbide acque di una sanita’ lurida prosciugata dalle mazzette degli appalti o dai favoritismi a scapito della mericrotazia…

L’eroismo attuale,seppur dettato da un’etica professionale,ricorda le differenze remunerative tra chi cazzeggia sui banchi di Montecitorio e chi,invece,rischia in prima linea.

Sara’ qualunquismo,certo,ma dimenticarlo o peggio non ammetterlo sarebbe porre una guancia a favore di chi non capisce la capacita’ del darsi all’altro senza premi.

Sarebbe aggiungersi alla schiera del popolino che si accontenta del poco che ha e lascia ai politici l’arduo compito di decidere per noi fregandoci quotidianamente e regalandoci inutili speranze che hanno anni o secoli alle spalle.

Grazie ai medici,agli infermieri,a chi rischia quotidianamente e spero che quando finira’ tutto,ci sia tempo ancora per capire la logica degli errori commessi all’inizio della pandemia e chi,politicamente parlando,cadra’ dalla sua poltrona.

HO MESSO IN CONTO ANCHE DI MORIRE.

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Due considerazioni.

La prima riguarda il papa Francesco e la sua benedizione fatta in diretta tv da San Pietro.

Quando Coppi nel 1949 vinse la tappa  Cuneo -Pinerolo,il radiocronista Ferreti vedendo in diretta la fuga del ciclista italiano esclamo’:  ” un uomo solo al comando”,  per rimarcare l’impresa titanica del ciclista azzurro.

Un uomo solo mi e’ parso Francesco,al comando di un destino incerto che solo Dio sa.

Un destino affidato al crocifisso in piazza San Pietro e alla beatitudine della Madonna.

Si il papa era in quel momento un uomo solo al comando,intesta a un gruppo di miliardi di fedeli e in attesa di una meta che possa arrivare subito e che possa dire “TRAGUARDO” e fine di un incubo per l’umanita’.

Seconda considerazione.

Ho paura  di morire,lo devo mettere in conto anch’io come tutti forse.

IL COV 2019 e’ una brutta bestia,dannatamente ostile e invadente.

Seppur senza patologie,lo devo mettere a conto questa evenienza.

Direte ma perché,pessimista…..

Ci penso nel momento in cui vedo il menefreghismo di molte persone nell’uscir da casa ancora e senza precauzioni.

Lo devo mettere in conto poiché vado al lavoro e non rimango sempre in casa.

Lo temo poiché i giovani sono a rischio anche loro,seppur all’inizio questa evenienza fu smentita dal governo,assieme ad altre bugie….

Un uomo solo al comando,un pensiero che mi affligge e la speranza di tutti che tutto finisca molto presto.

 

 

Ho sentito un sacerdote su youtube che…

…..ricordava a tutti che questa maledetta pandemia mette tutti quanti uguali dinanzi alla morte.

Il ricco o il poveretto,il bello o il brutto,sono uguali e rafforzano un concetto divino che spesso quando si sta bene lo dimentichiamo.

La fine della vita e’ il reset delle gerarchie dovute al dio denaro,lui si che comanda… eccome!

Sara’ ma il pensare tutti alla fine o alla salvezza comune e’ e sara’ il bottone che ci dira’ chi saremo quando ne usciremo fuori e che ci indirizzera’ alla conclusione della nostra esistenza.

LA GIACCA STRETTA DI CONTE

Sui tempi e i modi del premier Conte si e’ detto molto.

Criticato per le sue conferenze stampa allarmistiche e decise,criticato per le decisioni ristrettive del suo governo,lui,Giuseppe,e’ l’unico che comunque sia ci mette la faccia dinanzi agli italiani.

Conte e’ il politico con la giacca stretta e i gomiti bucati che pero’ e’ quasi elegante.

Si una eleganza incompleta,non di stile impeccabile.

Come quando si vuol far colpo su una ragazza e si rispolvera il completo piu’ bello ma usurato.

L’Italia e’ cosi attualmente,un paese lacero che pero’ vuol farsi bello istituzionalmente dinanzi ai suoi concittadini e al resto del mondo.

La lezione politica  a mio parere sara’ quella dell’orgoglioda mettere in campo  di ogni nazione,quello scatto di reni che servira’ a rimettere in moto credibilita’ e arguzia nazionale.

Se l’Europa e’ finita da un po’,oggi il coronavirus ci permette di pensare ognuno come nazione a se stessa,rileggendo con i numeri dei morti purtroppo quello che non si e’ fatto e che,anzi,si sarebbe dovuto fare in passato.

Conte non so se rimarra’ alla fine come l’ultimo comandante della nave Italia,ma certamente ne esce bene seppur ferito.

Adesso mi aspetto altri politici mondiali che metteranno la faccia e faranno emergere i loro peccati decisionali mai messi in atto per il bene delle loro comunita ‘.

CI MANCA IL VERO GIORNALISTA IN QUESTO TEMPO DA COV19

Essere giornalista oggi e’ difficile.

Devi essere credibile piu’ che mai,cercando di eludere le fobie paranoiche ed emotive dell’essere umano ,e dire la verita’.

Mentana lo seguo,i suoi tg sempre sul pezzo e molto precisi.

I suoi tweet meno,sempre piu’ confusi e degni del leone da tastiera preso dal panico.

Quindi mi tuffo nel riascoltare una trasmissione radiofonica,Stampa e Regime su Radio Radicale,condotta da quel grande maestro di cui sentiamo la mancanza che era Massimo Bordin.

Lui era pragmatico,eludeva siparietti da prima donna e cercava di snocciolare i quotidiani dando sempre spazio al ragionamento che ognuno di noi faceva a fine trasmissione.

Oggi no.

Molta confusione e pochi maestri.

Al tempo del coronavirus Bordin avrebbe letto la notizia regalandoci perfino barlumi di speranza a noi,fobici paranoici mortali.

 

 

LA CHIESA NON CI DEVE NULLA,SOLO PREGHIERE.

Molte persone oggi criticano la chiesa,il Vaticano .

Mi affido alle loro preghiere io personalmente,e basta.

Si perché la parte la deve fare lo stato,i politici e le loro promesse prima della pandemia.

La chiesa non ci ha promesso niente,nulla se non la speranza di vedere Dio ,forse…

La politica ha promesso l’inverosimile,la speranza del futuro migliore dicendoci che loro sono in grado di farlo.

Hanno detto i politici,prima del coronavirus,che l’Europa sgomita tra gli stati membri e che ognuno deve fare la sua parte,democraticamente.

Invece  le mascherine  negate all’Italia e’ lo specchio del menefreghismo piu’ totale e becero dell’essere Europa oggi.

La chiesa non ci deve nulla,tranne preghiere.

QUI SIAM MORTI GIA’,IL VIRUS NON FA PAURA.

Vi scrivo dalla terra dove per produrre acciaio muoiono piu’ bimbi in Italia.

Qui c’e’ stata una manifestazione mercoledi’ per ricordare le vittime dell’inquinamento e per ribadire,se ve ne fosse bisogno,la volonta’ dei cittadini di chiudere quella maledetta fabbrica.

Ma siam pochi,pochissimi,messi alla gogna in nome del pil e fatti ammazzare dai veleni che il governo accetta e vuole.

Il virus attuale colpisce molte persone,certo.

Ma non ammazza tutti,anzi come la natura ci insegna,uccide i piu’ deboli.

Qui no.

Si nasce sani,si cresce e poi  PUM…ti ammali.

Due,tre,quattro,quindici,venti,cinquanta,ottanta……anni      ….sempre.

Allora che differenza c’e’ tra noi e gli altri italiani?

Un numero,esiguo per l’OMS,per lo Stato ,per il governicchio attuale e per il mondo intero.

Il numero e’ basso,ma esiste.

Il sindaco oggi ha ribadito che attendera’ un mese e poi blocchera’ la fabbrica.

Ci credo poco che riuscia’,non lo fece il GIP Todisco chiudendo l’area a caldo che poi a sua volta ritorno’ in marcia grazie ai decreti salva Ilva…ricordate?

Il virus a Taranto non fa paura,perche’ siam morti seppur vivendo—-

A CHE SERVE LA VITTORIA DI DIODATO PER TARANTO?

Credo a nulla.

Sara’ vetrina per molti giorni,sara’ rabbia contro le ingiustizie ma nulla puo’ contro la decisione del potere.

Meglio il sudore della calca e i cartelli in piazza,quelli si,a dire basta al massacro.

Perche’ sapete che il popolo scende in piazza,senza lustrini,e disperatamente cerca una ragione logica al veleno della fabbrica.

Il popolo ha voglia di abbattere il politico venduto al pil e,lui il politico,non vede nemmeno Sanremo forse.

Diodato e’ figlio come me,noi della nostra appartenenza non voluta all’acciaio,quello che i nostri padri hanno formato e che i nostri cari hanno subito con la loro morte.

Diodato come altri,forse anche la bella Nadia Toffa che grido’ nelle corsie il dolore delle mamme e la morte maledetta dei bambini.

 

SCAPPARE O RIMANERE?

In questa citta’,la citta’ dell’acciaio e dei due mari,si passa dalla piu’ grande disperazione al piu’ gran ottimismo,nell’arco di due secondi.

Arcelor Mittal forse molla tutto,forse e rilascia al governo la patata bollente del futuro in riva allo Jonio.

Il futuro,appunto,visto dal giovane tarantino e’ come una certezza.

Andare via e poi magari tornare l’estate o a Natale .

Il governo Conte apri’ la questione Taranto(ricorderete la sua visita allo stabilimento ex Ilva con gli operai…)e affermo’ che sarebbe stata la prima rispetto alle altre.

Conte cerca di mettere le pezze ogni giorno ai problemi dell’Italia,e lo si e’ capito vedendo Di Maio scomparire nel piu’ facile compito di ministro degli esteri.

La domanda che ci poniamo,sempre parlando di Taranto,e’ quella semplice,e cioe’ se esistera’ la svolta storica e se sara’ possibile limitare le fughe dei cittadini ionici dal loro territorio.

 

PRIME MOSSE AMBIENTALISTE A TARANTO:DAVIDE E GOLIA ATTO 1.

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gianlucaralla (c)
Seguendo i fatti romani,noto che si cerca di mettere nel pentolone dei cattivi anche i buoni.
No che la Raggi e il suo movimento mi entusiasmi molto,ma noto che il paese degli intrallazzi è  sempre pronto a farne uscire uno seppur con vicende non del tutto chiarite.
Capitolo Taranto e ambiente.
Ieri si è  avuta la prima candidatura ufficiale a sindaco di un ragazzo,Vincenzo Fornaro,colpito anche lui dalla mannaia del mostro di acciaio che gli fece abbattere capi interi di bestiame colpiti dalla diossina.
Con il movimento ambientalista “Taranto respira”,Vincenzo sarà  il Davide contro Golia e cercherà  di combattere ciò  che si è  distrutto,ciò  che  gli è  stato tolto e ciò  che abbiamo perso (i nostri cari per patologie legate all’inquinamento).
Seguiamolo e vediamo se Taranto sarà  pronta al riscatto e alla rinascita in nome della giustizia desiderata.
Da seguire ci sarà  anche il paladino ambientalista,Fabio Matacchiera,che dovrebbe far parte dei papabili a rivestire la figura del prossimo sindaco.
I partiti maggiori che fanno?
Per adesso tutto tace,ma ci attendono mesi di scontri e programmi che renderanno calda l’atmosfera attorno a noi tarantini.
L’Ilva è  avvisata,forse è  arrivata l’ora della giustizia per noi tutti.
A proposito a breve scatterà  la cassaintegrazione per 4000 operai,un altro segno del cedimento non solo strutturale dell’azienda degli ex Riva e company.