GLI OMBRELLI DI OGGI.

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gianlucaralla ( c )
Non so se bisogna aprire gli ombrelli e ripararsi da tutto.
Oppure chiuderli, attaccando la vita che ti sprona a essere forte dinanzi agli ostacoli.
Noi però non siamo preti, che affidano la loro speranza a Dio.
Siam peccatori, molti, che annulliamo la speranza e andiamo, in contro al pericolo, rischiando tutto.
Abbiamo ombrelli che ci aiutano, proteggono.
La famiglia, gli amici ma…soli dobbiamo convincerci dei nostri mezzi, del nostro valore di autostima.
Allora mi vien da pensare alla fortuna di avere affianco persone giuste, episodi che ti aiutano a essere in grado di crescere sapendo che ce la puoi fare anche tu.
Poi l’ombrello,  a volte bucato, che ti fa entrare acqua e ti illude di sentirti al sicuro.
Ecco i giovani di oggi.
Persone senza  strada sicura che confidano in quei pochi ombrelli ancora aperti e che ti fanno andare avanti.
Poi gli ombrelli siriani, turchi, francesi aperti alcuni, altri sommersi dalla ferocia umana.
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MUSICA E LOTTE FOREVER.

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Il primo Maggio a Taranto si fa un concerto,  uno che dovrebbe aprire i cuori alla gente sul problema dell’inquinamento. link http://www.liberiepensanti.it/unomaggiotaranto.html
Ma non voglio dire la mia su questo problema,di  cui mi sono occupato spesso sul mio blog.
Volevo parlare del fatto  che mi colpisce negli eventi,e  cioè  la presenza del vip e la sua full immersion nella tematica dell’evento stesso.
Tempo fa mi capitò  di vedere alla tv un uomo,Roger Waters,che  spiegava la sua causa anti israeliana e i motivi connessi a questo.
Paragono’ i palestinesi come vittime di un genocidio,associandolo a quello nazista verso gli ebrei.
Una visione reale,di sicuro sincera, dettata da anni di soprusi  nei territori palestinesi e dove lui,Waters,ripercorrendone la storia, denunciava il silenzio del mondo verso questo tema.
Ritornando al concerto nostrano,ebbene la presa di posizione di chi verrà  a cantare sul palco, come Litfiba e altri,deve seguire nel tempo ed essere una battaglia continua da percorrere  assieme a noi cittadini.
Se  ciò  non dovesse accadere,credo che sarebbe giusto ammettere il fallimento della protesta in musica stessa,poiche’ risulterebbe solo post pro cd in uscita e basta.
Waters dimostra  che le cause giuste per cui si lotta possono nascere anche senza ricerca della notorietà  e,anzi,a un certo momento della propria vita  concretizzarsi in un discorso di” pace con se stessi “quasi.
“Non ho nulla da chiedere più, sono famoso e ricco ma lotto per i bimbi uccisi a Gaza”.
Ecco vorrei sentire parole così  sul palco di Taranto,parole senza utopia e qualunquismo
Spogliarsi dell’etichetta di eroe della musica che sono e rinascere,nel problema per cui canto,per me stesso in primis e poi per gli altri.
Penso a Jhon Lennon, alla lotta fatta in america e la guerra  inutile che denunciò  a tutti.
Il primo maggio solo eroi,no venditori di fumo please.

 

 

AUGURI VIK

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41 anni.Auguri Vittorio.
Ti faccio gli auguri in un modo fatto da molti, scrivendoteli sul blog personale.
Ma auguri anche per come rimani da esempio in un mondo fatto da miti inutili e senza spina dorsale.Caro Vik auguri anche per avermi fatto capire Gaza e i suoi problemi.Auguri anche per come hai manifestato a tutti una coerenza, tipica degli eroi che escono dalla massa, che mai ti ha abbandonato.
Grazi Vik per avermi costruito dentro me la rabbia verso una oppressione, ingiusta, di un popolo schiacciato nella propria gabbia e nel dolore, che cerca eroi come te per gridare “genocidio”.
Vittorio ricordo i bimbi di Gaza che tu hai fotografato e poi, raccolto per strada morenti,portati all’ospedale di Gaza e i vigliacchi…a spararvi sull’ambulanza.
Ciao Vick
#restiamoumani
#gaza
#vik
#arrigoni
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MEMORIA

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gianlucaralla ( c )
Ricordo della Shoah, della vergogna e della fine della parola commiserazione.
Ricordo di forni e orrore di ossa viventi e urla di pianti.
Poi oggi, comodi in poltrona ci rattristiamo e diciamo “basta alla Shoah a venire”…eppure la guerra che segui’ dopo quei giorni , è cosa attuale, realtà quotidiana.
Syria, Palestina, Bosnia non sono anche loro piccole Shoah?
No ma quello fu orrore, pazzia all’apice di una logica distorta.
Ma ogni vita spezzata è orrore…e allora?
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IL NUMERO MANIPOLATO

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gianlucaralla (c)
A Colonia va in scena la farsa dell’ipocrita,di quella persona che,mediaticamente vulnerabile,dice la sua sull’aggressione a sfondo maschilista o sessista avvenuta in piazza a Capodanno.
Si meraviglia,si atteggia a difensore di valori morali  e dice,il moralista,che tutto ciò  è  un atto contro le donne del mondo.
Il numero di persone colpite da queste azioni mirate, sotto gli occhi di una polizia  tedesca dormiente ,è  alto.
Il numero appunto.Duecento.
Vero in parte se racchiuso in un contesto urbano di poche centinaia di metri,falso per ciò  che avviene quotidianamente nel mondo contro le donne stesse.
Allora perché, seppur condannabile e vigliacco,fare di questo episodio un trattato dei diritti alla libertà, al rispetto per la donna,al diritto di gioire in piazza o di camminare da sole per strada?
Perché  il falso moralista non parla del maschio che offende la donna in ufficio,la molesta sul tram,la violenta nel vicolo o che la rende schiava di se?
Perché  non dire che ciò  che è  accaduto a Colonia è  figlio della cosmopolita idea di libertà ,di confini aperti e di numero,questo è  quello vero,di persone di varie etnie sballottate in giro per l’Europa senza un’idea ragionevole di integrazione,ma solo di parcheggio momentaneo?
Perché  non dire che la storiella dell’immigrato fa comodo a qualcuno e ad altri no?
Allora apriamo gli occhi alla notizia e cerchiamo nella cronaca dei fatti anche la manipolazione di un drammatico episodio,certo,che però  non deve essere usato per altri fini.
Una cosa rimane:la donna,l’uomo,l’animale,non  si tocca,MAI.
arallagianluca

COMUNQUE SIA….

gabbiano
 

arallagianlucafoto(c)

 

Salutiamo il 2015 con una certezza:la nostra liberta’ di volare in ogni momento e’ testimone di una paura che ci attanaglia,ci scopre vittime sacrificate in nome di religioni distorte e,infine,deprime.
Deprime questa visione,deprime questa attenzione verso il prossimo,visto con piu’ sospetto e che ci fa riflettere,alla fine,sull’odio perenne che attanaglia il mondo odierno.
L’odio verso la liberta’ appunto che deve essere punita,poiche’ essa,e’ figlia di privilegi o peccati,figlia di nonni uccisi in guerre che immolandosi hanno dato la pace e la serenita’ ai giovani di oggi.
Ecco il 2015 e’ l’anno dell’assasinio della liberta’,o tentato solo la storia lo dira’,di un qualcosa che fino a pochi anni fa era scontata.
La gente ha capito che il sangue visto in altre parti del mondo,penso alla Libia,all’Iraq,alla Somalia ecc..,e’ parte europea adesso.
Parigi ,Bruxelles ci hanno reso fragili e coesi verso l’orrore,verso i corpi ammassati del teatro Bataclan e,
unendoci alle grida dei giovani contenti per un concerto,la liberta’ appunto,siam morti anche noi.
Bastera’ ai politici essere duri,bastera’ limitare le nostre azioni o e’ definitivamente scomparso un semplice gesto,una semplice idea di recarci tutti chesso’ a Parigi,a Bruxelles o Roma a sorridere ,in piazza all’arrivo dell’anno nuovo?
Sara’ semplice ridere a New York,a Time Square,sapendo che la persona affianco a te possa farsi esplodere all’improvviso?
Auguri a tutti,e grazie per avermi seguito in questo anno,dove ho raccontato le mie percezioni della vita,del mondo intero e cercato,nel mio piccolo linguaggio,di farmi capire.
Grazie a chi mi ha commentato,grazie di cuore poiche’ mi ha aperto nuove strade per percorsi che cerchero’ di mettere in pratica anche con la fotografia,amica del cuore,che mi accompagna sempre e mi regala gioia e prospettive nuove.
Auguri a tutti.DI CUORE.
LUCA

A TARANTO UNA MOSCHEA A VENIRE?

A Taranto nascera’ forse una moschea. Una richiesta sancita dal numero sempre piu’ grande di musulmani nel territorio jonico.
La notizia ha reso ,come ci si aspettava,la comunita’ tarantina pronta al commentare con i pro e i contro,sentenziando un giudizio che e’ figlio degli ultimi avvenimenti parigini.
La richiesta mi pare a mio modo di vedere giusta e utile all’integrazione nel nostro territorio di persone che,da anni,vivono in questa citta’ e sono parte oramai di un futuro che sara’ sempre multietnico e cosmopolita anche qui.
Lo scontro magari sara’ nel riconoscere i vari esponenti che dovranno guidarla e interagire con essi a un controllo della stessa moschea per scongiurare presenze scomode.
In definitiva il tarantino avra’ la possibilita’ anche di confrontarsi sul piano sociale ancora di piu’ con una parte religiosa che ha anche nella parola amore e fede un primissimo piano nel mondo religioso.
Dovra’ inoltre bandire subito quel tipico difetto nostrano che e’ il giudizio immediato negativo verso forme di realta’ diverse per tipologie di fede e ambiente.
Dovra’ Taranto dimostrarsi pronta e matura,e cercare di crescere anche come citta’ europea,dimenticando una volta di essere importante solo per un fatturato nazionale che regge grazie all’indotto Ilva.
Saremo pronti a confrontarci con gli amici musulmani e aprire al dialogo completando assieme cammini di riappacificazione che,in questi tempi,sembrano lontani mille anni?

VERITA’ O BUGIA?

vadem
 
La strage di San Bernardino in USA,ha alimentato un dibattito all’interno della stampa e della gente comune,circa l’immediata intrusione dei media nel covo dei due terroristi.
Si sa che  in America ,con le dirette live,la vita e’ segnata dall’evento immediato,dall’effetto mediatico che narra a tutti,nelle case o negli uffici,cio’ che avviene.Non so se sia un bene o un male,ma e’ senza ombra di dubbio un rischio per i piccoli,per chi ancora nella loro ingenua eta’,vede il male sotto forma meno realistica come invece noi adulti.
Mio figlio nell’era dell’isis e delle sue gesta,rimane colpito,abbattuto da un pugno dove scricchiola il confine tra paura e sfida.
La paura  di essere parte di un evento,drammatico e tragico,la sfida come facilita’ nell’eliminarlo subito.
Eppure,discutendo con amici,si diceva che la necessita’ di non nascondere la vita,seppur nei suoi momenti terribili come questo,sembrerebbe l’unica soluzione per farli crescere pronti all’occorrenza.
Ho visto il vademecum dato ai cittadini in Francia,come difendersi da un attacco in luoghi aperti,chiusi e come muoversi per proteggere se stessi e altri.
Bene.Bisognerebbe farlo leggere anche nelle scuole e renderlo quindi pronto all’uso per i piu’ piccoli’?
O e’ meglio filtrare l’odierno e creare ancora piccole oasi dove Pippo e Topolino regnano sovrani senza cattivi vestiti di nero?

Paura o non paura?

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Paris,Bruxelles.
Una settimana dopo i tragici eventi,come siamo cambiati, o meglio siamo tranquilli solo perche’non è  accaduto a noi?
Può  essere,si chiama “dolore di convenienza”,come quello  che prende a qualcuno quando va a un funerale di un conoscente e finge di essere affranto anche lui.
Ditemi che non è  accaduto anche a voi dai…
Insomma l’Italia è  così, affranta,impaurita ma,vedendo il suo non intervento militare in Syria,è  in attesa,racchiusa nell’ombra di se stessa e di Renzi,campione a sviare i veri problemi.
Io ho timore,paura devastante no,ma sincero smarrimento dinanzi a un momento buio,dove il nemico può  renderci ipocriti,falsi e,come al funerale, compatti in un sentimento,il dolore,che non è  vero.
L’america dopo il suo attentato interno,quello delle torri gemelle,ha capito che la paura è  rigore assoluto,tremore dinanzi a un boato o quando,un aereo,passa sulle teste della gente.
Siamo cambiati tutti,anche  se attualmente non abbiamo capito ancora che  il nostro 11 settembre è  nato a Parigi e ha coinvolto tutto un continente.
Siamo il paese dove il Papa va in Africa senza giubbotto antiproiettile e si mostra alla gente come un uomo di chiesa senza timore di morire.
Che grande risposta ci regala, che lezione di umiltà   nel suo ruolo istituzionale da successore di Pietro.
Leggo in queste sere un libro sull’attentato a Kennedy.
Macchina scoperta,saluti,sorrisi e poi la tragica fine.
Ma lui,decise di non andare con protezioni,decise di dimostrare alla gente di essere il presidente di tutti.
Nel momento tragico,le gesta di uomini regalano la forza e con il loro esempio possiamo  anche resistere in momenti bui  come questo attuale.
Il nemico lo apprezzerà  e forse capira’ che,seppur colpendo,perderà  nel tempo.

IN NOME DI UN CREDO MOMENTANEO.

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Mai come adesso, siamo possibili complici di un meccanismo chiamato raggiro mediatico .
Con la paura di essere vittime in nome di un dio, ci tuffiamo nella difesa della fede, della libertà e ci ricordiamo della nostra religione.
Un giornalista ci ricorda di morire recitando una preghiera,facendo lo sgarbo a chi crede che non possiamo “sbatterla in faccia” a chi pensa  questo.
Insomma una chiamata alle armi, diciamo, un risveglio di valori assopiti che soli Isis e Vatileaks hanno risvegliato in molti.
Siam figli dei tempi, un po come quando sul profilo facebook si mette la bandiera della nazione colpita…

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