VUOI VEDERE CHE LA PENSI COME TRUMP ANCHE TU?O IN PARTE….

EDEN
“Ma sai  perche’ ha vinto Trump”,mi dice l’amico mio?
“Perche’ sei tu,io e gli altri.”
Ma come,rispondo,l’uomo della destra che ha contro mezza America e che ha voglia di chiudersi nel suo nazionalismo egocentrico ?
Poi ci penso e credo che abbia ragione su dei punti.
Cosa vuol dire “essere nazionalista egocentrico”?
Vuol dire difendere il territorio dall’intrusione dello straniero,dell’immigrato e della lobby pro economia globalizzata?
Vuol dire esportare l’uso della forza la dove il terrore esporta il suo odio in America o in Europa?
Vuol dire guardare prima in casa ai propri problemi e poi fare assistenza a chi ti chiede aiuto?
Questo?
Molti in Italia,pur non ammettendolo,in Salvini vedono alcuni spunti simili a Trump.
Certo direte voi,vi puo’ essere una differenza marcata dal passato di destra del ciuffo platinato rispetto a un leghismo nato in Brianza ed esportato in tutta Italia.
Ma poi,alla fine,vuoi vedere che Trump rovina equilibri politici conclamati da tempo e rimette in discussione una logica,chiamiamola populista,che getta  radici protrettrici  verso una terra,l’America,che in passato ha dato molto agli altri dimenticandosi di se stessa?
Ma vuoi vedere che nel mettere ordine nelle scelte di apertura a tutti,Trump veda un errore che ha come nome oggi Terrorismo e che noi europei chiamiamo pietismo?
Vuoi vedere che l’uomo di strada,quello che chiude la porta sperando che un ladro non gli faccia visita o che,uscendo in strada si scocci dalla mano che chiede una elemosina dietro a un sorriso,la pensi come Mr. Trump?

 

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TERRA DI FATICA

gianlucaralla©

Puglia terra di fatica, di politica assente localmente ma pronta a sedersi a Roma per far carriera.
Puglia sole sulla testa, sudore e speranza in un mondo che detesta la giustizia.
Puglia mia quanto sei bella.

BLACK AND WHITE

Quello che e ‘ accaduto in America rispecchia  ampiamente un concetto:dominare.
Dominare una razza,quella nera,che viene  vista come un difetto nella falsa democratica America.
Dove Elvis nei testi rap è  razzista e il poliziotto esecutore di un progetto,dominare il nero appunto,carnefice da eliminare.
Il resto che avverrà  prossimamente,cioè  le promesse di par condicio tra bianchi e neri,risulterà  minestra  già  scaldata e mi aspetto una vendetta sempre più  crescente nella terra degli schiavi.

I PICCOLI E I GRANDI,DAL CALCIO ALLA POLITICA…

castello 2
Un po ieri i vichinghi islandesi hanno ridato luce a un calcio metodico,dove il piu’ ricco vince(almeno nei club) e le giovani promesse dei vivai non decollano per colpa dello straniero.
L’Islanda e il suo ballo finale scaccia i demoni dello strapotere di alcune nazioni e ci regala una pagina indimenticabile di speranza.
La speranza arriva anche dal Brexit che deve farci riflettere e capire come le persone non avendo piu’ fiducia nelle istituzioni,boicottano programmi e progetti a uso e consumo di classi oltre la media.
Il popolo annaspa e le chiacchiere da bar e le promesse lasciano il tempo che trovano,vero Renzi da Firenze?
Torniamo a ieri sera.
La sconosciuta Islanda da Cenerentola del calcio europeo adesso si guadagna un posto tra le 8 big e si gioca il passaggio al turno contro una squadra,la Francia,altezzosa come il suo popolo.
Ci vorrebbe anche qui uno sgambetto,un colpo ad effetto per vendicarci,metaforicamente parlando,di una egemonia di potere anche nel soccer,si allo stile british,che ha allontanato la gente dalle tribune nei campionati poiche’ oggi comandano solo i ricchi padroni di club.
Il vecchio Verona che vinse lo scudetto,ricordate,era allora la sorpresa di Davide contro Golia,il piccolo club contro i grandi,il sudore operaio contro i signori pagati miliardi.
Esempi questi di cambiamenti,rinunce,lotte,proteste e orgoglio.
Brexit regala un vaffa ai grandi e l’Islanda un vaffa lo stesso alle grandi nazioni di soccer.
Che stia cambiando qualcosa?

SIAM TUTTI ITALIANI, FANCULO ALLA LEGA….O NO?

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E poi ci sono i giorni che siamo tutti nazionalisti, uniti negli stessi colori.
Siamo dietro a un pallone che separa le rivalità dell’inverno tra i club e, guarda un poco, ci unisce in un coro che grida “Italia Italia”…
Poi Salvini, la lega e Bossi diventano puffetti verdi che, in altri tempi, riaccendono in molti divisioni e spettri di separatismi  nazionali.
Come siam falsi.
Evviva il calcio, evviva il pallon..

LA “LIBERTE’ ” DI …CAMMINARE.

©arallagianlucafoto

Il Governo francese lancia una applicazione, Saip che ,allerta in tempo reale i cittadini dinanzi a un attacco terroristico.
Servira’,non servira’,fatto e’ che la liberta’ di gironzolare in Francia sara’ limitata dall’eventuale avviso di attentato,riducendo il francese ad “animale braccato ma avvertibile”….
Insomma il terrore ci domina e ci rende schiavi,guarda un po’…,dell’ennesima applicazione tecnologica che, dovrebbe dirci, anche grazie alla nostra geolocalizzazione dove rifugiarci e scappare per metterci in salvo.
Ora attendo quella anti scippo,anti macchine che passano col rosso,anti venditori di bibbie o enciclopedie,di false associazioni,di pseudo pedofili e stupratori,di maniaci ,di ex amanti o fidanzati,ecc..
Viva la liberte’,sempre meta agognata per i nostri tempi liberi….

LA RINASCITA DI VINCENZO

Oggi vi parlo di una storia di rivincita.
Vincenzo Fornaro ha una masseria a pochi passi dall’Ilva.
Un bel giorno ,dicembre 2008,la regione decreta l’abbattimento delle sue 600 pecore poiche’ sature di diossina.

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Panico,sconforto,disperazione.
Vincenzo e suo fratello ripartono,non abbandonano quella terra li e,anzi,la difendono a pugni chiusi dall’amaro destino.
Intanto l’Ilva avanza con il suo inquinamento,decreti di chiusura del gip Todisco abbattuti e resi inutili da quelli del governo “salva Ilva”.
Oggi Vincenzo ha piantato ,grazie all’idea dei ragazzi di “Cana Puglia”,piante di cannabis.
Il perche’ e’ dato dalle caratteristiche di esse che,con grande potenza,decontaminano i terreni inquinati.
Insomma Vincenzo riparte da questa pianta e non abbandona la sua masseria deturpata dai fumi del mostro che hanno portato via la madre e un suo rene.
Questo progetto a scala mondiale ha come apripista in Italia la citta’ di Taranto e si spera che possa essere di aiuto per altre zone  inquinate dai prodotti della lavorazione industriale.
Vincenzo ha appeso alla porta di casa anche delle campane,a ricordargli le sue pecore abbattute per colpa del progresso umano senza scrupoli.
Un esempio di una Taranto diversa,senza se e senza ma,senza scendere a patto con i poteri forti e,anzi,capace di rialzarsi e combattere un destino forse non del tutto segnato.

SONO RAZZISTA?

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NOn sopporto più  chi cerca nei rifiuti roba,gettandola poi per terra.
Non sopporto più  chi compra la birra e si nasconde la sera giù  al mare,ubriacandosi di stupidità.
Mi da fastidio questa accoglienza,che riempie una già  difficile situazione nostrana,arrecandoci fastidi e creando confronti e ipocrisie.
Mi infastidisce  il buonismo sui cadaveri  dei bimbi e poi dimentichiamo Aleppo,Gaza e altro.
Gli sbarchi,l’Europeina che in Giappone si tinge di “amorevole conforto unitario ” e poi scappa singolarmente dinanzi a decisioni drastiche.
Mi arrabbio vedendo girovagare ragazzi e ragazze di colore precariamente,allo sbando,lasciati a scorazzare nella villa comunale dove andavo da piccolo a giocare.
Sono razzista?

RINCORRENDO ESEMPI (FORSE)

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“Fare come loro,essere decisi,cattivi,senza rappresentanti.
Insomma avere le palle,essenziali e cinici.”
I paragoni con i francesi,si quelli che stanno scendendo in strada contro la riforma del lavoro,si sprecano.
Italiani popolo di pecoroni,popolo di inetti senza spina dorsale.
Poi ricordo il passato,le pietre,le vetrine rotte a Genova,i no global e Giuliani.
Siamo scesi anche noi in piazza,per altri motivi certo,ma la centralita’ dell’azione collettiva e’ basata sulla rabbia maturata dentro e ora,piu’ che mai,essendo incazzati contro tutti,rimaniamo silenziosi a rimurginare cio’ che avremmo o dovremmo fare.
Ieri hanno ucciso un uomo qui nella mia citta’.
Ho letto un commento di un ragazzo su fb.
Piu’ o meno criticava le varie associazioni contro la mala che,silenziose,si fanno sentire solo per commemorare la strage di Capaci.
Solo e poi…?
Poi nulla siam soli e da soli dobbiamo rappresentarci senza padroni che inneggiano a liberta’ da difendere e poi, ciao addio.
Vedi Pannella.
Drogato,frocio,eroinomane,ecc…
Si scopre che e’ un leader che lascia spazi vuoti e che ,come spesso accade dopo la morte,viene santificato e onorato.
Siam strani qui in Italia,siamo senza ricordi e spesso ci affidiamo alla prima folata di vento nuovo che implora fiducia a tutti.
Berlusconi ci sembra un ricordo lontano,quasi ci fa compassione poiche’ non puo’ piu’ raccontarci delle sue lunghe notti a Palazzo Grazioli .
Il ladro diventa santo,nel tempo,e il tempo ci fa dimenticare le ingiustizie subite.
La Francia ci sembra allora il paese che dirige una mossa,come nella partita a scacchi,che mette una prua in direzione,almeno,di una protesta ,una voce di degna liberta’,che avra’ li,e solo li,cambi di percorso nelle leggi da pianificare e deliberare ufficialmente.
Ci copiano il ” made in Italy”,si vestono bene e noi andiamo sempre con le pezze al culo….

 

IL “DIVERSO”.

ultimo_pannella_2016
Guardavo da piccolo la tribuna politica e Pannella era lo showman del panorama di allora.
Si presentava in tv con bavaglio,ricoperto da un lenzuolo per fare il fantasma contro i diritti negati alla sua informazione.
Insomma era diverso e nel tempo poi,ho capito che cosa rappresentava.
Rappresentava la parte che tutti vorrebbero in una persona che ,grazie alla politica dei palazzi,cerca di mettere a luce una regola ignorata anche oggi.
La regola dell’eccezione,quella che appare di rado oggi in politica ma che contraddistingue l’uomo(o la donna) dagli altri.
Pannella era idealista certo,ma essenziale nel chiedere i diritti,le regole della verita’ e quelle del rispetto comune.
Certo e’ stato anche mercenario,cambiando casacca di coalizione per non
morire, scomparendo nel dimenticatoio senza far parte piu’ di un sistema che lui amava e odiava.
Ma una casacca cambiata rimanendo sempre diverso,sempre attira popoli e idee.
Con Radio Radicale poi ho seguito le conversazioni con Massimo Bordin,amico amato e odiato,e i loro pomeriggi o lunedi’ in replica,lunghi interminabili che,nella sede densa di fumo di sigaretta e sigaro, apparivano lezioni di vita.
Pannella adesso che e’ morto rimane ma lascia un vuoto che difficilmente verra’ colmato.
Perche’ il diverso,l’eccezione,e’ merce rara e con lui va via una parte di italiani che speravano in un raro momento di ideologia e speranza futura.
Ma anche lotte vinte,il divorzio in primis,e la verita’ per tutti che, spesso,viene sottaciuta dai poteri e, come concubine,va a nozze con i palazzi.
Ciao Marco,sono cresciuto anche grazie a te,a presto.