TRUMP…IL RESTO A RUOTA

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gianlucaralla©

Non vi preoccupate americani.Trump sara’ un buon presidente,quello che molti aspettavano.
Lo sceriffo contro i banditi,contro i ladri che vogliono rubare l’identita’ americana e svenderla ai cinesi,contro le industrie che scappano dagli states e dimenticano le loro origini.
Trump sara’ un buon presidente,e giuro che molti politici europei copieranno le sue gesta,cercheranno di esser duri come lui,il salvatore dai tempi bui.
I vari Le Pen,Salvini e company di turno,cercano nel loro piccolo di riportarci indietro a una questione dimenticata,forse,per il troppo buonismo odierno.
” Pensiamo prima a noi,poi a loro”…..
E’ il mantra che gira nelle orecchie di molti,colpiti dall’invasione dello straniero e dalla paura del terrorismo.
E’ inutile,questa e’ la verita’.
Si cerca in tutti i modi di essere cattivi,difendere a oltranza il territorio per poi dire che “la necessita’ dell’egoismo e’ data dalla ragione dei fatti…”.
Certo,ma poi che accadra’?
Saremo spazi vuoti,vivibili forse,ma razzisti,egoisti,idealisti esagerati o amanti dell’amarcord dei tempi passati.
Trump sara’ il primo a farlo su scala mondiale,sara’ il sasso che cadra’ nello stagno e smuovera’ un lago  che era immobile.
A ruota seguiranno gli altri.Il populismo vincera’ e anche il M5s si affianchera’ al qualunquismo degli slogan moderni.
Dite di no?Io credo di si.
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VUOI VEDERE CHE LA PENSI COME TRUMP ANCHE TU?O IN PARTE….

EDEN
“Ma sai  perche’ ha vinto Trump”,mi dice l’amico mio?
“Perche’ sei tu,io e gli altri.”
Ma come,rispondo,l’uomo della destra che ha contro mezza America e che ha voglia di chiudersi nel suo nazionalismo egocentrico ?
Poi ci penso e credo che abbia ragione su dei punti.
Cosa vuol dire “essere nazionalista egocentrico”?
Vuol dire difendere il territorio dall’intrusione dello straniero,dell’immigrato e della lobby pro economia globalizzata?
Vuol dire esportare l’uso della forza la dove il terrore esporta il suo odio in America o in Europa?
Vuol dire guardare prima in casa ai propri problemi e poi fare assistenza a chi ti chiede aiuto?
Questo?
Molti in Italia,pur non ammettendolo,in Salvini vedono alcuni spunti simili a Trump.
Certo direte voi,vi puo’ essere una differenza marcata dal passato di destra del ciuffo platinato rispetto a un leghismo nato in Brianza ed esportato in tutta Italia.
Ma poi,alla fine,vuoi vedere che Trump rovina equilibri politici conclamati da tempo e rimette in discussione una logica,chiamiamola populista,che getta  radici protrettrici  verso una terra,l’America,che in passato ha dato molto agli altri dimenticandosi di se stessa?
Ma vuoi vedere che nel mettere ordine nelle scelte di apertura a tutti,Trump veda un errore che ha come nome oggi Terrorismo e che noi europei chiamiamo pietismo?
Vuoi vedere che l’uomo di strada,quello che chiude la porta sperando che un ladro non gli faccia visita o che,uscendo in strada si scocci dalla mano che chiede una elemosina dietro a un sorriso,la pensi come Mr. Trump?

 

CONSIDERAZIONI TRA SOCIAL,EVENTI DRAMMATICI E L’11 SETTEMBRE.

Mi ha fatto piu’ riflettere lo smartphone nelle mani del killer dei giornalisti americani,che la decapitazione del povero di turno nelle mani dell’Isis.

Il social come marchio dell’essere,dell’idea e del pensiero personale,arriva a mietere vittime,sacrificate sull’altare di download veloci che,come spietate frecce,colpiscono il collettivo nel mondo collegato a internet.

Essere protagonisti immediati,regala visibilita’,ma anche vendetta immediata e percezione dello scopo finale,arrivato a buon fine(si fa per dire…).

Anche i programmi di ultima generazione,come Periscope ad esempio,sono la vetrina di un evento che solo tu gestisci e sponsorizzi vendendo cio’ che accaparra piu’ gente.

Si va dai primi piani della faccia,ben curata e ammiccante,passando per dialoghi piu’ o meno interessanti sul perche’ del mondo odierno.

La tv via web,o quello che pensiamo possa essere senza cambiare canale,sentendoci protagonisti e annullando cio’ che prima,la televisione appunto,dava a noi esenti di cio’ che stava dietro a essa.

La morte in diretta,l’atto violento,registrato o addirittura live,e’ cio’ che molti,pur non dicendolo,cercano,spaziando su canali video o nelle varie ricerche via web.

Se all’inizio la ferocia dell’Isis era devastante,spiazzante ed emotivamente coinvolgente,seppur con dolore e disgusto,oggi per il numero di video visti e rivisti,diventa sequenza simile a altre,azione vista e conosciuta.

L’11 settembre,rimane il padre del video crudele,la realta’ che ha bucato la nostra fantasia aggiungendo un filo di logica verita’ che ci ha trasportato nel web futuro,quello dove il video e’ crudo e diretto,senza se e senza ma.

Le torri gemelle che caddero,furono la madre della tv vera,piu’ dell’approdo sulla Luna.

Furono il film reale,senza regia  programmata,ma fatta da gente che poteva essere una qualsiasi.

Seppur nella sua drammatica sequenza,il crollo rilevo’ che tutti noi,eravamo in un film mai pensato o visto prima,e per un attimo,pensammo a un errore visivo…

Gli uomini giu’ dalle torri,che cadevano paracadutandosi con fazzoletti o maglie,rimangono il timbro del passaggio tra reale e fantasia,come il loro rumore sul selciato,sintomo di cruda verita’.

Alla luce degli eventi accaduti ultimamente,il web annienta il pensiero del male,ci trasporta nella realta’ immediata e veloce,caricandoci di immagini drammatiche che ,essendo tante e sparse su siti di informazione mondiale,non ci da il tempo di immaginarle con la nostra fantasia.

Se pensiamo ad un attentato,un incidente aereo o una sciagura di immigrati in mare,la nostra mente ha gia’ qualche briciolo di immagine in mente,simile a quella che vedremo a distanza di minuti.

Il web ha annientato il pensiero di una tragedia,e forse come fu detto nel settembre tragico americano,cio’ che non pensavamo di aver mai visto,e’ accaduto azzerando il confine tra FANTASIA E REALTA’ NELLA MENTE UMANA.

INCULCARE LA PAURA

Mi trovo a scrivere nel momento in cui sembra che cio’ che disse anni fa la Fallaci si stia per davvero avverando.

Lo straniero in casa,quello cattivo,pronto a tagliarti la gola,in nome di una fede.

Scrivo sapendo che la distanza tra Libia e l’Italia e’ minima,sapendo che se le guerre prima le vedevo da lontano,seppur con la consapevolezza di dolori e devastazioni,oggi sono qui da noi,in casa.

Scrivo leggendo che loro,i terroristi,potrebbero essere gia’ pronti,armati per esportare una litania che,come i loro salmi ripetuti a ripetizione,avanza piano piano e si innesta nelle viscere dell’Europa.

Ci accorgiamo adesso che la liberta’ e’ un bene e che la paura e’ grande.

Mi accorgo anche che i barconi presi al largo del canale di Sicilia,oltre a portare disperati,portano forse la morte per noi,o chissa’ chi.

Le regole in tempi di minacce sono uniche.Rispondere con la diplomazia(se siamo ancora in tempo),oppure essere cattivi,diventare noi ora gli americani conquistatori di terre dove vi erano regole che sono state cancellate.

Divenire americani,cioe’ ricorrere all’uso della forza,per difenderci non da aerei o soldati,ma da terroristi,invisibili e pronti a colpire.

Non ho vissuto guerre per fortuna,ma ora temo una escalation di vendette in nome di religioni e vecchi rancori,crociate e geopolitica americana del passato in nome di morti e violenza.

Temo l’incognita del futuro,forse ho paura,ma e’ cosi’.

Temo di uscire di casa,e non tornare piu’ pur vivendo in una citta’ a non alto rischio di attacco terroristico.

Ma il loro percorso,questi uomini del califfato,lo hanno compiuto,ci hanno inculcato dentro la paura e la consapevolezza che noi,l’Italia,non siamo pronti  a fronteggiarli….checche’ ne dica Renzi da Firenze.

L’ORRORE PUÒ INSEGNARCI QUALCOSA?

Ho visto il video del pilota Giordano bruciato in gabbia dall’ isis.

Ma ho visto anche foto e video di bambini palestinesi macellati dalle bombe israeliane ,uccisi dinanzi ai loro genitori,inermi e incapaci a reagire.

Ho visto altre cose crude,che mi hanno fatto star male e ho dovuto bere acqua per riprendermi un poco.

Ma è  servito,a vedere,capire oltre i racconti sulla stampa,oltre i corrispondenti che spesso,seppur bravi,non danno il peso del reale.

C’è  una disputa in rete tra vari Blogger se sia giusto mandare o no immagini forti,se sia giusto far vedere la realtà  così  com’è.

Bisogna capire,e per capire e giudicare anche resistere e farsi coraggio dinanzi  tutto ciò.

Credo che la violenza su una persona sia chiaramente condannabile certo,ma bisogna anche capire da dove arriva e cosa voglia significare.

Il Nepal usato dagli americani in Vietnam,fu la goccia che fece traboccare il sentimento pacifista contro l’America.

Fu il pugno violento che fece capire l’errore di una nazione,la sua ingordigia a essere forte uccidendo persone.

Allo stato attuale cosa ci potrebbe dire il video del pilota Giordano?

Cosa insegna?

Moti hanno anche scritto che loro,gli uomini del califfato, rifanno ciò  che i cristiani hanno fatto in passato.

Molti hanno anche detto che è  il prezzo di ciò  che la mente umana e la sua violenza ha seminato in terre dove esportare la democrazia e civiltà  è  cosa difficile per una cultura radicata e difficile da cambiare.

Ma si è  tentato di cambiare tutto ,occupando territori e modificando tradizioni.

Ma il risultato,forse,è  aver creato una regola contraria,quella della legge del taglione

che attualmente condanna e sacrifica alle più  orrende atrocità  rapiti e chi è  contro un sistema.

Difficile capire se sia possibile un equilibrio, una linea dove non toccarsi a vicenda ti fa stare libero e vivere,seppur diversamente nei modi e nelle tradizioni.

Se quella linea viene toccata,avremo tutto ciò, avremo vendette e atrocità.

Giudicheremo il prossimo,diremo i suoi sbagli e le sue ingiustizie.

Pagheremo l’incrocio tra mondi diversi,come lo fu anche la differenza tra bianco e nero e l’autobus dove era difficile salire e sedersi per un uomo di colore nell’America del razzismo.

IL BIANCO E NERO COSÌ LONTANI LAGGIÙ ANCORA.

Pensavo all’America e di come fosse marcato  lo spirito razzista che ancora aleggia laggiù.La morte dei due poliziotti uccisi per vendetta da un giovane di colore per vendicarsi delle morti causate dall’ arma della legge a stelle e strisce,ribadisce una linea sottile che divide la pazienza umana dalla tollerabilità  stessa.

Pensavo quante volte la giustizia sbaglia nei verdetti dei tribunali,quante volte sulla sedia elettrica sono morti innocenti,quanti musulmani  hanno patito crudeltà  solo per essere interrogati dopo l’ undici settembre.

Quanti soprusi, quante regole dettate dalla forza di chi sa di far parte di una giustizia che lo difenderà  sempre.

Oggi l’America si  sente indebolita dopo il dossier sugli abusi ai prigionieri rei di essere possibili e futuri carnefici in terra americana in nome di una jhiad violenta pronta  colpire.

Oggi l’America dichiara le sue colpe,e a differenza di noi,ammette e da in pasto al suo popolo,e non solo,il suo grande errore esistenziale di sempre:la smania di grandezza,di giustizialismo che l’ha portata a espandersi militarmente in terre lontane e a decidere le sorti di paesi senza consensi unanimi.

Il nero che uccide perché  ha visto morire suoi fratelli di colore,è  la decisione di farsi giustizia, sovvertire un diritto,priorità  dei popoli,del giudizio della legge.

Obama e la polizia falliscono come mediatori e i mediatori sembrerebbero rimanere solo i preti di periferia e chi crede nel dialogo tra le parti.

Oggi leggo di arresti di frange dell’estrema destra e di una voglia di pulizia a suon di attentati e pistolettate.

La ricerca di equilibri spesso rasentano la follia,terroristica o razzista,pur sempre a danno di qualcuno.

ZIO SAM E IL NASO DI PINOCCHIO.

La CIA ammette di aver esagerato con i metodi brutali negli interrogatori dei presunti terroristi dopo l’11 settembre.

L’America si scopre nuovamente falsa,per poter coprire cio’ che poi fu lo stesso 11 settembre.

Se l’Isis prendera’ al volo questa offerta da parte dell’America,avra’ una ennesima scusante per rivendicare il ruolo di “vendicatore dei diritti dell’iSLAM”.

Obama ha un sassolino da togliersi dalle scarpe che si chiama Bush e tutto cio’ che giro’ attorno a quel periodo ma,non dimentichiamoci che lui stesso e’ artefice tuttora della politica americana espansionistica creandosi alibi.

Insomma l’america libera e indipendente ha un groppo in gola che sfocia in pianto ogni volta che scorrono le immagini delle torri gemelle,dei morti mai trovati e dei corpi che si sono gettati giu’ volando verso una improbabile salvezza.

Adesso c’e’ da dire o farsi una semplice domanda:chi piangera’ le vittime uccise per errore dal boia a stelle e strisce?

Noi tutti liberali pronti a difendere una liberta’ messa in allarme da pseudo minacce di atti terroristici ogni momento?

Oppure noi europeisti che,grazie a zio Sam,siamo coopartecipi di un tranello chiamato”sospetto” verso tutto e tutti che si chiamano musulmani?

Quindi l’inganno americano,o meglio le false verita’ della CIA,potrebbero aprire spiragli per rinegoziare,politicamente e non,il ruolo stesso del Medioriente nello scenario geopolitico?

La storia ci dira’ fino a quando e quanto siamo stati raggirati dalla potenza americana.

LE DONNE DI KOBANE.

Seguo cio’ che sta avvenendo a Kobane,la citta’ siriana al confine con la Turchia.

Una citta’ che,stando alle ultime notizie,e’ quasi stata occupata e presa dall’avanzare dell’Isis.

La resistenza dei peshmerga ,il braccio armato della resistenza curda nel territorio del Kurdistan  siriano,ha nelle loro fila donne coraggiose pronte al martirio pur di non cedere la loro storia ai miliziani dell’Isis.

Una logica che nasce dal loro attaccamento alle proprie radici,al concetto di resisitenza con la fine della loro vita che,agli occhi di un occidentale,sa di martirio esagerato forse.

Ma,a differenza dell’azione terroristica che ha nella morte dell’attentatore l’azione stessa,qui la fine della propria vita e’ il simbolo di una vittoria contro una sconfitta certa,contro la prigionia o la violenza nelle mani del carnefice nero.

Allora mi va di ricordare queste donne che ,immolandosi,non regalano al nemico gioia e vanita’.

Ci ricordano l’amore per la terra di origine e gli sforzi che non arrivano da nessuna parte per essere davvero efficaci nella vittoria finale contro un nemico che,oggi,ha innalzato gia’ la propria bandiera alla periferia stessa di Kobane.

SIAMO PRONTI?

Correvano la fine degli anni 80 e Sting cantava Russian ricordandoci lo spettro della guerra fredda.

Gorbaciov era il presidente della speranza e,con quella voglia simpatica stampata in fronte,mi dava tranquillita’.

Era piu’ vicino a noi mediterranei,piu’ consono alla difesa dei valori della vita e della pace comune.

Oggi leggo che una nave russa arriva vicino le coste siriane perche’ vuol difendere la Siria stessa dai missili anti Isis che l’America lancera’ nel territorio siriano stesso.

Missili che,alla luce delle ultime rivelazioni inerenti l’uso del gas da parte di Damasco sui civili,potrebbero prendere altre direzioni.

Correva l’anno 1980 e i russi in crisi di identita’ si ponevano la domanda da mille dollari:continuare col comunismo oppure modernizzarsi con le nuove ideologie piu’ liberali e consone ai tempi.

Ma oggi con Putin di mezzo sembrerebbe alto un vecchio ritorno al dualismo dei tempi di Regan.

E allora l’islam feroce e fuori controllo appare un trampolino di lancio per altre questioni vecchie da regolare.

Mi e’ sembrato piu’ realista e sincero il presidente iraniano,che con la calma serafica all’Onu,ha spiegato che molti errori sono stati fatti dall’America con la sua invadenza in questioni estere.

Avra’ anche i suoi scheletri nell’armadio quest’uomo,ma e’ evidente come non abbia tutti i torti poi.

Dai tempi dell’11 settembre delle torri gemelle,appare evidente come la politica della vendetta esportata  fuori dalle mura americane,mette a rischio tutto il pianeta.

Vale la pena andare dietro al treno a stelle e strisce,rischiando la pelle dei propri cittadini?

Vale la pena accettare la sfida all’Isis e professare il credo del dente contro dente per dire di essere giustizieri e profeti della sicurezza del mondo?

Molti opinionisti credono che l’Islam possa essere lasciata sola senza interferenze alcune.

Che la si possa far agire secondo le proprie regole e ideologie.

Del resto dovremmo aspettarci dagli imam sparsi in Europa,rimproveri e tirate di orecchio a chi distorce la dottrina dell’islam stesso.

Fatto sta che ,a detta del capo dell’intelligence europea,e’ troppo tardi per fermare i jihadisti sparsi in Europa stessa.

Siamo pronti a pagare le conseguenze di comportamenti espansionistici americani?

O siamo proprio dinanzi allo scontro di religioni che,addietro,Oriana Fallaci aveva intuito e anticipato nei suoi libri? 

PROTAGONISTI COMUNQUE.

Leggendo e seguendo gli avvenimenti esteri,ti senti nel mezzo della storia.

Una tormenta che ti avvolge e ti fa riflettere e capire che,oggi,e’ il momento di riflettere,studiare e capire cio’ che avviene.

E’ il momento di soffermarti sulla notizia,aprire i rubinetti dell’informazione che i social regalano e che spesso usiamo per futili motivi.

E allora ti accorgi di come il vento stia soffiando in una direzione cattiva,sconvolgendo futuri calmi e positivi.

Ti accorgi di come possa essere utile seguire via twitter un siriano che scrive l’inizio della caduta delle bombe nel suo territorio o di come l’america attacca per non difendersi in casa dal nemico Isis.

Leggendo le notizie di questi ultimi tempi mi distacco dalla nostra politica e la metto nell’angolo nascosto del mio pensiero ricordandomi che loro,i nostri politici,non saprebbero nemmeno indicarci sulla cartina geografica dov’e’ la Syria di Assad.

Allora ti rendi conto anche di aver sbagliato studi,scuola e vorresti tornare indietro per trovarti impegnato in qualche cosa che ami,e cioe’ la notizia.

Ma la vita non la decidi a 18 anni,o meglio non sempre.

Mi accontento di essere protagonista di questi giorni,di questa epoca,cosi’ come lo furono i ragazzi del muro di Berlino e i loro picconi a batter giu’ la storia.