RIPORTARE LA CHIESA AL CENTRO DEL VILLAGGIO…COME HA DETTO GARCIA..

Non vi diro’ nulla a proposito dell’adsl che ancora latita….

Passiamo ad altro.

Non ho potuto seguirvi per bene ma ho colto cio’ che molti chiamano “regressione dalla tecnologia”.

Cioe’ quell’attimo che,per forza di causa maggiore,divieni uomo della grotta,l’albore della vita.

La tastiera di un pc diventa un miraggio e il monitor l’isola che non c’e’.

Le notizie le leggi sul telefonino tramite twitter ma non puoi commentarle sul tuo blog o prenderne spunto per un articolo.

Riassapori la liberta’ o la schiavitu’ per alcuni,da quel nostro ormai modo di concepire il tempo.

Il tempo della conoscenza immediata,della notizia sviscerata a 360 gradi e della perdita di cose altrettanto belle.

Allora ti rendi conto che quando giocavi con i soldatini da piccolo era cosa sacra e speciale,tempi in cui la tecnologia la faceva la tua astuzia nell’invertarti le cose.

Oggi,grazie alla rete,perdi questo lato umano,e quando non lo usi ricadi nella tua infanzia,nel passato che ti ha formato.

Allora penso che l’essere solo senza pc ti accresce la domanda tua interna,come una richiesta dell’anima per dirti di esprimerti nell’essenziale.

Qui avviene un mixer,un salto comune a molti e difficile per altri.

Portare l’anima nella tastiera,concedersi dentro il labirinto del freddo meccanismo di internet,dove spesso,perdi la tua vera originalita’.

Ecco,questo ho capito in questi giorni.

Riportare te stesso dentro una cosa che oggi sembra scontata:la parola.