AUGURI VIK

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41 anni.Auguri Vittorio.
Ti faccio gli auguri in un modo fatto da molti, scrivendoteli sul blog personale.
Ma auguri anche per come rimani da esempio in un mondo fatto da miti inutili e senza spina dorsale.Caro Vik auguri anche per avermi fatto capire Gaza e i suoi problemi.Auguri anche per come hai manifestato a tutti una coerenza, tipica degli eroi che escono dalla massa, che mai ti ha abbandonato.
Grazi Vik per avermi costruito dentro me la rabbia verso una oppressione, ingiusta, di un popolo schiacciato nella propria gabbia e nel dolore, che cerca eroi come te per gridare “genocidio”.
Vittorio ricordo i bimbi di Gaza che tu hai fotografato e poi, raccolto per strada morenti,portati all’ospedale di Gaza e i vigliacchi…a spararvi sull’ambulanza.
Ciao Vick
#restiamoumani
#gaza
#vik
#arrigoni
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CON GLI OCCHI DELLA PALESTINA.

Il nodo cruciale e’ credere che Hamas possa usare scudi umani per imporsi in Palestina.

Fosse vero,avremmo una doppia guerra in Gaza.

Una contro l’odiata Israele,e l’altra contro Hamas stessa,vittima e carnefice allo stesso tempo.

E il mio pensiero corre a Vittorio Arrigoni,e le sue ambulanze per le strade di Gaza a soccorrere feriti con la mezza luna della croce rossa e bandiere bianche in segno di pace.

Anche ai calci per buttare fuori dalle ambulanze stesse famigerati estremisti.

Via,fuori per non avere alibi e per non essere colpiti,nel mezzo di un soccorso umano.

La verita’ non la sapremo mai,ma certo se colpisco un ospedale o bambini che giocano per strada,la teoria degli scudi umani frana.

Oggi accade questo e,al momento abbiamo superato le 100 vittime a Gaza e chissa’ dove arriveremo.

La strada e’ lunga,come il silenzio dei media nostri che occupano tg e giornali pensando alla finale di calcio o all’inglese stentato di Renzi.

Prendere atto di cio’ che sta accadendo in quelle terre sarebbe un primo passo da fare per tutti noi,sarebbe scrollarsi di dosso quel menefreghismo che accompagna  Israele e le teorie sioniste.

Sarebbe anche logico per noi,abituati a una normalita’ casereccia e tranquilla(o quasi),pensare a cio’ che vive una famiglia palestinese ogni secondo.

Avvertita all’ultimo minuto,sollecitata ad andar via dalla propria casa entro due minuti perche’ tutta la storia della famiglia stessa sara’ distrutta da bombe e schegge.

Immagina,ti prego.

Adesso,Syria,Palestina, restano drammi umani.

Ve ne sono tanti altri certo,la fame nel mondo,l’accanimento contro i cattolici in Africa,lo sterminio di altri popoli per mano di governi repressivi e totalitari.

Ma adesso,complice anche l’America liberale,bisogna mobilitarsi,essere consapevoli di un dramma,umano,che affligge migliaia di persone a pochi chilometri da noi.

SIAMO TUTTI PALESTINESI,MA NESSUNO LO SA!

Come se attaccassimo il Vaticano,confinante con noi,e lo mettessimo a ferro e fuoco estirpandone pseudo terroristi annidiati dentro mura e armati fino ai denti.

E’ come se andassimo a colpire inermi bimbi e donne,vecchi e ammalati,poiche’ complici di terroristi e complotti contro l’Italia.

E allora,il punto cruciale,e’ se l’azione di vendetta contro qualcuno e’ giustificata nel colpire nel mucchio,annientando tutti e facendo pulizia.

E’ come se,tornando indietro,lo stato italiano,colpisse un intero edificio perche’ sospettoso di aver dentro di esso brigatisti o estremisti.

Colpire annientare e imporre la forza anche su chi li,nella Gaza offesa nei suoi diritti violati,nulla ha da condividere con Hezbollah o altri gruppi.

Questa e’ la questione da capire,questo e’ il nodo delle guerre vigliacche,quelle che divorano infanzie e zittiscono futuri negli occhi di piccoli.

Questa e’ la guerra dove se non sei l’America non vali niente,e anzi,non vieni difeso o confortato nelle ore piu’ buie del tuo giorno.

Allora,io,leggo i tweet impauriti da chi,laggiu’,vede missili piombare dal cielo e corpi straziati irriconoscibili.

E penso,a Vittorio Arrigoni,che nell’ambulanza soccorreva i feriti sotto le bombe e,pur esponendo la bandiera bianca con la croce rossa,veniva preso di mira dai cecchini.

Allora forse dovremmo erudirci su questa tragedia,andare li se e’ possibile e toccare di mano una verita’,e cioe’ quella dell’indifferenza comune di tutti noi verso il popolo palestinese.

Manifestazioni,articoli,social ci dicono che Gaza verra’ colpita poiche’ ci si vuole vendicare di tre corpi uccisi e che,nella morte di molti,troveranno conforto e rispetto?

Ci vuol dire che il palestinese bruciato vivo e’ l’emblema della vendetta contro un vile gesto?

E chi deve pagare?

Chi deve dire addio alla propria famiglia sapendo di essere nel mirino di missili o bombe?

Tu,io,loro?Siamo tutti palestinesi,ma questo non lo sa nessuno.

CAINO E ABELE,VICINI DI CASA.

Una terra ,la Palestina,che verra’ martoriata un’altra volta per vendetta.

La vendetta per l’uccisione di tre israeliani,vittime secondo il governo israeliano,di una  feroce azione dell’estremismo di Hamas che si fa governo in terra occupata e voce della disperazione di migliaia di persone.

I civili che cadranno non avranno scampo,e come ci raccontava Vittorio Arrigoni,vedremo la pulce schiacciata dall’orso cattivo.

E’ sempre stato cosi’,da anni.

Israele detta legge su territori mai riconosciuti ai palestinesi e che,anzi,quotidianamente vengono “rubati” abbattendo case e muri dove si cerca una propria identita’.

Il bambino ucciso o ferito e’ il risultato di cio’ che il terrorismo porta laggiu’,ma perche’ pagare con la vita cio’ che altri fanno seppur appoggiando diritti negati?

Perche’ il civile paga cio’ che il braccio violento dell’ideologia palestinese mette in atto?

I civili,sempre loro li a spartirsi momenti di vita tranquilla con altri in balia della morte.

E allora colpiti,annientati e trucidati cadranno per mano di uno stato che nella forza mette mano alla giustizia.

E noi che facciamo?

Protestiamo,boicottiamo,o ci adeguiamo a un uso della giustizia che anche l’America ha esportato in altri paesi.

Armi chimiche?Attacchiamo.

Possibili campi di reclutamento di terroristi?Attacchiamo.

E allora non c’e’ piu’ pace e dialogo,spazio per dire la verita’.

Israele attacchera’ i territori occupati.

Se ci fosse Arrigoni sentiremmo gia’ lo schiaffo che ci arriva a noi tutti,per essere fermi,immobili e anche vigliacchi al grido di aiuto proveniente dalla Palestina.

 

CIAO VIK,RESTIAMO UMANI !

Vittorio Arrigoni nasceva oggi.

Io l’ho conosciuto dal suo blog,dalla sofferenza che emanava in ogni parola per l’occupazione di Israele in quei territori dove la razza umana e’ trattata come il vile nazista che sa di essere forte perche’ non c’e’ un nemico organizzato.

E la debolezza del nemico,caro Vittorio,e’ stata la tua fede.

Una fede che ti ha portato alla morte ma che ti ha regalato momenti di gioia.

Quei momenti quando vedevi rientrare i pescatori nel porto di Gaza e vedevi in loro il sorriso perche’ la giornata era stata semplicemente normale.

Gia’ la normalita’,caro Vittorio,tu la scrivevi come un diritto negato ad un popolo che nei volti dei bambini sprigionava la vera’ ricerca del futuro,quella voglia che venne spezzata dall’eccidio di Sabra e Shatila oppure in tante incursioni aeree dell’aviazione israeliana nei territori occupati.

Vittorio e’ stato,ma lo e’ ancora,l’emblema della solidarieta’ senza ritorno,quella voglia per alcuni matta di rischiare la propria vita per difendere un ideale concreto fatto di persone in pericolo.

Oggi l’insegnamento tuo e’ quello anche di non cedere dinanzi al potere organizzato,al popolo invasore che nelle sue forze militari annienta diritti e vite.

La Palestina ma anche la SYria argomenti disperati sui tavoli dei grandi ma anche terre che nelle loro complessita’ religiose hanno scavato profonde crisi di coscienza.

Le immagini dei bimbi morti e delle ferite sui loro corpicini,annienta in me la speranza di confronto e spesso mi porta su un binario,illogico,di rabbia contro chi e’ l’artefice di tutto questo.

Il pacifista che esiste dentro me,il senso critico a un massacro,lascia spesso la voglia di rivalsa materiale,fatta di rabbia e azione contro il pugno armato del dittatore.

Forse questo e’ il mio limite,certo.

Tu Vittorio ricordo nei tuoi video la calma che mettevi nel raccontarci il tuo lavoro laggiu’.

Ma anche quando rispondesti a Saviano mentore nei confronti di una realta’ che forse a lui non faceva comodo.

Caro Vittorio oggi nascevi e in noi lasci molto confronto interno.

Un confronto che partendo da dentro ci porta a riflettere sul nostro cammino umano verso la difesa di diritti negati e ingiustizie.

Ha ancora senso essere come te oggi,anche se non coinvolti direttamente in quelle zone.

Ma credimi,conoscendoti,ho imparato l’importanza nel denunciare  e combattere il disprezzo verso la vita umana che dei vigliacchi hanno quotidianamente messo sul piatto della bilancia di molti esseri umani,bambini compresi.

Restiamo umani,ciao VIK.

LO ZAINETTO DI SCUOLA.

Non so perche’ ma ogni volta che vedo mio figlio con lo zainetto che torna  a casa dall’asilo,mi vengono in mente le immagini dei bimbi palestinesi.

E’ un ricordo dovuto al fatto che in questi anni,grazie a Vittorio Arrigoni,la Palestina e i palestinesi sono rimasti dentro di me nel loro drammatico percorso quotidiano di sopravvivenza.

La striscia di Gaza,con le  sue migliaia di anime in cerca di pace,e’ sempre sotto attacco israeliano e,cosa peggiore,vive la sua prigione all’aria aperta sapendo di non poter scappare dalla tenaglia che il regime israeliano ha da anni.

Vi voglio linkare questo articolo per farvi capire l’aria che aleggia li.

http://reteitalianaism.it/public_html/index.php/2013/05/13/una-vita-di-incertezza-sotto-occupazione/

Seguo sempre anche su facebook il profilo di questa ragazza,coraggiosa che una sera,ricordo,era con me su twitter quando Gaza fu accerchiata e colpita da missili di Israele.

In diretta,Rosa,mi racconto’ il terrore delle bombe che cadevano vicino alla sua abitazione e il rombo dei motori degli aerei sulle teste dei poveri palestinesi.

https://www.facebook.com/rosa.schiano.stayhuman?fref=ts

La questione palestinese,arreca spesso nella gente un fastidio:sembrerebbe che si stiano sfidando a duello due forze terroristiche che,avvalendosi di armi differenti e modus operandi distanti,difendono i propri diritti.

Israele rivendica territori vecchi che i palestinesi non riconoscono.

E’ utile e interessante capirci qualcosa grazie a questo link:

http://it.wikipedia.org/wiki/Conflitti_arabo-israeliani

Ma personalmente la questione palestinese e’ tragicamente viva ogni giorno per l’alto numero di azioni violente che Israele arreca agli abitanti della striscia di Gaza.

Arresti,torture,violenze su donne e bambini,sequestri di aree contadine e abbattimento di case private.

Arrigoni mi ha fatto conoscere grazie anche al suo blog http://guerrillaradio.iobloggo.com/

le drammatiche voci e immagini provenienti da quei territori.

Crudezza e verita’,quella nascosta sempre da un numero maggiore di organi di stampa,amici del governo israeliano.

Una testimonianza che cambio’ molto il mio giudizio sui nostri luminari letterati e non,fu questa che vi voglio linkare:

http://www.youtube.com/watch?v=NBgI_QWgXaI

Mi farebbe piacere attivarmi per i diritti dei palestinesi,per i bimbi che muoiono sotto le armi vigliacche e per i pescatori di Gaza speronati dalle motovedette israeliane.Nel mio blog cerchero’ di farlo piu’ spesso.

Lo zainetto dei bimbi palestinesi,quello di mio figlio:stessi diritti,allo studio,ma vite differenti…certo.

 

AUGURI VITTORIO,L’ALTRUISTA SOTTO IL PIOMBO.

Non esistono operazioni militari chirurgiche: quando si mettono a bombardare l’aviazione militare e la marina, le uniche operazioni chirurgiche sono quelle dei medici che amputano arti maciullati alle vittime senza un attimo di ripensamento, anche se spesso braccia e gambe sarebbero salvabili“.

Voglio cosi’ ricordare Vittorio,unico nel suo genere.Amante della pace,dei diritti.

La Palestina la sua casa,quella terra “maledetta” che amava e difendeva quotidianamente dalla vigliaccheria israeliana,quella che  uccide tutti nel corpo  e nell’anima.

Si perche’ se sopravvivi alle pallottole,alle bombe,alla distruzione della tua casa,dentro te rimarra’ l’odore della morte e la visione dei corpi maciullati dall’avanzare di una ideologia,quella di Israele,che ha molti punti in comune con quella del terzo raich.

Vittorio con la sua bonta’ e la sua opera a servire il popolo palestinese,donava sorrisi e speranze,specialmente a quei bambini che si perdevano dietro l’inferno di Gaza.

Molti non ci sono piu’,e’ vera realta’ purtroppo,ma io voglio pensare che Vittorio li tenga in circolo,seduti davanti a lui,e che possa raccontare loro storie felici e cantare canzoni allegre.

Auguri Vittorio,da te abbiamo imparato molto e porteremo avanti il tuo amore per i popoli dimenticati,uccisi da ideologie espansionistiche che non hanno pieta’ per nessuno. 

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2013:CHE L’UTOPIA ACCOMPAGNI TARANTO E I TARANTINI.

C’e’ una canzone degli U2 che in una strofa dice:”niente cambia a Capodanno”.

Vedendo questa foto qui sotto

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devo ammettere che cio’ potrebbe rivelarsi vero e che,noi tarantini,dovremmo forse giungere a una conclusione:continuare oppure no?

Quando Vittorio Arrigoni nella sua battaglia pacifica a Gaza veniva tentato di smettere dinanzi ai corpi maciullati dei bambini palestinesi,ricordava dentro di se una parola:speranza.

Dovremmo agganciarci noi a questo,dovremmo sperare ma anche riempirci di momenti costruttivi per il nostro futuro,grazie alle vittorie che dovremmo avere per le nostre battaglie.

Nel 2012 le battaglie sono state tante in campo ambientalista,ma abbiamo perso e’ inutile negarlo.

L’utopia di Vittorio,di don Giorgio De Capitani,il popolo tarantino la tiene dentro di se?E’ stata raggiunta,e’ una speranza fattibile?

L’utopia raggiungibile potrebbe spronare il nostro futuro e la speranza,solo quella,non potrebbe bastare.

La differenza tra chi delle due cose  avra’ il giusto premio o valore per  noi,sara’ il percorso dei fattori decisivi e positivi che ci verranno incontro.

Speranza e utopia,magari di una vittoria finale,devono essere affiancate da avvenimenti positivi.

La prima vive anche senza fattori concreti,oggettivi.L’utopia e’ una forma di narcisismo per chi vede una meta,un traguardo e si sprona e sprona a vicenda gli altri,affinche’ questo traguardo lo si raggiunga a tutti icosti.

La speranza e’ finita qui a Taranto.L’utopia deve essere il mezzo per arrivare alla meta,al destino di tutti noi.

Vittorio nell’utopia dei suoi giorni,aveva e vedeva la speranza.Ha fallito forse anche lui,ma solo perche’ e’ sato brutalmente ucciso.Ma chi da lui ha bevuto il significato di ogni suo sacrificio per Gaza,ha una meta e la vede li,nella liberta’ della Palestina.Quindi anche noi,immergendoci nell’utopia,vedremo forse meglio cio’ che adesso la speranza ci nega.

Auguri a tutti,iniziamo assieme un altro anno.

GAZA UNDERATTACK,MUORE.PENSACI UN PO’ ANCHE TU.

Sono solidale col popolo di Gaza,che ha nella sua sola colpa,quella di avere rispetto per la sua terra e le sue tradizioni,per i suoi confini violati e per cio’ che e’ la sua cultura.

Sono solidale con i piccoli martiri,uccisi dalle bombe di Israele che cercano i colpevoli terroristi,ma uccidono chiunque incontrano sul loro cammino.

La terra e’ indifferente a questa atrocita’ e io,nel mio piccolo,spero che il piccolo popolo palestinese,possa avere cio’ che si merita:la sua terra,quella dei diritti violati e quella che le fu tolta anni fa con la violenza e il martirio dagli israeliani.

Gaza e’ tutti noi,Gaza e’ quel territorio raccontato da Vittorio Arrigoni il quale mi ha fatto capire cosa e’ l’ingiustizia e cosa e’ la prepotenza di chi ha dalla sua armi a volonta’ e amici potenti.

Oggi Gaza e’ una formica schiacciata da un gigante il quale ha i suoi amici(USA per prima)che giustificano le sue atrocita’ in nome di un espansionismo senza regole e rispetto.

Bimbi e donne nel fiore della loro eta’,trucidati e massacrati da una logica militare senza precedenti,a parte il triste periodo dell’azione militare Piombo Fuso,che lascio’ morti e feriti sulla terra.

Israele sta progettando un’ invasione di terra e migliaia di vittime sono pronte gia’ sull’altare del martirio,vittime che non hanno neanche il tempo di combattere e difendersi perche’ non hanno armi.

Hamas avra’ anche nella sua linea dura colpe,certo.Ma non bisogna sparare nel mucchio per ribadire la voglia di giustizia.

Una azione militare contro un nemico da sconfiggere lascia sempre vittime innocenti,vittime che nella loro pieta’ ci fanno riflette e ci fanno capire come noi siamo anche colpevoli con il nostro silenzio.

Gaza underattack,Gaza chiede aiuto,Gaza muore.Pensaci un po’,anche tu.

ESTELLE LA FORMICA AMATA DA TUTTI NOI.

Gli ideali non salvano un popolo.Lo ricordano.
E’ una frase che lessi su un libro tempo fa di cui non ricordo il titolo e che mi e’ rimasta dentro ogni volta che scrivo su qualche diritto negato o che seguo qualche battaglia per violenze su un popolo o singolo soggetto.
Oggi la nave Estelle,partita da Napoli dopo diverse tappe fatte in giro per l’Europa,e’ stata attaccata dalla flotta israeliana e resa out per uno scopo umanitario e pacifico verso la popolazione palestinese.
Devo dire che seguo con attenzione le vicende palestinesi che hanno sullo sfondo drammatiche scene finali di un film che purtroppo non dura un tempo ma che di finali forse non ne avra’ mai.
Vittorio Arrigoni mi ha coinvolto in questa dolorosa conoscenza e mi ha inculcato il dovere del sapere e dell’approfondire la vicenda Gaza e Palestina e,anche dopo la sua morte,mi ha lasciato dentro un certo senso di sconforto verso l’impossibilita’ di ognuno di noi a dire stop alla violenza sui palestinesi.
Estelle e’ quel bisogno di tutti noi di esserci,li in quelle acque splendide ma che hanno la morte sullo sfondo del porto di Gaza e sul territorio palestinese.
Estelle oggi e’ stata ammutolita dal potere lacerante di una nazione,Israele,che della sua forza sulla formica palestinese,ne fa vanto e onore.
I social network,prima twitter su tutti,ha lanciato il grido di dolore di chi,ancor prima di essere raggiunto dall’esercito  israeliano,gridava la sconfitta della ragione,la sconfitta dell’aiuto umanitario come scopo finale e non la battaglia verso un nemico.
Qui la questione era portare aiuti umanitari al popolo alle strette non combattere Israele per mare.
Estelle annientata e messa a tacere ma che dal suo silenzio ha e avra’ l’onore e il rispetto del mondo intero,e mio.